Uruguay – Delirio Nacional al 94°, una magistrale punizione di Recoba stende il Penarol. Il Superclasico è del Tricolor tra le polemiche

"Il mio goal più importante", dirà Recoba ai microfoni
“Il mio goal più importante”, dirà Recoba ai microfoni

Emozioni indescrivibili quelle lasciate da un Superclasico che è già passato alla storia del Futbol Uruguayo. Una partita incredibile, terminata 2 a 1 per il Nacional e risolta da una prodezza del Chino Recoba a tempo scaduto. Come da tradizione però non sono mancate le polemiche, specialmente sul fronte di un Penarol che nel finale si è visto defraudato dalle scelte dell’ arbitro. Era destino evidentemente che a gioire dovessero essere quelli del Nacional, sempre più vicini alla conquista del titolo di Apertura. Tre punti che, ai fini della classifica, consentono di tenere a bada il Racing (ancora a -7), inanellare l’ undicesima vittoria in campionato e spedire il Penarol ad addirittura 14 punti di distacco, lasciandolo al quarto posto. E poco importa se l’ imbattibilità della porta difesa da Gustavo Munua si sia interrotta dopo sette giornate. Esaltazione più che giustificata nell’ ambiente del Tricolor, mentre sponda Penarol ormai non si contano più le delusioni di questo 2014, da archiviare in tutta fretta. Al termine, Jorge Fossati ha rassegnato le dimissioni: la sua seconda esperienza alla guida del Club carbonero è stata veramente maledetta. A fare da cornice ad una gara spigolosa come da tradizione (un espulso per parte), ci ha pensato poi l’ atmosfera dell’ Estadio Centenario, a dir poco sensazionale per l’ intero arco del duello. Tutto sommato, fuori dallo stadio, non ci sono stati incidenti di rilievo, la polizia ha però arrestato 32 tifosi per detenzione di vari oggetti pericolosi e tentativi di rapina.

La tifoseria del Nacional
La tifoseria del Nacional

Lo scenario si apre con lo spettacolo delle due curve: nella Amsterdam i tifosi del Penarol ricordano la goleada per 5 a 0 dello scorso Aprile, nella Olimpica quelli del Nacional rimarcano invece il più largo 6 a 0 datato 1941. Insomma, ognuno tira acqua al suo mulino. Gli schieramenti iniziali vedono il Nacional mantenere l’ undici titolare, senza particolari sorprese, mentre nel Penarol restano in panchina il giovane Naithan Nandez ed Alejandro Silva, sostituiti da Diogo Silvestre (il migliore dei suoi) e Andres Rodales. Il primo tempo, come spesso accade, è abbastanza contratto. Le squadre non vogliono scoprirsi e gli spazi sono di conseguenza molto ristretti. Il primo episodio che serve a scaldare gli animi ha come protagonista il portiere del Penarol, Pablo Migliore, uno che in carriera ne ha combinate di ogni tipo. Su un angolo in favore del Nacional El Loco stende Henri Gimenez con una gomitata, ma il fischietto Christian Ferreyra non se ne accorge, lasciando proseguire tra i fischi del pubblico di fede tricolor e ammonendo i due giocatori per reciproci insulti. Da quì in avanti Migliore giocherà una sorta di Clasico a parte, lasciandosi andare ad insensati litigi con tutti gli avversari e mostrando ad un certo punto le “cinque dita” alla curva del Nacional, che lo ha preso di mira per ampi tratti del match. Col passare dei minuti gli Aurinegros creano alcune situazioni di potenziale pericolo con Jonathan Rodriguez e Marcelo Zalayeta, ma Munua è sempre attentissimo sia nelle uscite sia tra i pali; l’ occasionissima capita al 38′ al Nacional, quando il moto perpetuo Santiago Romero sforna un ottimo cross dalla destra per De Pena che sale in cielo e gira di testa verso l’ angolino, ma trova un Pablo Migliore bravissimo nel deviare la palla sul palo, mostrando di saper essere all’ occorrenza anche un buon arquero. Prima dell’ intervallo l’ ultimo sussulto è del Penarol: tacco di Zalayeta che smarca Rodriguez, ma la conclusione del numero 21 è fuori misura.

