Preliminari Copa Libertadores 2015: Il Palestino centra la qualificazione, eliminato il Nacional.Bene anche l’ Estudiantes

Missione compiuta per il Palestino, che dopo 36 anni d’ attesa ritrova la fase a gironi della Copa Libertadores, e lo fa eliminando il Nacional di Recoba. Inutile dire la portata di tale impresa, il club allenato da Pablo Guede scrive una pagina importantissima di storia, per sè e per i propri tifosi, divisi tra Cile e Palestina. Nell’ altra e ultima partita valida per la fase preliminare della Copa, ribalta il risultato l’ Estudiantes, che in casa davanti ai suoi tifosi schianta per 4 a 0 l’ Independiente del Valle, che all’ andata aveva vinto 1 a 0.Club Nacional – Palestino 2 – 1 (Renato Ramos 38′, German Lanaro (autogol) 41′, Gaston Pereiro 44′) Senza pubblico la sfida giocata al Parque Central. I tifosi del Bolso infatti, scontano la squalifica inflittagli dalla Conmebol il marzo scorso a seguito degli incidenti accaduti in occasione della partita contro il Newell’s. A partire forte sono gli ospiti, che al 3′ minuto sugli sviluppi di un corner hanno l’ occasione per passare in vantaggio, bravo il portiere Munua a bloccare il pallone in due tempi. La risposta del Nacional non si fa attendere troppo ed arriva 6 minuti più tardi, quando il giovanissimo Gaston Pereiro è bravo a servire nello spazio Romero che però trova l’ attenta risposta di Melo Pulgar. Altra grande occasione per i padroni di casa arriva al 30′, quando Ivan Alonso controlla un pallone al limite dell’ area e scarica una bordata di sinistro che termina di poco a lato alla sinistra di Pulgar. Al minuto 37 passa a condurre il Palestino: Valencia prende palla sulla trequarti avversaria, scarica sulla destra dove si trova Marco Riquelme, che mette in mezzo un bel cross sul quale si avventa Ramos che fa 1 a 0 per il Tino. Quattro minuti dopo però, è gia 1 a 1: lancio dalla difesa del Nacional che mette in moto Fernandez sulla destra, bravo l’ esterno a crossare forte e teso in mezzo all’ area, dove trova la sfortunata deviazione di Lanaro che mette il pallone nella propria porta. Nacional di nuovo in partita e discorso qualificazione riaperto. Il Palestino sembra accusare il colpo e 3 minuti più tardi arriva il 2 a 1. Merito del talento di Gaston Pereiro (il canterano è anche il giocatore uruguayo ad aver segnato più gol nell’ ultimo sub20 concluso la settimana scorsa). Un pallone recuperato dalla difesa del Nacional, viene girato a metà campo a Ivan Alonso che di prima senza guardare lancia in velocità Pereiro che si beve Farias in velocità, salta Pulgar e deposita in rete il gol del vantaggio. Si va al riposo con l’ inerzia della gara tutta a favore del club di Montevideo. Ma chi si aspettava un Nacional arrembante nella ripresa si sbaglia di grosso, i padroni di casa rientrano dalla pausa privi di idee. Al contrario i cileni tornano più compatti e messi meglio in campo. Infatti provano si ad attaccare, ma senza lasciare tutti quei metri di campo che hanno portato ai due gol del Nacional in precedenza. Infatti apparte qualche punizione di Recoba, il gioco lo macinano gli uomini di Pablo Guede. In una notte come questa succede anche che l’ arbitro si trovi costretto al 70′ ad interrompere il gioco, a causa dei lacrimogeni lanciati dall’ esterno dello stadio dalla polizia, intenta a disperdere un gruppo di tifosi locali esagitati. Fino al 90′ non arrivano occasioni per il Nacional, anzi l’ ultima grande opportunità capita a Riquelme al 96′, ma il centrocampista cileno sbaglia clamorosamente. Incontenibile la gioia al fischio finale d,egli ospiti, che festeggiano per loro e per tutti quelli ai quali stanno regalando un bellissimo sogno. Il club di Osorno giocherà la Copa come detto, dopo 36 anni e si regalerà una bellissima trasferta alla Bombonera la settimana prossima. Premiato il lavoro di Guede, la cui squadra gioca un calcio offensivo e propositivo. Le altre squadre del gruppo 5 oltre al Boca sono i venezuelani dello Zamora e gli uruguayi del Montevideo Wanderers.

