Uruguay, che finale! – Il Nacional vince 3 a 2 il Clasico: ecco il 45° titolo. Rabbia Penarol, sugli spalti scoppia il finimondo

PREMESSA – Che non sia una partita come le altre è cosa ben nota agli amanti del pallone. Specialmente quando Penarol e Nacional si affrontano in una finale decisiva per la stagione, è lecito attendersi qualche episodio fuori dal normale, tipico delle tradizioni del fùtbol sudamericano. Del resto la tensione era palpabile da giorni nella capitale Montevideo: non si parlava di altro per le strade, facendo quasi passare in secondo piano le gesta della Celeste in Copa América. Come d’ abitudine, la rivalità si inasprisce fino a raggiungere livelli stellari quando arriva il fatidico giorno del Clàsico, considerato un pò come il “Giorno del Giudizio” da queste parti. I calciatori sono scesi sulla cancha consapevoli di rappresentare due celebri e gloriosi Club e di dover combattere su ogni pallone, centimetro per centimetro, per surclassare l’ avversario e sventolargli di fronte la coppa. Alla fine, come sempre accade, chi vince è un eroe, mentre chi perde, verrà sbeffeggiato e dovrà portare il fardello della sconfitta per molto tempo. Stavolta però si è andati decisamente oltre, in una serata di ordinaria follia che in Uruguay ricorderanno a lungo. E’ successo veramente di tutto all’ Estadio Centenario: da ieri, uno dei monumenti del calcio mondiale, annovera un’ altra storia da raccontare ai posteri. Il titolo va a rimpinguare la prestigiosa bacheca del Nacional, che trionfa ai supplementari per 3 a 2 con goal di Santiago Romero al 109′, dopo avere dominato e chiuso il primo tempo avanti 2 a 0 ed essersi fatto riprendere nella ripresa da un Penarol in inferiorità numerica, ma agguerrito fino a centrare il pari al 90′ con Luis Aguiar. Un match quindi al cardiopalmo, divertente, pieno di occasioni ed emozioni. Tuttavia, ed ecco l’ assurdità, la gara è stata sospesa al 111′, per i disordini nella Tribuna Amsterdam tra tifosi aurinegros e polizia, scoppiati quando l’ arbitro Bentancor ha fischiato il rigore del possibile 4 a 2 al Nacional. Una “scusa”, per i tifosi arrabbiati per l’ imminente sconfitta, sufficiente a far partire un fitto lancio di pietre e seggiolini. C’ è stato giusto il tempo di riportare la calma per qualche minuto, con Alvaro Recoba che oltretutto si fa parare il tiro da Pablo Migliore, dopodiché gli incidenti sono proseguiti e con l’ ingresso in campo dell’ ambulanza, la gara è stata fermata definitivamente con 7 minuti ancora da disputare. I giocatori del Nacional hanno festeggiato lo stesso, anche se il titolo non è ufficialmente conquistato; tuttavia il verdetto della Commissione Disciplinare sancirà la vittoria del Tricolor ed è probabile che per il Penarol e i suoi tifosi arriveranno anche pesanti sanzioni. Un vero peccato rovinare un così bello spettacolo, proprio nei minuti finali, in cui i 22 in campo avrebbero potuto regalare qualche altro colpo di scena. Ad onore del vero, durante i festeggiamenti nelle strade di Montevideo, anche i tifosi del Nacional hanno fatto la loro parte in quanto a danni, saccheggiando alcuni negozi. Un epilogo di stagione che macchia l’ immagine dell’ Uruguay: spettatori, giocatori, staff e arbitro non meritavano di assistere a scene del genere. A vedere la stracittadina c’ erano circa 40.000 mila persone e parecchie lamentele erano giunte proprio dalla voce di alcuni tifosi, contrariati a causa dei prezzi esorbitanti dei biglietti.

