Paraguay: in attesa del Libertad vincono Cerro Porteño, Nacional ed Olimpia. Si dimette Grana dal Rubio Ñu

Sergio Diaz, è lui a tenere in vita il Cerro Porteño
Sergio Diaz, è lui a tenere in vita il Cerro Porteño

Come si suol dire in questi casi siamo arrivati al momento della verità. La 19° giornata del torneo clausura lascia ancora molti dubbi su chi sarà campione (ragionevolmente una tra Libertad, Cerro Porteño e  forse Guaranì in caso di capitombolo del Gumarelo questa sera), su chi parteciperà alla prossima Libertadores con Libertad e Guaranì che hanno già un posto assicurato ed una tra Cerro Porteño, Olimpia e Nacional; su chi parteciperà alla Copa Sudamericana con il Luqueño favorito e con il Sol de America tornato incredibilmente sotto, ed infine su chi tra Rubio Ñu e 3 de febrero andrà a far compagnia in Intermedia al 12 de octubre nella stagione 2015.

Doveroso partire dalla sofferta vittoria del Cerro Porteño che trova non pochi problemi nello sbarazzarsi del già retrocesso 12 de octubre. Sicuramente con la testa più sgombra da pensieri di classifica, il club itaugueño crea più di un grattacapo alla formazione di Astrada.
La squadra nel “nuovo” tecnico (il 5° della stagione) René Vazquez passa a sorpresa in vantaggio con il centrocampista Juan Abente dopo appena 15 minuti. Dopo il momentaneo pareggio di Sergio Diaz poco prima della mezz’ora, per il Cerro Porteño sembra passato il peggio. Il primo tempo si chiude sull’1-1 e nella ripresa ci si attende una straripante vittoria del Ciclon. I piani del Doce sono ben altri, molti giocatori che hanno trovato poco spazio nell’arco del torneo riescono a dare quella qualità che è mancata per diverse giornate. Il gol di Armoa al 60° è un duro colpo per Diaz e compagni, il tutto manifestato da un certo malumore sugli spalti che culmina in qualche fischio.
Ma il Cerro ha davvero fame ed Astrada non tarda ad inserire l’esperienza di Guiza che risolve al 74° con il gol del 3-2 (momentaneo pareggio ancora di Diaz); Il Ciclon si toglierà definitivamente la paura di dosso quando Ortigoza chiude i conti ad 1 minuto dal termine.

La quaterna degli azulgrana era stata anticipata dal tris dell’Olimpia, finalmente tornata tale dopo diverse prove opache. Di fronte un Deportivo Capiatà ormai pago della stagione che ha spianato il campo per la vittoria del Decano.
Pumpido cambia modulo, dal solito 4-4-2 si passa al 4-2-3-1 con Salgueiro finalmente titolare in compagnia di Ramirez ed Acuña a supportare l’unica punta Ovelar; inoltre il club ha dato qualche giorno di squalifica a Centurion e tra i pali ci è finito Ever Caballero. Questo cambio in un punto fondamentale della stagione sembra dare i suoi frutti; l’Olimpia è assoluta padrona del gioco e subisce stranamente poco la (flebile) iniziativa avversaria. Di Acuña, Salgueiro su rigore e Diego Centurion le reti che valgono la 5° vittoria esterna.

Abbandona i sogni di gloria il Luqueño che inciampa a Villa Elisa sotto i colpi di un Sol de America a ritmi da alta classifica e giunto alla terza vittoria consecutiva che lo toglie in maniera definitiva dalla zona che scotta. Entrambe le squadre entrano in campo consapevoli che questa è una partita che può dire molto sul futuro (non solo recente) di tutte e due. La prima occasione è per gli ospiti ma il gran tiro di Aguada si stampa sulla traversa. Dall’altra parte ci pensa Frutos a portare avanti el Danzarin, gol raddoppiato poi nel recupero della ripresa da Arce che manda in paradiso la squadra di Jacquet, tecnico che ha davvero cambiato volto ad una squadra che pareva condannata ad un finale drammatico sotto il punto di vista sportivo.

Continua a vincere ma non a convincere il Nacional che a discapito di un gioco a tratti noioso, ottiene il terzo risultato utile consecutivo. Di Torales il gol partita che stende il General Diaz apparso più in palla degli avversari, ma che ha trovato sulla propria strada un Ignacio Don in versione saracinesca. L’arquero dell’Academia ha salvato i suoi in almeno tre occasioni di cui due da “prezzo del biglietto”. Prima salva sul potente destro di Cesar Caicedo e poi compie un autentico miracolo sul colpo di testa di Alberto Espinola a 2 minuti dalla fine.

Senza troppi sforzi vince anche il Guaranì all’Arboleda di fronte ad un Rubio Ñu incappato nella 10° sconfitta del clausura e tenuto in vita (per ora) solamente dalle contemporanee sconfitte del 3 de febrero. L’Indio chiude la pratica nel primo tempo grazie a Santander ed Ocampo, complice una difesa albiverde troppo statica. Nella ripresa Grana opta per un solo cambio che dà i suoi frutti al minuto 57, quando Wilson Ayala, entrato al posto di un inconcludente Garay, insacca con una bella punizione da 25 metri. Il 13° centro in campionato di Fernandez, vale il 3-1 finale a 5 minuti dal termine.
Nel post-gara Grana comunica le proprie dimissioni e la panchina viene affidata, per queste ultime 3 partite, ad Alicio Solalinde, ex tecnico di 12 de octubre e Luqueño per cercare di portare alla salvezza la squadra del barrio della Santisima Trinidad; impresa non facile visto che nel prossimo match il Rubio sarà di scena al Para Uno, casa dell’Olimpia.

RISULTATI
General Diaz-Nacional 0-1
Sol de America-Luqueño 2-0
Capiatà-Olimpia 0-3
Rubio Ñu-Guaranì 1-3
Cerro Porteño-12 de octubre 4-2
Libertad-3 de febrero (stasera ore 23)

CLASSIFICA
Libertad 36*
Cerro Porteño 35*
Guaranì 32*
Luqueño 31
Nacional 31
Olimpia 29
Sol de America 23
General Diaz 23
3 de febrero 21*
Capiatà 19
12 de octubre 15
Rubio Ñu 13

* una partita in meno

TABLA ACUMULADA
Libertad 86
Guaranì 78
Cerro Porteño 66
Olimpia 62
Nacional 61
Luqueño 59
Sol de America 54
Capiatà 45
Rubio Ñu 43
General Diaz 42
3 de febrero 35
12 de octubre 30