La magia del Chino
La magia del Chino, dietro la curva del Penarol

La ripresa comincia con un Campeon del Siglo tornato in campo con maggiori idee e determinazione, ci prova subito il solito Jonathan Rodriguez con una bordata, Munua respinge coi pugni. Al 57′ il forcing del Penarol viene premiato: Diogo si incunea in area da sinistra e viene buttato giù dall’ intervento di Gonzalo Porras, che colpisce la caviglia del brasiliano. L’ arbitro Ferreyra non ha esitazione, rigore sacrosanto. Se ne incarica ovviamente l’ idolo della tifoseria Antonio Pacheco, che la piazza con freddezza all’ angolino, inarrivabile stavolta per Gustavo Munua la cui imbattibilità si ferma a 700 minuti. Sono 12 invece i goal nel derby per El Genio, giunto al Superclasico numero 58 in carriera, un record. Al 65′ il tecnico del Penarol Jorge Fossati sostituisce l’ esausto Pacheco (dentro Novick per dare maggior copertura), che esce indicando il proprio nome sulla maglia, osannato pertanto dai tifosi. Il Nacional sembra in seria difficoltà e Alvaro Gutierrez stravolge la squadra, optando per tre cambi al 68′: fuori Pereiro, Espino e Gimenez, dentro Alvaro Recoba con gli attaccanti Sebastian Fernandez e Taborda. Assetto super offensivo e allo stesso tempo assai rischioso per il Nacional. Infatti pochi attimi dopo Zalayeta lancia Japo Rodriguez, che ha una prateria davanti a sé, ma una volta a tu per tu con il 36enne Munua gli calcia addosso, vanificando la possibilità di chiudere il conto. Al 78′ il Penarol resta in dieci per un entrataccia da rosso diretto di Macaluso su Fernandez, cui segue il solito capannello di giocatori che protestano e si spintonano. Non c’è tempo però neanche di respirare, che il Nacional confeziona altre due opportunità di pareggiare, però Pablo Migliore è bravissimo prima in uscita su tentativo di Ivan Alonso, poi nel respingere una punizione di Recoba dalla distanza. Non passa un minuto senza che succeda qualcosa e all’ 83′ viene ristabilita la parità numerica, tuttavia il rosso per Santiago Romero è una svista piuttosto grave dell’ arbitro, dato che il fallo dell’ esterno del Nacional su Japo Rodriguez non è affatto di quelli cattivi. La confusione in campo è tantissima, il Tricolor ha ancora la forza di attaccare e allo scoccare del 90′ su calcio d’ angolo arriva l’ 1 a 1, contestatissimo sponda Penarol. L’ area di rigore è iper affollata, Munua (salito in attacco) e Arismendi si avventano sul cross, quest’ ultimo stacca di testa e Fernandez, all’ altezza dell’ area piccola, conclude a botta sicura, Migliore si immola compiendo un intervento prodigioso, la palla però rimbalza sul braccio dello stesso Fernandez ed entra in rete. Esultano senza freni quelli del Bolso, protestano furiosi invece gli Aurinegros. Si riprende a fatica dal centrocampo, il Nacional conquista palla in un batter d’ occhio e su un lancio dalle retrovie l’ arbitro, con le idee chiaramente annebbiate nel marasma finale, fischia un fallo molto dubbio di Valdez su Taborda. La mattonella è di quelle invitanti per El Chino ed è quì che accade la magia: dal suo mancino parte una traiettoria telecomandata e la sfera si insacca inesorabilmente dove Migliore non può proprio arrivare. E’ il 94′, il Centenario esplode per il 2 a 1 e i giocatori del Nacional sono naturalmente in estasi, mentre quelli del Penarol, annichiliti, non hanno neanche la voglia di protestare ancora. La partita finisce e le immagini di gioia sono tutte per i vincitori, con Recoba seppellito di abbracci, mentre gli sconfitti lasciano il campo a testa bassa, delusi per l’ ennesima beffa di questo maledetto campionato.

Per l' esordiente Alvaro Gutierrez 14 vittorie in 15 partite con il Nacional
Per l’ esordiente Alvaro Gutierrez 14 vittorie in 15 partite con il Nacional

