Perù – Melgar, a te il match point: 2-2 in rimonta a Lima, titolo ad un passo

(Photo by Raul Sifuentes/LatinContent/Getty Images)

Nell’altra sfida il Real Garcilaso s’impone di misura (1-0)

I rossoneri impongono il 2-2 al Cristal, titolo vicino

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Dal nostro inviato speciale a Lima, Davide Bozzano 

Qual modo migliore per poter festeggiare l’imminente centenario. Il Melgar ferma i campioni in carica (nonché favoriti) del Cristal direttamente a domicilio e diventa così autorevolmente il favorito per la conquista del titolo nazionale. Ai ragazzi di Reynoso basterà un pareggio fino all’1-1 nella sfida casalinga di mercoledì per poter così festeggiare il secondo titolo dopo quello vinto nel lontano 1981. Un obiettivo ora ampiamente alla portata di Cuesta e compagni. E’ vero che sarebbe azzardato (oltre che superficiale) vendere… già la “pelle” del sodalizio limeño, per molti ancora favorito in virtù di un organico di primissima qualità (il migliore in Perù), tanto più che sembrerebbe addirittura recuperato l’infortunato Lobatòn, pezzo pregiato del centrocampo celeste. Un fattore però non va sottovalutato: in questa stagione mai i ragazzi di Reynoso hanno conosciuto l’onta della sconfitta fra le mura amiche, in quello che è considerato da tutti un fortino inviolabile, ovvero l’estadio Universidad Nacional San Agustìn, per tutti semplicemente U.N.S.A.

Intanto, nella sfida per il terzo posto valida per l’ultimo slot nella prossima Coppa Libertadores, il Real Garcilaso si aggiudica gara-1 di misura (1-0) contro il César Vallejo, mentre nella finale d’andata di Coppa Perù (in palio un posto nella prossima “primera” per la vincente ed uno nella “segunda” per la perdente), il Defensor La Bocana s’impone per 2-0 sull’Academia Cantolao.

Infine, un’amichevole di lusso in quel di Pucallpa, ovvero fra l’ Universitario e l’Alianza. “Clasico” dal sapore alquanto platonico, anche se di amichevole non c’è mai nessuna sfida fra le due acerrimi rivali. In una sfida organizzata al fine di racimolare un po’ di… “plata” (soldi in spagnolo) per le rispettive poco pingue casse, la “U” supera “los intimos” per 1-0 con gol di Ruidìaz.

Real Garcilaso – Universidad César Vallejo 1-0

Il César Vallejo limita i danni sulle alture di Cusco (3.400 metri), dove perde di misura (1-0), ma mantiene intatte le possibilità in vista del ritorno per aggiudicarsi la finale valida per il terzo posto, traguardo che mette in palio un posto nella prossima Coppa Libertadores. Sono due compagini speculari quelle che scendono in campo all’estadio Inca Garcilaso de la Vega: 4-2-3-1 per entrambi con un po’ di “turn over”, soprattutto in attacco, su ambo i fronti.

Nei primi venti minuti l’equilibrio regna sovrano, ma a spezzarlo ci pensa Correa al 19’ con una prodezza su calcio di punizione da circa 30 metri. Apprezzabile l’esecuzione del centrocampista giunto alla sua terza rete in campionato, grazie però alla complicità di un Martinuzzi non totalmente esente da colpe. Dalla mezzora in poi, diventa un monologo celeste. Gli andini capiscono che i pericoli maggiori posso arrivare dai calci piazzati e ci provano così da ogni posizione. Al 35’ ci prova Ramùa con una punizione ben più lontana di quella calciata da Correa in occasione del gol, ma stavolta il portiere argentino riesce a deviare in angolo. La pressione dei locali non si attenua e poco più tardi è ancora Correa a sfiorare la rete dopo aver evitato bene un avversario al limite dell’area.

Nell’intervallo un dubbio sorge spontaneo su quello che sarà l’atteggiamento de “los poetas” nella ripresa: offensivo alla ricerca del pareggio o contenitivo nel congelare il passivo di 0-1 in vista del ritorno anche alla luce dei rischi di rimanere nel finale in debito d’ossigeno giovando in altura? I dubbi vengono dissipati ben presto. I ragazzi di Navarro optano per il limitare i danni e cedono così nuovamente il gioco nelle mani dei locali, ai quali però, come nel primo tempo, concedono solo tiri dalla lunga distanza. Come al 55’, quando ci prova Ramùa senza centrare lo specchio della porta. Passata la sfuriata dei primi venti minuti degli andini, gli ospiti provano ad aumentare il baricentro del proprio gioco e rischiano al 66’, quando concedono ampi spazi per Carando, anticipato in extremis dalla tempestiva uscita di Martinuzzi. Il Real Garcilaso capisce che è il momento di provare ad ipotecare la Coppa Libertadores e, dopo Carando, inserisce il centrocampista Aubert al posto di un difensore, S. Lojas. In pratica si passa dal 4-2-3-1 iniziale ad un più offensivo 3-4-3. Al 75’ occasionissima per Borja che, solo davanti alla porta, “liscia” clamorosamente il pallone. Ormai è un assedio, ma il “fortino” messo su da Ciucci e compagni regge fino al 90’ nonostante qualche affanno. Come al 75’, quando i padroni di casa sono sfortunati con Souza. Il difensore uruguagio, spintosi in attacco per sfruttare la sua elevazione su una punizione calciata dalla trequarti, svetta più in alto di tutti e colpisce la traversa.

