Perù – Festa ad Arequipa: Cuesta porta il Melgar in Paradiso

(credito: andina.com.pe)

Terzo posto ad un travolgente César Vallejo (3-0 al Real Garcilaso)

Cristal k.o. al 92’: l’argentino regala il titolo dopo 34 anni

(credito: andina.com.pe)
(credito: andina.com.pe)

Dal nostro inviato speciale a Lima, Davide Bozzano 

Tanto tuonò che piovve… ed alla fine il tanto sospirato titolo è arrivato. Vuoi mettere vincere la “tabla acumulada” la scorsa stagione, bello ripeterti su tali livelli in questa, splendido vincere un Clausura che a 90’ dalla fine del girone sembrava compromesso, ma solo il titolo nazionale ti fa entrare nella gloria. E la “gloria” mancava da troppo tempo nella “ciudad blanca”, ben 34 anni. Troppi per una città stupenda, unica e speciale nel modo di vivere la sua “peruánidad”. Come abbiamo scritto alcuni giorni fa, “los arequipeños” si sentono  diversi dagli altri connazionali, come se Arequipa fosse uno stato in uno stato. Una fierezza particolare, legata anche ad aspetti socio – culturali: una città diversa, meno caotica, più ordinata e con una mentalità un po’ differente. Come differente lo è la dirigenza. Partiti già due anni fa con l’obiettivo di vincere il campionato, lo stato maggiore rossonero non ha messo in discussione o, peggio ancora, licenziato l’allenatore dopo il primo anno come spesso capita a queste latitudini (e non solo…), ma lo hanno appoggiato e spalleggiato nella costruzione della sua “creatura”, una perfetta macchina di regolarità, come testimoniano le vette raggiunte nella “tabla acumulada” nelle ultime due stagioni. E poi tante situazioni individuali azzeccate: primis fra tutti la coraggiosa decisione di puntare ancora su un 39enne (l’intramontabile Zùniga) e di far rientrare dall’estero l’argentino Cuesta, decisivo con i suoi 12 gol. A Reynoso il merito di aver saputo adattere le sue idee al materiale umano a sua disposizione, plasmato con un 4-2-3-1 (alternato al 4-4-2 a seconda di avversari e situazioni) che pare calzare a pennello sulla squadra rossonera. Che dire del Cristal? Onore a vincitori, ma anche ai vinti, anche se non si può negare che la squadra del dimissionario Ahmed (prossimo responsabile delle selezioni nazionali giovanili) sia la vera delusione del torneo. Non per il gol subito al 92’, sia chiaro, ma per il deludente secondo semestre disputato. Dopo aver vinto l’Apertura, infatti, la compagine celeste ha letteralmente staccato la spina, inanellando un lungo periodo senza successi, evento non preventivato alla luce dell’ottimo organico a disposizione, di gran lunga il migliore del campionato. Deleteria si è rivelata la pausa per la nazionale, che per uno scherzo del calendario ha fermato “los cervezeros” per un maggior numero di giorni rispetto alle rivali (circa 20) e da qui si è un po’ perso il ritmo partita e con esso… il cosidetto bandolo della matassa. Forse si è insistito troppo sul 4-3-3 sacrificando in posizione defilata Avila (che non a caso ha giocato meglio quando riportato al centro) e Sheput spesso in panchina sull’altare dei deludenti Pereyra (10 reti, si, ma 9… ottenute in 3 partite) e Blanco. Nel finale è esploso il giovane Da Silva (finalmente una buona notizia per Gareca…), ma la sua… “accensione” doveva avvenire prima: il giovane scalpitava in panchina e forse si sarebbe dovuto cambiare modulo per favorire effettivamente i più in forma. Fuori Lobatòn nel momento “clou” per infortunio e sparito dai radar Manicero  (“pizzicato” tra l’altro dai giornali pochi giorni prima della finale ad uscire dalla sede della “U” dove avrebbe firmato il contratto per la prossima stagione…), Cazulo, Calcaterra e Ballòn si sono ritrovati a tirare da soli la carretta di un centrocampo spesso in affanno. Con i “se” e con i “ma” non si fa la storia, per cui godiamoci questa ventata d’aria nuova rappresentata dal successo del Melgar. Tutto il resto, come direbbe qualcuno, è noia…

