L’Uruguay sul tetto d’America grazie ad uno strepitoso Suarez, annullato il rissaiolo Paraguay

L'Uruguay può festeggiare (foto Getty images)

L’Uruguay è campione d’America per la quindicesima volta nella sua storia. In una finale a senso unico, la selezione diretta da Oscar Tabarez batte un inesistente Paraguay per 3-0  grazie alle reti di Suarez, decisamente l’uomo partita, e di Forlàn, che si sblocca proprio nel momento più importante della competizione con una doppietta. Per onor di cronaca però, va detto che il Paraguay ha dovuto rinunciare poco prima del fischio d’inizio al centravanti del Borussia Lucas Barrios, sostituito da Zeballos e, sempre nel riscaldamento, il portiere Villar ha avuto un fastidioso risentimento muscolare. Nonostante questo, il Tata Martino (in tribuna, data la squalifica da scontare) lo manda ugualmente in campo, ma il portiere riesce a malapena a calciare, risultando più dannoso che utile per i suoi compagni. Nella Celeste manca l’ormai lungo degente Cavani, che si accomoda però in panchina ed entrerà nella ripresa.

INIZIO A SENSO UNICO – Si parte ai cento all’ora, ma in campo pare esserci solo la Celeste. Suarez è in forma smagliante, e dopo due minuti si inventa un dribbling in area che costringe Villar, in pessime condizioni fisiche, a deviare in angolo; sul corner, Lugano incoccia di testa e Villar respinge d’istinto, Coates tocca la palla che Ortigoza respinge sulla linea con una mano. Rigore? Macchè! L’Uruguay è comunque tanta roba, ed gol non tarda ad arrivare, con Suarez che trova un diagonale millimetrico che non lascia scampo a Villar, tocca il palo e si insacca. Il Paraguay, cosciente del fatto che non si può passare tutte le partite nella propria area senza prendere mai gol, si getta in avanti e sfiora il pari con Valdez in spaccata. Ma Suarez è onnipresente ed inarrestabile, come quando al 17′ minuto fa ammattire Caceres e lo costringe ad un intervento duro, sanzionato dal direttore di gara con un cartellino giallo. L’arbitro brasiliano Fagundes è costretto a calmare un po’ di bollenti spiriti, in particolare il terzino sinistro uruguayano Caceres e Piris si scambiano ‘gentilezze’ promettendosele più volte e rimediando un’ammonizione ciascuno. Subito dopo tocca a Maxi Pereira, che entra in forbice su Zeballos; il risultato è che la partita viene spezzettata ripetutamente ed il gioco ne risente, fino al 31′ minuto, quando Forlàn salta Veròn e si presenta davanti a Villar ma anzichè saltarlo gli spara la palla addosso. Al 36′ Suarez ridicolizza Veròn con un tunnel ma, invece di servire Forlàn solo al centro, sceglie un tiro improbabile sull’esterno della rete; poco dopo, ancora Forlàn trova un tiro di controbalzo, ma Villar è attento e blocca sicuro. Ma c’è solo l’Uruguay, con gli avversari che si affidano ad Ortigoza, in evidente difficoltà ad impostare per una squadra troppo lunga e sfilacciata e per la Celeste è un gioco da ragazzi arrivare al tiro, come quando al 39′ minuto ci prova da fuori Maxi Pereira, bravo a scaricare un destro che finisce a lato. Quando il primo tempo sta scorrendo al termine, arriva il gol che sega le gambe guaranì: Arevalo Rios si fa venti metri palla al piede e smarca Forlàn, che libera un sinistro incrociato strepitoso lasciando pietrificato Villar.

POCO PARAGUAY E UNA PASSERELLA CELESTE – La ripresa si apre con un’occasione per il Paraguay, con Valdez che trova sulla sua strada un Muslera monumentale, strepitoso nel deviare il tiro al volo della punta sulla traversa. Poco dopo, Piris affonda sulla destra e la mette in centro rasoterra, dove ancora Valdez cerca la deviazione acrobatica trovando Muslera attentissimo. Il Paraguay inizia la sua girandola di cambi, ma Barrios non ce la fa ed è costretto a rinunciare dopo una decina di minuti di riscaldamento anche se, nonostante la situazione decisamente compromessa, gli uomini di Martino tentano una seppur timida reazione. Al 24′ minuto Zeballos cade in area vistosamente spinto da Coates, ma Fagundes fischia inspiegabilmente un fallo al contrario scatenando la reazione guaranì. E’ l’ultimo sussulto per il Paraguay; il resto è solo una passerella finale nella quale entra a fare parte anche Edinson Cavani, al rientro dopo l’infortunio, e che si conclude con la doppietta personale del Cacha Forlan, in contropiede su passaggio di Suarez. L’immagine finale, stupenda, vede la festa degli uruguagi sotto il settore occupato dai suoi aficionados. L’Uruguay è campione del Sudamerica per il 2011 e questo titolo assume ancora più valore perchè è stato conquistato a casa dei cugini argentini, rivali sportivi da decenni.

TABELLINO

2 – Uruguay: Muslera; Maximiliano Pereira, Lugano, Coates, Martín Cáceres (Godín, m.88); Alvaro González, Diego Pérez (Eguren, m.79), Arévalo Ríos, Álvaro Pereira (Cavani, m.63); Forlán e Luis Suárez.

0 – Paraguay: Justo Villar; Piris, Verón, Da Silva, Marecos; Vera (Estigarribia, m.64), Riveros, Víctor Cáceres (Hernán Pérez, m.64), Ortigoza; Haedo Valdez e Zeballos (Lucas Barrios, m.76).

Gol: 1-0, m.11: Luis Suárez ; 2-0, m.42: Forlán; 3-0, m.89 Forlàn

Arbitro: Salvio Fagundes (Brasil). Ammoniti: Víctor Cáceres (16′) e Enrique Vera (m.57), del Paraguay e Diego Pérez (24′), Martín Cáceres (25′), Maxi Pereira (30′), Sebastián Coates (m.84), dell’ Uruguay.