Los Tanos: I fratelli Iacoponi, da Livorno al Cile

I due Jacoponi con la divisa del Livorno: a sinistra Bruno, a destra Gino
I due Jacoponi con la divisa del Livorno: a sinistra Bruno, a destra Gino

La schiera di giocatori italiani che hanno militato in Sudamerica è più nutrita di quanto si possa pensare. La rubrica “Los Tanos” parlerà proprio di loro. Delle loro storie, delle loro vite, della loro esperienza calcistica. Tano è una parola spagnola che abbrevia la parola “napoletano” ed è un soprannome comune per chi ha ascendenze italiane. Gli italiani sono da sempre una parte fondamentale della popolazione dei paesi del Sudamerica, e anche nel calcio il loro impatto è stato determinante.

Questa storia riguarda Bruno e Gino Iacoponi (sempre citati, nei tabellini, come Jacoponi). I due sono toscani, giocano nel Livorno: in quel periodo, gli anni ’20, gli amaranto sono una delle forze della zona centro-sud del campionato (sono ancora i tornei pre-1929, cioè prima del girone unico, divisi regionalmente o comunque per “macrozone”), nel 1919-20 arriva addirittura alla finale nazionale. E proprio la stagione 1919-20 vede il debutto dei due Iacoponi: Bruno è nato il 23 luglio 1895 a Livorno e gioca portiere; suo fratello Gino è venuto al mondo il 28 dicembre 1899, sempre a Livorno, e gioca come centrocampista offensivo (solitamente interno destro o sinistro): è un gran realizzatore, tanto che a 18 anni gioca titolare in Prima Categoria (oggi è la Serie A) e segna 10 gol in 16 partite; quell’anno Bruno invece soffre la concorrenza di Enzo Compare, più grande di lui di un anno, e i due si dividono le 16 partite: 7 ne gioca lui, mentre 9 toccano a Compare. Ma nella finale con l’Inter del 20 giugno 1920 in campo ci sono loro: Bruno in porta, Gino interno destro. I due fratelli non bastano, e i lombardi vincono per 3-2. Già dalla stagione successiva Bruno trova il posto da titolare, mentre Gino è sempre uno degli attaccanti più pericolosi dei labronici, e spesso si trova in doppia cifra a fine campionato: la sua migliore annata è il 1920-21, 14 gol.

Bruno con la divisa dell'Audax.
Bruno con la maglia dell’Audax.

Per i due, la svolta arriva nel 1923. Durante la guerra, Bruno aveva conosciuto Félix Coste (probabilmente un italiano di nome Felice Coste), che poi andrà a vivere in Cile e avrà contatti con la dirigenza dell’Audax Italiano: e proprio per andare all’Audax i due Iacoponi salpano alla volta di Santiago. Giunti in Cile divengono “Yacopponi” (per via delle note difficoltà con le doppie che ha chi parla lo spagnolo, e per la differente pronuncia della “J” tra italiano e spagnolo) e arrivano a essere molto conosciuti per le loro doti calcistiche. Bruno è un innovatore, uno dei primi in Cile a indossare veri e proprî guanti da portiere, a tuffarsi con agilità (verrà definito “gato”), a effettuare parate a terra con grande naturalezza. Gino è invece attaccante guizzante, scattante, imprevedibile: i suoi capelli mossi attirano gli sguardi degli spettatori, così come i suoi precisi tiri, i suoi passaggi ben calibrati e la sua tendenza a dirigere il gioco dal campo. Gino diviene uno dei calciatori più ammirati di tutto il Cile, fa notizia e di lui si parla molto.

Gino con i colori dell'Audax
Gino con i colori dell’Audax

I due s’acclimatano presto: aprono un’attività in calle San Alfonso, la comunità italiana li sostiene, il mondo del calcio li aiuta a inserirsi socialmente. Bruno, già adulto, è quello che meglio parla lo spagnolo, e si occupa di rispondere alle domande dei giornalisti che li intervistano; Gino, ancora poco più che ventenne, si concentra sul calcio, dove ottiene grandi successi. Nel 1924 i due fratelli sono elementi chiave dell’Audax che vince la Liga Metropolitana (cioè il campionato cittadino di Santiago). Bruno, per via dell’età, smetterà prima degli anni ’30, venendo rimpiazzato tra i pali dal cileno Jorge Miranda; Gino invece continuerà a giocare per l’Audax anche quando viene fondata la Primera División, il campionato nazionale. E proprio nel 1933, anno della prima edizione del torneo, va a segno nella prima gara assoluta dell’Audax in Primera, contro il Morning Star, il 22 luglio: scrive così, in via definitiva, il suo nome nella storia del club cileno più italiano che ci sia.