Universidad Cèsar Vallejo – Real Garcilaso 3-0

Va al César Vallejo il terzo ed ultimo posto libero per la prossima Coppa Libertadores. Il team di Navarro supera meritatamente con un secco 3-0 il Real Garcilaso, al termine di un incontro praticamente a senso unico. Come tre giorni fa, le due squadre si affrontano con uno speculare 4-2-3-1, con alcune piccole differenze. In casa locale Cruzado e Montes sostituiscono rispettivamente Diez e Cobelli, mentre sull’altra sponda Herrera e Vìlchez avvicendano in difesa S. Lojas e Santillàn, quest’ultimo avanzato sulla linea dei trequartisti al posto di Correa, l’autore del gol che su punizione aveva risolto l’andata. In attacco l’argentino Carando prende il posto dell’ecuadoregno Borja. Con un solo risultato a disposizione, la vittoria, “los poetas” provano fin da subito a spingere sull’acceleratore ed al primo vero e proprio affondo (20’) trovano la rete che pareggia i conti della sfida d’andata. Su un cross dalla sinistra di Benites, l’”ariete” Montes anticipa Vìlchez e trafigge Carranza con la… specialità della casa, il colpo di testa. L’incontro si vivacizza e poco dopo è Ramúa a sfiorare il pari con una conclusione a lato da favorevole posizione. Al 40’ è ancora Benites a mettersi in evidenza sulla sinistra, ma il suo pericoloso diagonale termina fuori di poco. L’occasione più ghiotta, però, capita agli andini proprio allo scadere (45’): sul cross dalla destra di Valverde, Requena pasticcia in area al momento del disimpegno, favorendo così Carando, il cui tiro ravvicinato viene respinto da Martinuzzi, bravo poi a ripetersi sul secondo tentativo di Ramùa.

Nella ripresa,  dopo lo “spavento” iniziale (traversa dalla lunga distanza di Ramúa) sono sempre i ragazzi di Navarro a “fare” la partita, tenendo sempre alto il baricentro del proprio gioco e costringendo i mediani Retamoso ed Ortiz ad un super lavoro in fase di diagonali e raddoppi difensivi. Souza e compagni calano la saracinesca a protezione di Carranza, lasciando così pochi spazi in area a rivali, costretti più che altro a conclusioni (imprecise) dalla lunga distanza. Ci provano Cruzado, Millàn e Montes, sempre con esito infelice, poi è il neo entrato Cobelli a vedersi negare la gioia del gol dalla respinta di un attento Carranza. Al 68’ brutta “tegola” per gli ospiti, che perdono per infortunio il forte Ramùa, sostituito da Aubert. I padroni di casa continuano a pressare ed all’83’ i loro sforzi vengono premiati… complice un clamoroso doppio errore de la “maquiña celeste”. Prima è l’intera retroguardia a farsi trovare mal piazzata su una veloce ripartenza avversaria, poi è Vìlchez a sbagliare maldestramente il tackle difensivo su Chàvez (ben imbeccato dal’argentino Cobelli), aprendogli così la strada verso la porta. La rete “taglia” le gambe ad un Real Garcilaso ormai alle corde, costretto quattro minuti dopo nuovamente alla capitolazione. Sul cross dalla destra di Cruzado, però, c’è da registrare un altro svarione difensivo, con Cobelli più lesto di tutti nell’approfittare di un’indecisione sottoporta del suo marcatore J. Lojas. Al 90’ i locali potrebbero dilagare ancora con lo scatenato Cobelli, la cui conclusione da posizione defilata termina a lato.

Universidad César Vallejo: Martinuzzi – Requena, Ciucci, Cardoza, Guizasola – Riojas, Cruzado – Chàvez, Millàn (85’ Morales), Benites (66’ Silva) – Montes (72’ Cobelli). All.: F. Navarro.

Real Garcilaso: Carranza – Herrera, J. Lojas, Vìlchez, Souza – Retamoso (87’ Correa), Ortiz – Valverde, Ramùa (68’ Aubert), Santillàn – Carando (61’ Borja). All.: T. Silva.

