Libertadores 2015 – Il River salva la faccia al 90′, Cruzeiro sul velluto contro il Mineros. Pareggi a Parque Patricios e San Cristobal

Nottata di Libertadores amara per le squadre argentine. L’ Huracan non va oltre l’ 1 a 1 in casa contro l’ Universitario di Sucre, mentre il River pareggia in extremis in casa dei messicani del Tigres: per entrambe adesso la qualificazione si fa molto complicata. Agile 3 a 0 per il Cruzeiro contro il Mineros, reti bianche invece tra Deportivo Tachira e Sporting Cristal.

Ramon Abila tra due difensori boliviani
Ramon Abila tra due difensori boliviani

Huracan- Universitario de Sucre 1-1 (35′ Ramon Abila, 40′ Miguel Suarez) – Quarto pareggio in altrettante gare per gli argentini, che non riescono a superare l’ arcigna resistenza dei boliviani e restano così al terzo posto nel gruppo 3. Parte comunque forte l’ Huracan in avvio, sfiorando il goal con lo scatenato Ramon Abila (10′) e con una punizione calciata da Eduardo Dominguez al 23′, sulla quale è bravo ad opporsi il portiere boliviano Raul Olivares. Al 34′ altra opportunità per il Globo, quando Puch prolunga di testa per Abila che con un bel pallonetto colpisce la traversa. Molto sfortunato Wanchopito, che è stato una spina nel fianco per la difesa dell’ Universitario. Soltanto due minuti più tardi però arriva il meritato vantaggio argentino, con Toranzo che serve in profondità Avila e stavolta l’ attaccante non fallisce dentro l’ area trafiggendo Olivares. La U fino a quel momento non era riuscita ad impensierire la retroguardia di casa e invece alla prima sortita offensiva arriva immediatamente il pareggio al 40′: il numero 10 Cuesta pesca con un geniale assist Miguel Suarez, che viene lasciato tutto solo in area di rigore e batte in diagonale Marcos Diaz per l’ 1 a 1 . Prima dell’ intervallo ancora Avila, messo a tu per tu con il portiere Olivares da Vismara, spreca calciando troppo debolmente la chance di tornare nuovamente in vantaggio. La ripresa, nonostante la grande spinta del pubblico del Tomas Adolfo Ducò, vede l’ Huracan calare di intensità e produrre molto meno rispetto alla prima frazione. La miglior chance capita al 68′ con Gamarra, che abilitato da un passaggio di Vismara, calcia fuori da ottima posizione. La squadra di Nestor Apuzzo non va quindi oltre l’ 1 a 1 e così boliviani ringraziano gli errori di mira degli avversari e tornano a Sucre con un punto d’ oro, consapevoli che vincendo in casa la prossima contro il già eliminato Mineros la qualificazione potrebbe essere realtà.

Deportivo Tachira-Sporting Cristal 0-0 – Con una sola giornata ancora da disputare, questo risultato sancisce l’ eliminazione dei venezuelani e l’ aritmetica qualificazione agli ottavi del Racing, attualmente primo con 9 punti. Il secondo posto del gruppo 8 se lo giocheranno dunque il Cristal e il Guaranì, che si affronteranno a Lima tra una settimana. Partita piuttosto bloccata e priva di grandi emozioni a San Cristobal, in cui i peruviani tengono il possesso palla con la speranza di trovare il varco giusto, mentre i padroni di casa si affidano alle giocate del Maestrico Gonzalez e Orozco, i più intraprendenti degli uomini di mister Farias. Bisogna aspettare il secondo tempo però per vedere delle occasioni davvero importanti, quando il venezuelano Pablo Olivera si divora a porta vuota il goal del vantaggio su assist di Orozco. Errore molto grave. Poi lo stesso Olivera si riscatta, segnando sugli sviluppi di una punizione terminata sul palo, ma l’ arbitro annulla per fuorigioco. Lo Sporting Cristal impegna Contreras con dei tiri da fuori area, mentre gli Aurinegros lamentano due calci di rigore non ravvisati dal direttore di gara. Al 90′ c’ è spazio per il rosso ai danni del peruviano Chavez, ma i Rimenses riescono comunque a portare a casa il pari che gli consentirà di giocarsi il tutto per tutto contro il Guaranì nel proprio stadio.