Real Garcilaso (4-2-3-1): Carranza – J. Lojas, S. Lojas (71’ Aubert), Souza, Santillàn – Retamoso, Ortiz – Ramùa, Valverde, Correa (58’ Carando) – Borja (84’ Rodrìguez). All.: T. Silva.

Universidad César Vallejo (4-2-3-1): Martinuzzi – Requena, Ciucci, Cardoza, Guizasola – Morales, Diez – Chàvez, Millàn (75’ Cruzado), Quinteros (70’ Benitez) – Cobelli (73’ Silva). All.: F. Navarro.

Sporting Cristal – Melgar 2-2

Mezzo passo falso casalingo per gli attuali campioni in carica, bloccati sul 2-2 dal Melgar, che diventa ora favorito nella corsa per il titolo avendo a disposizione nel ritorno, oltre la vittoria, anche lo 0-0 e l’1-1. Ma andiamo con ordine e passiamo alla cronaca. Dopo le ultime prestazione poco convincenti, Ahmed lascia in panchina “Picante” Pereyra, passando così dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con Sheput dietro alle punte Avila e Da Silva. Sull’altra sponda il tecnico del team de la “ciudad blanca” rinuncia al 4-2-3-1 per un più prudente 4-5-1, in pratica con il solo Cuesta in attacco. Sacrificato di lusso l’esperto attaccante Zùniga, i cui 39 anni vanno gestiti dopo il “tour de force” della squadra nell’ultimo mese fra turni normali, infrasettimanali, spareggio Clausuro e play off per il titolo. L’atteggiamento dei rossoneri è chiaramente rivolto alla difesa serrata dello 0-0: imbavagliate le “bocche di fuoco” Avila e Da Silva, bloccati gli esterni rivali sulle fasce ed intasato al meglio gli spazi nella zona nevralgica del campo, gli ospiti concedono poco o nulla a “los bajopontinos” e nella unica vera occasione creata trovato a sorpresa il vantaggio. Al 39’, su una rimessa laterale all’altezza della trequarti, dopo un maldestro tentativo di rinvio di un difensore celeste, la sfera rimbalza più volte in area fino a giungere sulla destra sui piedi di Uribe, lesto ad insaccare alle spalle di Penny. La gioia dura però appena tre minuti, complice una clamorosa “papera” della… premiata ditta “Ferreyra & Palomino”. Su un calcio d’angolo battuto alla sinistra della porta, il portiere “arequino” non chiama la palla, Palomino salta a vuoto ed allora l’”arquero” argentino non trova niente di meglio che respingere la sfera sulla schiena del compagno, causando il più comico degli autogol.

Galvanizzati dal pareggio, il sodalizio del Rimac continua a spingere sull’acceleratore anche nella ripresa, ma è solo grazie ad un contropiede che arriva il 2-1. Il Melgar, infatti, si fa sorprendere sbilanciato in avanti su una veloce ripartenza locale e così Bossio s’invola verso la porta avversaria, entrando a contatto con Ferreyra in uscita. Per l’arbitro è calcio di rigore (fra le proteste del Cristal che chiedevano anche il rosso per fallo da ultimo uomo): netto a velocità normale, meno alla moviola, dove il contatto sembra meno evidente. Dal dischetto lo specialista Sheput non fallisce. “Gollonzo” subito, rigore dubbio contro, il tutto sul campo infuocato degli attuali “campeones”. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per il crollo, un colpo da k.o. che stenderebbe un toro, invece i rossoneri trovano la forza di rialzare la testa e reagire. Lo fanno all’87’, grazie ad un incredibile errore difensivo dei padroni di casa, che lasciano Minzùn Quina colpevolmente solo davanti a Penny sul tocco corto di Cuesta in area, dopo un cross dalla sinistra di Hinostroza. Al 93’ la compagine celeste potrebbe aggiudicarsi in extremis la vittoria, ma il colpo di testa del neo entrato Succar termina di poco a lato. Onestamente, sarebbe stato troppo.

Sporting Cristal (4-3-1-2): Penny – De La Haza, Rodrìguez, Revoredo, Cossio – Cazulo, Calcaterra (82’ Abram), Ballòn – Sheput (74’ Blanco) – Avila (86’ Succar), Da Silva. All.: D. Ahmed.

Melgar (4-5-1): Campos – Villamarìn, Galliquio, Kontogiannis, Minzùn Quina – Uribe, R. Torres, Arias (76’ Acasiete), Palomino (65’ Hinostroza), Montano (55’ Zùniga) – Cuesta. All.: J. Reynoso