Estudiantes la Plata – Independiente del Valle 4 – 0 (Leandro Desabato 13′,Guido Carrillo 28′, Leandro Desabato 51′, Arturo Mina (autogol) 90′) Nell’ altro match in programma ieri notte, non riesce l’ impresa all’ Independiente del Valle, che doveva difendere la vittoria di misura all’ andata per 1 a 0. L’ Estudiantes trionfa per 4 a 0 allo stadio “Ciudad de la Plata”. Protagonista dell’ incontro è il 36enne difensore del Pincha, Leandro Desabato, che firma il primo ed il terzo gol dei biancorossi. Arrotondano il punteggio il solito Guido Carrillo e un autogol di Arturo Mina. La squadra di Mauricio Pellegrino debutterà nel gruppo 7 della Copa, contro il Barcelona di Guayaquil. Le altre squadre che compongono il girone sono i colombiani dell’ Atletico Nacional e i paraguayi del Libertad. Partita senza storia, troppo timido e spaesato l’ Independiente del Valle, che dopo la vittoria dell’ andata accarezzava il sogno della qualificazione, ma in Argentina è stata enorme la differenza di gioco e di organizzazione delle due squadre. Un abisso separava ieri i Los Pincharratas dal club allenato da Pablo Repetto.
  • Francesco Madeo

    Temo che questa edizione tornerà ad essere un affare tra argentine e brasiliane. Cerro Porteno potenzialmente fra le migliori 10 del Sudamerica già eliminato, idem Nacional unica squadra uruguayana competitiva a livello internazionale.
    Complimenti al Palestino per il suo calcio offensivo, ma che brutta sensazione vedere quella maglia con sponsor in arabo e colori che richiamano alla bandiera di uno pseudo-Stato che pullula di fanatici e terroristi: grande rispetto per giocatori e allenatore ma nessuna simpatia per il territorio cui questo club si identifica.
    Atletico Nacional ha venduto tutti i suoi pezzi migliori e difficilmente supererà un girone peraltro molto impegnativo. Bolivar e Penarol grandi assenti. Le messicane come al solito snobberanno la Libertadores. Sorteggio grottesco, con San Lorenzo detentore inserito in un girone di ferro: se la squadra di Bauza è quella vista nelle due sfide contro River, le due brasiliane passeranno il turno a braccetto. La possibile outsider potrebbe essere una fra Emelec, Colo Colo e Libertad. Curiosità per Guarani e Wanderers, che personalmente non ho mai visto giocare.
    Girone facile facile per River e Boca, con la squadra di Gallardo a mio avviso favorita n.1 per la conquista del trofeo. River ha tutto per proseguire nel suo ciclo vincente ed emulare il Boca dei primi anni 2000: non ci sono i vari Riquelme, Tevez, Palermo, ma questo River ha un’organizzazione tattica da fare invidia a molte squadre europee.

  • Manuel

    Alla fine in questi preliminari di libertadores sono passate tutte quelle che immaginavo tranne il palestino che era la sfida con il nacional la più in bilico in assoluto e infatti sono passati per i gol in trasferta, grandi festeggiamenti in Cile si ma anche nel territorio palestinese dove la squadra è molto seguita ed è un orgoglio nazionale per quella gente!

  • Federico Gulotta

    “Complimenti al Palestino per il suo calcio offensivo, ma che brutta sensazione vedere quella maglia con sponsor in arabo e colori che richiamano alla bandiera di uno pseudo-Stato che pullula di fanatici e terroristi: grande rispetto per giocatori e allenatore ma nessuna simpatia per il territorio cui questo club si identifica.”

    Se posso darti un consiglio lascia perdere questi discorsi… probabilmente parli di cose più grandi di te ed è meglio che eviti di scrivere certe sciocchezze… fanatici, terroristi… informati prima di parlare… questo comunque e’ un sito di calcio oltretutto

  • Guglielmo Catalano

    Che brutta sensazione vedere quella maglia in arabo? il calcio dovrebbe unire non dividere, stanno regalando un sogno ad un popolo che non è abituato a sognare,dico che ci vorrebbe più rispetto quando si parla di cose più grandi di noi. Buona Copa Palestino!

