Russia 2018: Colombia show, Argentina flop. Vincono Brasile e Uruguay, Perù eliminato

Argentina - Messi

Il Mondiale di Russia 2018 termina anche il suo secondo giro di boa. Dopo il secondo turno, tutte le nazionali sudamericane sono ancora in gioco. Tutte, tranne il Perù: la Blanquirroja di Ricardo Gareca ha perso anche contro la Francia, in un match comunque abbastanza complicato, e in virtù della doppia sconfitta abbandona matematicamente ogni speranza di qualificazione agli ottavi di finale. Argentina - Messi

Vince e convince la Colombia di José Pekerman: dopo la sconfitta dell’esordio contro il Giappone, i Cafeteros si rifanno seppellendo di gol e gioco la Polonia, tra le delusioni di questo mondiale. Vittoria preziosa anche per il Brasile: contro una Costarica agguerrita, la Seleção trova nel finale i due guizzi decisivi, grazie ai quali sale a quota quattro punti nel girone e, in caso di vittoria contro la Serbia, strapperebbe il pass come prima classificata. Di misura vince anche l’Uruguay, 1-0 sull’Arabia Saudita, mentre l’Argentina crolla nello scontro diretto con la Croazia, condannandosi quasi da sola alla ricerca di un miracolo per passare il turno.

 

Disastro Albiceleste: la Croazia passeggia, Sampaoli saluta?

Jorge Sampaoli molto probabilmente non sarà più il ct dell’Argentina a partire dal post mondiale. Nel frattempo però, la Nigeria prolunga le speranze di passaggio agli ottavi dell’Albiceleste, una squadra completamente svuotata da ogni tipo di idee o motivazioni, come dimostrato già nell’esordio contro l’Islanda. Sampaoli cerca di proporre un calcio troppo particolare e poco assimilabile in breve tempo e, proprio per questo, pare che la maggior parte della squadra si sia ammutinata contro il proprio allenatore.

D’altronde, quella vista contro la Croazia, è stata un’Argentina deludente: molle, impacciata, con gente che sul pallone ci arriva sempre in ritardo, ma soprattutto ciò che scarseggia sono le idee di gioco che, di fatto, prevedono un solo schema: palla a Messi e si vedrà. Così nemmeno il primo tempo finito 0-0 inganna sul fatto che la Selección potrebbe giocarsela, perché in realtà in campo c’è una sola squadra, e non è quella con la tenuta scura per l’occasione.

Tra le tante scelte contestate a Sampaoli c’è sicuramente quella del portiere: Caballero, investito di titolarità dopo l’infortunio di Romero, è palesemente inadatto, e dopo aver regalato il gol dell’1-1 all’Islanda, il secondo di Courtois al Chelsea decide di mandare in gol anche Ante Rebic, permettendo ai croati di aprire il match: sul retropassaggio di un compagno, il portiere rinvia in maniera goffa e alza un pallone dentro l’area, sul quale Rebic – con un bel tiro al volo – si avventa subito per sbloccare la gara. Da lì in poi diventa tutto un monologo croato: Sampaoli mischia le carte, manda in campo Dybala e Higuain, ma l’Argentina è un insieme di figurine per giunta incollate storte, mentre la Croazia gioca con automatismi perfetti. Così, senza troppi problemi, Modric insacca il siluro del raddoppio (anche qui Caballero rivedibile), prima di dare il via all’azione del 3-0, rifinita da Rebic e finalizzata da Rakitic.

Tutto troppo facile per i croati, tutto immensamente duro per l’Argentina. Che, adesso, dovrà sperare che proprio la Croazia batta l’Islanda per sperare, in caso di vittoria sulla Nigeria, nell’approdo agli ottavi di finale.

Brasile, la provvidenza si chiama Coutinho

Le lacrime di Neymar e l’abbraccio collettivo a Coutinho. Sono queste le due fotografie di Brasile – Costarica, una partita che la squadra di Tite è riuscita a sbloccare solo nel finale grazie all’acuto del centrocampista del Barcellona, bravo a sfruttare l’ennesimo inserimento sulla fascia destra di Douglas Costa.

Tutto bello, a parte il Brasile stesso. Contro i Ticos, che si sono chiusi molto bene per evitare di prendere imbarcate, la Seleção ha fatto la partita senza però mai riuscire a trovare lo spunto decisivo per stapparla. Tite ha riproposto il suo 4231 con Paulinho al fianco di Casemiro e il trio di fantasisti, capeggiato da Neymar, a supporto di Gabriel Jesus. La manovra è stata spesso lenta, il che permetteva al Costarica di “leggere” bene le varie situazioni in fase di non possesso.

Di occasioni, comunque, ne sono arrivate. Nel primo tempo Gabriel Jesus si vede annullare un gol per fuorigioco in seguito a una bella azione nello stretto con assist di Coutinho finale. Lo stesso Cou, poco prima, aveva impensierito Navas con un bel tiro da fuori: contro la Svizzera, da quella posizione, era uscito un gran gol, ma questa volta la palla si stampa sui cartelloni alla sinistra di Navas.

