Perù – Sporting Cristal… corazon de campéon! Recuperato il doppio svantaggio, è festa “cervezera”

(Foto: Horacio Diaz/EPENSA - elbocon.pe)
(Foto: Horacio Diaz/EPENSA – elbocon.pe)

Dopo una stagione lunghissima con ben 44 giornate fra Coppa Inca, Apertura e Clausura (senza contare spareggi e finali varie…) il Perù ha il suo campione: per la 17esima volta lo Sporting Cristal. Per spiegare i motivi del successo in poche parole, basta citare l’azione del decisivo 3-2 in quel di Trujillo, gara-3. Siamo al 112’ di una gara lunga e tirata, alla fine di un torneo altrettanto estenuante e solitamente la logica di tali spareggi prevede un trascinarsi senza rischiare fino ai calci di rigore. Come dire: entrambi abbiamo dato tutto, facciamo ora scegliere alla dea bendata nella lotteria dei penalties. Invece no, lo Juan Aurich spinge e cerca di chiuderla prima venendo punita da… Blanco. Non è l’autore del gol, è vero, ma va elogiata la sua determinazione nell’andare, nonostante la stanchezza, a recuperare la palla all’altezza della propria linea di fondocampo. Lui, bomber di razza, cannoniere principe che si “sbatte” nell’aiutare con umiltà e dedizione i compagni nel cosidetto lavoro sporco, dando così il “la” all’azione decisiva. Ecco, nel frangente sta tutta la stagione dello Sporting, fatta di sofferenza e difficoltà, ma anche di determinazione e carattere nel perseguire il sogno del titolo nazionale. Anche perché, ad un certo punto della stagione, alzi la mano chi sarebbe stato disposto a scommettere anche un solo sol sulla compagine di Ahmed dopo la prima parte della stagione.

Una Coppa Inca con più ombre che luci (solo 5 vittorie in 14 incontri) ed un Apertura da brividi con tanto di zona retrocessione più volte sfiorata, sembravano aver messo in discussione il lavoro del tecnico argentino, ma qui si è vista la forza e solidità del sodalizio del presidente Cuneo, sempre pronta a difendere il proprio nocchiero dai vari attacchi mediatici, più o meno inaspettati e… più o meno seri (vedi il polverone attorno ad un assistente reo di aver saltato un allenamento per essere andato a fare gli auguri di compleanno alla sorella…). I dirigenti di Rimac avevano capito le potenzialità del giovane e fino a quel momento forse ancora un po’ acerbo gruppo celeste, cui serviva soltanto tempo e robuste iniezioni di fiducia. D’altronde un tecnico come Ahmed, di chiara matrice “bielsiana”non poteva trasmettere le sue idee dall’oggi al domani ed imporre un gioco decisamente offensivo e spettacolare nel breve termine. Poi, nel momento più cupo della stagione, la svolta: 8 vittorie consecutive e la consapevolezza nel Clausura di non essere inferiori a nessuno, ma anzi probabilmente superiori a tutti. Con lo Juan Aurich praticamente caduto in “letargo” dopo l’Apertura vinta, i campioni dell’Universitario eclissatisi fin da subito fra problemi di spogliatoio e finanziari, l’Alianza non ancora costante e maturo per tornare ai fasti di un tempo, il César Vallejo distratto dalla Coppa Sudamericana, ecco sbocciare come uno splendido fiore la creatura del mister argentino, protagonista sicuramente del gioco più piacevole di tutta la liga. Discorso a parte meriterebbe invece il Melgar, forse la più costante nel rendimento in tutte e tre le fasi della lunghissima stagione peruviana, ma mancato sempre nel guizzo deciviso. Se il giocattolo rossoblu non verrà smontato, ma ritoccato in 2-3 elementi, il team di Arequipa potrebbe diventare la protagonista indiscussa della prossima stagione.

