Qualificazioni Russia 2018 – All’Argentina basta mezz’ora: Mercado e Messi spazzano via la Bolivia

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Serata da applausi e sorrisi, per l’Argentina, quella dell’ultima gara di qualificazioni prima della Copa America Centenario. Nella notte in cui la Selecciòn tornava di scena a Cordoba, il Mario Alberto Kempes risponde con quasi 60.000 spettatori e un calore davvero notevole dal primo al novantesimo minuto. Poi c’è la partita, che, per l’Argentina, è in realtà poco più che una formalità. La banda di Martino la vince quasi senza sforzo, chiudendo la pratica già dopo mezz’ora: prima con il secondo gol in pochi giorni di Mercado e poi con la rete numero 50 in albiceleste di Leo Messi.

La vittoria con la Bolivia può essere considerata come quella che sancisce il reale stato di salute dell’Argentina di Martino. La strada verso Russia 2018 era cominciata malissimo, con la sconfitta all’esordio contro l’Ecuador e i due pareggi con Paraguay e Brasile. Poi erano arrivati i due successi pesantissimi in Colombia e – giovedì scorso – in Cile, decisivi per zittire i critici e ridare serenità all’ambiente. Ieri notte, con la Bolivia, è arrivata la vittoria che certifica la rinascita dell’Albiceleste, capace di vincere come una grande squadra, giocando bene e rischiando nulla. Certo, anche il valore dell’avversario va tenuto in conto, e la Bolivia di Baldivieso si è dimostrata, anche ieri, davvero poca roba. Alla Verde è bastato che si battesse il calcio d’inizio per capire che aria tirasse ieri in quel di Cordoba: dopo dodici secondi (!), infatti, il portiere boliviano Lampe era stato già chiamato a una super uscita su Di Maria e, sulla respinta, Banega aveva raccolto il pallone e l’aveva scagliato contro la traversa. Era solo l’inizio, però, perché nei primi venti minuti l’Argentina è una furia, con Messi e Di Maria che fanno quello che vogliono e i difensori boliviano che arrancano e non la prendono mai. Al 20’, la Selecciòn batte il primo colpo, e lo fa con Mercado, che appoggia in rete sull’assist dell’ottimo Higuain e sigla il secondo gol consecutivo con la nazionale, lui che di mestiere fa il terzino. Tempo dieci minuti, e la partita si chiude definitivamente. Banega entra in area di rigore e viene steso da Eguino. Per il venezuelano Jesùs Valenzuela non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Messi ringrazia e batte Lampe per quello che è il suo gol numero 50 con la maglia dell’Albiceleste (-6 dal recordman Batistuta). Pochi minuti più tardi, arriverebbe anche il numero 51, addirittura di testa, se non fosse che Banega, autore dell’assist, sia in fuorigioco.

Poco male, perché la partita è già in ghiaccio e l’appuntamento con il terzo gol argentino sembra solo rimandato. E invece il terzo gol non arriverà, perché nella ripresa l’Argentina alza il piede dall’acceleratore e comincia a gestire il risultato. Si affaccia anche la Bolivia, con una bellissima punizione dello svedese naturalizzato boliviano Smedberg-Dalence che chiama agli straordinari Romero. Nel frattempo, l’Argentina comincia a toreare l’avversario, con una gestione del pallone perfetta e, di tanto in tanto, qualche affondo. In realtà le occasioni per il terzo gol ci sarebbero eccome. Ci vanno vicino tutti: da Correa (subentrato dopo mezz’ora a un acciaccato Di Maria) a Biglia, da Higuain a Mascherano. Ci va davvero a un passo, nel finale, Messi, con una splendida punizione che trova però la risposta ancor più splendida di Lampe. Il portiere dello Sport Boys risulterà forse il migliore della Verde – il posto da titolare di Quinonez è ora in serio pericolo. Una delle poche, pochissime buone notizie in casa Bolivia. In Argentina, invece, sembra essere tornato il sereno. La speranza, dalle parti di Buenos Aires, è che possa durare almeno fino a quest’estate.