Russia 2018 – Uruguay ed Ecuador a valanga, Guerrero e il Perù fermano l’ Argentina

Paolo Guerrero festeggia l' 1 a 1

Tanti goal e grande spettacolo nella nona giornata di qualificazioni ai Mondiali. L’ Uruguay conferma la leadership battendo 3 a 0 in casa il Venezuela, resta al secondo posto invece il Brasile capace di infliggere un secco 5 a 0 alla Bolivia. Ad inseguire a quota 16 ci sono ben tre squadre: Ecuador (3 a 0 al Cile), Colombia (1 a 0 in Paraguay) e Argentina (fermata sul 2 a 2 in Perù). Al sesto posto, e quindi attualmente fuori dal Mondiale, c’è il Paraguay a quota 12, seguito dal Cile ad 11. Più staccate il Perù con 8 punti, la Bolivia con 7 e il Venezuela con 2.

 

L' esultanza degli ecuadoriani
L’ esultanza degli ecuadoriani

Partiamo con il 3 a 0 dell’ Ecuador ai danni del Cile. Un successo importantissimo che permette ai ragazzi di Quinteros di tornare a sorridere dopo tre sconfitte di fila, mentre, dall’ altra parte, la Roja si è mostrata troppo debole in difesa e poco produttiva in attacco, dove Sanchez, Vargas e Vidal non sono riusciti a fare la differenza. L’ Ecuador comincia subito col piede sull’ acceleratore ed è soprattutto sulle fasce che il Cile soffre le sfuriate dei due Valencia. Al 18′ Enner Valencia parte in velocità sulla sinistra e mette al centro un pallone rasoterra, sul quale si avventa Antonio Valencia che con un diagonale perfetto insacca alle spalle di Bravo. Passano neanche cinque minuti e la Tri raddoppia con un’ azione che comincia dalla destra: il giovane Cristian Ramirez arriva per primo su un pallone vagante in area e con un bolide trafigge ancora il portiere cileno. Nella ripresa ti aspetti un Cile più concentrato e voglioso di riscatto, invece dopo appena un minuto Felipao Caicedo chiude la sfida correggendo in rete un tiro-cross di Antonio Valencia e facendo impazzire di gioia l’ Estadio Olimpico Atahualpa. Nella Roja l’ unica occasione degna di nota la costruisce Sanchez, che però viene stoppato dall’ uscita di Dreer, ma nel finale l’ Ecuador va anche vicino al 4 a 0 con una terrificante sassata di Noboa che colpisce la traversa.

Suarez e Cavani ancora protagonisti
Suarez e Cavani ancora protagonisti

Tre goal anche per l’ Uruguay, che centra il quinto successo su cinque all’ Estadio Centenario e mantiene ancora una volta inviolata la porta di Muslera. “Merito” anche di un paio di errori sotto porta degli attaccanti venezuelani, tra cui quello di Penaranda, giovane dell’ Udinese che ha sprecato una chance clamorosa, ma che ha fatto vedere di possedere un grandissimo talento. La Celeste invece è molto più spietata e alla mezzora sblocca la situazione: cross calibrato di Suarez per Lodeiro, che in corsa e con un colpo di testa in tuffo supera Hernandez. Il raddoppio arriva dopo pochi secondi nella ripresa ed è una mazzata sul morale dei venezuelani: Cavani sfrutta l’ indecisione di un difensore avversario e con un diagonale imprendibile fa 2 a 0. Al 65′ la Vinotinto resta in dieci per il doppio giallo nei confronti di Vizcarrondo e così al 79′ ancora Cavani realizza la sua doppietta personale, sfruttando un assist pregevole di Suarez su azione avviata da Carlos Sanchez. L’ Uruguay di Tabarez mette quindi già un piede e mezzo al prossimo Mondiale russo, mentre per il Venezuela si tratta della settima sconfitta in nove gare.

Edwin Cardona stende il Paraguay
Edwin Cardona stende il Paraguay

Colpaccio esterno per la Colombia che grazie ad una rete di Cardona al 90′ passa al Defensores del Chaco, contro un Paraguay generoso e un pò sfortunato. Nel primo tempo i Cafeteros giocano meglio e sprecano una grande chance con Muriel da due passi, nella ripresa tuttavia il Paraguay schiaccia gli avversari nella loro metà campo e getta all’ aria un’ opportunità incredibile con Lezano, giocatore che si dà molto da fare, ma tecnicamente abbastanza scarso. Al 77′ Pekerman butta nella mischia Edwin Cardona che proprio all’ ultimo respiro risolve la sfida segnando con un pregevole pallonetto su invito di Bacca. Una rete fondamentale per la classifica della Colombia e che allo stesso tempo infligge una mazzata durissima ad una rivale come il Paraguay.

