Qualificazioni Russia 2018-Messi è tornato! Buona la prima per Tite.

 

Archiviata la Copa America Centenario si riparte con le qualificazioni al mondiale 2018, con  tante novità dalle convocazioni agli allenatori, vediamo com’è andata la settima giornata:

Argentina 1-0 Uruguay

Al Malvinas Argentinas di Mendoza è stata la notte degli esordi del Paton Bauza, del camelo Pratto e di Dybala dal primo minuto, ma i riflettori erano tutti puntati sulla chioma bionda del numero 10 rosarino, che dopo l’annuncio dell’ addio alla nazionale a causa dell’ennesima finale persa, si carica la seleccion sulle spalle come forse non aveva mai fatto. Dopo una prima frazione in cui l’Uruguay non ha mai superato la metà campo e ha impensierito Romero solo con un tiro di Suarez da centrocampo, l’Argentina al 43′ passa in vantaggio con una gran giocata di Messi che prima aggancia il pallone con un tacco volante e poi con una rotazione su se stesso elude l’intervento di 4 giocatori charrua, per poi calciare verso Muslera, il suo tiro viene sporcato dalla deviazione decisiva di Jimenez che rende incolpevole il portiere del Galatasaray. Prima del termine del primo tempo c’è spazio per l’espulsione di Dybala, che viene punito forse troppo severamente dall’arbitro Bascuñan, dopo aver giocato un’ottima partita colpendo anche un palo e risultando il più pericoloso dei 4 davanti. Nel secondo tempo va in scena lo show di Messi che fa ammattire tutta la retroguardia  di Tabarez, con lujos di ogni genere per la gioia del pubblico di Mendoza. I padroni di casa non risentono dell’inferiorità numerica, grazie soprattutto al proprio capitano che negli ultimi minuti risente dell’infortunio subito con il barca, che potrebbe impedirgli di giocare col Venezuela la prossima settimana. Da sottolineare l’esordio positivo di Alario nel finale che si sacrifica e fa respirare la squadra nel momento in cui l’Uruguay porta più uomini dalle parti di Romero. Dunque buona la prima di Bauza che si aggiudica il clasico rioplatense, e ancora meglio la prestazione del Messi 2.0, autore di una prova molto simile a quelle a cui ci ha abituato in maglia blaugrana, facendo sia il regista che il rifinitore.

Argentina: Romero;Zabaleta,Otamendi,Funes Mori,Mas; Mascherano,Biglia;Di Maria,Dybala,Messi,Pratto.

Uruguay: Muslera;Fucile,Godìn,Gimenez,Gaston Silva;Arevalo Rios,Lodeiro,Carlos Sanchez,Corujo;Cavani,Suarez.

Colombia 2-0 Venezuela

Partita che vede di fronte due delle squadre migliori della scorsa Copa America. Peckerman si affida al duo tutto “italiano” Muriel-Bacca, con James libero di agire dietro di loro e relegando in panchina Cuadrado. A Barranquilla dopo un primo tempo giocato alla pari, con occasioni  fioccate da entrambe le parti, al 46′ arriva il gol del bandido Rodriguez, abile a rifinire un’azione partita da Ospina e confezionata da Muriel e Bacca. Nel secondo tempo il Venezuela rinuncia a Peñaranda per Soteldo, ma è ancora la Colombia a rendersi pericolosa con Muriel in almeno 2 occasioni, che dimostra  il buon momento di forma visto anche con la maglia blucerchiata,senza trascurare però  le evidenti  colpe della difesa vinotinto. Peckerman al 71′ inserisce Cuadrado per Muriel per chiuderla e l’ex Fiorentina e Lecce dopo appena 5 minuti sforna un grande assist per Bacca che però fallisce clamorosamente il gol del 2-0. Bacca poi al minuto 79′ si procura il rigore e causa l’espulsione di Wilker Angel, ma lo stesso Bacca se lo fa parare da Hernandez. Passa solo un giro d’orologio e la Colombia trova il raddoppio però grazie a Macnelly Torres che sfrutta al massimo il cross di James. Il Venezuela poi rimane anche in 9 per l’espulsione nei minuti finali di Feltscher, che causa il secondo rigore della partita, ma Hernandez si scopre un pararigori ipnotizzando James dal dischetto.

