Newell’s campeón! Dopo 9 anni è di nuovo festa leprosa

Newell's campione per la sesta volta (foto: lacapitalmdp.com)
Newell’s campione per la sesta volta (foto: lacapitalmdp.com)

Da Scocco a Scocco. Il Newell’s Old Boys è di nuovo campione d’Argentina, nove anni più tardi. Senza nemmeno dover sporcare gli scarpini. Nulla di concreto accade all’Estádio Unico di La Plata: dal 2-0 per l’Estudiantes si partiva e 2-0 è il risultato finale. Il Lanús, incapace di produrre anche solo un tiro in porta pericoloso, vede scivolare un titolo che ha in realtà perso varie settimane fa, con qualche pareggio di troppo coinciso col momento dell’accelerazione decisiva dei rossoneri. Una delle poche note da segnalare, semmai, è il rosso di frustrazione comminato dall’arbitro Loustau a Guido Pizarro, nel recupero dei due mini tempi in cui è stata divisa la prosecuzione del match sospeso lo scorso 10 febbraio. Da Chaco, dove sono impegnati per gli ottavi della Copa Argentina, Martino e i suoi osservano e poi festeggiano. Il titolo torna a Rosario dopo la vuelta olimpica del 2004: in panchina il Tolo Gallego, in campo il crack Ortega e un pibe di 19 anni, tale Ignacio Scocco, detto “Nacho”, tornato sei anni dopo il suo sbarco poco fortunato in Europa per ripetere l’impresa. Da protagonista quasi assoluto, stavolta.

A una giornata dal termine, il bomber ha messo a segno 11 reti. Sbagliando un paio di rigori, peraltro. Manca ancora una partita per incrementare il bottino: l’ultima, in casa contro l’Argentinos Juniors. È lui l’uomo copertina di un successo meritatissimo, e forse un pochino inaspettato. La favorita del torneo Final pareva essere il Lanús dei gemelli Schelotto, alimentato dalla benzina della convinzione assoluta dopo una rimonta che nell’Inicial lo aveva persino indotto a sognare il titolo, poi finito al Vélez. Il 3-0 al Coloso Marcelo Bielsa della seconda giornata, con il Newell’s reduce dalle fatiche di Copa Libertadores, sembrava confermare i pronostici. Invece la squadra di Martino non ha sofferto il doppio impegno, che è fatale quasi sempre ma non lo è stato stavolta. Perché la Lepra è campione d’Argentina, ma anche semifinalista di Libertadores, contro i brasiliani dell’Atlético Mineiro, e raramente ha dato l’impressione di patire fisicamente i viaggi e gli innumerevoli minuti nelle gambe.

Decisiva per il titolo è stata la sequenza di 8 vittorie, a fronte di un paio di ko e un pari (a Quilmes, Caneo nel finale) nelle ultime 11 partite. Un ruolino da campione. Supportato da un gioco che in Argentina non si vedeva forse da qualche tempo, ed è lì che si vede la mano dell’altro protagonista del romanzo: quel Tata Martino tornato da allenatore per ripetere quel che aveva fatto da giocatore. Mezzala dalla tecnica sublime quando indossava gli scarpini, ha impresso alla squadra il dogma di un gioco bello, spesso divertente, quadrato, veloce. Ha puntato su una spina dorsale formata da Guzmán, Heinze, Bernardi, Maxi Rodríguez e Scocco, ma ha saputo tirar fuori il meglio da tutti, compreso Santiago Vergini, senza opportunità a Verona e ora pronto per il ritorno in Europa. Martino è riuscito a emulare il maestro Bielsa, campione nel ’91 e nel ’92. Se ne andrà presto, come ha annunciato. Ma di questo nessuno vuol sentire parlare, ora. Per le strade di Rosario si pensa solo a far festa. Come direbbe il Loco, rigorosamente col pugno levato: “Newell’s, carajo!”!

  • Francesco

    Te amo Newell’ s campeon!!!! Vamos Newell’s Carajo!!!! Rosario te alienta!!!

  • http://calciosudamericano.it Marco Bernardello

    Complimenti ai rosarini! Sono stati i più regolari ed hanno vinto meritatamente! E il Tata Martino e’ semplicemente bravo. Mi auguro che questa splendida squadra non si sfasci subito.