Melgar – Sporting Cristal 3-2

Nell’ultimo sforzo stagionale, il Melgar conferma la tradizione che la vuole imbattuta fra le mura amiche e, superando lo Sporting Cristal per 3-2, si aggiudica meritatamente il titolo nazionale. Nessuna novità per quanto concerne le formazioni in campo: da una parte continua a stare fuori Lobatòn per problemi fisici, mentre dall’altra mister Reynoso preferisce G. Torres a R. Torres, che subentrerà nella ripresa rivelandosi decisivo. In pratica, nuovo 4-4-2 per il Melgar e 4-3-1-2 per il cristal visto all’andata.

Gli ospiti non perdono tempo e, obbligati a vincere, spingono sull’acceleratore fin dall’inizio, ma l’occasione più ghiotta capita ai padroni di casa già al 16’, quando Zúniga si fa parare un calcio di rigore da Penny. E’ lo stesso portiere a dare il “la” al vantaggio de “los bajpontinos” rinviando velocemente la sfera per Da Silva. Da qui rapido scambio Avila – De La Haza – Avila, cross dalla destra dello stesso Avila e colpo di testa vincente di Da Silva che chiude così al meglio il fulmineo contropiede. Ora sono Cazulo e compagni a poter gestire il match, ma lo fanno fanno per poco tempo a causa del… Fernàndez “show”. Sale in cattedra infatti il colombiano con un assist decisivo ed un gol, in entrambi i casi con la complicità della difesa alta tenuta dai rivali. Al 22’ il numero ventidue locale scatta sulla sinistra sul filo del fuorigioco e scodella un perfetto traversone basso per l’accorrente Zùniga, bravo a realizzare e farsi così perdonare per l’errore dal dischetto di pochi minuti prima, mentre al 44’ è lo stesso Fernàndez a raddoppiare sfruttando al meglio una buona combinazione sviluppatasi sulla destra sull’ asse Kontogiannis – Arias e ad anticipare il diretto marcatore Cossìo.

La ripresa è vibrante ed avvincente… vietata ai deboli di cuore. In avvio “los arequipeños” provano fin da subito a chiudere definitivamente i conti, ma in un paio di superiorità numeriche Zúniga e Cuesta sfiorano il tris. Scampato il pericolo, il Cristal si riorganizza e con gli ingressi di Blanco e Chàvez si fa sempre più a trazione anteriore. Al 71’ è proprio l’attaccante uruguagio a conquistarsi un calcio di rigore per un fallo (evitabile) sottoporta di Kontoggiannis e dagli undici metri lo stesso Blanco non sbaglia. La rete taglierebbe le gambe ad un toro, ma non al Melgar di oggi: troppo grande la voglia di riportare il titolo ad Arequipa dopo ben 34 anni. All’80’ ci sarebbero gli estremi per un penalty per un tocco di mano in area sul tackle di Rodrìguez sul cross dalla destra di Acasiete, ma l’arbitro non se ne avvede e fischia la successiva carica di un giocatore di casa sul portiere. Quando ormai sembra materializzarsi nell’U.S.N.A. il fantasma dei calci di rigore, arriva a sorpresa la rete che fa… venir giù lo stadio. Al 91’ e 30’’ circa (due i minuti di recupero), Cazulo si fa rubare un’innocua palla all’altezza della propria trequarti dal neoentrato Rainer Torres, lesto ad azionare Cuesta. La prima conclusione di piede viene respinta da Penny, ma la seconda s’insacca alle spalle dell’”arquéro” limeno dopo un preciso colpo di testa. E’ l’apoteosi di una cavalcata trionfante durata quasi un anno. Che la festa possa cominciare (e, conoscendo le abitudini sudamericane, con termine a data… da destinarsi). Sic transit, gloria mundi…

Melgar: Alvarez – Acasiete, Villamarìn, Kontogiannis, Minzùn Quina – Arias (84’ Hinostroza), G. Torres (66’ R. Torres), Montano, Fernàndez – Cuesta, Zùniga. All.: J. Reynoso.

Sporting Cristal: Penny – De La Haza (66’ Chàvez), Revoredo, Rodrìguez, Cossìo – Ballòn, Cazulo, Calcaterra – Sheput (53’ Blanco) – Avila, Da Silva. All.: D. Sheput