“Si bagna nel sangue di eroi la terra di Colombo”

Jackson Martinez, James Rodriguez

 

 

 

 

 

 

 

Cile-Colombia (3-3) penultima gara delle qualificazioni ai Mondiali. Siamo a Barranquilla, una ruota gialla fa da pista al campo. Momento dell’inno. Canta una donna bellissima, che con la sua voce ferma il colore movimentato delle tribune. In piedi, sono tutti in piedi, rapiti dagli scatti di una melodia che riempie le anime di fotogrammi. Quello è il sentimento, quando la musica si abbina al calcio in una sorta di preghiera iniziatica, che è più una venerazione delle emozioni, una possibilità nuova che viene concessa al sogno. Perché in quel ritmo ti rivedi, quasi fosse una ceramica greca che memorizza le tue progressioni.

Ogni volta che la Colombia si prepara a giocare, mi torna in mente sempre quella visione. Anche perché la moltitudine di tifosi sugli spalti non dà l’idea di un transfer. Los Cafeteros chiudono il girone con 9 punti su 9 disponibili, 5 gol fatti e 2 subiti. Il calcio colombiano vive un momento incredibile dal punto di vista orizzontale, nel senso che l’ampiezza è così consistente da rendere tanti ruoli in pressante concorrenza. Ma tutto questo sotto il segno di James. James Rodríguez. Titolare fisso nel girone di qualificazione, anche se non sempre ha giocato centrale dietro gli attaccanti: spesso virato a sinistra, con Macnelly Torres ( pensante palleggiatore, rimasto a casa a sorpresa ) ad agire da trequartista. Il numero 10 cresce nell’Envigado- medesima scuola di Quintero-, viene acquistato dal Banfield, col quale vince il primo torneo apertura della storia del club sotto la guida dell’antagonista number one di Riquelme, ovvero Julio César Falcioni. Il Porto paga 5 milioni per il 70% del suo cartellino, vendendolo in un pacchetto comprensivo anche di João Moutinho per 70 milioni ai Casinò di Montecarlo. Giocatore che deve partire centralmente, per pitturarsi come nucleo del gioco. È vero che se parte da destra può accentrarsi per calciare, ma quella è una situazione che può andare a cercarsi da solo, non per forza cominciando da lì nel sistema di gioco. È un trequartista che non si limita all’osservazione iconoclastica del suo passaggio, ma prosegue la corsa dopo aver scambiato col compagno. Questo è uno che va dentro senza palla, attacca l’area per colpire e cincischia meno del, a mio avviso mostruoso, in senso espressivo iperbolico, Juan Quintero. La Colombia sconfigge il miglior Giappone del Mondiale, per 4-1. Manca Falcao, ma rimane una nazionale che ha troppo talento per non segnare. Cuadrado dagli ultimi mesi della Serie A inizia ad entrare più verticalmente: ama più spingere con la palla che senza, ma la chiave del suo progresso sta nella seconda parte. Non ha nel sangue l’uno-due col compagno, per me se diventa eccellente lì, non lo ferma nessuno. Tanto turn-over, ma la sostanza non cambia. Abbraccio tra Pekerman e Mondragón nel retro copertina di James. A 43 anni diventa il portiere più anziano ad aver giocato in una Coppa del Mondo. Storie di sapore. Agli ottavi Colombia-Uruguay.

  • giovanni

    All’autore dell’articolo gli piacciono le bionde a quanto parte, ne prendiamo atto.
    Comunque sì ricordo James Rodriguez lo paragonavano a Cristiano Ronaldo,
    ai tempi di Falcioni giovanissimo con il suo Banfield giocava come esterno d’attacco poi con il tempo ha cambiato posizione accentrandosi di più ma a lui piace svariare si muove alla grande.
    Giocatore eccitante mmm stupefacente si può dire? i colombiani già hanno perso la testa per lui,
    l’importante è non perdere la salute.