Villa Crespo, c’è un Clásico porteño che lotta ancora contro il “futbol” moderno

chacaatlanta

Dal nostro collaboratore Lorenzo Ciccotosto

Atlanta e Chacarita sono due club che, solo a vedere le loro casacche, riportano alla mente la vecchia Buenos Aires, in piena epoca del tango. Due club bien porteños, in grado di far scendere ancora una lacrima a chi li ha difesi e a chi li difende ancora, giovani ma soprattutto anziani. Atlanta e Chacarita sono due club con il presente quasi uguale, che disputano il Clàsico di Villa Crespo.  Fino alla metà degli anni ’40 lo stadio del Bohemio e quello del Funebrero erano separati soltanto da alcuni metri, essendo situati ambedue su calle Humboldt, il primo al civico 345 ed il secondo al 470, prima che il Chaca si spostasse a Villa Maipù, dove tuttora ha la propria sede sociale: secondo voci dell’epoca, l’Atlanta, a seguito dello spostamento del club rojo, blanco y negro, avrebbe aggiunto i terreni lasciati liberi ai propri (acquistati regolarmente o sottratti indebitamente, questo non si sa…), andando di fatto ad aumentare ancor di più una rivalità già esistente, e coronando il tutto con la costruzione del nuovo stadio sui suddetti terreni nel 1960. Il primer partido tra i due club venne disputato, per la prima volta in maniera ufficiale, il 13 novembre del 1927, vedendo i Funebreros (chiamati così per la vicinanza della sede sociale al cimitero, ndr) imporsi per 2 a 0, con le reti firmate da Josè Bruno Gaslini e Renato Cesarini (entrambi di origine chiaramente italiana, ndr); l’Atlanta ottenne la prima vittoria ufficiale tre anni dopo come visitante, riuscendo ad imporsi in casa del rivale di sempre per 1 a 0.

Da questo momento, i due club “se han visto las caras” altre 147 volte ufficialmente, 61 a favore del Chaca, 38 dell’Atlanta ed il restante 48 in pareggi (questo numero di partite fa del Clàsico di Villa Crespo uno dei più antichi e sentiti dell’intero panorama calcistico argentino,ndr), il cui maxìmo goleador risulta essere Carlos García Cambón con 8 tantos a favore del tricolor , mentre il giocatore con più presenze è ancora Isaac Lopez, sempre del tricolor, presente in 20 occasioni. La parte buona del Bohemio è strettamente relazionata con le sue goleade maggiori, ovvero la vittoria nel 1944 per 7 a 2 come locàl e la vittoria, 30 anni dopo, per 5 a 2 come visitante. Nonostante queste differenze, tuttavia, Chaca e Atlanta hanno molte cose in comune: oltre alla vicinanza fisica degli stadi e delle sedi sociali, i due club porteños sono nati nel giro di due anni, il primo nel 1906 ed il secondo nel 1904, ed entrambi hanno raggiunto la propria gloria nella massima divisione argentina, il Bohemio vincendo la Copa Suecia nel 1958 (questo fu un torneo sostitutivo della Primera Divisiòn, quell’anno sospesa per via del Mondiale, tuttavia ampiamente criticato e minato di credibilità in quanto la finale venne disputata due anni dopo, ndr) ed il Funebrero mettendo in bacheca l’unico campionato della sua storia, quel Torneo Metropolitano de Primera Divisiòn datato 1960.

(taringa.net)
(taringa.net)

L’ultima sfida tra i due equipos risale al Giovedì 2 Ottobre del 2014, Campionato di Primera B , terminata con il trionfo del Chacarita per 1 a 0, con gol al 93’ di Victor Zapata per il tricolor. Come spesso accade, la differenza di campionato che per molti anni c’è stata tra Chaca e Atlanta ha fatto si che nascessero nuove rivalità e nuovi clàsicos, come Chacarita-Tigre e Atlanta-All Boys, ma, nella mente e nel cuore di tutti i fanaticos di Villa Crespo, il clàsico rimarrà sempre e solo uno. Chacarita-Atlanta. Un po’ di storia: Il Club Atlético Atlanta fu fondato il 12 ottobre 1904 nella casa del commerciante Elías Sanz, ubicata in calle Alsina 1119, zona di Constitución. In questa riunione si decise di battezzare il club con il nome Atlanta Athletic Club: intorno a questa dicitura vi sono varie teorie, la prima vorrebbe la scelta di questa denominazione come commemorazione del terremoto avvenuto qualche mese prima nell’omonima città statunitense,mentre un’altra teoria farebbe riferimento ad una barca sempre statunitense attraccata al porto di Buenos Aires in quei giorni per la proclamazione di Manuel Quintana come Presidente della Republica Argentina. La scelta dei colori, azul y amarillo, venne presa per esaltare la figura del commerciante medio di Villa Crespo, che portava appunto indumenti colorati di gialloblu, a prescindere dalla merce venduta. Il primo campo da gioco del club si ubicò in Juan B. Alberdi y Escalada nel barrio di Villa Luro; senza dubbio l’Atlanta rimase poco tempo su quel terreno e, principalmente per difficoltà economiche, iniziò a vagare per la città, andando a giocare in quartieri popolari come Floresta e Caballito. Questo continuo spostamento del club gli costò l’appellativo di Bohemio (nomade, gitano, ndr), per cui è tuttora conosciuto agli occhi dei propri tifosi e di ogni appassionato argentino.

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Il Club Atlético Chacarita Juniors fu fondato il 1 maggio del 1906 nei locali della 17 sezione del Partito Socialista, ubicata nell’angolo Dorrego y Giribone (oggi Córdoba).Il suo nome non nasconde molti segreti, in quanto Chacarita è il nome del barrio e Juniors è l’omaggio all’età media giovane dei ragazzi che diedero vita al tricolor. I colori scelti furono il rosso, il bianco ed il nero:il rosso per il socialismo, al quale erano vincolati tutti i membri fondatori,  il bianco per la purezza dei membri della squadra ed il nero per l’estrema vicinanza al cimitero del barrio. Un giorno dopo la fondazione fu registrato il nome Chacarita Juniors e fu eletta la prima Comisión Directiva, diretta da Maxìmo Lema, il primo Presidente della storia del Club. La prima partita del Chaca fu contro il Club Atletico Victoria e la prima squadra, composta interamente dai fondatori del club, si presentò con un 2-3-5, formazione tradizionale dell’epoca, e composta da questi 11: José Lema; Manuel Lema y Arístides Ronchieri; Antonio Fernández, Alfredo Lema y Andrés Ducase; Alfredo Palacios, Miguel Pereyra, Maximino Lema, Eduardo Ducase y Manuel Hernández.  Curiosità: il Chacarita è noto per avere, probabilmente, la tifoseria più violenta dell’intero paese, più volte protagonista di pesanti disordini e indicata spesso come razzista, a seguito dello sventolìo di vessilli nazisti e dell’intonazione di cori xenofobi in molte partite giocate a San Martìn. Molti addetti ai lavori, ma anche tifosi ed appassionati, sostengono che l’ascesa del club ai piani alti del futbol argentino sia ostacolata fortemente dai vertici dell’Afa, preoccupati per questa natura “poco sportiva” dei tifosi funebreros.