La storia dei due fratelli Iacoponi è certo non comune nel suo genere: si ha notizia di una sola altra coppia di fratelli italiani che abbiano avuto successo nel calcio sudamericano, Pacifico e Rino Storgato, di origini trevigiane, che negli anni ’20 giocarono nel Quilmes, in Argentina. I due Iacoponi sono stati protagonisti di un bel pezzo di storia dell’Audax Italiano e del calcio cileno: certamente poco noti in Italia, dall’altra parte dell’Oceano sono ancora ricordati.

  • http://calciosudamericano.it Marco Bernardello

    Mi pare di capire che i fratelli Jacoponi si stabilirono definitivamente in Cile, e non tornarono più in Italia. E’ così ? A parte il nome e le origini dei fondatori, cosa resta oggi di italiano nell’Audax? Grazie per le risposte che vorrà darmi e complimenti per i suoi articoli su questa materia. Io sono ligure, e dalla mia terra sono partiti in tanti, non solo verso l’Argentina. So’ che sono tanti i miei conterranei che si stabilirono tra Santiago, Valparaiso e Vina del Mar. Comunque, viva Boca!

    • Andrea Ridolfi Testori

      Salve Marco! Allora, devo dire che purtroppo non ho notizie certe riguardo alla vita post-1933 dei due Jacoponi. Quindi, non so rispondere alla sua domanda, mancano fonti chiare. Per quanto riguarda l’Audax: oggi di italiano rimangono certamente i colori sociali, verde e bianco, lo stemma con il tricolore e lo sponsor tecnico (Diadora). Inizialmente erano accettati solo membri italiani ma, con l’apertura anche ai cileni, la presenza di giocatori italiani nella rosa dell’Audax è andata diminuendo (e credo che l’ultimo sia stato proprio Gino Jacoponi). Talora dalle giovanili esce qualche elemento d’origini italiane, e l’Audax intende rappresentare la comunità italiana in Cile. A breve usciranno altri articoli della rubrica, il prossimo sarà sui giocatori italiani in Colombia, ma non ho finito con gli emigrati in Cile. 🙂 A.R.T. (p.s.: può darmi del “tu” senza problemi)

  • http://futbolistasseleccionperuana.blogspot.com Andrea Ridolfi Testori

    Ho modificato la data di nascita di Gino Jacoponi (II): secondo il libro “Amaranto, eterna passione”, è nato a Livorno il 28 dicembre 1899 e non nel 1901 come scrive Mario Di Luca.

  • http://www.acoponifabio.it fabio Iacoponi

    Sono il nipote di Bruno e Gino….vorrei specificare che è Iacoponi e non Jacoponi.
    I Fratelli rimasero in Cile diventando ottimi imprenditori e con molta discendenza, con cui sono in contatto tramite Facebook… io conobbi solo lo Zio Bruno che più di qualche volta venne e trovarci in Italia.
    cordiali saluti
    Fabio Iacoponi

  • http://futbolistasseleccionperuana.blogspot.com Andrea Ridolfi Testori

    Salve Fabio!

    Mille grazie per il tuo commento. È sempre bello osservare come, attraverso Internet, si riescano a trovare persone lontanissime e magari riunire chi per lungo tempo è stato separato.
    Conosci per caso le date di morte dei due fratelli?
    Ho corretto la grafia del cognome, è curioso che siano sempre stati riportati come “Jacoponi”: del resto non era cosa rara, in quegli anni, che i cognomi venissero storpiati.

    A.R.T.

  • Fabio Iacoponi

    Sto indagando in Cile…per ora so che lo zio Bruno morì nell’aprile del 1979…sto aspettando di sapere per lo zio Gino….grazie per aver corretto il cognome.
    cordiali saluti
    F.I.