Nazionali in primo piano, Perù, Brasile e Colombia protagoniste

Russia-Brasile 0-3

Il weekend calcistico sudamericano si è concentrato, per l’ultima volta prima del Mondiale, sulle nazionali.

Le selezioni latinoamericane sono scese in campo tra Europa e Stati Uniti per due amichevoli a testa. Ad uscire rafforzato da questa tornata di partite è il Perù, che a Miami, in Florida, ha collezionato due vittorie convincenti contro Croazia e Islanda. La selezione allenata da Ricardo Gareca ha esordito nella notte tra venerdì e sabato contro Brozovic e compagni, in una gara che alla vigilia si preannunciava molto più equilibrata di quanto poi non si sia visto in campo. Saranno le ore di viaggio o i fusi orari differenti, ma la Bicolor del Tigre nei novanta minuti ha a tratti dominato la Croazia, stesa da due reti segnate in avvio dei due rispettivi tempi di gioco. A sbloccare la partita ci ha pensato André Carrillo, esterno in forza al Watford capace di trasformarsi ogni volta che indossa la maglia del Perù; nonostante una stagione non propriamente positiva, Carrillo si sta ritrovando proprio in nazionale, diventandone automaticamente uno dei leader dopo le prestazioni degli ultimi. Così come leader può considerarsi anche Edison Flores, mezzapunta in forza al Copenaghen e autore del gol del raddoppio contro i croati, un’azione straordinaria nella quale la squadra ha percorso settanta metri di campo con solo quattro passaggi. Tutto è nato da una palla recuperata da Trauco sulla propria trequarti, lavorata dallo stesso Flores per Farfan, bravo a sua volta a servire Hurtado che, di prima, smarca Carrillo largo a sinistra. La rifinitura per Flores è solo la ciliegina sulla torta. La potenza offensiva peruviana si è poi abbattuta anche sull’Islanda, regolata 3-1 con due gol decisivi segnati nel secondo tempo. Ad aprire le marcature ci ha pensato Tapia, al 3° minuto di gioco, ma a metà della prima frazione Fjoluson, approfittando di un’incertezza difensiva, ha trovato il gol del pareggio. Russia-Brasile 0-3

Con l’Islanda intenta ad aspettare e ripartire, il Perù ha ricominciato a fare la partita, e a metà ripresa è arrivato il gol di Ruidiaz, colui che nell’immaginario collettivo dovrà sostituire Guerrero nell’eventualità che il ricorso per la squalifica del Depredador non vada a buon fine. Farfan, con un gol dei suoi, ha chiuso poi i conti nel finale.

Tante le indicazioni positive per Gareca: dalla tenuta difensiva, reparto dominato da Anderson Santamaria, fino alla prolificità dell’attacco (dei cinque giocatori offensivi schierati dal ct solo Cueva non ha trovato la via del gol), passando per l’abnegazione di Tapia, Ramos, Advincula e Trauco. Resta da risolvere il nodo portiere: con Gallese sulla via del recupero, Caceda dovrebbe tornare in panchina.

Una vittoria e un pareggio sono i risultati che la Colombia si porta a casa dopo quest’ultimo weekend. La rimonta sulla Francia finisce dritta nel top ten di partite storiche mai giocate dai Cafeteros. Sotto di due gol, allo Stade de France gli uomini di Pekerman sfoderano la prestazione che non ti aspetti, rimontando nella ripresa le reti di Lemar e Giroud. Merito, in particolare, di James Rodriguez e dello stesso ct: il primo, con due assist dei suoi, ha regalato a Muriel e Falcao le palla decisive per riportare la partita in equilibrio, mentre Pekerman, col triplo cambio a metà ripresa, ha inclinato l’asse della partita sui binari a lui più congeniali. L’azione corale che porta al rigore della vittoria è solo una naturale conseguenza: Juan Fernando Quintero, altro talentissimo, si toglie la polvere di dosso e realizza dagli undici metri il gol decisivo.

Pochi giorni dopo, al Craven Cottage, i Cafeteros non sono riusciti ad avere la meglio sull’Australia, facendosi bloccare sullo 0-0. Non inganni però il finale “a occhiali”, perché la Colombia ha dominato per larghi tratti la partita, sfiorando ripetutamente il gol del vantaggio con le occasioni create da Muriel prima e da James Rodriguez poi. Nella ripresa, anche Falcao ha provato a scuotere la squadra, sfiorando solo quella che sarebbe stata una rete meritata per ciò che si era visto in campo. Pekerman può considerarsi soddisfatto per le due prestazioni sciorinate dai suoi: la manovra offensiva funziona e a centrocampo ha rilanciato le proprie ambizioni Jefferson Lerma, centrocampista del Levante che contro la Francia non ha affatto sfigurato. Dopo il girone di qualificazione chiuso in calando, la Colombia si prepara alla trasferta russa per stupire ancora una volta.

