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Calcio Sudamericano, la storia e la sua mission

Quando si parla di Sudamerica non si può non parlare anche di calcio. Il fútbol o il futebol, come lo chiamano a quelle latitudini, è il sentimento più forte diffuso in ogni angolo del continente, praticamente al pari della religione. Si gioca ovunque: dalle spiagge alle pendici dei posti più remoti, dalle strade delle grandi metropoli alla Foresta Amazzonica. Il calcio è una delle poche cose eque che esistono al mondo: lo possono giocare tutti, ha un valore aggiunto da aggregatore sociale davvero incredibile, unisce popoli e congela faide, fa urlare e piangere. Nel subcontinente poi, questo sentimento viene ancora più amplificato.

Il calcio sudamericano ha le sue caratteristiche ben note: privilegia la tecnica ma nel contempo evidenzia anche, talvolta, il suo stile ruvido di gioco. Difficile non innamorarsene, soprattutto perché il Sudamerica si è ormai trasferito in Europa e abbiamo l’onore di poterlo apprezzare da vicino, basti pensare quanti giocatori hanno militato nel campionato di Serie A nelle sua ultra centenaria storia. Tanti, davvero tanti; alcuni di loro erano effettivamente improponibili per il livello che veniva richiesto loro, altri invece hanno contribuito a scrivere pagine importanti del nostro calcio. Fino agli anni ’90 chiunque poteva permettersi di andare a scommettere su qualche sconosciuto proveniente dal Sudamerica, dove i prezzi non erano ancora tirati alla follia e soprattutto non esistevano findo speculativi pronti ad approfittarsi delle difficoltà dei club locali, costretti oggi a svendere a terzi gran parte dei cartellini dei propri tesserati. Oggi del Sudamerica si sa davvero tutto: con internet che spopola e la nascita di diverse realtà virtuali, la trasmissione in tv di campionati e coppe, l’argomento è diventato forse troppo oberato di voci, preso in mezzo da chi lo utilizza per fare facile retorica e costruirci su storie alimentate esclusivamente da luoghi comuni, spesso nemmeno veri. Noi siamo sempre stati una voce fuori dal coro in un mondo vasto come quello del web, nel quale la qualità molto spesso va a discapito della quantità.

Il subcontinente ci ha regalato emozioni, squadre e campioni unici. Il primo sussulto arrivò negli anni ’30, ormai quasi cento anni fa, quando al Maracanã l’Uruguay di capitan Nasazzi e Scarone vinse il primo Mondiale della storia battendo a domicilio il Brasile, in una delle partite che ancora oggi viene ricordata come tra le più folli di sempre. L’Uruguay dominò quel ventennio, trasformandosi in una delle realtà più incredibili del panorama mondiale: un paese così piccolo capace di imprese così grandi non poteva che crescere lì, nel continente dove tutti crescono a pane e calcio. La fusione di culture, figlia dell’immigrazione inglese del secolo scorso, fu il fattore determinente, così come lo fu anche per tutte le altre selezioni vincenti della storia sudamericana., ovvero Argentina e Brasile.

Ma il continente latinoamericano è famoso anche a livello di club. Ad esempio, chi potrà mai scordarsi del grande Independiente degli anni ’70, il cosiddetto Rey de Copas? O dell‘Estudiantes che contese una Coppa Intercontinentale al Milan? E che dire di grandi come Boca Juniors, River Plate, Flamengo? Il Sudamerica è tutto questo: mistica, fascino, cultura applicata allo sport, che assume un ruolo sociale di fondamentale importanza.

 

Il Sudamerica ci ha dato Pelé, Diego Maradona, Leo Messi e Neymar, produce talenti in quantità e li esporta in ogni angolo del globo. Non c’è timore a lanciare giovani su giovani perché responsabilizzarli è semplicemente fare il loro bene. Ragazzi cresciuti in condizioni difficili maturano più in fretta, ed è per questo che sempre più spesso vediamo giovani ancora minorenni avere impatti clamorosi quando salgono a giocare tra i grandi. C’è fame, voglia di emergere, cattiveria agonistica che si traduce in carica positiva.