  • Francesco Madeo

    Esimio dott. Gulotta, potrei sapere da quale cattedra di storia contemporanea o di sociologia politica può permettersi di dire allo scrivente “probabilmente parli di cose più grandi di te ed è meglio che eviti di scrivere certe sciocchezze”?
    Questo è un sito di calcio, infatti io in tutto il mio commento ho parlato di calcio, complimentandomi peraltro con il bel gioco del Palestino (ho visto la gara di andata e gli highlights del ritorno). Ho semplicemente espresso la mia idea a proposito del territorio con cui il club si identifica (opinione fra l’altro largamente comune nel civile mondo occidentale). Sono libero di farlo o devo temere la censura?

  • giovanni

    In questa discussione tutti hanno ragione chi più chi meno,
    bisogna però fare distinzione tra calcio giocato che riguarda Palestino come club
    e ciò che non lo è ma viene mischiato e il calcio usato come strumento politico che non dovrebbe influire più di tanto a mio avviso.
    Per prima cosa, interessante l’articolo con il relativo link esterno scritto dal bravissimo giornalista Marco Maioli che ha studiato e approfondito la conoscenza sull’argomento in materia citando anche la fonte cilena dove c’è un bellissimo reportage davvero toccante a cui invito gli utenti di calciosudamericano . it alla lettura, è abbastanza lungo ma ne vale davvero la pena con assoluta calma,
    in più da vedere consiglio il video su youtube ” CD Palestino 2015″ di preparazione alla sfida decisiva contro Nacional direttamente di tifosi dalla Palestina che aiuta a riflettere, in quei volti sinceramente non vedo potenziali terroristi.
    Per quanto riguarda il tema delle magliette non l’ho notato sinceramente,
    ero più concentrato ai movimenti tattici e tecnici dei protagonisti in campo, lo terrò presente nelle partite successive,
    ma a sono conoscenza della polemica che ha provocato l’uso delle magliette raffiguranti una mappa con riferimenti politici anzichè i numeri consueti,scatenando le proteste di un club cileno Nublense il cui presidente Kiblisky appartiene alla comunità ebraica,
    i giocatori sono stati costretti a indossare magliette regolari altrimenti il club Palestino
    con l’intervento della Fifa avrebbe rischiato addirittura la radiazione.
    Nel match di campionato credo tra Palestino e la “U” c’è stato persino una specie di gemellaggio tra le due tifoserie invocando una Palestina libera con tanto di svastica nella lotta contro Israele.
    Ecco perchè il calcio non dovrebbe essere mischiato con la politica altrimenti anzichè generare pace si arriva a fomentare solo violenza che non è propriamente questo lo scopo del calcio, altro che partita della pace non ha alcun senso.
    Va bene la Palestina libera che vuole essere riconosciuta come stato, però quei simboli cosa rappresentano, la pace con Israele?Non mi risulta, se non di riferimento al logo di Hamas e a quello di Fatah che vanno assolutamente cancellati, altrimenti si predica bene e si razzola male,parliamo di politica estera e di chi ci governa, le nazioni Unite con gli stati membri dovrebbero intervenire prendendo seri provvedimenti e il calcio giocato starne fuori possibilmente.

    Di Palestino condivido la storia calcistica, l’integrazione della comunità palestinese sana con i cileni e l’inno del club
    “Con il Palestino dobbiamo avanzare,
    perché da Oriente ci arriva la luce,
    è vita, forza, allegria e pace,che abbiamo trapiantato alla nostra gioventù”
    Questo messaggio in linea teorica sembra bello ma solo trovando riscontro nella realtà dei fatti
    altrimenti è pura aria fritta.

    Tornando al calcio vero ,
    complimenti a Palestino che ha giocato a viso aperto la partita fino all’ultimo minuto di recupero rischiando anche di pareggiarla, complimenti alla mentalità propositiva del tecnico Guede plasmata in campo ai suoi ragazzi, discorso simile ai venezuelani di Tachira e The Strongest che non partivano favorite alla vigilia nel superare il turno preliminare.
    Nacional club storico e glorioso ultimamente sta perdendo colpi dopo l’eliminazione da parte di Real Garcilaso ottavi di finale 2013,
    ultimo nella fase a gironi scorsa edizione di Libertadores,
    quest’anno comunque vincente dell’ultimo torneo corto locale ma fuori al primo turno
    dove l’anno scorso a fatica eliminò Oriente Petrolero complice la papera del portiere.
    Quest’anno giustamente sbattuto fuori per ciò che hanno mostrato in campo,
    e anche soprattutto per le dichiarazioni fuori luogo del tecnico Gutierrez sottovalutando
    l’avversario “aspettiamo di conoscere prima il rivale se è la “U” bene altrimenti non ha molta importanza perchè non si tratta di un club grande”, correggendo poi il “tiro” alla gaffe,
    insomma mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco…
    l’eliminazione se l’è cercata praticamente, ben gli sta.