Venezuela:Hernandez,Rosales,Vizcarrondo,Wilker,Feltscher,Juanpi,Peñaranda,Rincon,Figuera; Rondon,Martinez.

Colombia:Ospina;Murillo,Murillo,Medina,Diaz;Carlos Sanchez,Macnelly Torres,Torres,James Rodriguez,;Muriel,Bacca.

 

Paraguay 2-1 Cile

Dopo le  dichiarazioni di Vidal che qualche giorno fa aveva detto di come  il Cile fosse la nazionale più forte al mondo, la Roja di Pizzi cade  puntualmente ad Asuncion, contro il Paraguay del neo allenatore Arce. I guaranì partono subito forte, tant’è che dopo 9 minuti il risultato è già 2-0 grazie alle reti di Oscar Romero e Paulo da Silva. Il primo gol è un’autentica perla del trequartista di proprietà del Racing Avellaneda, che conclude con un gran sinistro dai 25 metri. L’immediato raddoppio del capitano e  centrale del Toluca è invece un colpo di testa da posizione ravvicinata sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Partita che viaggia su ritmi alti, ma con tanta garra in pieno stile sudamericano. Al 36′ il Cile accorcia con Vidal che segna di testa su un calcio di punizione battuto da Sanchez. Nel secondo tempo l’albiroja ha le occasioni più chiare con Lezcano e Rojas, mentre per i campioni d’America il più pericoloso è Edu Vargas. Finale infuocato con un rigore non visto da Pitana con Vidal che colpisce con una gomitata il volto di Benitez, e poi arriva l’espulsione di Medel per eccessive proteste. Bene il Paraguay  di Arce che ha disputato una gara ordinata ed è parsa una squadra compatta e quadrata,con l’obiettivo qualificazione che adesso dista solo 3 lunghezze. Male la squadra di Pizzi che complici anche le tante assenze ha ricordato quella vista nelle prime giornate della Copa America Centenario.

Paraguay:Barreto; Gomez,Da Silva,Moreira,Candia; Romero,Ayala,Riveros,Rojas; Santander,Lezcano.

Cile:Toselli;Isla,Medel,Roco,Mena;Silva,Vidal,Aranguiz,Fuenzalida;Sanchez,Vargas.

 

Ecuador 0-3Brasile

 

Dopo il buon avvio dei padroni di casa, viene fuori il Brasile intorno alla mezz’ora con Gabriel Gesus che viene però fermato in posizione di fuorigioco e con Renato Augusto che invece ci prova dalla distanza. Poco dopo risponde la Tri con Noboa e Enner Valencia, ma l’estremo portiere della Roma si fa trovare pronto. Nella ripresa aumenta la pericolosità del Brasile con Neymar e Marcelo, e al minuto 69′ passa grazie alla dormita del centrale del River Plate  Mina, che si fa recuperare da Gabriel Jesus in velocità che poi salta anche il portiere e viene steso, dal dischetto si presenta l’ex capitano Neymar che batte Dominguez per l’1-0. Al 76′ l’Ecuador rimane in inferiorità numerica a causa del cartellino rosso ai danni di Paredes per un fallo ai danni di Renato Augusto. Bolaños al 78′ cerca il gol del pari con un destro a giro, buon risposta di Allison in calcio d’angolo. Al minuto 86 arriva il 2-0 sugli sviluppi di un corner, Marcelo mette il pallone sul primo palo dove trova la gran giocata di Gabriel Jesus sul primo palo. C’è tempo anche per la doppietta per la punta del Manchester City, che riceve da Neymar al limite dell’area per poi inventarsi un destro a giro che si spegne sotto l’incrocio. Tite può sorridere, il Brasile torna in corsa per Russia 2018,torna a vincere in trasferta nelle qualificazioni mondiali dal 2009 nel superclasico de las americas e sfata il tabù dello stadio Olimpico Atahualpa di Quito, nel quale non aveva mai vinto.

