Russia 2018 – Suarez torna a mordere, pari in rimonta per l’Uruguay

Luis-Suarez

Luis Suarez è tornato. E’ bastato poco più di un tempo al bomber del Barcellona per riprendersi definitivamente l’Uruguay nella difficile trasferta brasiliana, dove una sconfitta avrebbe potuto rappresentare il rientro prepotente del Brasile nelle posizioni che contano.

Invece a Recife la Celeste sfodera la reazione che non ti aspetti, mettendo in campo tutte le mitologiche qualità che storicamente si attribuiscono al popolo uruguagio: grinta, attributi, agonismo, voglia di superare ogni ostacolo. Nel 2-2 in rimonta c’è tutto questo, oltre appunto al ritrovato feeling tra Suarez e Cavani – entrambi in gol – che dopo quasi due anni possono ricomporre la “dupla” tanto cara a Tabarez. In cima alla classifica non si muove nulla dato che le prime hanno pareggiato tutte quante, e il match di Montevideo contro il Perù assume contorni importantissimi per il gruppo charrua.

PARTENZA SPRINT – Prima che si accendesse la stella di Suarez però c’è una mezz’ora di Brasile arrembante, a tratti perfino convincente, che crea numerose palle gol e si porta sul 2-0 grazie ad un paio di invenzioni niente male. Quando la Seleção verticalizza sono dolori, e nei due gol segnati ne abbiamo l’esempio lampante. Il vantaggio arriva dopo quaranta secondi grazie a Douglas Costa, bravo a mettere la zampata di sinistro su palla tesa di Willian, servito alla grande da Neymar. L’asso del Barcellona trova un’altra grande linea di passaggio in occasione del raddoppio, quando taglia in verticale la difesa ospite e libera Renato Augusto davanti a Muslera. Pochi istanti dopo però Cavani, liberato da Suarez, accorcia le distanze, e al Brasile sopraggiunge puntuale il proverbiale “braccino”, che blocca i verdeoro e – nella ripresa – permette all’Uruguay di dare l’ultimo assalto alla porta di Alisson. A metà del secondo tempo Suarez, servito molto bene al limite sinistro dell’area, scarena due difensori e in diagonale la pareggia. La delusione brasiliana è forte, dagli spalti piove qualche fischio, e il 2-2 lascia l’amaro in bocca: “E’ un peccato non aver vinto – dice Dunga – avevamo iniziato bene, potevamo chiuderla e ancora una volta la fortuna non ci ha aiutati“. Più filosofico Tabarez: “La fortuna non esiste. Se mi fossi affidato a quella avrei smesso di allenare trent’anni fa“.