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De Arrascaeta esulta per l’ 1 a 0

Cruzeiro-Mineros 3-0 (12′ De Arrascaeta, 14′ Leandro Damiao, 72′ Henrique) – Nessun problema per la Raposa, che mostra un bel calcio e diverte il pubblico dell’ Estadio Mineirao rifilando tre reti ai venezuelani, ultimi con appena 1 punto. E’ sufficiente un quarto d’ ora ai ragazzi di Marcelo Oliveira per chiudere la pratica. Al 12′ percussione di Mayke sulla destra, pallone al centro per De Arrascaeta che si inventa una rovesciata (o bicicleta come dicono in Brasile) bellissima e mette la palla nell’ angolino. Davvero notevole il gesto tecnico del talento uruguayano, tuttavia bisogna dire come la difesa ospite lo lasci davvero troppo solo al centro dell’ area. Il raddoppio di Damiao pochi attimi dopo, mette nuovamente in evidenza le lacune della retroguardia del Mineros: l’ ex Santos riceve palla al vertice dell’ area, si gira in mezzo a due uomini e piazza la palla all’ incrocio con un bolide; esecuzione perfetta, ma marcatura eccessivamente blanda da parte di Matos e Jimenez. Nonostante il match sia soltanto alle battute iniziali, il Mineros non riesce a riorganizzarsi e a rientrare in partita: troppo la netta la differenza di valori tecnici in campo. Così i secondi 45 minuti vedono il Cruzeiro alla ricerca della terza rete, e dopo alcuni tentativi a vuoto sempre di Damiao e De Arrascaeta, il tris arriva al 72′ con un colpo di testa di Henrique sugli sviluppi di un corner. Tutto facile per i campioni del Brasile, che nel prossimo turno saranno protagonisti in casa dell’ Huracan, mentre il quasi spacciato Mineros si recherà a Sucre.

Tigres-River Plate 2-2 (12′ Arevalo Rios, 69′ Damian Alvarez, 87′ Teo Gutierrez, 90′ Rodrigo Mora) – Continua a stentare in Libertadores la compagine di Marcelo Gallardo, che resta ancora aggrappata alla qualificazione grazie ad un finale di partita incredibile. Il Tigres invece festeggia un passaggio agli ottavi strameritato, infatti i messicani hanno dominato il gruppo 6 mostrandosi squadra vera e possibile rivelazione della coppa. La bolgia dell’ Estadio Universitario esplode già dopo dieci minuti, quando il veterano Rios segna con un bel “piattone” da fuori area, su sponda del Dinamita Guerron (orfano per l’ occasione del compagno di reparto Rafael Sobis). Al 14′ Gallardo è già costretto a usare il primo cambio, quando deve inserire Kranevitter al posto dell’ infortunato Ponzio, ma il suo River è davvero poca cosa nel primo tempo; la prima e unica occasione arriva soltanto al 41′, quando su uno stacco di testa di Mora, ben servito da Sanchez, è bravissimo Nahuel Guzman a “smanacciare” in corner. Nel solo minuto di recupero della prima parte, tocca a Barovero evitare il raddoppio messicano con uno straordinario intervento su colpo di testa a botta sicura di Esqueda, che già stava esultando per il raddoppio. Nel secondo tempo i Millonarios si presentano con due volti nuovi in campo: dentro Gonzalo Martinez e Camilo Mayada, fuori gli opachi Pisculichi e Rojas. Peccato che il Tigres si difenda con ordine, concedendo pochi spazi e ripartendo in contropiede; è il 69′ quando il River concede una ripartenza ai messicani, che attaccano in 5 contro 3 e segnano il 2 a 0 con Damian Alvarez, che raccoglie una respinta di Barovero sul primo tentativo di Israel Jimenez e mette dentro a porta sguarnita. A questo punto la situazione si fa quasi irrecuperabile per gli argentini, che però hanno un inaspettato scatto d’ orgoglio e all’ 87′ accorciano le distanze con Gutierrez, dopo che Mora aveva approfittato di uno svarione di Hugo Ayala. Allo scoccare del 90′, su un’ azione orchestrata proprio da Mayada e Gutierrez, la palla arriva sui piedi di Mora che calcia al volo dal limite e infila la palla in rete, un golazo che vale il 2 a 2 e tiene in piedi il River. I Millonarios attenderanno il 16 aprile il San José a Buenos Aires, con particolare attenzione rivolta al match tra Juan Aurich e Tigres: sarà un’ ultima giornata da brivido nel gruppo 6.

