Sudamericano sub20 – Vince solo l’Argentina, ancora in gol Simeone. Pari e noia negli altri match

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Due gol e tanta noia. Dalla prima serata di “Hexagonal Final” del Sudamericano sub20 esce vincitrice solo l’Argentina di Humberto Grondona; una vittoria all’atto pratico, il 2-0 rifilato al Perù, oltre che un successo dal punto di vista psicologico visti i risultati che sono poi maturati sugli altri campi. I due 0-0 di Uruguay – Brasile e Colombia – Paraguay hanno più che altro conciliato il sonno: poche occasioni, poco gioco, pochi spunti. E pensare che alla vigilia, la federazione uruguagia aveva reso noto i numeri previsti per il primo turno di una seconda fase che si giocherà interamente al “Centenario” di Montevideo. Si parla di più di tredicimila tickets staccati per le prime tre partite: come inizio non c’è male.

ANCORA IL CHOLITO Giovanni Simeone colpisce ancora. Dopo il 6-2 della prima fase, Argentina e Perù si reincontrano per giocarsi i primi tre punti in palio di un Sudamericano sub20 che, per i peruviani, sembrava doversi fermare alla fase a gruppi. Invece Victor Rivera ed i suoi ce l’hanno fatta, a passare, anche se la presenza della Franja – a giudicare dall’esordio – sembra più di contorno che altro. Zero idee, zero tiri in porta, complice anche l’assetto tattico dell’Albiceleste che – dopo aver preso le misure agli avversari – capisce che non è il caso di forzare. Basta giocare palla a terra, ed il gol arriverà. Infatti al primo affondo Corréa spacca letteralmente in due i reparti del Perù portando avanti una palla che Simeone (settimo sigillo per lui), defilato a destra, deposita alle spalle di Prieto con un tiro violentissimo. Il raddoppio arriva nella ripresa e sembra un omaggio, più che un gol. Nel giorno dell’addio al calcio di Riquelme, Corréa decide che il “mudo” va salutato con un gol “alla Roman. La joya dell’Atletico recupera palla sulla sinistra e accentrandosi scavalca Prieto con un dolcissimo pallonetto, che permette all’Argentina di arrivare alla sfida con la Colombia a mente sgombra.

VINCE LA NOIA – Nelle due partite successive c’è ben poco da segnalare. Ci si aspettava di più senza dubbio da Uruguay – Brasile, in un match dove i padroni di casa hanno evidenziato un netto ridimensionamento dal punto di vista del gioco, anche se – questo va detto – l’occasione più ghiotta capita proprio alla squadra di Fabian Coito, con una deviazione clamorosamente mancata sotto porta da Baez. E il Brasile? Kenedy e poco più: il talento di casa Fluminense prova a scuotere i suoi con un paio delle sue sgroppate, ma niente di trascendentale. Contro il Paraguay servirà qualcosa in più. Tra Paraguay e Colombia il pari è tutto sommato giusto; di occasioni non se ne sono viste, eccezion fatta per qualche invenzione di Santos Borré, in serata positiva ma poco assistito dai compagni di reparto. Male Lucumì, dopo i botti nella prima fase, e molto male Antonio Sanabria, completamente avulso dalla manovra del Paraguay. Giovedì si torna in campo; turno agevole, sulla carta, per l’Uruguay che se la vedrà con il Perù: “Dovremo stare attenti – avverte però Coito – e dimenticare la prestazione anomala di questa sera“. E se lo dice lui…

RISULTATI 1° TURNO
Argentina 2-0 Perù
Uruguay 0-0 Brasile
Colombia 0-0 Paraguay

CLASSIFICA
Argentina 3
Brasile 1
Colombia 1
Paraguay 1
Uruguay 1
Perù 0

  • Manuel

    Difficile prevedere chi vincerà sarà equilibrato fino alla fine credo…Simeone che giocatore!!!

  • giovanni

    Interamente al Centenario?
    A me risulta che alcune partite del torneo Sudamericano si disputeranno al Gran Parque Central o non ha avuto l’ok,
    sarei curioso di vedere in che stato è anche il terreno di gioco.
    Centenario come modello di stadio ha il suo fascino, ma è un pò da ristrutturare e rizzollare l’erba,
    anche l’impianto di illuminazione mi lascia perplesso non è affatto bello da vedere.

