Trionfo Colombia, James Rodriguez elimina l’ Uruguay e mette il Brasile nel mirino. Il Maracanã ai piedi del fantasista cafeteros

James si coordina e infila l' 1 a 0
James si coordina e infila l’ 1 a 0 (foto gazzetta.it)

E’ stato presentato alla vigilia come il Mondiale di Neymar e Messi. La partita di ieri sera incorona però un altro fenomeno, James Rodriguez, dimostrando come il numero 10 colombiano abbia tutte le carte in regola per prendersi la scena a livello planetario. Ha trascinato la Colombia con una doppietta verso un traguardo storico, il quarto di finale contro il Brasile si appresta ad essere etichettato come uno dei match più vibranti dell’ intera rassegna brasiliana. L’ Uruguay ha lottato, svegliandosi però troppo tardi. La domanda più frequente per i tifosi della Celeste è come sarebbe potuta finire con Luis Suarez in campo, osannato in mille modi dagli aficionados sugli spalti. Mancavano infatti le due stelle delle rispettive Selezioni, il Pistolero e il lungodegente Radamel Falcao, ma lo spettacolo non è mancato assolutamente. E’ mancato piuttosto l’ Uruguay nel primo tempo, eccessivamente attendista la squadra di Oscar Tabarez che non è mai riuscita a rendersi pericolosa per i primi 45 minuti, concedendosi troppo agli attacchi dei Cafeteros. In una splendida cornice come quella del leggendario Maracanã, la stella che brilla si chiama James Rodriguez (capocannoniere del Mondiale con 5 reti) e adesso la Colombia sogna in grande; la Selecao di Felipe Scolari è avvertita, i ragazzi di Pekerman hanno voglia di continuare a stupire. 

L’ Uruguay schiera un undici difensivo, torna titolare Maxi Pereira con Diego Forlan ad occupare il posto di Suarez accanto ad Edinson Cavani. La Colombia varia rispetto alla formazione vista nei gironi, infatti in attacco tocca al tandem Teo Gutierrez-Jackson Martinez provare a scardinare la retroguardia uruguayana, solo panchina per Ibarbo. I primi 25 minuti sono di studio e risultano abbastanza noiosi: Cafeteros che amministrano il possesso palla alla ricerca del varco giusto, mentre la Celeste si chiude senza particolari problemi. Ci vuole un’ illuminazione per sbloccare la gara, la giocata del campione. Al 28′ James Rodriguez si accomoda con il petto la palla al limite dell’ area e calcia al volo prima che questa tocchi terra: il suo sinistro è magico, nasce una traiettoria impeccabile che si insacca in goal dopo aver toccato la traversa. In delirio i colombiani presenti (in maggioranza) al Maracanã, esaltati da questa perla del loro funambolo con la camiseta diez. Annichiliti gli uruguayani, così come Muslera che nulla ha potuto per evitare il vantaggio colombiano. Gli animi si innervosiscono, alcune scintille in campo tra i vari protagonisti rendono la sfida sempre più accesa. Cavani prova a svegliare i suoi con una punizione di poco alta, poi Ospina respinge un destro del Tata Gonzalez. Nullo in fase offensiva Diego Forlan. Si va negli spogliatoi con in Cafeteros meritatamente avanti.

L’ inizio ripresa vede subito la squadra di Pekerman gettarsi alla ricerca del raddoppio, contro un Uruguay rientrato sulla cancha spaesato e privo di idee. Al 50′ un’ azione da manuale della Colombia: Teofilo prende palla sulla destra e la passa a Jackson Martinez che allarga sulla sinistra per Armero, cross al bacio in direzione secondo palo per la testa di Cuadrado che serve il tap-in facile al solito James, stavolta nei panni di rapace attaccante. Difesa uruguagia messa e ferro e fuoco, è un gioco da ragazzi per Rodriguez siglare la sua doppietta personale. Si fa durissima per la Celeste e Tabarez decide di buttare dentro Stuani e Gaston Ramirez per Forlan e Alvaro Pereira. A questo punto la Colombia può arretrare e l’ Uruguay esce dal guscio. El Cebolla Rodriguez, tra i più attivi, impegna Ospina dalla distanza con un violento sinistro a fil di palo, ma il portiere si salva in corner. Ci prova Cavani di testa senza fortuna e Maxi Pereira ha un’ ottima opportunità all’ 80′, quando Ospina gli sbarra la strada. All’ 84′ ancora El Matador Cavani pericoloso, il suo destro dal limite viene messo in angolo dal perfetto Ospina. Forse l’ Uruguay meriterebbe il punto della bandiera, ma niente da fare, la porta colombiana rimane immacolata.