 

  • giovanni

    Deportivo Tachira praticamente era già eliminato prima di scendere in campo
    doveva vincere con una dozzina di reti compresa
    la prossima trasferta al Cilindro di Avellaneda,
    l’allenatore Daniel Farias ha mandato in campo una squadra quasi mista tra assenze forzate e scelte di natura tecnica,mancavano all’appello il difensore Lopez, il centrocampista Flores, il centravanti Rivas
    in porta rispolverato Contreras sicuro nelle uscite nella ripresa ma nel primo tempo noioso stava regalando il gol agli avversari
    e Mosquera terzino adattato centrale migliore in campo anche se è stato premiato Orozco ok bene anche Gonzalez soprattutto bravo a recuperare palloni,
    male Olivera non a suo agio nel ruolo di prima punta forse
    incredibile il gol mangiato l’avevo vista dentro.
    Sporting Cristal più motivato non è stato capace di vincere con un punteggio largo contro una squadra non al completo quando lo era subì in casa una severa lezione di gioco e di forza da Racing,
    stavolta invece Tachira al di sopra delle aspettative non ha demeritato ma non ha raccolto i 3 punti inutili comunque alla fine dei giochi.
    Sporting Cristal invece ha esibito la peggiore partita in questa Libertadores deludente sotto tutti i punti di vista tecnici e tattici,
    può recriminare solo per l’assenza di Lobaton
    ma davanti c’era il tridente dei sogni bah chi l’ha visto mai “Ghostbusters”
    non pervenuti i fantasmi di Blanco,Pereyra
    e soprattutto Avila zero gol nel 2015 dato preoccupante,
    Estrada e Cossio terzini dai piedi poco educati, Chavez ancora più scarso
    di natura centrocampista inventato laterale anche lui mostra i suoi evidenti limiti tecnici entra solo per farsi espellere per doppia ammonizione complimenti,
    dietro linea a 5 da brividi il lento Revoredo non ha il carisma nè la classe di Baresi,
    leggermente meglio Martinez squalificato contro Guarani partita delicata e decisiva da vincere senza scuse sarà sostituito da Abram o Bernaola scarsa fiducia nei giovani peruviani poco promettenti evidentemente se non sfondano nel mediocre campionato peruviano o coppa inca figuriamoci a livello internazionale comunque basti pensare che davanti il sub-20 Succar è stato scaricato come se Sporting Cristal poi fosse Real Madrid
    Barcellona o Manchester Utd che si concede il lusso di cedere i calciatori in esubero.
    Ahmed si è accontentato del punticino paura di perdere altro che mentalità vincente
    l’entrata in campo di De La Haza è significativa da questo punto di vista,
    Ballon una delle uniche note positive snaturato nella posizione di centrale ha sofferto non poco, in mezzo Cazulo disordinato come sempre,
    Calcaterra non ha la personalità nelle partite importanti non incide senza Lobaton avrebbe dovuto essere lui a guidare la squadra e invece nulla
    forse la collaborazione di Sheput o Manicero dall’inizio gli avrebbe giovato il mister non la pensa così probabilmente ai fini del risultato il prodotto sarebbe stato lo stesso pazienza,
    Penny portiere comico preso in giro dai telecronisti.

    River fortunato nel trovare il pareggio nel finale, peccato per Tigres ci teneva a vincere contro una squadra storica il tecnico Ferretti ci è rimasto male per la beffa
    ma erano già qualificati,
    Funes Mori male nella posizione di terzino sinistro ma tanto scarso da centrale non deve essere infatti il ct Martino l’aveva convocato anche se nei campionati europei è facile pescare forse difensori migliori,
    Barovero ha parato più d’istinto che bravura su Esqueda
    e sul gol di Rios non mi è sembrato impeccabile anzi, si è tuffato in ritardo e in maniera goffa,
    Pisculichi e Rojas non particolarmente ispirati non a caso sostituiti,
    a parte i gol c’è poco da salvare,
    non so chi sia stato il migliore in campo secondo Fox Sports
    credo Mora per il gol spero non Gutierrez,
    a me è piaciuta la prestazione di Alvarez meno la sua non esultanza
    rispetto nei confronti di una ex squadra per non aver lasciato il segno?
    Se non esulta mai o in maniera fredda indipendentemente dall’avversario stile Roberto Mancini di una volta beh lo tollero di più
    e ha tutta la mia stima,
    forse affrettata la sostituzione di Guerron.
    Ora Tigres manderà in campo le riserve contro Juan Aurich obbligato a vincere ma sarà capace?Ho i miei dubbi.
    River che a sua volta dovrà battere comodamente credo , anche per la legge dei numeri , almeno San Jose
    ma prima forse dovrebbe incentivare Tigres pagarlo per non perdere,
    i messicani potrebbero essere distratti dal campionato infatti nel successivo week end ci sarà il clasico contro Monterrey.
    Pazzesco sarebbe vedere vincere Tigres in casa di Juan Aurich
    e San Jose compiere il blitz al Monumental, un sogno
    soprattutto il secondo scenario,
    l’altro meno
    pensate che Tigres senza 5 titolari vinse in altura contro i boliviani
    sono abituati dunque alle imprese chissà.
    La partita l’ho vista su Fox Deportes telecronaca messicana
    con finestre nell’altra partita
    quella di