Tornando alla stagione dello Sporting Cristal, per certi versi come detto travagliata, c’è ancora da rimarcare come Avila e compagni abbiano meritato il titolo molto più nettamente di quanto dicano le tre sfide finali con i rivali di Chiclayo. Le tre sfide, se considerati soltanto i 90 minuti di gioco, sono terminate con altrettanti pareggi è vero, però anche senza la prodezza decisiva di Chàvez, ai punti “los bajopontinos” avrebbero decisamente meritato il successo. Non ce ne vogliano i tifosi del “ciclòn del norte”:  Mosquera è stato bravissimo nell’impostare ogni gara trovando sempre il modo di mettere a tratti in scacco la maggior forza d’urto dei rivali, ma è indubbio quanto abbiano sprecato “los cerveceros” nelle prime due sfide. In gara-1 a Chiclayo, infatti, Blanco si divora clamorosamente la palla del possibile 0-3 e così i limeni vengono incredibilmente puniti da una rocambolesca doppietta nei minuti finali dei rivali, mentre nel “return match” casalingo è Delgado ad ergersi protagonista abbassando un’autentica saracinesca davanti alla propria porta (anche se gli ospiti sprecano un paio di ghiotte palle – gol). Decisamente più equilibrato lo spareggio, con un Cristal versione “remake” della stagione: in affanno all’inizio (doppio svantaggio) e travolgente nel proseguo (rimonta vincente).

LA CRONACA

Sul campo neutro di Trujillo (ma sede molto più vicina a Chiclayo rispetto a Lima), le due contendendi si presentano a ranghi completi, con Ahmed che recupera gli squalificati De La Haza e Calcaterra. Nulla di nuovo sotto il profilo tattico: al 3-5-2 di Mosquera, risponde il 4-3-3 del rivale. Trasferta turbolenta per Lobatòn, che non riesce a viaggiare con la squadra in aereo in quanto, pur presente all’imbarco, riesce incredibilmente a distrarsi ed a perdere il volo… Di fronte troviamo due compagini antiche, ma dal palmares opposto: un solo titolo per lo Juan Aurich (2011) e ben 16 per lo Sporting Cristal. La cabala strizza l’occhiolino alla celeste: 46 anni fa, infatti, i limeni superarono “los chiclayanos” nell’unica finale disputata fra le due squadre. Se il buon giorno si vede dal mattino…i tifosi celesti hanno di che rabbrividire e preoccuparsi. Al 12’, infatti, su un calcio d’angolo di Pacheco, Ramos salta più in alto di tutti e fa coraggiosamente da “torre” (sfracellandosi poi al suolo fortunatamente senza conseguenze) per Rengifo che, solo davanti a Penny, realizza il classico gol dell’ex. I ragazzi di Ahmed accelerano il ritmo ed aumentano il baricentro del proprio gioco, trovando però di fronte una squadra compatta, ben organizzata in difesa e che non concede sbocchi sulle fasce. Al 41’, però, Ramos e Cuba perdono maldestramente palla a centrocampo nei confronti di Cazulo, il cui lancio immediato ha davvero i contagiri per Avila. Il bomber celeste avanza e scaglia un tiro da 30 metri, la cui traiettoria centrale termina in rete anche con La complicità di un incerto Delgado. L’undici del Rimac non ha il tempo di festeggiare la rete, che viene nuovamente punito al 43’, grazie ad un autentico “golazo” di Viza, bravo nel controllare in area la sfera su lancio di Pacheco e, spalle alla porta, ad inventarsi una rovesciata – capolavoro. Solitamente nelle finali si dice che spesso chi segna per primo vince, figuriamoci allora… se si ritorna in vantaggio. E così il Cristal butta il cuore oltre l’ostacolo, tornando nella ripresa a macinare il proprio gioco offensivo con pazienza certosina. Dietro Balbuena e Ramos cercano di chiudere ogni varco, ma al 67’ hanno un indecisione fatale su Calcaterra, perso colpevolmente di vista quando, in scvivolata, il centrocampista uruguagio trafigge Delgado su traversone basso dalla sinistra del neo entrato Sheput. Sono proprio i cambi a rivelarsi fatali allo Juan Aurich in quanto proprio un altro subentrato, Chàvez (per Nùnez), sarà decisivo nella rete del definitivo 3-2. Come detto in apertura di pezzo, quando tutti ormai pensano ai calci di rigore, Blanco conquista caparbiamente la palla all’altezza della propria linea di fondocampo ed innesca il contropiede letale. Sulla sinistra s’invola Yotùn il cui traversone a tagliare tutto il campo trova l’accorrente Chàvez sulla destra ed il talentuoso 21enne non si fa sfuggire l’appuntamento con la gloria. La rete cade come un pesante macigno sulle speranze dei ragazzi di Mosquera, che restano con il rammarico per non aver saputo capitalizzare al meglio le due occasioni capitate nei minuti finali di tempi regolamentari con Noronha (fermato da Penny) e Pacheco (palla clamorosamente a lato da buona posizione). Allo Juan Aurich rimane il titolo Apertura e la consapevolezza di essere ormai una delle “big” del calcio peruviano, mentre il Cristal, dopo il titolo di due stagioni fa, festeggia quello che potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo vincente, grazia anche alla crisi (soprattutto economica) in cui sono cadute le storiche rivali Alianza ed Universitario. Si chiude così il sipario sulla lunghissima stagione peruviana: sic transit gloria mundi…