Ecuador:Dominguez;Paredes,Mina,Achilier,Ayovi;Montero,Gruezo,Noboa,Valencia; Bolaños,Caicedo.

Brasile: Allison;Daniel Alves,Miranda,Marquinhos,Marcelo;Paulinho,Casemiro,Renato Augusto;Willian,Neymar,Gabriel Jesus

 

 

Bolivia 2-0 Perù

Allo stadio Hernando Siles di La Paz va in scena la partita con meno appeal di questa settima giornata, tra due compagini che occupano le ultime posizioni del girone. Il neo allenatore de La Verde, l’argentino Hoyos si affida in avanti a Marcelo Moreno, che aveva saltato la Copa America del centenario e  molte delle partite di qualificazione, mentre el tigre Gareca si affida a una punta di movimento come Ruidiaz lasciando in panchina Guerrero. Al 26 lo stesso Ruidiaz di testa impegna Quinoñez e 3 minuti più tardi sfiora il vantaggio con Cuevas ma l’estremo difensore del Boliovar risponde in corner. Passata la mezz’ora Escobar perdona clamorosamente Gallese da posizione ravvicinata dopo un regalo della difesa peruviana. Al minuto 39′ Escobar si fa perdonare l’errore precedente con una punizione che s’insacca sotto l’incrocio su cui Gallese non può nulla anche per colpa della barriera che si apre nel momento in cui calcia el Pájaro. Nel secondo tempo Gareca inserisce el barbaro Guerrero, ma è la Bolivia a rendersi ancora pericolosa con un colpo di testa di Marcelo Moreno che impegna Gallese.Più passa il tempo e più il Perù cala, risentendo  anche del fattore altura,una costante da queste parti. Al minuto 87′ Raldez segna il 2-0 con uno stacco imperioso di testa su calcio d’angolo e chiude di fatto i giochi. Nei minuti di recupero non viene assegnato un gol al Perù con Ramos, per un fuorigioco molto dubbio.Risultato importante per il morale della Bolivia che lascia l’ultima posizione nel girone, mentre il Perù non riesce a confermare quanto fatto di buono nelle ultime due edizioni della Copa America.

Bolivia:Quinoñez;Rodriguez,Raldez,Zentano,Bejarano;Arce,Campos,Flores,Azogue;Escobar, Marcelo Moreno.

Perù:Gallese;Ramos,Abram,Trauco,Chavez;Ortiz,Aquino,Polo,Avila,Cuevas,Ruidiaz.IMG_20160902_133411

  • Francesco Madeo

    Quanto valgono davvero le ultime due edizioni di Copa America? La domanda è più che lecita, dato che il Cile bi-campione al momento è non soltanto fuori dal Mondiale, ma addirittura ultimo in classifica tra le squadre con chances di qualificazione. Altro che Cile squadra più forte al mondo… La Copa del 2015 è arrivata grazie ai numerosi aiutini e aiutoni arbitrali (vedere la differenza: oggi Medel per qualche parola di troppo rischia 5 giornate di squalifica, mentre nella finale casalinga fu soltanto ammonito per un calcio non involontario al ventre di Messi). Alla Copa del Centenario il Cile si è presentato con una sconfitta interna contro la Giamaica, ha disputato tre gare molto negative nel girone (non dimentichiamo il rigore regalato al 97′ contro la Bolivia), poi ha azzeccato tre gare perfette in dieci giorni. Sulla carta Pizzi può contare su 9 punti ‘sicuri’ che dovrebbero arrivare nelle gare casalinghe contro le tre cenerentole, ma dal momento che dietro hanno già mollato con ancora 11 gare da disputare, ritengo che la quota qualificazione (considerando anche il 5°posto che garantisce lo spareggio-farsa contro una rappresentativa oceanica) si attesterà sui 28-29 punti. Resto sempre convinto dell’idea che alla fine resteranno fuori Ecuador e Paraguay, però stavolta potrebbe essere proprio il Cile e non il solito Uruguay a disputare il play-off.