    Questa Libertadores sarà senza Nacional e Penarol che potranno concentrarsi sul campionato,
    senza Defensor semifinalista della scorsa edizione,
    senza Cerro Porteno e Olimpia,
    e senza Independiente tra i club grandi di Argentina che avrebbe completato la cinquina con quelle presenti invece, Boca,San Lorenzo, Racing, River
    ma occhio a Estudiantes che si libera agevolmente di un Independiente del Valle timoroso
    e mal posizionato a difesa schierata ferma rispetto a quello ammirato contro San Lorenzo ultima Libertadores.
    Questo Estudiantes non è considerato tra le 5 grandi argentine,
    ma a livello continentale o sudamericano come preferite è la più forte in assoluto, lo dicono i numeri
    4 volte campione di Copa Libertadores in 14 partecipazioni non male direi,
    il club con la migliore percentuale 65, 54 % circa di rendimento tra punti totalizzati e partite disputate nella competizione,
    River Plate ha vinto la Copa Sudamericana in finale con i guizzi di Mercado e Pezzella due centrali e protagonista mancato Gutierrez,
    Estudiantes invece supera il preliminare grazie al difensore De Sabato nei panni di centravanti sfruttando i calci piazzati anche qui, ma anche grazie alla bravura di Carrillo l’elemento più interessante e da saguire,
    nella scorsa Sudamericana Estudiantes fu un degno rivale di River Plate ora potrebbe consumare la sua rivincita nel cammino chissà.
    Occhio al rinforzato Boca e alle brasiliane
    ritorna Sao Paulo
    e Cruzeiro voglioso di riscatto con un De Arrascaeta in più ma non doveva sbarcare in Europa?
    Meglio Cruzeiro che quei campionati arabi e dintorni con tutto il rispetto.

    Buon san Valentino a tutti,
    e cercate di essere meno acidi ma più dolci con le vostre compagne,
    è un consiglio da amico!

    Bye bye!

  • Stefano Silvestri

    Lo avete già scritto voi, ma lo ripeto anch’io: questo è un sito di calcio. NON di politica. Grazie

  • giovanni

    Esatto, alla fine comunque sono stati gli stessi protagonisti in campo che hanno spostato l’attenzione al di là del calcio giocato e la notizia è finita sui siti di sport in patria e all’estero rimbalzando anche da noi con vari articoli citando i tatuaggi come forma di protesta non so fino a che punto convinta degli stessi calciatori di Palestino o forse più per dispetto sull’uso delle magliette evidentemente non conforme alle regole del calcio diciamo così.
    Buona serata!

  • Francesco Madeo

    Capisco che dopo le note vicende del mese scorso in molti preferiscono glissare su certi temi per quieto vivere, ma dire che i territori palestinesi pullulano di fanatici e terroristi è pura verità storica…. Oltretutto, io non mi sarei mai avventurato in questa digressione se non fossimo al totale ribaltamento della realtà: quando si parla di questo club è impossibile limitarsi all’aspetto calcistico, dal momento che, come ha giustamente ricordato chi mi ha preceduto, sono proprio i giocatori e i tifosi del Palestino che spesso e volentieri si servono del calcio per fini politici (altro che la favoletta dell’unire e non dividere…). L’articolo che Giovanni cita è bellissimo, quasi agiografico, ma non dice tutto. Io ero a conoscenza sia del caso riguardante le magliette, sia dei cori e striscioni contro Israele, così come ricordo che nella finale di Liguilla Pre-Libertadores contro Santiago Wanderers, i giocatori hanno dedicato la vittoria al “popolo palestinese oppresso”(sic!). La Fifa vieta esplicitamente ogni commistione fra calcio e politica; l’Uefa non consentirebbe la partecipazione del Palestino nelle competizioni internazionali a causa degli episodi già menzionati, evidentemente la Conmebol è più permissiva….