Davide Bozzano

SPORT LORETO… SCONFITTI E CONTENTI

Lo Sport Loreto limita i danni sulla temuta altura delle Ande e, perdendo soltanto 1-0 a Puno (3.825 metri d’altezza…) contro il Fuerza Minera, vince la finale della Coppa Perù forte del 4-1 ottenuto all’andata. La compagine della selva sarà la settima squadra a rappresentare il distretto di Ucayali nella massima serie, riportando così il calcio che conta a Pucallpa dopo ben 17 anni di assenza. Artefice principale della fantastica cavalcata biancorossa il tecnico José Ramirez Cubas, autore del quinto successo in coppa (con la relativa promozione) su sei tentativi, tutti con squadre diverse.

d.b.

  • Manuel

    Complimenti ai vincitori,è stata una finale sicuramente molto molto equilibrata decisa solo in gara 3 per di più ai supplementari,poteva finire in ogni modo! Spero che l’anno prossimo il Real Garcilaso vada meglio come gli scorsi anni,questa stagione è stata da dimenticare x loro in campionato e in generale direi!

    Infine congratulazioni al Sport Loreto per la vittoria della Coppa nazionale che consente loro di giocare la massima serie del 2015 mentre gli sconfitti giocheranno la serie b!
    Curiosità qualcuno di voi qui staff/utenti che passano giocano a FM15??? io non ce l’ho ancora! grazie molte!

    • http://andreabracco.blogspot.it/ Andrea Bracco

      Il Real Garcilaso, contrariamente ai club medi peruviani, è una società sana e modello per molti in Sudamerica. Dopo un biennio al top ha avuto una normale inversione di tendenza, ma lavorano in maniera oculata e soprattutto non sgarrano mai visto che – non facendo parte dell’elite peruviano – vengono guardati con occhio più critico rispetto ad Alianza ed U (in amministrazione controllata da tempo, rischiano di non iscriversi al prossimo Descentralizado). L’unico appunto che mi sento di fare alla società è aver mandato via “el profesor” Garcia, autentico Re Mida.

      Il prossimo anno, con la Primera allargata a 17 squadre, prevedo ancora più confusione. Lo Sport Loreto è una squadra dell’Amazzonia profonda, che in Copa Perù ha segnato molto grazie al suo bomber Mayora. Vediamo come le altre squadre affronteranno questa inusuale trasferta.

  • Francesco Madeo

    Quasi per caso ho visto i tempi supplementari: Yotun assist fantastico per il gol decisivo. Nell’articolo non viene menzionato l’episodio relativo al portiere Penny: colpito alla testa, stava per perdere i sensi ma rifiutava il cambio, poi i medici hanno saggiamente deciso di sostituirlo con la riserva che al 120′ ha salvato il risultato con una grande parata. Penny come Kramer nell’ultimo mondiale, probabilmente non ricorderà questa partita: al momento della premiazione è salito sul palco sorretto da due persone. Comunque lo dicevo io a inizio anno che Sporting Cristal era l’unica squadra in qualche modo competitiva a livello continentale: ora come Peru 1 dovrebbe avere un girone non impossibile.