    Cruzeiro facile contro Mineros
    anche se il gol di De Arrascaeta era in posizione irregolare
    però vittoria netta.
    Mineros ben poca cosa dopo la prima gara ottima in casa di Huracan,
    l’unica venezuelana ancora in corsa ha 2 gare da giocare
    ma poche speranze sinceramente è la più debole,
    Tachira insieme ai cileni di Palestino mi aveva fatto illudere di più sul piano del gioco
    nel preliminare erano le state più convincenti
    ma entrambe eliminate
    Palestino ancora no tuttavia la vedo dura,
    Zamora era quella su cui puntavo ma ha rovinato tutto dalla prima giornata fase a gironi
    brutta involuzione si è autodistrutta,
    forse non è all’altezza della scorsa stagione dove sfiorò la qualificazione ai quarti di finale in un girone tosto Atletico Mineiro, Santa Fe e la rivelazione Nacional,
    via l’attuale ct Sanvicente e il duo offensivo composto da Falcon e Ramirez,
    Pluchino sarà simpatico il suo cognome ma non è un attaccante di livello serio
    e il mio Murillo non ha mostrato in pieno tutto il suo talento seppur in parte
    per comportamento poco disciplinare ha la scusa che è giovane vabbè ma la pazienza ha un limite.
    Le venezuelane non hanno vinto una partita in questa edizione
    possono giocarsela alla pari contro le peruviane e fare anche meglio magra consolazione vedi Caracas su Inti gas scorsa Sudamericana,
    in Libertadores i migliori piazzamenti risultano per ora
    i quarti di finale raggiunti da Caracas 2009 con Noel Sanvicente,
    Tachira 2004 con Cesar Farias,
    Estudiantes 1999 con Richard Paez
    ossia i vari tecnici che hanno contribuito piano piano alla crescita della Vinotinto
    hanno ottenuto in ambito locale buoni risultati e un pò di rispetto fuori dai confini nazionali
    senza dimenticare lo scomparso Minervin 1994.
    Dunque lavorare duro e modificare anche il metodo di qualificazione ai tornei internazionali
    registrare in tal senso progressi al passo di quello dei calciatori venezuelani che all’estero si adattano in qualunque campionato come ho documentato nell’ultimo doppio turno di amichevoli della Vinotinto.

    Se non fosse per Cruzeiro che aveva iniziato male
    diciamo balbettando
    infatti non ha incassato gol finora è l’unica anche ad aver vinto nel girone anomalo
    una partita casalinga finalmente,
    infatti Huracan pareggia anche in casa contro Universitario,
    segna Avila quello vero e soprannominato Wanchope
    purtroppo non basta,
    onore ai boliviani perdono la vetta ma il secondo posto non è da buttare
    semmai da difendere a 2 giornate dal termine.

    Stanotte big match in tv Estudiantes – Atletico Nacional
    da non perdere per i nottambuli su Fox Sports.
    Bye bye!

  • Francesco Madeo

    Prova

  • Francesco Madeo

    Prova Prova

  • giovanni

    Ciao Francesco Madeo rieccoti qui vedo che stai testando
    le nuove funzionalità del sito con Disqus, ti piace la nuova grafica?
    C’è anche il tasto rispondi non l’ho usato per non disturbare
    probabilmente ti sarebbe arrivata la notifica anche via email,
    comunque si possono inserire immagini
    e modificare
    i commenti che ora nella home page non appaiono più come prima in fondo a destra o sbaglio?
    In precedenza non ho potuto correggere
    era ancora la vecchia modalità del sito,
    dunque colgo l’occasione per farlo ora
    nell’amichevole vinta dalla Vinotinto contro Peru vedi articolo relativo,
    non cambia il giudizio con voto su Ballon
    non fa filtro a centrocampo in occasione del gol vero ma a farsi anticipare di testa da Rondon
    è Tapia a cui gli avevo dato un 5 forse meritava almeno mezzo voto in meno.
    Buona serata!

