Los Tanos: italiani in Cile, non solo Jacoponi

La presenza di italiani in Cile non si è limitata ai soli fratelli Jacoponi, oggetto del primo articolo di questa rubrica. Tra i giocatori italiani emigrati in Sudamerica, tre si sono stabiliti in Cile. Quasi nessuno di essi, però, aveva prima giocato in Italia. Andiamo a vedere chi sono.

Una foto di Rosetti
Una foto di Rosetti

Ancor prima dei due Jacoponi vi è José (Giuseppe) Rosetti (La Spezia, 17.03.1899 – Torino, 12.06.1965), iniziò nella Virtus Spezia e giocò poi nel Pisa e nello Spezia. Trasferitosi in Cile giocò, manco a dirlo, con l’Audax Italiano, che inizialmente accettava solo soci italiani; con tale squadra si affermò come abile giocatore, uno dei più importanti. Nel 1926, ancora giocatore dell’Audax, fu chiamato a ricoprire il ruolo di CT della Nazionale cilena in occasione del Sudamericano giocato proprio in Cile nel 1926, coadiuvato da Marcos Vera (professore di educazione fisica e preparatore atletico della Roja). Ottenne buoni risultati, portando la squadra al secondo posto nel torneo (a pari merito con l’Argentina a cinque punti). Nel 1927 passò al Colo-Colo, rinforzandone i ranghi durante la tournée internazionale realizzata dagli Albos (il prestito dei giocatori in occasione di partite d’esibizione era una pratica piuttosto comune all’epoca). È quindi il primo allenatore straniero nella storia del Colo-Colo, e il secondo CT straniero della Nazionale dopo l’uruguaiano Bertone. Tornato in Italia giocò nel Torino e concluse la carriera nel 1929-30, con la Maceratese. Si ringraziano Fabrizio Schmid per i dati sulla carriera di Giuseppe Rosetti e Fabrizio Silvestrini per i dati anagrafici.

Messina negli anni '70
Messina negli anni ’70

Giuseppe (José) Messina, nato a Roma il 19 ottobre 1952, è uno di quei giocatori nati in Italia ma presto trasferitisi in Argentina. Dopo l’esordio a livello professionistico nel 1972, nel 1973 debutta in Primera División durante il torneo Nacional di quell’anno: è nei ranghi del San Lorenzo di Mar del Plata, omologo del più celebre club di Buenos Aires, qualificato alla massima serie tramite il Torneo del Interior. Tra il 1973 e il 1974 gioca 26 gare, segnando 2 gol. Nel 1975 è ancora al San Lorenzo, con cui disputa il campionato locale a Mar del Plata, e nel 1976 si trasferisce in Cile: si accasa al Green Cross di Temuco insieme agli argentini Sergio Bratti e Juan Domingo Loyola. La sua è una buona stagione: 28 presenze su 34 gare, 2 reti e un ottimo contributo al sesto posto del suo club. Torna poi in Argentina, dove nel 1979 è ancora al San Lorenzo di Mar del Plata: da lì passa al Kimberley e ritrova la massima serie, giocando un’altra gara. Almeno fino al 1982 è al Kimberley, poi, nel 1985, è al Los Andes, già a fine carriera. Diventa poi allenatore a livello regionale, sedendo sulla panchina dell’Atlético Mar del Plata nel Torneo Regional tra il 1987-88 e il 1988-89. La foto qui accanto è un ritaglio di giornale pubblicato dall’ottimo blog “Historia del fútbol marplatense”.

Nicolás Novello
Nicolás Novello

Nicola (Nicolás) Novello, nato a Fuscaldo (provincia di Cosenza) il 20 maggio 1946, è uno dei migliori giocatori italiani ad aver giocato in America meridionale. Cresciuto nel settore giovanile del Boca Juniors, debutta in prima squadra il 26 giugno 1966 nella gara di campionato contro il San Lorenzo. Di quel Boca è parte integrante dal 1966 al 1972, rendendosi protagonista di ottime giocate: Novello è infatti un centrocampista dotato di tecnica, visione di gioco e grandi capacità di organizzazione. Nel 1973 viene ceduto in prestito al club messicano dell’Atlante, e torna al Boca nel 1974. Dopo aver disputato Metropolitano e Nacional di quell’anno, viene ceduto al Banfield, con cui gioca la stagione 1975. Nel 1976 inizia la sua esperienza cilena: passa all’Unión Española, di cui diviene subito titolare. Gioca 30 partite, e segna 12 gol, secondo miglior realizzatore del club. Nel 1977 è tra i protagonisti del titolo vinto dall’Unión Española, con 6 reti in 29 gare. Chiude la carriera in Cile, nel 1978, dopo un’altra stagione all’Unión. Dopo il ritiro lavorò come allenatore nelle giovanili del Boca, tra il 1989 e il 1995.