Titolo nazionale numero 45 per il Nacional
Titolo nazionale numero 45 per il Nacional

LA PARTITA – Il rettangolo verde è stato teatro di una sfida entusiasmante, le due squadre si sono fronteggiate con grande lealtà e intensità, tenendo alto il nome del calcio uruguayano. E’ ovvio che alla fine solo un equipo possa gridare al trionfo ed è toccato al Nacional sollevare la coppa, ma la prestazione del Penarol, capace di rinvigorirsi quando ormai sembrava naufragato, merita comunque gli applausi. Il primo tempo è tutto di marca del Nacional, abile nel segnare per ben due volte sotto la Tribuna Colombes e mandare in visibilio il popolo della Blanqueada. La rete dell’ 1 a 0 arriva al 20′ e porta la firma di Sebastian Fernandez, per l’ occasione sostituto di Gaston Pereiro: cross del sempre velenoso Carlos De Pena da sinistra, sponda di Alonso e deviazione da due passi del Papelito Fernandez, che trafigge Migliore in completa libertà. Il Penarol è costretto a reagire, ma le idee dei ragazzi di Pablo Bengoechea sono a dir poco annebbiate: a centrocampo Piriz e Aguar perdono il duello con Arismendi e Porras, mentre Urretaviscaya è estraneo al gioco e Zalayeta e Pacheco fanno fatica a sopportare i ritmi degli avversari. Così il Nacional continua a premere sull’ acceleratore e già al 33′ si va sul 2 a 0, più che meritato; il difensore aurinegro Sandoval perde palla su pressing di De Pena, se ne appropria Alonso che innesca Barcia in area, steso a sua volta da Diogo Silvestre: per l’ arbitro Bentancor è rigore, dal dischetto si presenta Ivan Alonso che realizza con freddezza il 23° sigillo stagionale. Una mazzata sul morale del Carbonero, che rientra negli spogliatoi ferito ed umiliato. Mister Bengochea sa che la situazione può soltanto peggiorare con questo andazzo e stravolge il suo undici con due cambi immediati durante l’ intervallo: fuori i disastrosi terzini Sandoval e Diogo, dentro l’ attaccante Leyes con il giovanissimo Nandez. L’ assetto offensivo del Penarol lascia però notevoli spazi al Nacional, che si mangia il terzo goal con Espino e Polenta, imprecisi di fronte a Migliore. Al 69′ finalmente si accende Urretaviscaya, che conquista un calcio di punizione da posizione interessante: calcia Luis Aguiar e palla imprendibile all’ angolino per Gustavo Munua, il Penarol torna in partita, 2 a 1. Il tecnico del Nacional Alvaro Gutierrez corre ai ripari, inserendo Prieto per l’ esausto Arsimendi e il veloce Tabo per sfruttare il contropiede; i suoi ragazzi falliscono ancora la chance di chiudere il match con Ivan Alonso all’ 82′, poi il Penarol resta in dieci per il rosso a Jorge Rodriguez, a causa di un fallo in ritardo su Tabo. Con l’ uomo in meno la missione del Penarol si fa ancor più complicata, ma in Uruguay le partite non finiscono davvero mai e, al 90′ spaccato, l’ ingenuo Prieto sgambetta in area il furbo Urretaviscaya, costringendo l’ arbitro a concedere il penalty. Il silenzio cala per la prima volta sugli spalti: quelli del Nacional temono per un titolo che sembrava ormai vinto, quelli del Penarol sperano di arrivare ai supplementari. Della battuta si incarica Aguiar che non sbaglia e riequilibra le sorti del match, 2 a 2, la battaglia continua. La stanchezza pervade i già sfiancati protagonisti in campo, ma per il Penarol giocare in dieci è veramente dura, infatti il Nacional domina il primo tempo supplementare, senza però trovare l’ affondo. Al 109′, da un corner calciato dal piede magico di Recoba (entrato all’ 87′), il Colorado Romero prende il tempo ai difensori avversari e schiaccia di testa il goal del 3 a 2 per il Nacional. Il Penarol sbanda e due minuti dopo Cristian Tabo viene steso in area da Migliore, uscito alla disperata: l’ arbitro assegna il terzo rigore della gara, sulla mattonella si presenta Recoba, che (dopo 13 minuti di sospensione) si fa ipnotizzare da Migliore. Per gli Aurinegros ci sarebbe quindi ancora tempo per provare a raddrizzare il risultato e andare ai rigori, ma la situazione è ormai degenerata e l’ arbitro non fa proseguire l’ incontro. La festa è tutta del Nacional, ma i momenti di gioia dell’ ambiente tricolore sono rovinati da ciò che accade intorno. Queste le affermazioni del direttore di gara Javier Bentancor: “ufficialmente la partita è stata sospesa al 113′, eravamo arrivati ad un punto in cui si è perso il totale controllo, la situazione era irrecuperabile, una follia“. In data odierna gli organi della Federazione si riuniranno per prendere una decisione, in base anche al referto dell’ arbitro, ma con tutta probabilità verrà sancita la vittoria ufficiale del Nacional, mentre per il Penarol si attendono provvedimenti piuttosto seri.