  • Francesco Madeo

    Ciao Giovanni, in verità la nuova grafica del sito a me non piace per niente. Soprattutto è sparita la piccola sezione dedicata agli ultimi commenti postati dagli utenti. Non capisco la necessità di cambiare dal momento che la versione precedente era a mio avviso eccellente. Ieri avevo scritto qualcosa sulla Libertadores ma non pensavo che fosse necessario registrarsi nuovamente a causa di Disqus…

    • http://www.stefanogorgoni.com Stefano Gorgoni

      ciao Francesco,
      il cambio dei commenti è dovuto ad un problema di performance, non di estetica. lo spostare i commenti su una piattaforma esterna ci permette di non dover gestire l’enorme quantità di spam che riceviamo (che viene filtrata poi dalla nostra piattaforma, ma quando ormai il danno in termini di performance è fatto).

      funzionalità specifiche come il box dei commenti penso che possiamo ripristinarle. spero di riuscirci nei prossimi giorni.

      ciao

  • giovanni

    Credo sia questione di abitudine in principio ci ero rimasto un pò male poi mi sono accorto
    che così il sito viene letto meglio mi sembra più ordinato, questa piattaforma Disqus
    viene utilizzata anche da diversi siti sudamericani, comunque già li avevo fatti prima rinnovo i miei complimenti, manca il box dei commenti vero se si può ripristinare bene
    forse in basso a sinistra stavolta.
    Infine complimenti anche per Boca Juniors non ho trovato l’articolo relativo
    ma è l’unica squadra argentina a punteggio pieno
    la migliore prima anche con le riserve, squadra alternativa e mista abbiamo visto
    vincere in scioltezza contro Palestino in Cile, in Venezuela rimontando contro Zamora
    e al Centenario di Montevideo su Wanderers insomma tra titolari e seconde linee la vittoria è garantita sembra.
    Girone facile per loro probabilmente, più equilibrio in quello dell’altro club argentino Estudiantes che a sorpresa
    si ritrova ora terzo superato di 1 punto da Atletico Nacional e Libertad, già eliminato con una giornata di anticipo Barcelona.
    Infine Atletico Mineiro che aveva iniziato il cammino in Libertadores con 2 sconfitte
    ora si è rimesso in carreggiata con 2 vittorie, evidentemente all’inizio tra assenze varie e volti nuovi come Pratto ancora non pronti,adesso invece la squadra sembra aver trovato la quadratura del cerchio,
    agganciando in classifica Santa Fe, comanda il girone Coco Colo con merito
    più defilato Atlas che rischia l’eliminazione.
    Buon inizio di settimana!

    • Francesco Madeo

      Torno a scrivere su questo sito dopo un ‘silenzio’ di due mesi, a causa di un commento censurato e delle critiche ricevute da parte di un paio di redattori. Tengo a precisare che non mi importa assolutamente nulla della questione palestinese, di Israele e figuriamoci della Palestina; avevo soltanto ricordato che i giocatori/tifosi/club del Palestino hanno più volte (io mi sono limitato a citare il caso delle magliette) utilizzato il calcio a fini politici, cosa espressamente vietata dalla Fifa. La vicenda delle scritte sulle magliette è verissima e neanche troppo datata nel tempo, ragion per cui i due simpatici amici di cui sopra sono disinformati oppure in malafede.

      Veniamo alla Libertadores: fortunatamente non sono uno scommettitore, perché mentre sulle outsiders (Colo Colo, Emelec, Libertad) fino a oggi ho azzeccato i pronostici, avevo indicato il River (praticamente eliminato) come principale favorito per la vittoria finale. A livello di nazioni, male l’Argentina che rischia di perdere metà delle sue squadre già nella fase a gironi, malissimo l’Uruguay (non considero Venezuela perché il vero scandalo è quello di continuare ad assegnargli 3 squadre come le altre nazioni), sorride il Brasile che dovrebbe fare molto meglio rispetto alla scorsa edizione, al momento bene anche il Cile e soprattutto Perù, le cui due rappresentanti contro ogni pronostico hanno la qualificazione in pugno. Comunque in questa fase l’essenziale è qualificarsi, non importa come e con quale piazzamento. La vera Libertadores inizia a partire dagli ottavi (San Lorenzo docet).

      Dopo aver visto giocare almeno una volta tutte le squadre partecipanti, ecco le mie riflessioni.