    Commentando la partita tra Peru e Argentina.
    Dunque Rivera si sta dimostrando un tecnico incapace di mettere in campo una squadra accettabile dal punto di vista tattico, deludente anche la scelta dei giocatori da mandare in campo
    dando fiducia sempre agli stessi e meno a chi si è mostrato poco o niente di conseguenza non può essere valutato.
    Sulla destra gioca sempre Perleche purtroppo acerbo nel suo club Juan Aurich ancora non riesce a emergere,
    la soluzione da provare è il più “esperto” Rostaing come laterale destro visto che in mezzo l’ultima volta schierato non ha offerto una prestazione degna di nota.
    Abram è un disastro, con lui dietro trema tutto il reparto difensivo, anche nella vittoria poco convincente su Ecuador,
    si salva nonostante i suoi limiti tecnici il volenteroso Bernaola.
    La squadra non ha un gioco è scollegata tra i vari reparti,
    la gloriosa Grecia qualcuno ha detto che aveva il non gioco,
    falso.
    I greci erano coscienti dei propri limiti tecnici e scendevano in campo affamati come 11 leoni
    con più grinta concedendo poco spazio al rivale,
    fermo restando che gli Europei sono più competitivi e si giocano per vincere
    mentre la Copa America è un banco di prova per fare esperimenti in vista delle qualificazioni zona Conmebol.
    Rivera cambia modulo dal 4-2-3-1 interpretato male dai suoi ragazzi
    e passa a un coraggioso 4-3-1-2
    ossia con la presenza del rifinitore
    peccato che Da Silva, in realtà prima o seconda punta, non ha le capacità per farlo
    o forse non è particolarmente ispirato, da titolare sta rendendo meno rispetto a quando entra a gara in corsa.
    Palla lunga e pedalare, o sperando in qualche spunto di Da Silva, ok ci può stare
    il problema che il macchinoso Succar non è un lottatore e Vigil anche lui in ombra non formano insieme una coppia ben assortita lì davanti.
    Le fasce rappresentano l’altra nota dolente oltre Perleche, anche dalla sponda opposta Cossio spinge male non sa servire le punte quando si propone e le poche volte che deve chiudere in fase difensiva lascia scoperta la fascia, si distrae
    a cosa pensa il ragazzo?
    Centrocampo lento e falloso,
    non a caso da palle perse di Garces e Aquino nascono le reti argentine, la novità Duclos difensore
    schierato mediano metodista decisamente fuori ruolo bah non voglio infierire sul ragazzo
    lasciamo stare.
    Nella ripresa si passa al 4-4-2 con i dovuti accorgimenti tattici e le sostituzioni,
    Carranza una delle poche note positive entra discretamente in partita qualche buona giocata,
    altre non riuscite e un pò di egoismo da correggere, giocatore da un tempo soltanto,
    Canales cerca di più la porta anche se la mira è alquanto imprecisa e i retropassaggi rischiosi fanno venire i brividi quasi più dei lisci di Abram.
    Poi vabbè storia a sè l’ultimo cambio con Siucho che si rivela impalpabile.

    Argentina al piccolo trotto
    ha il merito di sbloccare subito la gara grazie al solito Simeone
    e e chiude il match con il gioiello di Correa in onore al grande Riqueeeeeeeeeeeeeeeelme Riqueeeeeeeeeeeeeeeelme
    come intonava la Bombonera, ah che nostalgia pelle d’oca uff,
    anche se il portiere Prieto sebbene apparso più sicuro
    ma leggermente fuori posizione in occasione del raddoppio,
    Comunque apro parentesi per storia Peru non ha mai avuto una tradizione di buoni portieri bisogna risalire agli anni 50′ in giù , gli ultimi portieri da ricordare ma non fenomeni che hanno vestito la maglia della nazionale erano argentini naturalizzati
    Balerio, Ibanez l’attuale tecnico di Univerasitario
    e Quiroga responsabile di quel famoso 6-0 contro i suoi compatrioti per molti è un venduto,
    per Ballesteros invece il governo a regime militare all’epoca si oppose alla sua “naturalizzazione”.

    Ritornando agli argentini veri del Sudamericano,
    Martinez non pervenuto ma ho la sensazione che il tecnico Grondona metta in campo in prevalenza i giocatori di River Plate solo perchè hanno vinto la Copa Sudamericana o il penultimo torneo corto
    senza osservare bene il materiale intero che ha a disposizione,
    così come Rivera preferisce in maggioranza i presunti campioni di Sporting Cristal,
    forse esagero ma più di me alcuni tifosi bianconeri se non erro quando dicevano che un maiale non può allenare, non lo scopro io invece che un raccomandato sia seduto sulla panchina argentina, ma vabbè facciamo finta di nulla e turiamoci il naso.
    Mi aspettavo di più da Espinoza giocatore capace di spaccare le difese avversarie stile Lavezzi
    ma non si è ripetuto.
    Per i ragazzi di Grondona il vero torneo sudamericano inizia a febbraio
    contro Brasile,prima pero ci sono i paraguaiani,
    questo Peru è poca cosa peggio sarebbe stato credo con la presenza in campo di Pena
    tra lui e lo spagnolo Benavente chi tarderà ad esploderà è la scommessa futura ma non mi sbilancio.
    Benavente ricordiamolo è spagnolo perchè nato in Spagna di peruviano c’ha solo la madre,
    basta guardarlo in faccia si capisce che è europeo
    ma non importa questo fa parte della globalizzazione, frontiere aperte,
    i tedeschi o i nordici non sono più biondi con gli occhi azzurri,
    sono di ogni razza e va bene così,
    solo che Benavente sapendo che nella nazionale spagnola non avrebbe MAI giocato
    perchè c’è più concorrenza ha scelto quella peruviana per amore materno dice lui,
    ma anche per convenienza aggiungo io a chi vuoi ingannare, a me no di certo.

    Noiose le altre partite vero.
    Brasile ha vinto contro tutti
    ma non ha saputo prendersi la rivincita e ancora una volta all’asciutto con gli uruguaiani
    i quali a loro volta affronteranno gli amici degli argentini secondo loro (e la storia)
    ovvero i temutissimi peruviani.

    Buona giornata!