Qualificazioni Russia 2018 – Messi e Pratto stendono la Colombia, il Brasile va in fuga

L' abbraccio tra Messi e Pratto (ansa.it)

Il grande protagonista della nottata di qualificazioni sudamericane è finalmente Messi, autore di una prestazione super che ha trascinato l’ Argentina al rotondo successo per 3 a 0 contro la Colombia. Una vittoria fondamentale per l’ Albiceleste e per il tecnico Bauza che in questo modo agganciano il quinto posto valido per andare allo spareggio e scavalcano proprio i Cafeteros che attualmente sono sesti e fuori dal Mondiale. L’ 1 a 0 argentino arriva dopo soli 10 minuti ed è merito di una straordinaria punizione di Leo Messi che infila la palla all’ incrocio dei pali facendo esplodere il pubblico del Bicentenario di San Juan. Al 23′ ancora Messi calibra un cross perfetto sulla testa di Lucas Pratto (ottima intuizione del Paton Bauza) che con un preciso colpo di testa insacca il 2 a 0 facendosi beffe della marcatura di Davinson Sanchez, giovane ex Atletico Nacional che ha formato l’ inedita coppia difensiva assieme a Murillo dell’ Inter, viste e considerate le pesanti assenze dei centrali titolari Oscar Murillo e Yerri Mina. Il CT dei colombiani Pekerman ha schierato tra i titolari pure Cuadrado, Falcao, Daniel Torres e Wilmar Barrios, tuttavia, nonostante la presenza anche di James Rodriguez, i Cafeteros hanno fatto fatica a costruire un gioco che fosse in grado di impensierire l’ Argentina. E così arrivati all’ 84′ ci pensa Di Maria a chiudere i conti una volta per tutte, sfruttando un assist di Messi a due passi dalla linea di porta dopo un incredibile errore in disimpegno di Jeison Murillo. Grazie a questi tre punti l’ intero ambiente argentino tira un sospiro di sollievo, ma altrettanto importante sarà il prossimo appuntamento previsto a marzo contro il Cile. La Colombia invece esce molto male da questa settimana di qualificazioni: fortuna che alla ripresa delle ostilità avrà un impegno agevole in casa contro la Bolivia.

L' abbraccio tra Messi e Pratto (ansa.it)
L’ abbraccio tra Messi e Pratto (ansa.it)

Non è da meno la performance del Brasile di Tite che riesce ad imporsi per 2 a 0 anche nell’ infuocato Estadio Nacional di Lima, casa del Perù, ed eguaglia il record di sei vittorie consecutive che risaliva alla Selecao di Pelé. I peruviani hanno disputato un gran primo tempo, giocando in maniera aggressiva e colpendo un palo con lo sfortunato Carrillo, che dopo un bellissimo scambio con Cueva entra in area e piazza la palla nell’ angolino, ma il montante salva la porta di Alisson. L’ approccio della squadra di Gareca è propositivo anche nella ripresa, ma al 58′, su una ripartenza dei brasiliani, un paio di rimpalli fortuiti favoriscono Gabriel Jesus che si ritrova la palla sul destro e con freddezza insacca in rete quello che di fatto è un rigore in movimento. L’ 1 a 0 firmato dal gioiello del Palmeiras spegne l’ ardore dei peruviani che accusano eccessivamente il goal subito e al 79′, dopo che Neymar ha colpito una traversa, capitolano definitivamente: Gabriel Jesus serve bene Renato Augusto che tutto solo sul secondo palo ha il tempo di stoppare il pallone e infilarlo in rete con un preciso diagonale. Tanta la delusione in casa Perù che sognava di ripetere la bella vittoria di qualche giorno fa in Paraguay: adesso i ragazzi di Gareca sono terz’ultimi con 14 punti e dovranno assolutamente vincere in Venezuela la prossima gara. Il Brasile invece festeggia il sesto successo su sei dell’ era Tite, stacca di 4 punti l’ Uruguay ed ormai la qualificazione a Russia 2018 sembra cosa fatta.