  • giovanni

    Vincere in altura, yes we can

    Vincere 2 volte di fila la Copa America è un’impresa non da poco
    che va oltre gli arbitraggi favorevoli,
    anche l’arbitro brasiliano Lopes in teoria il migliore del Sudamerica ma in pratica no
    dell’ultima Copa Centenario si è rivelato non all’altezza,
    questo tutte le nazionali devono metterlo in preventivo prima dell’inizio della competizione come ti può fischiare a favore ti può fischiare contro,
    invece di guardare indietro piangendo sulle sviste arbitrali meglio impegnarsi e dare di più sul campo, essere più forte del rivale anche in inferiorità numerica vedi il grande Milan di Capello,
    e soprattutto guardare avanti
    l’unica soluzione quella di promuovere con i mezzi di informazione l’uso della tecnologia,ossia moviola in campo solo così non ci saranno più errori, se l’arbitro si rifiuta di riconoscere l’errore beh allora si può dedurre che sia un corrotto senza se e senza ma, mi sembra comunque di averlo detto inutile piangere ripeto sul latte versato.
    Chi ha tifato Argentina spero non abbia scommesso grosse cifre altrimenti posso comprendere l’amarezza per la mancata vittoria di Messi e soci,
    alla fine tutta la stampa sudamericana compresa argentina, uruguaiana e messicana ha riconosciuto la superiorità dei cileni grazie anche alla guida di un ct, poco serio sul piano umano, ma assai preparato su quello tecnico,
    ovvero Sampaoli capace di plasmare la sua filosofia di gioco da livello di club Universidad de Chile
    (vincendo titoli locali e non solo vedi Copa Sudamericana e raggiungere le semifinali di Libertadores)
    a livello di nazionale con la conquista della Copa America
    oltre a una discreta figura ai Mondiali carioca.
    Concordo per quanto riguarda il successore di Sampaoli, eviterei di menzionare l’amichevole contro Giamaica il risultato è secondario, d’altronde noi italiani siamo stati incapaci di battere Lussemburgo o la nazionale spagnola perdere contro quella georgiana, insomma le amichevoli vanno viste aldilà del risultato.
    Nella fase a gironi Cile non ha incantato perchè i suoi calciatori erano infortunati, fuori forma o con problemi personali
    irriconoscibili rispetto ai quarti di finale dove hanno acquisito una maggiore brillantezza
    vedi l’umiliazione data ai messicani, lezione di calcio ai colombiani e meritata conquista della Copa contro gli argentini da cui ci si aspettava di più alla vigilia.
    Pizzi è stato fortunato, la fase a gironi è servita ai suoi ragazzi per prendere ritmo,
    a mio avviso non può commettere lo stesso errore nelle qualificazioni,
    in cui deve valutare bene lo stato di forma e non affidarsi solo al nome di ogni singolo calciatore bensì deve tener conto del momento che vive
    vedi Vargas 2 volte di fila capocannoniere della Copa America( un gol bellissimo annullato ingiustamente per fuorigioco inesistente, per la serie gli errori ci sono e ci saranno sempre da una parte e dall’altra senza il supporto tecnologico, la classe arbitrale in Sudamerica è scarsissima)
    senza l’ausilio di inutili finaline che non hanno alcun valore
    e ciò nonostante ignorato dai grandi club europei,
    si era parlato di Siviglia che alla fine ha optato per il lento Ganso a mio avviso inadatto
    agli schemi di Sampaoli.
    Per quanto riguarda Vidal bah secondo me non ha terminato gli studi come la maggior parte dei calciatori,chi è diplomato o laureato bisogna verificare se o con raccomandazione.
    Forse voleva dire che una nazionale 2 volte campione di Copa America deve aspirare a vincere i Mondiali e non accontentarsi soltanto per ciò mostrato in Sudamerica finora,
    tradotto essere grande anche nei grandi appuntamenti come i Mondiali
    dove lì i club europei apprezzano di più le qualità di un calciatore sudamericano altro che Copa America con tutto il rispetto non vale gli Europei senza finalina.

