Un coraggioso Cerro dà battaglia, ma alla fine si arrende: Santos in finale

Partita al calor bianco tra Cerro Porteño e Santos nel ritorno della semifinale di Copa Libertadores: finisce 3-3, ma in virtù del successo di settimana scorsa ad andare in finale è il Santos. Al Ciclón non bastano una generosissima partita e una grande rimonta: per la sesta volta (su sei) l’avventura rossoblu termina in semifinale.

 

Il Santos è in finale (Jorge Adorno/Reuters)

Uscire da una competizione lascia sempre l’amaro in bocca, uscire ancora una volta in semifinale (è la sesta volta, su sei partecipazioni a questo turno) sa di maledizione: però al Cerro Porteño non si possono negare gli applausi di sostegno che si riservano a chi ci ha provato con coraggio e impegno sino alla fine, mettendo in campo un cuore grande quanto lo stadio. Ci sono casi in cui dispiace che a qualificarsi sia una squadra sola, perché entrambe meriterebbero di continuare: è giusto però dire che anche il Santos ha fatto la sua parte, giocando un primo tempo stratosferico e monetizzando alla perfezione lo striminzito successo dell’andata. Per il Peixe sarà la quarta finale di Libertadores della sua storia: finora due vittorie e una sconfitta.

LA NERA SERATA DI BARRETO – Il Santos va ad Asunción senza fare troppi calcoli sull’1-0 ottenuto all’andata, e si butta subito in avanti alla ricerca di un prezioso gol in trasferta: la volontà brasiliana viene premiata dopo 2′ di gioco, quando una punizione calciata da Elano dall’out sinistro trova la testa di Zé Eduardo ad anticipare l’imperfetta uscita del portiere, per il pesantissimo gol del vantaggio. La rete subìta manda sotto terra il morale paraguayano, e dà una spinta a quello brasiliano: il centrocampo del Ciclón va in enorme difficoltà, dando spazio a Danilo e Arouca. Astrada rimescola immediatamente le carte in tavola: al 10′ fuori Torres, dentro il talentuoso Iturbe. Ma non serve, perché la fortuna è palesemente dalla parte del Peixe: al 28′ lancio lungo della difesa santista, Pedro Benitez anticipa Neymar con un retropassaggio di testa al portiere, ma Barreto, clamorosamente, si fa sfuggire di mano una palla docilissima riuscendo a mandarla pure in porta. Non ci sono dubbi: autogol.

NEYMAR CALA IL SIPARIO – Sembra tutto già finito, al Cerro servirebbero quattro reti per passare. Ma i padroni di casa non vogliono assolutamente mollare la presa, e tre minuti dopo si rifanno sotto con Pedro Benitez che manda in rete di testa un calcio d’angolo battuto da Iturbe. È quel che serve alla curva azulgrana per risvegliarsi, al grido di ‘se puede!’; ma ancora una volta il grido è destinato a spegnersi tristemente. Succede proprio allo scadere, ed è Neymar ad illuminare la scena battendo sul primo palo Barreto dopo un bel contropiede di Arouca. A fine primo tempo, un bel Santos conduce per 3-1, con la qualificazione già in cassaforte.

CERRO GENEROSO – I padroni di casa non ci stanno, e provano per lo meno a uscire dalla competizione a testa alta. Per farlo, si presentano in campo nella ripresa attaccando a testa bassa. Astrada esaurisce i suoi cambi all’intervallo inserendo anche Nanni e Lucero, passando ad un 3-4-3: i risultati si vedono subito. Il Santos ha delle praterie per attaccare, ma viene schiacciato nella sua area di rigore dal furore cerrista e non riesce a sfruttarle: le occasioni da gol per il Cerro ora si susseguono senza soluzione di continuità, e dopo un quarto d’ora il fortino ospite cade. A segnare il secondo gol dei padroni di casa è Lucero, che sfrutta una palla vagante in area e con un destro in demi-volée fulmina Rafael. La tifoseria azulgrana continua a spingere i suoi beniamini con entusiasmo, nonostante il tempo stringa e occorrano almeno tre reti per evitare la sesta eliminazione in semifinale: i giocatori rispondono con grande impegno e determinazione, arrivando al punto del pari all’81’ con Fabbro, geniale nel pallonetto che scavalca un comunque ottimo Rafael, autore di almeno tre interventi decisivi.

FINALE CONVULSO – Gli ultimi minuti sono vietati ai deboli di cuore: Muricy Ramalho stramazza improvvisamente a terra, colpito alla testa da un oggetto; per lui nulla di grave, ma l’inquadratura aveva dato sulle prime ben altra impressione. Passano pochi secondi, e Neymar colpisce in pieno un palo con un colpo di testa su cross di Maikon Leite; dall’altro lato Caceres prova a pescare il jolly, ma colpisce la traversa. Negli ultimissimi istanti di gara c’è l’espulsione per somma di ammonizioni di Edu Dracena, che salterà l’andata della finale, e la splendida parata di Rafael sul tiro di Fabbro. Poi l’arbitro fischia, e la torcida alvinegra può esplodere di gioia: otto anni dopo, il Santos torna a giocarsi il massimo titolo sudamericano. Se contro Peñarol o Vélez, lo scopriremo questa sera. Il Cerro Porteño non spezza la maledizione della semifinale, ma ha comunque il merito di provarci fino alla fine. Se Barreto non avesse vissuto una mezz’ora da incubo, forse avremmo parlato di tutt’altra partita…

 

TABELLINO

Cerro Porteño 3-3 Santos (agg. 3-4)

2′ Zé Eduardo, 28′ aut. Barreto, 31′ C. Benitez (C), 45′ Neymar, 60′ Lucero (C), 81′ Fabbro (C)

CERRO (4-4-2): Barreto; Uglessich, P. Benitez, C. Benitez, Piris; Dos Santos, Fabbro, Caceres, Burgos (Lucero); Torres (Iturbe), Bareiro (Nanni). all. Astrada

SANTOS (4-4-2): Rafael; Edu Dracena, Jonathan (Pará), Durval, Alex Sandro; Elano (Rodrigo Possebon), Arouca, Adriano, Danilo; Zé Eduardo (Maikon Leite), Neymar. all. Muricy Ramalho

ARBITRO: Wilmar Roldan (COL)

NOTE – Tiri: 15-6, in porta: 10-5; falli 13-16; angoli: 7-4; ammoniti: Uglessich, Iturbe (C), Edu Dracena, Jonathan, Elano, Alex Sandro, Rafael (S); espulsi: Edu Dracena (S) al 90’+2 per somma di ammonizioni.