Un digiuno finalmente interrotto: Barcelona Sporting Club campione ecuadoregno del 2012

La festa può cominciare per il Barcelona dominatore del 2012

di Federico Barone

Quindici anni di attesa. 5475 giorni su per giù è stata l’attesa dei tifosi amarillos di Guayaquil che, dopo il dominio della rivale Emelec, ha finalmente liberato la sua gioia, trattenuta per l’appunto 15 anni. Era datato 1997 l’ultimo trionfo targato Barcelona de Guayaquil. Domenica contro l’Olmedo, che in settimana aveva lanciato l’allarme di un problema organizzativo con tanto di comunicato stampa che avrebbe dato la vittoria a tavolino alla squadra di Guayaquil (allarme poi rientrato), la squadra amarilla ha dato il colpo di grazia al campionato con la contemporanea sconfitta dell’Emelec sul campo del Deportivo Cuenca.

L’allenatore Costas, il portiere Banguera, i difensori Erazo e Perlaza, il trequartista argentino Diaz e l’attaccante Mina sono stati i fautori di questa straordinaria cavalcata. A pensarci bene, guardando come è iniziato il 2012, la squadra sembrava essere ancora una volta “L’ETERNA INCOMPIUTA” nonostante l’ingresso in Copa Sudamericana dopo la Primera Etapa. A capo degli Amarillos c’era un certo Zubeldia, considerato il Messia dell’Idolo dalla tifoseria. Ma qualcosa va storto: nonostante i grandi acquisti, anzi, gli ingenti acquisti rateificati dal presidente Noboa (l’acquisto di Arroyo fra tutti e l’estenuante conferma di Damien Diaz), la squadra arranca e dopo la sonora sconfitta per 3 a 0 subita dal Deportivo Quito, Zubeldia viene allontanato anche per un’accesa colluttazione con Noboa. La squadra non naviga in buone acque. Ad un certo punto la luce si accende: Gustavo Costas. L’argentino viene chiamato per guidare la squadra e lui accetta di prendere le redini.

Inizia benino, 1-1 con la Liga di Quito, per passare alle vittorie di Manta, Olmedo e Macarà, con l’apice degli acuti nel derby contro l’Emelec e contro la Loja. Si arriva all’ultima giornata contro il Deportivo Cuenca mentre l’Emelec si gioca il tutto per tutto contro l’Indipendiente José Téran. Il Barcelona si toglie anche lo “sfizio” di perdere sul campo di Cuenca visto che l’Emelec si faceva pareggiare e poi battere sull’altro campo (indimenticabile il coro dei tifosi amarillos accorsi a Cuenca per sostenere l’Idolo al momento del 2 a 1 dell’Indipendiente).

La squadra si avvia quindi l’accesso alla Copa Sudamericana (per chi non lo sapesse, è l’Europa League del Sudamerica) mantenendo un occhio sul titolo che manca ormai in bacheca da tanto tempo. Ricomincia la grande cavalcata tra Sudamericana e Qualificazioni Brasile 2014. La vittoria sull’Olmedo per 2-1, fa sperare bene alla formazione amarilla che prosegue il suo cammino con il Macarà (4-0) e il Deportivo Quito (1-0). Arriva la sfida con la LDU di Quito e la partita (molto bellla tra l’altro) finisce con un pirotecnico 2-2. Non contenti, vincono 2-1 il derby dell’Astillero (e l’Emelec comincia seriamente a capire che quest’anno sarà anno di magra). Sembra quasi invincibile ma arriva la batosta contro l’Indipendiente José Téran (0-1) a riportare sulla Terra la squadra che nella giornata successiva vince sul difficilissimo campo del Deportivo Cuenca (1-2).

Si arriva a Settembre e la squadra subisce una battuta di arresto contro el Nacional per 2×1 (arcirivale della squadra amarilla) e Indipendiente José Téran (2×2). La fatica della Sudamericana si fa sentire eccome e i tifosi se ne accorgono. L’esordio 0-0 e il 4-1 contro la squadra venezuelana Deportivo Tachira e lo 0-0 e il 4-3 contro la cilena Cobreloa sembrano lanciare definitivamente la squadra ma il sorteggio non li aiuta: gli tocca il Gremio. All’andata 0-1 per i brasiliani, e 1-2 al ritorno con tanti saluti alla Copa. Rimane l’obiettivo campionato e il Barcelona si concentra solo su esso.

Le vittorie su Cuenca (4-1) e Loja (1-0) risollevano il morale degli amarillos ma il modesto Tecnico Universitario decide di dare una botta morale con un secco 3-2. Si arriva all’ennesimo capitolo del Derby del Astillero. Diaz e Mina creano il panico nella difesa dell’Emelec asfaltando la partita con un roboante 5-0. E’ incredibile quanto poderosa la prestazione della squadra che sulle ali dell’entusiasmo batte Deportivo Quito, LDU Quito e Cuenca. Ormai siamo alla fine, manca solo l’Olmedo, sperando nella sconfitta dell’Emelec a Cuenca. Il Monumental diventa il teatro della giornata storica. Lo sfondo giallo fà da contrasto al cielo azzurro e molti tifosi sono con la radiolina accesa in attesa di notizie da Cuenca. Il 3-1 passa inosservato quando il Monumental diventa una bolgia: Rodriguez del Cuenca sigla il vantaggio contro l’Emelec al 77° minuto consegnando di fatto il titolo al Barcelona. Le partite finiscono e la festa e la gioia si liberano aumentando l’entusiasmo dei tifosi che acclamano i giocatori e il loro Tecnico. Una marcia trionfale che ha visto una solo squadra al comando dall’inizio alla fine senza perdersi d’animo e, nonostante l’uscita di scena dalla Sudamericana, la squadra si qualifica per la Copa Libertadores 2013. Con buona pace degli Emelecisti.