Nel post-gara, a caldo, tutti i compagni del Nacional esprimono il loro pensiero sulla giocata risolutiva dell’ ormai 38enne Recoba. Proprio lui, che lo scorso anno sbagliò il rigore decisivo che costò al Tricolor il titolo di Apertura 2013, è l’ uomo copertina del successo nel Superclasico. “Un autentico crack”, dice Diego Arismendi, mentre secondo Carlos De Pena “Recoba è stato toccato da una bacchetta magica”; anche il Presidente Eduardo Ache loda il suo pupillo: “se lo merita davvero, lo scorso anno ha sofferto per l’ epilogo del Torneo Apertura, questa è la sua rivincita”. Se Recoba è magico, si può affermare altrettanto dell’ allenatore Alvaro Gutierrez, amuleto da quando è al timone del Nacional: “felice di aver cancellato l’ ultima pesante derrota clasica. E’ stato un match intenso, combattuto, con un finale da brivido. Sono felicissimo per il Chino, ma non sono sorpreso dalla sua giocata. Siamo ad un passo dal titolo, dipende tutto da noi”. D’ altro canto, il collega Jorge Fossati, è piuttosto avvilito e imbarazzato nel dover giustificare il risultato e rassegnare le proprie dimissioni al Presidente Juan Pedro Damiani. Proprio il numero 1 del Club Penarol ha preso la parola: “un momento di estremo dolore, ma voglio metterci la faccia. Fa male sentire da un tecnico esperto e vicente che non ha più le forze per risollevare la squadra. Peccato, perché il finale di stagione poteva essere diverso per noi. Martedì il gruppo tornerà ad allenarsi, adesso dobbiamo smaltire la sofferenza”. Anche il capitano Pacheco ha voluto dire la sua: “sconfitta ingiusta, l’ arbitro ha sbagliato tutto e non è la prima volta che succede. E’ stato un brutto semestre, l’ eliminazione in Copa Sudamericana ci ha tagliato le gambe, ma ripeto che il risultato di oggi è immeritato”. Probabile che per le restanti tre giornate verrà promosso l’ ex juventino Pablo Montero, attualmente alla guida delle giovanili.

El Flaco Fossati al capolinea
El Flaco Fossati al capolinea

In conclusione, non c’è dubbio che sia stato un Superclasico di Montevideo vibrante, che verrà ricordato per sempre da entrambe le parti, nel bene e nel male. Logicamente non è mai una partita banale, ma stavolta i contenuti sono stati davvero molteplici e le emozioni si sono sprecate fino all’ ultimo istante. Incredibile come il calcio possa capovolgere gli scenari nel giro di poco tempo. Sei mesi fa il Nacional, sconfitto 5 a 0 da un Penarol straripante, si leccava le ferite e registrava le dimissioni di Gerardo Pelusso. Gli subentrò, nello scoramento totale, come traghettatore temporaneo Alvaro Gutierrez, quando mancavano solo tre turni alle fine del Clausura e da lì El Guti ha vinto tutte le gare fino ad oggi (tranne una contro il Tanque), dando un nuovo volto alla squadra e restituendo l’ orgoglio ai propri giocatori. Stessa situazione adesso per i rivali del Penarol, con il morale a pezzi e pieni di incertezze. Chissà che Pablo Montero, nel caso venga designato dal Presidente Damiani, non possa fare come Gutierrez. Gli hinchas del Penarol se lo augurano, ma sperano soprattutto in un 2015 diverso, a prescindere da chi siederà in panchina. Per adesso però la capitale si dipinge dei colori bianco, rosso e blu del Nacional e la supremazia sportiva è tutta del Tricolor. Una sola cosa è sicura: in Uruguay non ci si annoia e non ci annoierà mai.

Estadio: Centenario

Arbitro: Christian Ferreyra

NACIONAL: Gustavo Munúa, Santiago Romero, Rafael García, Diego Polenta, Alfonso Espino (68′ Sebastián Fernández); Gonzalo Porras, Diego Arismendi, Carlos De Pena, Gastón Pereiro (68′ Sebastián Taborda), Henry Giménez (68′ Alvaro Recoba)  e  Iván Alonso. Director Técnico: Alvaro Gutiérrez. Panchina: Jorge Bava, Jorge Fucile, José Aja, Maximiliano Calzada.

PEÑAROL: Pablo Migliore, Carlos Valdez, Gonzalo Viera, Damián Macaluso, Andrés Rodales, Sebastián Piriz, Diogo Silvestre (81′ Darío Rodríguez), Jorge Rodríguez, Antonio Pacheco (65′ Marcel Novick), Marcelo Zalayeta, Jonathan Rodríguez (87′ Carlos Núñez). Director Técnico: Jorge Fossati. Panchina: Leandro Gelpi, Alejandro Silva,  Fabián Estoyanoff, Juan Manuel Olivera.

Goles: 57′ Antonio Pacheco de penal (P), 90′ Sebastián Fernández (N), 90′ Alvaro Recoba (N).

Ammoniti: 7’ Sebastián Piriz (P), 22′ Rafael García (N), 27′ Pablo Migliore (P) y Henry Giménez (N), 58′ Gonzalo Porras (N).

Espulsi: 78′ Damián Macaluso (P), 83′ Santiago Romero (N).