 

Esce e saluta il Mondiale dunque un Uruguay comunque positivo, eliminato da una Colombia nettamente superiore sotto l’ aspetto tecnico. Senza Suarez il potenziale offensivo è dimezzato e la stampa celeste accusa la FIFA: secondo i giornali il gruppo è rimasto scosso dalla vicenda della squalifica al Pistolero e con lui in campo sarebbe andata diversamente. Ai quarti di finale c’è però la Colombia di Josè Pekerman, meritatamente. Non osiamo pensare l’ ansia di tutto il popolo cafetero per questa sfida contro il Brasile; Neymar e compagni hanno evidenziato notevoli difficoltà contro il Cile e saranno più stanchi mentalmente e fisicamente dei colombiani. Un’ impresa quindi possibile per un undici che gioca semplicemente benissimo e ha caratteristiche che potranno mettere in difficoltà enorme i brasiliani. Un altro derby sudamericano tutto da gustare.

Gli uruguayani omaggiano Suarez
Gli uruguayani omaggiano Suarez

Nel post gara alcune dichiarazioni dei protagonisti di questo Colombia-Uruguay. Diego Godin, anche stavolta tra i migliori nell’ Uruguay, dice che “la Nazionale ha unito il Paese, la gente è sempre stata dalla nostra parte. Abbiamo regalato un tempo, peccato ma dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto al Mondiale”. Amareggiato Arevalo Rios: “abbiamo avuto tutti contro, a partire dal girone in cui ci davano già per spacciati. Il gruppo ha dimostrato di che pasta è fatto, usciamo a testa alta”. Il Maestro Tabarez è sempre il solito impassibile galantuomo: “orgoglioso di questi ragazzi, sapevamo che tipo di squadra è la Colombia: fanno tanto possesso e individualmente hanno talento. Hanno sbloccato la partita con un’ invenzione di Rodriguez e nel secondo tempo ci abbiamo provato in ogni modo a riaprire il risultato. Ringrazio i miei uomini, il mio futuro lo valuteremo insieme all’ AUF”. Sponda Cafeteros, Josè Pekerman è sicuramente soddisfatto: “felice per il popolo colombiano, meritano un traguardo come questo, ambito da molto tempo. E’ sempre complicato giocare contro l’ Uruguay, ha un gran tecnico e giocatori importanti. Il nostro primo tempo è stato ottimo, adesso il Brasile. James? è fondamentale avere giocatori come lui, ha qualità fuori dal comune”.

Finisce così un ciclo per l’ Uruguay, tanti saluteranno la Celeste a partire presumibilmente da Diego Forlan, che avrebbe voluto incidere diversamente in questo ultimo Mondiale. Poco da rimproverare comunque ai ragazzi di Tabarez, spremuti da un girone proibitivo e senza la stella Luis Suarez hanno dovuto soccombere contro un avversario fortissimo come la Colombia. Adesso si valuterà il futuro con Tabarez e si inserirà progressivamente qualcuno dei tanti giovani talenti nati nel Paese della Garra Charrua, sperando che riescano quantomeno ad eguagliare i successi ottenuti da questo Uruguay. La Colombia invece tocca il cielo con un dito e si concentra immediatamente per battere il Brasile. Squadra solida e piena di qualità quella di Pekerman, che ha allestito una macchina da guerra spaventosa. In porta Ospina è stato una garanzia fino ad ora, perfetto contro l’ Uruguay, ha dato sicurezza ad un reparto arretrato che sta rendendo oltre le più rosee aspettative. Zuniga, Zapata, Yepes e Armero formano una cerniera affiatatissima e su standard assai superiori a quelli fatti vedere in Serie A. A centrocampo Sanchez e Aguilar mischiano abilità tattiche a buone doti in fase di impostazione e potranno dare filo da torcere alla mediana del Brasile. Le soluzioni sugli esterni e in attacco sono svariate: Rodriguez e Cuadrado stanno facendo i fenomeni, Gutierrez e Martinez sono punte inserite benissimo nei meccanismi oliati della Selezione colombiana. Teofilo non sarà un bomber e spesso viene criticato: il suo lavoro in campo lo tiene generalmente lontano dalla porta, ma tanti colleghi più sponsorizzati di lui dovrebbero prendere spunto dai suoi movimenti. L’ intelligenza tattica e la dedizione di questo attaccante sono fuori discussione. E considerando che in panchina c’è gente come Ramos, Quintero e Ibarbo, Pekerman ha solo l’ imbarazzo della scelta. Chissà se la sua Colombia riuscirà nel miracolo sportivo di far fuori i padroni di casa brasiliani, di certo la sua Nazionale è già nella storia.

