River Plate supercampione, Rafaela condanna Colón al descenso

 

Pezzella, autore del gol decisivo esplode incredulo. (foto: olé.com.ar)
Pezzella, autore del gol decisivo esplode incredulo. (foto: olé.com.ar)


La Primera División ha espresso i suoi ultimi verdetti: in un sabato caliente l’Atlético Rafaela batte di misura il Colón e lo spedisce in B, il River fa lo stesso con il San Lorenzo e si laurea supercampione d’Argentina per la stagione 2013-2014.

San Lorenzo-River Plate – Il difensore Germán Pezzella, nella ripresa, risolve un match apatico, giocato da entrambe le squadre come fosse una partita priva di valore. Probabilmente le teste dei ventidue in campo erano già in vacanza e ciò ha causato uno scarso spettacolo. Nel San Lorenzo si è fatta sentire l’assenza di Piatti, l’unico calciatore in grado di cambiare passo. Villalba e Correa hanno offerto un’altra prestazione sotto tono. Tra le due formazioni, il River Plate ha deciso di portarsi a casa il secondo trofeo in una settimana. River Supercampeón 2013-2014 e qualificato alla Copa Sudamericana.

I giocatori del Rafaela festeggiano la permanenza in Primera. (foto: olé.com.ar)
I giocatori del Rafaela festeggiano la permanenza in Primera. (foto: olé.com.ar)


Colón-Atlético Rafaela –
 Il Sabalero di Diego Osella non ce l’ha fatta. Il castello di speranze ed illusioni costruito ad inizio semestre e alimentato dal miracoloso gol di Alario di settimana scorsa è crollato. Alla fine, le porte della B si sono spalancate per la squadra di Santa Fe. Nel primo tempo, il migliore in campo è stata la paura di perdere la categoria pertanto la prudenza ha dominato l’incontro. Un’occasione pericolosa per il Colón, discesa di Luque conclusa male e un Albertengo inarrestabile per il Rafaela i tratti salienti della prima parte.
Nella ripresa, la Crema ripete quanto di buono mostrato nel primo tempo e passa in vantaggio: sugli sviluppi di un’azione molto elaborata Canuhé mette al centro e Depetris impatta di testa prendendo in controtempo Montoya. Doccia fredda per il Colón che si lascia andare e non trova più le forze per reagire. Mansilla viene cacciato da Abal e in dieci si chiude, dopo quasi venti anni, l’avventura in Primera del Sabalero.