Indicazioni contrastanti per Jorge Sampaoli, che dopo il 2-0 di Wembley rifilato all’Italia prende una sonora sberla al Wanda Metropolitano, contro una Spagna che al momento pare essere tra le favorite per vincere il mondiale russo. Una lezione che Sampaoli e i suoi dovranno metabolizzare in fretta, e poco importa se Messi non è stati disponibile a causa di alcuni problemi fisici che il Barcellona ha chiesto di non aggravare. La partita giocata al piccolo trotto contro l’Italia ha sottolineato come questa Argentina abbia diversi piedi buoni per risolvere qualsiasi situazione. Le prestazioni di Lanzini, Lo Celso e in parte Paredes regalano a Sampaoli discrete alternative ai titolari; soprattutto il trequartista del West Ham, a Wembley si è preso la scena con alcune giocate d’alta scuola, togliendosi anche lo sfizio di segnare un bellissimo gol.

Le certezze dell’Albiceleste si sono però sfaldate a Madrid, spazzate via dai colpi di Diego Costa, che torna al gol in nazionale, e soprattutto dalla tripletta di Isco, vero mattatore della serata. La difesa va registrata e, soprattutto, la sensazione generale è quella di un Sampaoli più scienziato che normalizzatore, cosa della quale avrebbe terribilmente bisogno la Seleccion.

Chi invece se la passa molto bene è il Brasile, che prima ha liquidato una modesta Russia con un rotondo 3-0, e poi ha interrotto la striscia positiva della Germania (fermatasi a 22 partite senza sconfitte) vincendo 1-0 nel big match del martedì sera.

La Seleção è finalmente tornata a essere la nazionale capace di far tremare tutti; il merito è principalmente di Tite, un tecnico molto sottovalutato, che da quando si è seduto sulla panchina del Brasile ha saputo ridare alla squadra quell’identità persa dopo il 7-1 subito, guarda caso, proprio dalla Germania.

A risolvere la partita ci ha pensato Gabriel Jesus, elemento imprescindibile per il lavoro che fa e per la capacità di aprire spazi ai compagni. Sarà lui il terminale offensivo del Brasile in Russia, con Neymar che dovrà giocoforza ritagliarsi uno spazio su una mattonella diversa.

Vederli insieme sarà scontato, basta capirà chi lascerà spazio a uno di loro. Problemi di abbondanza per Tite, problemi che tanti non hanno.

Tre gol fatti, zero subiti e China Cup in bacheca per l’Uruguay, che nella trasferta cinese si sbarazza senza problemi della Repubblica Ceca e, in finale, del Galles di Gareth Bale.

Contro i cechi è salito in cattedra Cavani, segnando un bellissimo gol di rovesciata che lo candida immediatamente come uno dei favoriti per alzare il prossimo premio Puskas. Lo stesso Cavani ha poi risolto anche la finale, mandando un messaggio a tutti: al Mondiale l’Uruguay fa sul serio.

Riparte bene il Cile del nuovo corso Rueda; la Roja ha vinto in amichevole contro la Svezia per poi pareggiare 0-0 contro la Danimarca. Porta dunque bene la Scandinavia al Profe, che ha sperimentato tantissimo in questi giorni, alternando tutti i convocati a sua disposizione per capire quali (e quanti) di loro potrebbero fare parte del futuro progetto.

Di sicuro ci sarà ancora Arturo Vidal, autore del gol del vantaggio contro la Svezia, e più in generale leader designato di questa squadra assieme a Claudio Bravo.

A risolvere la gara però ci ha pensato un volto nuovo, Bolados, centravanti che gioca in patria e che potrebbe essere tra i papabili – assieme a Castillo – per il posto di nuovo numero 9 del Chile.

Weekend da dimenticare per la Bolivia, impegnata in due amichevoli nella splendida isola di Curaçao. La squadra di Mauricio Soria ha pareggiato la prima partita, aiutato da un autogol tragicomico che, a metà ripresa, ha pareggiato i conti dopo l’iniziale vantaggio di Van Kessel. Ma, nel replay di ieri, ha dato il peggio di sé, cadendo 1-0.

Il fatto che Curaçao sia una realtà emergente non cancella la pessima doppia prestazione negativa della Bolivia, una squadra mediamente vecchia e senza l’ombra di un ricambio generazionale all’orizzonte. Chumacero, che fatica a trovare spazio in Messico, rimane la stella della squadra, ma queste due amichevoli le ha solo vista dalla panchina. Soria, già sotto osservazione da parte della federazione, dovrà fare i salti mortali per dare a questa Verde una parvenza di squadra.

Con l’Ecuador a riposo (si è regolarmente giocato il campionato), l’ultima squadra a scendere in campo è stato il Paraguay. La compagine guaraní è stata sconfitta 1-0 dagli USA, in un match giocato in North Carolina e deciso da Bobby Wood.

Morinigo ha mandato in campo la miglior formazione possibile, ma il Paraguay non ha creato quasi nulla. Un messaggio disastroso, per chi sta cercando di ripartire