      Gruppo 1: alla vigilia veniva indicato come il raggruppamento più equilibrato, così è stato. Al momento a fare la differenza è la vittoria del Colo Colo in Messico. Attenzione alla squadra di Tapia, perché ha individualità importanti (Villar, Beausejour, Valdes) e soprattutto due attaccanti micidiali (il tandem Suazo-Paredes a mio avviso è la coppia d’attacco migliore di tutta la Libertadores). La mia sensazione è che Colo Colo andrà molto molto molto avanti in questa competizione. A quanto pare anche la società ci crede: ho letto altrove che in caso di semifinale (quindi dopo la Copa America) potrebbe arrivare anche il ‘mago’ Valdivia. Non è scontato che Atletico Mineiro riuscirà a scavalcare Santa Fe, ma l’impressione è questa. Nulla a che vedere in ogni caso con la squadra che due anni fa si aggiudicò il trofeo, nonostante la grande vittoria al Campin di Bogotà (imbattuto da oltre 30 anni, stando a quello che dicevano i telecronisti colombiani di Fox Sports)

      Gruppo 2: Con tre giganti del continente il piccolo Danubio, spogliato già da tempo dei suoi giocatori migliori, non poteva che fare la comparsa. A parte l’ex meteora sampdoriana Fornaroli, quando il giocatore più ‘anziano’ è il 24enne portiere Torgnascioli (da seguire), il rischio 0 punti è dietro l’angolo. Da come gioca il Corinthians (in teoria meno attrezzato rispetto al Sao Paulo) si capisce perché il Brasile aveva pensato a Tite per il dopo-Scolari. San Lorenzo penalizzato da quella gara a porte chiuse in cui ha sprecato l’impossibile: paradossalmente la squadra di Bauza sta giocando meglio rispetto alla scorsa edizione, ma il calendario e la differenza reti rendono difficile il sorpasso ai danni del Sao Paulo, che nel frattempo ha perso l’allenatore Muricy Ramalho.

      Gruppo 3: Cruzeiro unica squadra con 0 gol al passivo, ma il girone è davvero poco competitivo per esprimere un giudizio su una squadra che ha cambiato molti giocatori. De Arrascaeta finora lontano parente rispetto a quello visto con Defensor nella scorsa edizione, mentre il ‘gemello’ Gedoz spopola in Belgio e in Europa League. Mi aspettavo molto di più da Huracan dopo il 4-0 a Lima nel preliminare, ma a quanto pare era un fuoco di paglia. Universitario vicino all’impresa storica (non ha mai superato la fase a gironi) ma per gli osservatori neutrali come noi probabilmente non è una buona notizia, dal momento che rischia una disfatta nell’eventuale ottavo di finale, indipendentemente dal nome dell’avversario. Nell’ultima giornata di campionato contro il Bolivar la squadra di Baldivieso, per preservare i titolari in vista della gara contro Mineros, si è presentata con soli 7 giocatori in campo, senza panchinari. Sotto 2-0 dopo soli 5 minuti, la gara è stata interrotta poco dopo quando Universitario è rimasto in 6 a causa di un infortunio. Ecco spiegato perché il figlio di Baldivieso esordì a soli 12 anni… Ma in Bolivia non esistono le giovanili? Una roba fuori dal mondo, ancora peggio rispetto al calcio di strada. Poco da dire sui venezuelani, il cui miglior giocatore è il 41enne Vallenilla, che ricordo già vecchio quando io ero bambino. Al di là della mediocrità di questa squadra, bisogna ricordare che Mineros è presente in quanto campione apertura 2013 (!). Cara Conmebol, urge un rinnovamento…

      Gruppo 4: è il raggruppamento che ho seguito di meno. The Strongest si conferma un rullo compressore all’Hernando Siles (dove le vinse tutte anche lo scorso anno), ma stavolta ha poche chances. Universidad de Chile non ha un gioco, Internacional squadra molto elogiata dai telecronisti di Fox ma io non la vedo tra le favorite alla vittoria finale. Emelec ha perso l’allenatore e giocherà a Manta le sue partite casalinghe a causa dei lavori di ammodernamento del proprio stadio: due fattori che rischiano di compromettere se non la qualificazione probabilmente il cammino successivo.

      Gruppo 5: Boca Juniors schiacciasassi, ma la mia impressione è che bisogna vedere all’opera la squadra di Arruabarrena contro avversari più probanti. Stendiamo un velo pietoso su Zamora: non ci si può presentare alla Bombonera con un 17enne in attacco. Lo scorso anno fece bella figura, riuscendo a battere Nacional poi finalista, ma i miracoli non si ripetono e comunque da Falcon (non a caso approdato in Europa) al carneade Soteldo la differenza è abissale. Wanderers ha fatto meglio rispetto all’altra uruguayana grazie al sorteggio, ma forse è ancora più debole rispetto al Danubio. Palestino squadra kamikaze (preciso: doppio senso non voluto), Zeman al confronto di tal Guede sembra un difensivista. Non è possibile giocare in questo modo a certi livelli (in Uruuguay contro Wanderers avrebbe potuto prendere 5 gol soltanto nel primo tempo), mi stupisco del fatto che una squadra del genere (il solo Valencia sembra di un livello accettabile) abbia potuto qualificarsi alla Libertadores; evidentemente il campionato cileno è sceso di livello rispetto agli scorsi anni…