 

URUGUAY – COLOMBIA 0 – 2

STADIO: Maracaná de Río de Janeiro

Arbitro : Björn Kuipers

URUGUAY: Fernando Muslera 6,  José María Giménez 5,5 , Diego Godín 6,5 , Martín Cáceres 5,5 , Maximiliano Pereira 5,5, Alvaro Pereira 5 , (52′ Gastón Ramírez 5,5), Alvaro González 5 ,  (66′ Abel Hernández 5), Egidio Arévalo Ríos 6, Cristian Rodríguez 6,5 , Diego Forlán 5 , (52′ Christian Stuani 5) y Edinson Cavani 5,5. DT: Oscar Tabárez.

COLOMBIA: David Ospina 7,5, Camilo Zúñiga 6,5 , Cristian Zapata 6, Mario Yepes 6,5 , Pablo Armero 7, Abel Aguilar 7, Carlos Sánchez 6,5 , Juan Cuadrado 7 (80′ Fredy Guarín sv), James Rodríguez 9 (84′ Adrián Ramos sv), Jackson Martínez 6,5 y Teófilo Gutiérrez 6,5 (67′ Alexander Mejía 6). DT: José Pekerman.

GOL: 28′ , 50′ James Rodríguez (C).

AMMONITI: 54′ José María Giménez (U), 77′ Diego Lugano (U), 78′ Pablo Armero (C).

  • giovanni

    Ecco le mie pagelle

    Muslera s.v.
    Anche se è un portiere che non ispira fiducia ma
    incolpevole sui gol, si può dare un 6 politico
    ma anche no, non ha avuto lavoro se non ordinario.
    Non giudicabile.

    Maxi Pereira
    Primo tempo bloccato sulle sue,
    nella riprova è uno dei pochi a provarci ma Ospina gli nega la gioia del gol.
    Dignitoso.

    Gimenez 5
    In difficoltà stavolta non ripete la brillante gara d’esordio,
    i complimenti di Franesco Madeo gli avranno montato la testa
    o probabilmente paga a lungo andare la poca per non dire scarsa continuità nei colchoneros?
    Non è una bocciatura ma semplicemente rimandato.
    A settembre.

    Godin 6
    Se la cava egregiamente il capitano,
    nonostante sia anche per lui una gara di sofferenza
    impreparato in occasione del secondo gol come tutta la difesa,
    in avanti si propone sui corner a cercare gloria
    ma di testa stavolta non è preciso nell’inzuccata.

    Caceres 5
    Non riesce a tappare il buco nella sua zona,
    Martinez e Rodriguez sono dei brutti clienti.
    Mediocre.

    Alvaro Pereira 4
    Si rivede la peggiore versione quella interista,
    falloso e in difficoltà con Zuniga soprattutto
    e anche quando Cuadrado gli va a fare visita,
    non spinge nemmeno come dovrebbe.
    Disordinato.

    Gonzalez 5
    Un bel tiro nel primo tempo e nulla più
    Pura sofferenza nella ripresa.
    Fragile.
    Rios 6
    Seppur con qualche fallo di troppo,
    è l’ultimo ad arrendersi, un pò impreciso ma utile a recuperare palloni.
    Combattente.

    Rodriguez 6
    Uno dei pochi a creare pericoli alla porta di Ospina specialmente nella ripresa sul 2-0 ma non è fortunato.
    Non gli si può rimproverare nulla.
    Generoso.

    Cavani 6
    Abbandonato al suo destino, non è ben supporto
    ci prova su punizione, per il resto la solita partita di sacrificio
    a rincorrere la palla come centrocampista aggiunto.
    Canta e porta la croce.
    Forlan 5
    Sostituire Suarez non è facile,
    ma lui riesce a farlo rimpiangere, giustamente sostituito.
    Fine di un mito.

    Stuani 5
    Entra ma chi ne se accorge.
    Inutile.
    Hernandez 5
    Gioca a nascondino.
    Contento lui.

    Ramirez 5
    Fallaccio di reazione su Armero,
    cartellino rosso risparmiato.
    Questa non chiamatela garra charrua.

    Tabarez 5
    L’assenza di Suarez pesa come un macigno, il maestro non impartisce bene la lezione ai suoi ragazzi,
    uno spento Forlan significa consegnare un uomo in più al rivale,
    si presenta troppo rinunciatario alla sfida per non dire difensivista.
    Quando è ormai fatta la frittata prova a porre rimedio, ma troppo tardi è il canto del miserere.
    La strategia vista contro gli azzurri ossia attendere e poi colpire nel finale di gara stavolta non ha funzionato.
    Fine di un ciclo, spazio al ricambio generazionale
    sotto la guida di capitan Godin e i 2 top player Cavani e il vampiro Suarez,
    negli altri ruoli nessuna certezza, anche giovani interessanti di prospettiva come Gimenez dovranno sudare parecchio
    per meritarsi la chiamata in nazionale, tutto ciò probabilmente con un nuovo ct.
    Bye bye Maestro, la pensione chiama.