Un Uruguay che ha perso per 3 a 1 a Santiago del Cile, nonostante una buona prestazione e la rete del vantaggio segnata da Cavani al 17′ su assist di Suarez, dopo che lo stesso Matador si era mangiato già due volte l’ occasione del vantaggio. Il Cile fa molta fatica ad esprimere un buon gioco nella prima parte, anche perché la Celeste si difende come sempre molto bene, tuttavia proprio qualche istante prima dell’ intervallo si sveglia Alexis Sanchez: l’ attaccante dell’ Arsenal smarca Beausejour sulla sinistra che crossa al bacio per la testa di Edu Vargas, bravo a girare il pallone in fondo al sacco approfittando della staticità di Godin e Coates. Nella ripresa il Cile raddoppia al 60′ con un gran destro al volo di Sanchez, che si gira in un fazzoletto e lascia partire un tiro a spiovere che beffa un Muslera rivedibile. Al 76′ il Nino Maravilla concede il bis lasciandosi alle spalle con una progressione strepitosa l’ intera difesa uruguagia e trafiggendo Muslera in uscita: golazo. Nel finale c’è tempo soltanto per un calcio di rigore assegnato all’ Uruguay, che però Luis Suarez si fa parare da Bravo mandando ulteriormente in estasi il pubblico dell’ Estadio Nacional. La Roja dunque sale al quarto posto a quota 20, l’ Uruguay rimane secondo a 23 punti.

Il Cile torna a vincere contro l' Uruguay (squawka.com)
Il Cile torna a vincere contro l’ Uruguay (squawka.com)

Butta via un’ altra occasione d’ oro il Paraguay che gioca male e perde in Bolivia contro una Verde che ha onorato la maglia nonostante una qualificazione ormai compromessa. Del resto lascia molto perplessi lo schieramento scelto dal tecnico paraguagio Arce: d’ accordo che i suoi venivano dalla batosta col Perù, ma lasciare in panchina Derlis Gonzalez, i due Romero e lo stesso Cecilio Dominguez per far giocare titolare l’ ormai 33enne Haedo Valdez (appena 2 reti nel Seattle in questa stagione) e un Iturbe involuto (seppur non tra i peggiori) non è stata un’ ottima idea considerando la prestazione sottotono dei suoi. L’ Albirroja infatti ha tirato in porta pericolosamente solo una volta nel primo tempo con Iturbe e ha tenuto appena il 45% di possesso palla: troppo poco per una squadra che era obbligata a vincere e aspira a qualificarsi al Mondiale a dispetto di altre Nazionali più quotate. Ad aggravare maggiormente la posizione del tecnico Arce è il fatto che la Bolivia sia anche rimasta in dieci al 60′, ma nonostante ciò i cambi sono stati tardivi e la sua squadra è sembrata disunita e poco grintosa. Al 77′ quindi i boliviani hanno trovato il goal della vittoria, grazie ad una travolgente azione di Martins Moreno che è entrato in area, ha saltato il portiere e un difensore avversario e poi ha insaccato con l’ aiuto della deviazione del milanista Gustavo Gomez. Complimenti alla Bolivia di mister Hoyos, che avrebbe meritato quantomeno di potersi giocare le sue chance fino alla fine del girone eliminatorio senza quei punti di penalizzazione piuttosto esagerati.

Chiudiamo con la vittoria annunciata dell’ Ecuador che ha battuto il Venezuela per 3 a 0 all’ Estadio Atuhualpa di Quito. La Vinotinto ha disputato un buon primo tempo, in cui Penaranda ha fatto vedere discrete cose con la palla tra i piedi e Martinez ha sciupato una buona occasione per andare in vantaggio dopo pochi minuti. L’ Ecuador dal canto suo è partito un pò col freno ha mano a tirato, dopodiché ha gettato all’ aria alcune occasioni ghiotte con Caicedo e Ibarra chiudendo il primo tempo sullo a 0 a 0. Al 50′ però ci pensa Arturo Mina a scacciare le paure del popolo ecuadoriano: il nuovo difensore del River Plate sblocca l’ incontro irrompendo di testa su un cross di Miller Bolanos e trafigge l’ incolpevole Hernandez. Passato in vantaggio l’ Ecuador domina in lungo in largo e dopo aver sprecato malamente un sacco di occasioni, nel finale chiude i conti prima con Bolanos su invito di e poi con Enner Valencia in contropiede.

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Brasile Brasile 27 12 8 3 1 28 9 +19
2. Uruguay Uruguay 23 12 7 2 3 24 11 +13
3. Ecuador Ecuador 20 12 6 2 4 22 16 +6
4. Cile Cile 20 12 6 2 4 21 17 +4
5. Argentina Argentina 19 12 5 4 3 14 12 +2
6. Colombia Colombia 18 12 5 3 4 15 15 0
7. Paraguay Paraguay 15 12 4 3 5 11 17 -6
8. Perù Perù 14 12 4 2 6 18 20 -2
9. Bolivia Bolivia 7 12 2 1 9 10 31 -21
10. Venezuela Venezuela 5 12 1 2 9 14 29 -15