Brasile a valanga
Brasile a valanga

Tutto facile invece per il Brasile che regola per 5 a 0 la sventurata Bolivia, incapace stavolta di replicare la recente ottima prestazione contro il Cile. La Selecao gioca in maniera arrembante e passa a condurre già all’ 11′, quando Neymar soffia la palla a Raldes a metà campo, si invola verso la porta dialogando con Gabriel Jesus, che gli restituisce la palla per il facile 1 a 0 a porta sguarnita. Il raddoppio lo segna Coutinho al 26′ sfruttando una bella azione sulla destra tra Dani Alves e Giuliano, con quest’ ultimo che consegna l’ assist vincente al fantasista del Liverpool. Il Brasile tuttavia non è ancora sazio e al 39′ il solito Neymar avvia il 3 a 0 saltando un paio di avversari e smarcando con un passaggio in area Filipe Luis, bravo ad inserirsi e battere Lampe con un rasoterra. Poco prima dell’ intervallo arriva anche il 4 a 0 e non poteva mancare la firma di Gabriel Jesus, che sfrutta l’ ennesimo assist di Neymar e con un bel tocco morbido scavalca il portiere. Nel secondo tempo i ritmi sono ovviamente più bassi, ma il Brasile trova comunque il tempo per la cinquina ad un quarto d’ ora dalla fine: angolo calciato da Coutinho e stacco di testa vincente di Firmino appostato sul secondo palo. La Verdeoro si prende dunque gli applausi dell’ Arena das Dunas con la speranza di aver trovato finalmente un allenatore e una squadra capaci di incantare.

Paolo Guerrero festeggia l' 1 a 1
Paolo Guerrero festeggia l’ 1 a 1

Chiudiamo con quella che indubbiamente è stata la partita più emozionante delle cinque andate in scena: il 2 a 2 tra Perù e Argentina. Il risultato finale, va detto, sta stretto più che altro alla Rojiblanca: i ragazzi di Gareca hanno giocato davvero un’ ottima gara e hanno sputato sangue fino all’ ultimo minuto contro un avversario che non ha bisogno di presentazioni. L’ Argentina è stata assai deludente sotto il piano del gioco e in particolare il tridente formato da Higuain, Dybala e Aguero ha lasciato molto a desiderare, dato che raramente sono riusciti ad impensierire una difesa peruviana che schierava quattro giocatori (sconosciuti ai più) come Trauco, Rodriguez, Ramos e Corzo. Gente che guadagna ed è valutata tutti quei milioni dovrebbe scendere in campo con ben altro piglio e determinazione, senza considerare le pesanti sconfitte che devono ancora farsi perdonare dal popolo argentino. Una menzione particolare la merita assolutamente invece Paolo Guerrero, un vero animale in campo che ha lottato (spesso da solo) contro l’ intera difesa argentina: El Barbaro ha segnato un gran goal, si è guadagnato un rigore ed è stato autentico trascinatore assieme anche all’ ottimo Aladino Cueva. Non varrà 90 milioni, ma nelle partite importanti c’è sempre. Il match comincia con un Perù chiuso sulla difensiva e un’ Argentina che sembra molto più pimpante, anche se i veri pericoli la squadra di Bauza li crea soprattutto sui calci piazzati. Al 15′ su situazione di corner un difensore peruviano non riesce ad allontanare, la palla resta sui piedi di Funes Mori che di sinistro porta avanti l’ Argentina. A questo punto il Perù esce dal guscio e comincia a mettere una certa pressione agli avversari, purtroppo però le conclusioni di Benavente e di Cueva su punizione escono di poco. Nella ripresa, grazie anche all’ ingresso di Da Silva, la squadra di Gareca mette alle corde l’ Argentina e spreca due goal (uno piuttosto clamoroso) con lo sciagurato Flores, che verrà rimpiazzato dal vivace Ruidiaz. Al 58′ però ecco il goal che fa tremare gli spalti dell’ Estadio Nacional, quando Guerrero, su lancio millimetrico di Trauco, fugge alla marcatura di Funes Mori, addomestica il pallone con il petto resistendo alla carica del difensore biancoceleste e con un destro secco impallina Romero: golazo e pubblico in delirio. Al 77′ però il Perù si fa trovare sbilanciato, la retroguardia sbaglia il movimento per il fuorigioco e così Zabaleta trova il varco giusto per il sonnecchiante Higuain, che fa bene il suo mestiere scavalcando il portiere con un elegante pallonetto. Una rete che sembra lanciare l’ Argentina verso il successo, ma invece il Perù non muore mai e all’ 84′ un grave passaggio all’ indietro sbagliato di Mascherano innesca Guerrero: una volta entrato in area il giocatore del Flamengo cade sul tocco di Funes Mori, costringendo l’ arbitro a fischiare il rigore. Dal dischetto Cuevita Cueva è freddissimo e infila la palla all’ incrocio, ma ormai è tardi per trovare le forze per un’ ultima offensiva: il match termina 2 a 2.

Le qualificazioni sudamericane riprendono martedì con  i seguenti match: Bolivia-Ecuador, Colombia-Uruguay, Argentina-Paraguay, Cile-Perù e Venezuela-Brasile. Da ora in poi è davvero vietato sbagliare.