 

La nascita di Calciosudamericano

Calcio Sudamericano nasce sulla scia di tutto ciò, dalla una passione per il fútbol di certe latitudini portata avanti per anni dai fondatori del sito, che hanno sempre seguito con attenzione e passione tutto ciò che ruotava intorno al mondo latinoamericano. Il sito prende forma nel dicembre del 2010, quando vengono pubblicati i primi articoli sul Brasileirão e sul Fluminense campione. Una novità per i tempi, così come una  novità era rappresentata dal portale, che al momento del suo lancio poteva contare solo su una mini redazione composta da tre persone. Il sito nasceva solo come una sorta di qusderno degli appunti, dove si riepilogavano i risultati dei vari weekend, cosa che ai tempi non si trovava da nessuna altra parte, e soprattutto si cercava di avvicinare il potenziale lettore a un mondo mai trattato prima in maniera mainstream, approfondita, cercando di uscire dal solito schema della storia fine a sé stessa, ma provando anche a comunicare quale sia l’attualità di un mondo che, checché ne pensino molti, si sta evolvendo ancora oggi. Era il 2010, come dicevamo, il Fluminense vinceva il Brasileirão dopo una Libertadores e una Sudamericana persa contro la LDU di Quito, eventi che i fondatori di calciosudamericano ricordano benissimo (così come contano ancora oggi in maniera maniacale tutte le notti passate in bianco a sentire le telecronache in spagnolo) e che hanno contribuito a dare il là definitivo all’avvio del progetto.

 

2011, la Copa America e il successo della guida

Il 2011 fu un anno fondamentale per il sito. In programma c’era la Copa America ospitata dall’Argentina, grande favorita per la vittoria finale, così sin dall’inizio dell’anno la redazione si mise sotto per proporre al lettore un quadro completo di ciò che andava delineandosi.

La redazione intanto cominciava a espandersi, visto che da tre elementi si era arrivati a otto, con l’innesto di forze fresche portato da alcuni rinforzi trovati grazie alle immense occasioni che offre il web. L’idea di fare una guida sul sito venne in mente quasi subito, ma anziché puntare sulla classica produzione da rivista, si decise di scrivere un articolo per ogni edizione della Copa, raccontando come andarono le cose e tratteggiandone alla perfezione tutti i protagonisti.

Nel frattempo Sky Sport comprò i diritti per trasmetterla anche in Italia, il che fu un evento fuori portata visto che per la prima volta nella storia, la manifestazione sarebbe andata in pay per view. Un’importanza che il Sudamerica meritava e che arrivò fin troppo in ritardo. L’eco mediatico si scatenò vista la copertura perfetta di Sky all’evento, e anche Calcio Sudamericano ne beneficiò indirettamente: da lì in poi i click al sito aumentarono vertiginosamente, tanto che la piattaforma cominciò anche ad avere dei suoi utenti affezionati, persone che condividevano con passione le loro opinioni sul fútbol. La community cominciava ad avere riscontri importanti, così come di livello erano i numeri sui social network, dove in pochi mesi la pagina Facebook divenne un bel punto di ritrovo per appassionati.

 

Il Mondiale 2014 e il record di visite

Nel 2014 il Mondiale brasiliano apparecchiò la tavola per un altro potenziale successo. Si giocava in Brasile, così la redazione – arrivata a contare fino a 18 collaboratori nei tempi di massimo splendore – decise di fare all in su un progetto molto più approfondito rispetto a quello di tre anni prima, in vista della Copa America.

Sul sito partirono diversi speciali: in primis il portale pubblicò un articolo per ogni stadio della manifestazione, per poi proseguire con la ripubblicazione della storia della Copa dalla prima edizione a oggi e terminando con la presentazione delle 12 protagoniste, una per uno. In mezzo tante interviste agli addetti ai lavori, schede sui giovani talenti, approfondimenti con rubriche mirate a far arrivare il nostro messaggio a più gente possibile. La passione è alla base, e in redazione ce n’era tanta. In giro, inoltre, non si trovavano ancora tutti questi emuli cantastorie, pessime controfigure di Federico Buffa, per cui tutto ciò che si trovava nel web sull’argomento era genuino, al cento per cento. Durante Brasile 2014 il sito fece più di una volta il record di accessi, con l’apice arrivato al seguito di Brasile – Germania, quando i tedeschi distrussero la Seleção con un 7-1 che, oggi , viene ricordato come la seconda storica disfatta epocale della nazionale verdeoro.