  • Manuel

    Infatti andrea, spero ritornino grandi già dal 2015 meriterebbero il titolo per quanto hanno fatto, dopo 2 finali perse consecutive che ancora hanno bisogno di essere vendicate, non capisco il perchè hanno mandato via Garcia aveva fatto benissimo…chissà se tornasse…

  • giovanni

    Sinceramente pur rispettando i pareri di qualsiasi utente di questo fantastico sito per il lavoro d’informazione che svolge e a cui colgo l’occasione di augurare a tutti voi di trascorrere un sereno Natale e un felice anno nuovo,
    però un pò mi dissocio da chi definisce Sporting Cristal come l’unica squadra, suppongo peruviana, che possa competere a livello continentale semplicemente per aver vinto con tanta fatica al terzo tentativo la finale del mediocre campionato peruviano a mio avviso di livello inferiore rispetto alla maggior parte degli altri tornei in ambito sudamericano,
    a meno che non si tratti , e ci può stare, di una simpatia sportiva per il terzo club di Lima considerato grande per titoli vinti in ambito locale fuori dalla patria è ancora “vergine” non può essere considerato grande come lo fu all’epoca Cienciano l’unica squadra peruviana gloriosa fuori dai confini nazionali,
    per quanto riguarda invece la tifoseria di Sporting Cristal grande bah mica tanto,
    quest’anno il “provinciale” Melgar che non ha disputato nè spareggio nè finale in pratica non ha vinto nulla ma è il club che ha registrato più tifosi di tutti allo stadio.

    Non bisogna dimenticare tra l’altro che Sporting Cristal fu eliminata ai rigori dalla squadra brasiliana più scarsa nella scorsa edizione di Libertadores ovvero Atletico Paranaense.
    Atttualmente anche se fa male dirlo nessuna squadra peruviana è in grado di competere a grandi livelli, bisogna capire poi cosa si intende dire
    es. lottare per arrivare fino in finale e magari vincere una coppa
    o semplicemente superare la fase a gironi di Libertadores?
    L’unico club peruviano che ha fatto bella figura in ambito continentale è stato Real Garcilaso arrivando con pieno merito e sorprendentemente fino ai quarti di finale Copa Libertadores 2013
    possiamo definirlo un piccolo “miracolo” calcisticamente parlando,
    quest’anno merita un timido applauso anche Cesar Vallejo arrivando con dignità fino ai quarti di finale di Copa Sudamericana 2014.

    Sporting Cristal nel girone di Libertadores
    si troverà di fronte:

    – Racing che ha vinto il titolo fresco in Argentina

    – Guarani ha totalizzto 87 punti in 44 partite del campionato paraguaiano,
    Cristal 50 punti + 20= 70 punti considerando anche la Copa Inca, su 44 partite

    e poi la vincente tra

    – Cerro Porteno 75 punti in 44 partite di campionato

    o

    – Deportivo Tachira, con meno possibilità di superare il turno sulla carta, ma se ci riuscisse ipoteticamente sarebbe un girone meno difficile per Cristal,
    infatti Tachira ha totalizzato 66 punti in 34 partite di campionato venezuelano ma della stagione 2013-14,
    non viene considerato l’ultimo deludente torneo appena concluso
    lontano dalla parte alta della classifica 23 punti in 17 partite

    Chi sulla carta sempre teoricamente avrebbe vita non difficile è Alianza Lima
    con:

    – Cruzeiro vincente Brazileirao 2014 e primo posto assicurato nel girone salvo sorprese

    – Universitario de Sucre vincente Clausura, ma nell’ultimo Apertura deludente
    17 punti di distacco dalla capolista Bolivar

    – Mineros vincente Apertura 2013!!! ma in questo Apertura 2014 appena 11 punti di distacco dalla vincente Trujillanos

    Alianza Lima però dovrà giocare prima a porte chiuse il preliminare contro
    Huracan che senza pubblico ha vinto lo spareggio per tornare nella massima serie argentina.

    Le squadre peruviane compreso lo stesso Juan Aurich hanno il dovere e l’obbligo morale di :

    a) rinforzarsi soprattutto in difesa ma non solo

    b) collaudare nei minimi particolari gli schemi tattici per evitare figuracce in ambito continentale

    c)prepararsi bene anche dal punto di vista atletico affinchè i giocatori possono reggere in ritmi di gioco differenti ossia più veloci rispetto agli avversari.