Nella ripresa entra Douglas Costa al posto di un Willian decisamente spento. L’ingresso dello juventino vivacizza il reparto offensivo, e dalla fascia destra cominciano a piovere occasioni: appena entrato, Costa sgasa saltando due avversari e mette in porta Neymar, ma l’asso del PSG, trovatosi davanti al Pipo Gonzalez, si butta simulando per ottenere un rigore. Neymar è nervoso, spreca spesso palloni interessanti e sembra più incline alla giocata fine a sé stessa che non a sfruttare le proprie abilità in funzione della squadra. Douglas e Casemiro, invece, sono decisamente in partita: l’esterno pesca Gabriel Jesus in area, ma il tiro del centravanti di Guardiola fa vibrare la traversa. Poco dopo, e siamo al 91°, Casemiro strappa con forza un pallone in mediana e guida la transizione offensiva fino al limite dell’area avversaria. Poi, velocemente, scarica sulla destra per Duglas Costa, che arriva di gran carriera e con un cross teso e preciso regala a Coutinho la palla della vittoria.

Il Costarica finalmente va al tappeto, così Costa mette per la seconda volta Neymar davanti a Navas, che stavolta non può nulla sul tiro ravvicinato di O’Ney: 2-0 e partita finita.

Falcao y diez mas: Colombia a valanga sulla Polonia

L’espulsione di Carlos Sanchez nella prima partita aveva un po’ circoscritto il giudizio sulla Colombia. La squadra di Pekerman aveva giocato una buona partita, ma col passare dei minuti è stata tradita dalla tenuta fisica, sempre più precaria.

Contro la Polonia, i Cafeteros si sono ripresi tutto con gli interessi: squadra solida, organizzata, capace di sfruttare ogni minima disattenzione avversaria grazie alla grande bravura degli interpreti a buttarsi negli spazi in campo aperto. D’altronde quando puoi permetterti di schierare un trio di fantasisti di questo spessore, tutto sembra più semplice: James Rodriguez sembra essersi ripreso del tutto dal fastidio patito prima dell’esordio e, come si è ben visto, il suo ritorno dal primo minuto, al centro del villaggio cafetero, ha dato una botta psicologica notevole alla squadra. Due assist su tre arrivano dal suo sinistro: prima, decentrato sulla fascia destra, lascia partire un cross al bacio per la testa di Yerri Mina, che fa 1-0 e si sblocca dopo gli ultimi, complicati mesi a Barcellona.

Poi, nel finale, James regala a Cuadrado la palla del 3-0 finale. Un assist davvero bello perché se è vero che la difesa polacca anche in questo caso lascia a desiderare, il campo visivo del Bandido era davvero minimo, ma nonostante tutto il numero 10 riesce a servire il compagno trovando una linea di passaggio perfetta. In mezzo è arrivato il primo gol in un Mondiale per Radamel Falcao: una rete liberatoria per chi, come lui, quattro anni dovette rinunciare a causa di un brutto infortunio subito in una partita contro una squadra amtoriale. Il gol è da bomber vero, in puro stile Falcao: un concentrato di forza, potenza e abilità nel leggere lo spazio giusto nel quale buttarsi.

Pekerman adesso può contare su un morale rinvigorito da questo bel risultato. Contro il Senegal serviranno tre punti per strappare il pass qualificazione. La prestazione incoraggiante probabilmente porterà il ct a confermare il 4231, magari con Uribe – decisamente positivo – titolare accanto a Barrios.

Uruguay, gol e polemiche: Suarez si sblocca ma la prestazione non convince

 E’ bastato un gol di Luis Suarez all’Uruguay per avere la meglio sull’Arabia Saudita. Un’Arabia che, inoltre, il gol se l’è praticamente segnata da sola a causa di un’uscita poco felice del proprio portiere. Così la Celeste si prende tre punti importanti, risponde alla Russia e soprattutto arriva allo scontro diretto, contro i padroni di casa, consapevole che solo vincendo arriverà primo. Certo, agli ottavi l’avversaria sarà una tra Portogallo e Spagna, perciò non c’è di che stare allegri.

In patria molti media hanno critica la prestazione charrúa, una partita giocata al risparmio che non ha convinto i più: “dovevamo vincere e abbiamo vinto. Per il resto, proveremo a farvi ricredere” ha commentato Suarez nel post gara. Contro la Russia sarà importante dare delle risposte.

Ciao ciao Perù: la Francia è troppo, Blanquirroja a casa

Il Perù saluta il mondiale dopo solo due partite. La Francia si impone 1-0 grazie a un gol segnato da Mbappè dopo circa mezz’ora e, a parte la reazione finale, il Perù non è mai sembrato in grado di riequilibrare match e situazione di classifica.

L’esperienza rimane comunque positiva, ma il rammarico di non aver fatto di più – soprattutto con la Danimarca – resta. Tra quattro anni, in Qatar, la Blanquirroja ci riproverà sperando in un ricambio generazionale generoso, visto che guerrero probabilmente non ci sarà più e tanti altri, tipo Farfan, avranno quasi finito di sparare le proprie cartucce.