Un' istantanea degli incidenti
Un’ istantanea degli incidenti

DICHIARAZIONI – Tanti i volti importanti che quest’ anno hanno caratterizzato la stagione e la storia di entrambe le squadre. Innanzitutto i due tecnici, bravi e preparati, come Gutierrez e Bengochea, passando per i veterani Zalayeta-Pacheco da una parte e Recoba-Alonso dall’ altra, senza dimenticare i giovani che si sono maggiormente distinti come Nandez, MacEachen, De Pena e Pereiro. Riportiamo alcune delle dichiarazioni più degne di nota arrivate ieri da Montevideo. Partiamo naturalmente dal campione, Alvaro Gutierrez, che in 5 Clàsicos totali contro il Penarol non ha mai perso e ha centrato il secondo titolo in carriera, dopo quello di Apertura: “oggi si è visto il vero Nacional, dopo alcuni mesi in sordina, ma del resto ci eravamo preparati a lungo per questa finale. Un anno fa è cominciato il mio percorso e il giuramento era di trovarci a festeggiare ben presto traguardi come questo. Siamo un gruppo di professionisti esemplari, i ragazzi hanno tirato fuori il meglio di sé e meritano questo titolo indimenticabile. Credo fosse impossibile rigiocare i 7 minuti rimanenti, per me la vittoria non è in discussione e adesso resta soltanto da individuare gli artefici del disastro sulle tribune. Il mio futuro? sono tre settimane che non parlo con la dirigenza, abbiamo voluto concentrarci su questa partita, ma certamente nei prossimi giorni ci troveremo con il presidente Ache per trovare una soluzione. Se andrò via, di certo lo farò nella miglior maniera possibile“. Se per El Guti il prossimo avvenire è ancora in bilico e tutto da decifrare, per Alvaro Recoba sembra arrivato il momento dei saluti: “il mio ciclo con questa maglia termina quì, credo che sia il miglior modo per congedarsi da questo Club. Il Nacional ha allungato la mia carriera e forse è giusto chiudere così la mia storia calcistica. Il calcio mi ha dato tanto, sottraendo però tempo alla mia famiglia. Mi hanno chiesto in Australia, ma almeno per una settimana voglio soltanto festeggiare”, questo le parole del Chino, osannato dai cori dei tifosi. Sentiamo anche il parere del match-winner, Santiago Romero: “mai nella vita mi sarei aspettato di decidere un Clàsico, credo che in linea generale siamo stati superiori, anche se nella ripresa ce la siamo vista brutta. Il rigore proprio alla fine poteva stroncarci, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo vinto grazie ad un mio goal“. Il bomber Alonso è uno che preferisce far parlare i suoi goal, mentre il giovane Carlos De Pena, autore di un’ annata straordinaria, è raggiante di felicità: “da piccolo era un sogno poter indossare un giorno la maglia del Nacional e non potrei chiedere di più adesso, sono felicissimo. Abbiamo dimostrato chi siamo nel momento più opportuno e i nostri tifosi sono orgogliosi di noi“. Sulla stessa falsariga la commozione del talentuoso Gaston Pereiro, colui che ha tatuata la faccia di Recoba sul braccio: “che dire, è un onore aver giocato al suo fianco e soprattutto diventare campione con dei compagni di squadra come questi. Siamo tutti parte del Nacional e della sua storia“. Sulla sponda degli sconfitti, la voglia di parlare è poca e il morale tremendamente basso. Appena una settimana fa il Penarol faceva suo il Torneo di Clausura, ma perdere il derby in finale sembra una delusione talmente cocente da far dimenticare quanto di buono costruito negli ultimi sei mesi. Tocca ovviamente al condottiero Bengochea metterci la faccia per primo: “intanto vorrei far notare che con 7 minuti ancora da giocare, potevamo ancora farcela a pareggiare. Purtroppo è successo quello che tutti hanno visto sugli spalti e sono gli arbitri a comandare, ma perdere così fa davvero male. Tuttavia il comportamento di alcuni tifosi è stato penoso e deprecabile, non c’ entra niente con il calcio e ci ha soltanto danneggiati. Ci ritroveremo coi ragazzi martedì mattina al Los Aromos per riordinare le idee, io ho un contratto ed intendo rispettarlo. Voglio ricordare a tutti che non siamo morti, oggi“. Anche il capitano Antonio Pacheco ha voluto dire la sua: “abbiamo giocato un tempo per parte, bravi noi a reagire e trovare il pareggio alla fine, ma in dieci era dura per altri 30 minuti. Gli incidenti provocati sono una pagina triste per il nostro calcio, noi ci alleniamo per giocare ed è inammissibile non poter terminare una partita di tale importanza“.