      Gruppo 6: Tigres impeccabile fino a questo momento, ma la mia sensazione è che seguirà le orme di Santos Laguna della scorsa edizione: girone superato in scioltezza, eliminazione meritatissima agli ottavi. San José tipica squadra boliviana: competitiva in casa grazie all’altura, inesistente in trasferta (con alto rischio goleada al Monumental). La mediocrità di questo girone è testimoniata dal fatto che River Plate, nonostante le 0 vittorie in 5 partite, è ancora in corsa per la qualificazione. I telecronisti argentini (un pochino di parte…) hanno accolto il pareggio in Messico quasi come un trionfo, ma la verità è che Gallardo ha un piede e mezzo fuori dalla Libertadores. Non vedo come una squadra già qualificata e sicura del primo posto, impegnata nella qualificazione alla Liguilla messicana e con il ‘clasico’ contro Monterrey fra pochi giorni (quasi tutti i titolari non partiranno nemmeno per il Peru), possa resistere a una squadra che ha l’occasione della vita e che gioca su quel sintetico che già ha creato tante difficoltà al River. Da osservatore neutrale simpatizzo per i piccoli, ma bisogna riconoscere che se Juan Aurich approderà agli ottavi, lo farà senza alcun merito, grazie all’aiuto del calendario e con molta molta molta fortuna (la gara al Monumental rimarrà negli annali in tal senso). Cosa è cambiato in pochi mesi in casa River Plate? A mio avviso, l’allenatore non ha colpe specifiche: i vari Sanchez, Pisculichi, Vangioni, Rojas dopo un’annata eccezionale sono tornati a essere giocatori normali.

      Gruppo 7: alla vigilia io lo avevo definito come il gruppo più competitivo. Non penso di essermi sbagliato. Barcelona dopo un avvio shock si è svegliato troppo tardi. Estudiantes squadra imprevedibile che probabilmente ha raccolto più di quanto meritava, in caso di eliminazione il club è pronto a dare il benservito a Pellegrino (così dicono quelli di Fox). Libertad squadra competitiva a livello internazionale ormai da diversi anni ha sprecato la grande chance di chiudere il discorso qualificazione pareggiando in casa contro un Barcelona in 10, ora deve fare risultato a Medellin. Atletico Nacional realtà ormai consolidata, ha perso i tre giocatori di maggior talento che avevano trascinato la squadra in finale di Copa Sudamericana, ma sta facendo benissimo anche senza Mejia, Cardona e Cardenas, forse perché (a mio giudizio) il valore aggiunto è proprio l’allenatore. Nell’ultima giornata, occhio ad un eventuale ‘biscottino’ in caso di non vittoria dell’Estudiantes in Ecuador.

      Gruppo 8: Racing con tutta probabilità chiuderà al primo posto ma senza convincere del tutto. A parte il tandem Milito-Bou la squadra non è eccezionale, un giocatore come Oscar Romero, capace di creare costantamente la superiorità numerica, non può partire dalla panchina. Poco da dire su Tachira, se non sottolineare il grande rimpianto per Cerro Porteno che ha commesso un vero e proprio suicidio calcistico facendosi eliminare da una squadretta del genere. Non avevo mai visto giocare Guarani prima di questa Libertadores: pur senza grandi valori tecnici, la squadra è compatta e ben messa in campo, a me ricorda molto Nacional della scorsa edizione ma con un Santander in più. Forse una macchina da gol (almeno nel campionato locale) come Fernandez meriterebbe più spazio, ma fino ad ora i risultati stanno dando ragione al tecnico Jubero (ex allenatore delle giovanili del Barça). Sarebbe un vero peccato se Sporting Cristal non dovesse centrare la qualificazione: come ho già scritto altre volte, io la considero l’unica squadra peruviana competitiva a livello internazionale. Il solo punto debole a me pare il portiere, per il resto buon collettivo, ottimo direttore d’orchestra (Lobaton), giovani interessanti, allenatore che sa il fatto suo. Non si espugna il Cilindro di Avellaneda per caso. Di tutte le 32 partecipanti, probabilmente Sporting Cristal è la squadra che ha raccolto meno punti rispetto a quanto fatto vedere in campo.