    Purtroppo nel calcio moderno contano i risultati che stai ottenendo e non ciò che hai combinato nel torneo precedente altrimenti Almeyda sarebbe ancora oggi il tecnico di Riber Plate.
    Se in Brasile campionato lungo stile europeo i tecnici saltano come tappi di champagne
    figuriamoci nei tornei corti l’esonero è all’ordine del giorno se non vengono subito i risultati
    è sempre l’allenatore a pagare.
    Real Garcilaso quest’anno ha deluso molto ,non ha superato la fase a gironi di Libertadores,
    male in Copa Inca e deludente in Apertura lontano dalle posizioni di vertice,
    nel Clausura 2 pareggi e 2 sconfitte l’ultima fatale in casa contro i cugini di Cienciano 0-2 ha portato l’esonero del tecnico, emergente per la “gavetta”, Garcia che rimarrà comunque nel cuore della gente per aver fatto la storia di questo giovane club che fino a qualche anno fa nessuno conosceva l’esistenza balzato dall’infame Copa Peru, ma grazie a lui dopo la promozione e 2 volte vice campione locale,nel 2013 era arrivato fino ai quarti di finale in Copa Libertadores eliminando agli ottavi una squadra storica come Nacional di Montevideo.
    In bocca al lupo dunque per una pronta panchina disponibile le offerte arriveranno credo, in un futuro non troppo lontano con un curriculum magari ancora migliore chissà che non sia proprio Freddy Garcia il ct della nazionale peruviana, perchè no?

    Evito le pagelle di una finale superflua è necessario arrivare a gara 3 non credo
    la finale di un campionato è preferibile secca unica
    o al limite con gare di andata e ritorno ma il gol in trasferta deve avere valore a mio avviso.
    Di questa ultima finale diciamo così
    per Juan Aurich

    migliori in campo:

    – Viza bella la rovesciata non angolata ma comunque giocata improvvisa condita da una gara tutto cuore

    – Vilchez tornato quello del torneo Apertura bravo ad inserirsi finte e controfinte mandando al bar l’ancora acerbo Abram

    dietro la lavagna:

    – Delgado con una papera ha regalato il gol su un tiro innocuo di Avila facilissimo da parare,
    non copre sul secondo gol di Calcaterra e sul terzo non compie il miracolo qui meno colpe rispetto agli altri gol

    – Ramos il gol di Avila nasce da una sua palla persa ingenuamente anzichè liberarsi della sfera

    – Pacheco ricevuti diversi falli duro vero ma spreca i calci piazzati calciando decisamente male
    ma soprattutto si mangia incredibilmente il gol della vittoria che avrebbe chiuso il match con la conquista dello scudetto.

    Male anche
    – Cespedes rovina la sua gara discreta dimenticandosi di coprire a destra dove spunta Chavez per il gol del definitivo 3-2

    – Noronha entra in campo toglie una conclusione pericolosa di Estrada inrizzata alla porta rivale e si scontra come un animale
    su Penny che ha la peggio costretta ad uscire non ricorda nulla nè il risultato nè i minuti giocati.

    Per Sporting Cristal
    migliori in campo:

    – Calcaterra hombre del partido gara di quantità e qualità suggellata dal gol

    – gli ingressi di Sheput ,pericoloso in zona gol e autore dell’assist per Calcaterra
    e Chavez che bocciato titolare, entrando regala con suo gol , ben servito da Yotun, la finale scudetto.

    Dietro la lavagna:

    – l’arbitro Santivanez che non ha punito Cazulo ha rischiato in più in occasione il rosso o il doppio cartellino giallo così come alcuni interventi duri uno di Lobaton e di Calcaterra, due calcioni all’avversario di Sheput che meritava almeno il giallo

    – Abram si lascia ubriacare dalle finte di Vilchez e in velocità in enorme difficoltà su Estrada,
    si addormenta sul gol di Rengifo.

    Complimenti a Sport Loreto per la promozione anche se io sono contrario al doppio salto di categoria,
    chi vince la Copa Peru dovrebbe salire in Segunda,
    ma in Peru è tutto il calcio che va riformato e rifondato urgentemente,
    il livello è arretrato sia dal punto di vista tecnico che tattico rispetto agli tornei sudamericani.