    Tornando all’attualità Cile riceve le ultime 3 della classifica occhio però a non sottovalutare il rivale, i cileni ne sanno qualcosa quando vennero eliminati in Copa America 2011 dai venezuelani impropriamente definito popolo di telenovelas o amanti del genere e nulla più,
    in quel caso eliminazione meritata, io vado sempre dalla parte del più debole
    quando viene preso in giro,
    odio la presuntuosità tipica anche dell’argentino medio.
    Non capisco tutta questa convinzione se per questioni di simpatia o tifo
    per Uruguay
    a discapito di Cile che calendario alla mano in casa dovrà ricevere anche Uruguay, Paraguay, Ecuador.
    Insomma la classifica è corta tra le prime 7 posizioni è tutto ancora da decidere
    da lì usciranno le 4 qualificate dirette ai Mondiali e 1 tramite spareggio morbido sulla carta contro una rappresentante del continente Oceania.
    Paraguay è ancora lì non lo darei per morto può essere la sorpresa,
    Diaz si è dimesso per colpa dell’ultimo posto nella Copa America,
    nelle qualificazioni Arce ha ereditato una squadra non completamente in situazione disastrosa come quella dei venezuelani.
    Delle ultime 3 Peru è ancora con lo stesso ct,
    Gareca toglierà il disturbo
    fino a quando la matematica gli volterà le spalle.
    Pessime le dichiarazioni di Guerrero calciatore mediocre ai grandi appuntamenti viene sempre meno
    e sul piano umano gli manca la personalità non è un vero leader carismatico,
    prima della partita dichiara di non essere pronto per una sfida in altura,
    se non sei convinto puoi anche rinunciare alla nazionale per sempre o provvisoriamente come Higuain.
    Uruguay( senza Cavani e Suarez) e Colombia hanno vinto a la Paz nonostante la temibile altura lì i cileni ci riescono per 3 volte di fila finora,
    mentre Gareca ha dovuto acclimatare la squadra a Cusco per poi presentarsi in Bolivia,
    strategia che ha portato una sconfitta pesante contro un avversario non dico alla portata ma almeno di pari livello.
    Infine dulcis in fundo Brasile in Ecuador vince e convince 0-3, il mito altura sarà anche complicato nessuno lo nega ma non è fortino inespugnabile.
    Buona serata!

  • Francesco Madeo

    Cile all’ultima spiaggia.

    Si apre una doppia giornata in cui Uruguay, Brasile e Argentina potrebbero già prenotare un posto al Mondiale, mentre il Venezuela dovrebbe rimanere ancora unica squadra senza vittorie e il Paraguay battendo la Colombia rientrerebbe in maniera credibile nel discorso qualificazione. Ma la partita di cartello è senza dubbio Ecuador-Cile, già decisiva nonostante le 9 gare ancora da giocare. La squadra di Quinteros ha vanificato l’exploit iniziale ed è costretta a vincere perché nel girone di ritorno avrà un calendario difficile con tutti gli scontri diretti in trasferta. In condizioni normali al Cile poteva andare bene anche il pari, ma con i due punti persi in casa contro la Bolivia la nazionale di Pizzi è costretta a vincere almeno uno scontro diretto in trasferta, e un risultato negativo a Quito potrebbe compromettere irrimediabilmente anche il 5°posto finale. Caro Giovanni, sul doppio trionfo del Cile in Copa America abbiamo idee molto diverse, resto convinto del fatto che la nazionale bi-campione d’America nonostante l’ottimo e sfortunato Mondiale brasiliano sia fortemente in debito con la buona sorte e con gli arbitraggi: ecco spiegata la mia non-simpatia per la Roja (e per Independiente del Valle nell’ultima Libertadores).