Rosario violenta: altre due vittime mietute dal calcio

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Dopo il bellissimo spettacolo riservato in campo e sugli spalti, il clasìco di Rosario si trasforma nell ‘ennesima notte di sangue argentina. Durante i festeggiamenti sono infatti stati assassinati due tifosi del Central, entrambi uccisi mentre festeggiavano la vittoria nel derby.

LA RIFORMA CHE NON RIFORMA – Inutile girarci attorno. La formula “sìn visitantes” (ogni partita delle prime due leghe nazionali si gioca senza pubblico ospite) non funziona. E a dimostrazione di ciò, oltre agli incresciosi fatti di Rosario, basta guardare cosa è successo in Godoy Cruz – Boca Juniors, dove gli Xeneizes si sono praticamente appropriati dei settori di tribuna, arrivando a toccare nove mila unità. Tanto che, ad ogni gol del Boca, si sentivano chiaramente boati assordanti. Tornando a Rosario, la prima vittima si chiamava Martin Acosta (39 anni), ed è stato freddato da un vicino di casa con un colpo di pistola in testa, nel cuore del barrìo Belgrano, davanti agli occhi del figlio. Il secondo ragazzo a non farcela è Lautaro Bova, 22 anni, accoltellato più volte al petto. La corsa in ospedale non è servita a salvare il giovane tifoso delle Canallas.

IL CASO DI RIONEGRO – Qualche giorno fa è salito alle cronache argentine un altro episodio increscioso. Nel derby tra Deportivo Roca e Cipolletti, provincia di Rionegro, l’arbitro ha dovuto sospendere la partita dopo soli ventidue minuti di gioco a causa di una rissa tra giocatori che ha scatenato l’invasione di campo delle tifoserie. Alla fine si contano 28 arresti e ben 12 espulsi sul referto della terna arbitrale. E per fortuna che, almeno qui, il morto non c’è scappato.