    Ospina 8
    Dice no a Cavani, Gonzalez, Rodriguez e Maxi Pereira.
    Impeccabile nelle uscite.
    Super portiere.

    Zuniga 7
    Scende sulla fascia con la solita costanza e frequenza,
    a volte esagera con qualche egoismo da evitare,
    però rendimento affidabile.
    Irrinunciabile.

    Armero 7
    Presente in occasione del raddoppio, gran partita soprattutto in fase difensiva
    dove spesso lascia scoperta la squadra per proporsi in avanti ,ma stavolta no.
    Tiene duro.

    Zapata 8
    Irriconoscibile a Milano,
    insostituibile in nazionale.
    Questi Mondiali sono da incorniciare per lui.
    Rivelazione sorprendente.

    Yepes 7
    Partita quasi perfetta a parte qualche segnale di nervosismo vedi battibecco con Forlan dove rischia l’espulsione,
    nonostante l’età non più verdissima ai Mondiali di ciò nessuno se ne accorge.
    Esperienza al servizio della squadra.

    Sanchez 6
    Si nota poco in mezzo al campo il suo lavoro sporco ma sempre utile.
    Diga

    Aguilar 6
    Anche per lui poco lavoro, si vede quando appoggia di testa la palla del gol che apre la verità.
    Legnoso.

    Cuadrado 8
    Scatenato sulla fascia, Alavro Pereira va completamente in tilt,
    destra sinistra o centro per lui è indifferente,
    confeziona anche l’assist del raddoppio.
    Moto perpetuo.

    Rodriguez 8
    Doppietta con golazo il primo,
    la seconda rete a corollario di una stupenda azione da manuale del calcio.
    Forse un giorno vincerà il Pallone d’Oro,
    ma se questa Colombia la trascinerà fino in fondo
    il miglior giocatore del mondo sarà lui senza se e senza ma.
    Quando esce meritata standing ovation al Maracana.
    Non ci sono più aggettivi per descriverlo.
    STRE-PI-TO-SO!

    Gutierrez 6
    Cosa vi avevo detto ?
    Nel River Plate gioca di sponda per Cavenaghi,
    in nazionale forse ha trovato la giusta collocazione,
    non è una prima punta vera e mai lo sarà,
    ma nemmeno una seconda o mezza punta,
    è una specie di centrocampista d’inserimento che parte lontano,
    tocca bene la palla sembra quasi un giocatore di pallacanestro.
    Pivot.

    Martinez 6
    Questo è il centravanti da nazionale,
    a dire il vero ha giocato più da seconda che prima punta partendo largo da sinsitra per accentrarsi e giocare
    di sponda per i compagni.
    Collaboratore di fiducia.
    Mejia 5
    Dovrebbe aiutare i compagni che hanno speso molte energie,
    ma entra male in partita e non fa girare la squadra.
    Guarin s.v.
    Entra per far rifiatare Cuadrado.
    Ramos s.v.
    Entra per far prendere gli applausi a Rodriguez.

    Pekerman 7
    La squadra vince e convince divertendo,
    sembra aver trovato la quadratura del cerchio, senza rinunciare a Martinez nè al suo pupillo
    Gutierrez, finchè si vince va tutto bene.
    La difesa dal sapore italiano Zuniga , Yepes, Zapata e Armero è un punto di forza
    e davanti James Rodriguez è la mente, il vero direttore d’orchestra e gli altri a eseguire l’opera e lo spartito a memoria,
    mmm che musica sublime!
    Questa Colombia se gioca con la stessa intensità è in grado di battere il Brasile
    e scrivere un’ulteriore pagina indimenticabile di storia da regalare ai propri tifosi.
    Gli azzurri sono stati vendicati dagli amici colombiani contro gli uruguaiani privi del vampiro Suarez,
    se non fosse stato squalificato che partita sarebbe stata?
    Difficile dirlo di certo non poteva fabbricarsi da solo le azioni da gol se non supportato dai compagni,
    dall’altra parte c’è una squadra che gioca bene come insieme di gruppo in cui brillano le stelle di James Rodriguez e Cuadrado su tutti.
    Vedremo se i colombiani sapranno fare meglio dei cileni.
    Vamos Colombia.