Ramón Maddoni: Quando il fútbol non nasce da solo

Ramon y Tevez

 

 

 

 

 

Non si può guardare alle conseguenze, senza sapere quale sia la loro origine. Perché ogni radice nella sua definizione prevede assorbimento d’acqua e sali per la nascita delle piante. E senza il primo step non racconteremo mai il successivo.
Se il Boca Juniors continua ad essere una delle squadre più ampie nel senso di output in fondo alla filiera, oltre che uno dei maggiori centri di gestione export, più di un motivo alla base deve esistere. Ma chi c’è dietro ad uno “xeneiese” che esce da Buenos Aires e diventa un calciatore affermato in Europa?
Un signore di 73 anni, Ramón Maddoni.
Esistono figure che sanciscono linee di demarcazione tra un livello e l’altro. La costruzione dello spessore nasce per forza di cose da un assemblamento. Il blasone, termine più confidenziale nel mondo calcistico, ha bisogno di essere cimentato. La base che un solo uomo ha letteralmente disposto alla Boca è qualcosa di impressionante. Giocatore amatoriale, finisce nelle giovanili dell’Atlanta e dell’ Argentinos Juniors (1964) sotto la supervisione di Victorio Spinetto e “El Nano” Gandulla, fino a che una lesione al menisco pone in maniera definitiva lo slogan “The End” alla sua vita da calciatore. Interessato a proseguire in qualche modo all’interno del calcio, comincia a collaborare nel Club Parque, istituzione di gran prestigio nella categoria.
In una sorta di ruolo dirigenziale, decide di perfezionarsi prendendo parte al corso Director Técnico de Fútbol, titolo che ottenne nella Escuela de Directores Técnicos, sotto l’insegnamento del professore José Farías.
Come avveniva a quei tempi, secondo tradizione, i più forti del Club Parque finivano all’Argentinos Juniors, squadra che fu per Maddoni il decisivo crocevia per il salto al Boca Juniors. Uno che sorpassa il passaggio intermedio è Fernando Gago. “El Pintita”, solo il maestro lo chiama così. Troppo attento ai capelli, viene sollecitato dallo stesso Maddoni a guardare più la palla dello specchio. E nel momento in cui questo entra nella testa del centrocampista, il salto al Boca Juniors è un logico risultato.
Maddoni, il primo giorno dell’Agosto del 1996, diventa il Direttore Tecnico Generale  delle giovanili del Boca Juniors.
Se ci chiediamo da dove spuntino Tevez, Riquelme, Gaitán o Coloccini, dobbiamo solo stringere la mano a quella là. E non è tanto cogliere il talento ad essere difficile; ma arrivarci prima e riuscire a creare intorno al ragazzo il miglior alveo educativo per la propria crescita.
C’è solo un giocatore nella storia del Boca Juniors ad aver spostato per un momento la poltrona in pelle di Riquelme. Leandro Paredes, oggi alla Roma. Ricercare chi l’abbia portato ad 8 anni sotto il lampione della Bombonera, sarebbe superfluo.