 

La doppia Copa America del Cile e la maledizione Messi

Il biennio 2015-2016 ci ha regalato una doppia edizione di Copa America. La prima, classica, si è giocata in Cile, l’abbiamo preparata consapevoli di essere di fronte a un evento potenzialmente storico, visto che i padroni di casa erano una delle poche nazionali a non averla ancora mai vinta. E così fu, in una finale che la squadra allenata da Sampaoli vinse ai calci di rigore contro Messi e compagni. Successo ripetuto poi un anno dopo, negli USA, nella Copa Centenario, dove Leo si piegò ancora una volta in finale contro il Cile.

La redazione lavorò duramente a quelle due edizioni di Copa, tanto che le due guide fatte uscire, rigorosamente in download gratuito, vennero scaricate da più di duemila persone. Un successo per chi, come noi, partì da zero, quasi per gioco, in un pomeriggio di dicembre, senza particolari obiettivi. Negli anni sono arrivati diversi riconoscimenti, come la candidatura a sito sportivo dell’anno nel 2013 e nel 2014, soddisfazioni figlie di una passione che ancora oggi è viva tra noi. Oltre alla guida, Calciosudamericano mise in piedi una serie di interviste a dirigenti e giornalisti del subcontinente, riuscendo anche a parlare con Martin Mazur, uno dei massimi esponenti del calcio argentino. I numero diedero ottimi riscontri, sia sul sito che sui social. La finale portò diverse interazioni e commenti, ampliando la fetta di frequentatori avituali del sito.

 

Una palestra di scrittura

Negli anni Calciosudamericano ha dato spazio a molti giovani, agazzi che su queste pagine hanno sfogato la loro voglia e la loro passione, scrivendo degli argomenti più disparati legati al mondo del subcontinente. Alcuni di questi ragazzi sono entrati in redazione che erano freschi di iscrizione all’università, uscendone rafforzati e inserendosi poi in altri contesti giornalistici più importanti, talvolta anche di livelo nazionale. Il sito non ha mai richiesto alcuna skill: per entrarci bastava mandare un articolo di proposta per, eventualmente, venire ricontattati. Questo è stato il punto di forza di Calciosudamericano, non mettere paletti: in primis c’è sempre stata la voglia di impegnarsi per crescere insieme, collaborare e scambiarsi pareri e consigli, conoscere persone nuove e, perché no, instaurare rapporti di amicizia che durano ancora a tutt’oggi.

L’apertura del sito è stata ispirata da diversi professionisti dell’ambiente, dal voler provare a raccontare il calcio come facevano loro, senza presunzione di accostarsi a questi numeri uno, ma con la voglia e l’umiltà di fare la propria parte. Gente come il già citato Federico Buffa è stata fondamentale, anche se poi il suo modo di fare intrattenimento è stato troppo esasperato, tanto da scadere nel banale. A lui vanno aggiunti top player del giornalismo italiano come Stefano Borghi, Carlo Pizzigoni, Daniele Adani, Massimo Callegari, tutta gente che istruiva la massa sul calcio sudamericano prima ancora che fosse mainstream. Alcuni di loro hanno anche lavorato sul campo, un particolare che in redazione abbiamo sempre tenuto di grandissimo conto.

Per questo si è cercato anche di espandersi, trovando corrispondenti direttamente in Sudamerica. Il primo, figlio di emigranti italiani originari di  Avellino, postava i suoi pezzi da Caracas e raccontava il mondo venezuelano a 360 gradi con il pallone come epicentro insidacabile. Poi siamo arrivati anche a Lima, grazie a uno dei nostri redattori che nel 2015 ci si è trasferito sul lavoro. Abbiamo sempre privilegiato il lavoro sul campo, non sempre siamo stati sul pezzo, ma ci abbiamo messo l’anima. Con gli anni e le esplosioni di altre piattaforme più forti economicamente, Calciosudamericano ha perso un po’ di valore e la sua esistenza è stata ridiscussa più volte. D’altronde, se anche un colosso come El Grafico ha chiuso, figuriamoci un piccolo sito in rappresentanza di un minuscolo angolo del web.