Recoba con la coppa e i figli
Recoba con la coppa e i figli

REAZIONI – Ogni qualvolta accadono episodi di violenza rilevanti come questo, si scatena lo scarica-barile. Il Governo accusa la società del Penarol di favorire i tifosi violenti, ma non è certamente una novità assistere a scontri di questo tipo in Uruguay, come in tutto il Sud America. Proprio nel recente Clausura il Cerro era stato penalizzato di 1 punto per le intemperanze dei propri tifosi, ma altri atti di violenza avevano visti protagonisti i tifosi del Rampla Juniors, che non hanno digerito la retrocessione scagliandosi contro i propri giocatori. L’ intero sistema dovrebbe farsi un’ esame di coscienza e cominciare a prendere le debite contromisure per arginare questa ferocia. Il campionato uruguayano ha visto un calo di spettatori progressivo, un pò a causa degli impianti vecchi e un pò a causa degli scarsi risultati ottenuti da molte squadre, che raramente vengono accettati di buon grado. Serve un progetto, serve serietà e serve gente che davvero ha voglia di ricostruire a dovere il futbol uruguayo; basta avventurieri, basta trasferimenti ed esoneri continui, che contribuiscono soltanto a dare instabilità all’ intero movimento. Per le società è complicato fare programmi a lungo termine e troppo spesso si passa dall’ esaltazione alla depressione in poco tempo, per questo c’è bisogno di organi decisi a dare una sterzata o si rischia di precipitare in una situazione critica. Chiudere gli stadi, vietare trasferte e alzare i prezzi non sono soluzioni democratiche, nè potranno essere utili ad avvicinare la gente al calcio, anzi sembra che il livello di rabbia aumenti a fronte di certe decisioni e la AUF dovrà interrogarsi su questo. Intanto le immagini di questa figuraccia hanno già fatto il giro del mondo ed è stata apostrofata su molti siti stranieri come “un triste finale di un partita caliente”. La cassa di risonanza dell’ infinito Càsico di Montevideo rimbomberà ancora per parecchie settimane. Arrivederci alla prossima stagione.

NACIONAL 3:2 PEÑAROL (sospesa per incidenti al 113′)

Estadio: Centenario. Arbitro: Javier Bentancor. Assistenti: Miguel Nievas y Raúl Hartwig. Quarto uomo: Esteban Ostojich.

NACIONAL: Gustavo Munúa, Santiago Romero, Sebastián Gorga, Diego Polenta, Alfonso Espino; Gonzalo Porras, Diego Arismendi (70′ Nicolás Prieto), Leandro Barcia (75′ Christian Tabó), Carlos De Pena (87′ Alvaro Recoba), Sebastián Fernández e Iván  Alonso. DT: Alvaro Gutiérrez. Panchina: Jorge Bava, Guillermo De Los Santos, Gastón Pereiro,  Sebastián Taborda.

PEÑAROL: Pablo Migliore, Jonathan Sandoval (46′ Nahitan Nandez), Carlos Valdez, Emilio Mac Eachen, Diogo Silvestre (46′ Gabriel Leyes), Sebastián Píriz, Luis Aguiar, Jonathan Urretaviscaya, Jorge Rodríguez, Antonio Pacheco (75′ Hernán Novick) y Marcelo Zalayeta. DT: Pablo Bengoechea. Panchina: Gastón Guruceaga, Gonzalo Viera, Damián Macaluso, Juan Manuel Olivera.

Goles: 20′ Sebastián Fernández (N), 33′ Iván Alonso de penal (N), 69′ y 90 Luis Aguiar (P), 109′ Santiago Romero (N).

Ammoniti: 33′ Diogo Silvestre (P), 58′ Gabriel Leyes (P), 62′ Diego Arismendi (N), 79′ Carlos Valdez (P), 110′ Pablo Migliore (P).

Espulsi: 67′ Juan Manuel Olivera, en el banco (P), 84′ Jorge Rodríguez (P).

Note: al 111′ Migliore (P) para rigore a Recoba (N)