Invece siamo ancora qui, ridimensionati forse, ma ancora vivi e vegeti.

 

La mission di Calciosudamericano

Quando il sito è partito nel dicembre del 2010 l’obiettivo principale era far conoscere a tutti questa realtà. In Italia il calcio internazionale non è mai andato fortissimo a parte rari casi, figuriamoci se il Sudamerica avrebbe fatto eccezione. In effetti, la stessa redazione talvolta doveva rispondere a commenti di scherno, la cui tesi portante riguardava il livillo non certamente di primissimo piano del calcio espresso. Ciò che però affascina di più non è il campo di per sé, ma tutto l’insieme, un insieme del quale fanno parte anche i novanta minuti di gioco, ma non solo. Stadi, barras, aneddoti particolari, rivalità cittadine: se la vostra curiosità non vi porta ad approfondire ogni tematica di quelle elencate, allora il fútbol non fa per voi.

Non è mai stato un compito facile né si è mai pensato che lo fosse. Certo si è sempre cercato di far capire a tutti l’argomento di cui si stava parlando, in modo da interessare più gente possibile. Missione ardua, che però alla fine è stata portata a termine.

Come si diceva in precedenza, Calciosudamericano ha sempre cercato di porre l’accento sull’attualità, perché laggiù si gioca – letteralmente – ogni giorno, e quindi ogni mattina c’è qualche spunto interessante da lanciare. Chi lo ha capito si è sempre trovato bene, lasciando anche attestati di stima verso una redazione che nel frattempo si è evoluta, è cresciuta, ha terminato gli studi e spiccato il ruolo verso realtà giornalistiche di livello nazionale.

In questi anni il sito ha trattato davvero di tutto, dai campionati nazionali alle seconde divisioni, passando per le nazionali, i giovani talenti, il calciomercato e portando rubriche sempre nuove all’attenzione dei lettori. Negli anni hanno trovato spazio sulle pagine del portale pezzi da novanta quali Stefano Borghi, Massimo Callegari più vari professionisti di testate sudamericane. Perché, come dicevamo, essere sul posto è sempre stato fondamentale.

Abbiamo sentito presidenti, dirigenti, calciatori. Tutti disponibili a fare quattro chiacchiere con i nostri collaboratori, che ogni giorno scovavano nuove storie e spunti da proporre.

 

2018, Calcio Sudamericano cambia proposta

Con l’avvento di tante nuove realtà, la mission del sito è andata un po’ a perdersi.

Le pagine del sito continuano a essere aggiornate a cadenza settimanale, ma uno dei nuovi core business del portale è legato alle scommesse sportive. Calciosudamericano parla di tutto ciò che ruota attorno al mondo del fútbol, quindi – grazie a varie collavorazioni – può vantare partnership con le più grandi case di scommesse mondiali. L’affiliazione e il passaggio sotto una nuova azienda non deve assolutamente spaventare: si va avanti, si cambia, ci si aggiorna.

Questo è ciò che ogni lettore del sito delve sapere. Calciosudamericano c’è e ci sarà ancora per molto, supportato dal suo zoccolo duro di lettori che non ha mai fatto mancare il proprio appoggio. Collaboriamo con parecchie realtà importanti che, grazie al loro contributo, permettono al sito di andare avanti. Su Calciosudamericano troverai così anche alcune imbeccate per le tue giocate oltre alla possibilità di sfruttare tutti i suggerimenti sugli altri siti che fanno parte del network.

Un network nel quale lavorano professionisti del settore, sempre disponibili a darvi consigli sulle vostre eventuali mosse, preparati e sul pezzo in qualunque momento vogliate.

State con noi, il meglio deve ancora venire.