      Sono stato un po’ lungo, ecco brevemente le mie pagelle in base a quanto ho visto in due mesi di Libertadores (indipendentemente da quello che potrebbe accadere in questa e nella prossima settimana):

      Voto 10: Juan Carlos Osorio. Allenatore poco pubblicizzato che meriterebbe ben altri palcoscenici. Poco teatrale, pacato e preparato, anche nelle interviste. La sua squadra è una delle poche che sa giocare anche in trasferta. Ha saputo sopperire alla partenza di tre pilastri come Mejia, Cardona e Sherman Cardenas (i primi due titolari anche in nazionale). Prende appunti nel corso di tutta la gara e indovina quasi sempre i cambi. Perfetto.

      Voto 9: Pedro Gallese. Il Peru ha trovato il suo numero 1 per i prossimi 10 anni. Una vera e propria saracinesca al Monumental, reattività pazzesca, il modo in cui a Oruro ha chiuso lo specchio a Bustamante è da grande portiere. Futuro europeo.

      Voto 8: Esteban Paredes. Come è possibile che un attaccante del genere non abbia mai giocato in Europa? Come può Sampaoli permettersi il lusso di non far giocare questo calciatore in Nazionale, preferendogli attaccanti fuori forma solo perché più giovani? Ottimo candidato alla vittoria della classifica marcatori della Copa Libertadores. Cecchino.

      Voto 7: Paolo Guerrero. Un autentico lusso per queste latitudini. Calciatore di altra categoria, senza quel caratteraccio giocherebbe in una grande squadra europea. Se la nazionale peruviana avesse altri due giocatori con le potenzialità di Guerrero (uno in difesa e l’altro a centrocampo) potrebbe lottare per la qualificazione ai Mondiali. Campione.

      Voto 6: Guido Carrillo. A mio fratello questo calciatore ricorda Pasquale Luiso, il ‘toro di Sora’, la cui principale caratteristica era quella di avventarsi con forza di testa su ogni pallone. Rispetto a un giocatore simile come il paraguayano Santander (che è già stato in Europa con il Tolosa, buona stagione fra l’altro, arrivò insieme all’uruguayano Gunino ma entrambi non furono riscattati a causa delle difficoltà economiche del club francese), Carrillo ha una maggiore tecnica e uno spiccato senso del gol. Quelli di Fox dicono che è già stato opzionato dall’Inter nell’affare Alvaro Pereira. In effetti sembra perfetto per il calcio italiano. Ariete.

      Voto 5: Fox Sports Latinoamerica. L’unico difetto (che non è piccolo e ad un semplice appassionato neutrale può infastidire) sta nella sfacciata partigianeria nei confronti delle squadre argentine che si riflette anche nella scelta del migliore in campo (es. Ponzio in San Jose-River 2-0). Con tutto il rispetto per Borghi, le telecronache sono impeccabili e anche gradevoli (studio lingue quindi unisco l’utile al dilettevole), copertura perfino eccessiva (3 telecronisti e 2 bordocampisti per un incontro non proprio di cartello come Wanderers-Palestino). Chapeau.

      Voto 4: Brahian Aleman. Non pervenuto nelle prime tre gare, ha vinto praticamente da solo a Medellin. Giocatore tecnicamente molto interessante (aveva fatto bene anche con Arsenal nella scorsa stagione) ma abbastanza discontinuo e poco incline al gioco di squadra. Apprezzato da Tabarez, potrebbe strappare in extremis la convocazione per la Copa America. Folletto.

      Voto 3: Omar Perez. In questo momento a me ricorda l’ultimo Riquelme: piedi buoni, maestro nei calci da fermo, ma poche idee e zero corsa. Vistosamente calato rispetto a due anni fa, mi sembra anche un pochino ‘gordo’. Decaduto.

      Voto 2: Paulo Henrique Ganso. Non ho mai avuto una grande considerazione per questo calciatore, ma quello che in molti definivano l’erede di Kakà nelle ultime stagioni ha subito un’involuzione pazzesca. Sembra quasi ciabattare per il campo. Che non meriti il calcio europeo ormai è palese, ma se il giocatore è davvero questo a mio giudizio anche un posto da titolare nel Sao Paulo è troppo. Fantasma.

      Voto 1: River Plate. Onestamente non vedo grandi colpe individuali né particolari demeriti dell’allenatore, ma è scandaloso il fatto che una squadra reduce da un’annata trionfale che ha portato alla conquista di svariati trofei, non sia riuscita fin qui a vincere una sola partita. A parte il Danubio che ha comunque l’alibi di essere capitato in un girone di ferro, solo le tre squadre venezuelane sono nella stessa situazione del River. Vergogna.

      Voto 0: Conmebol. Nessuno pretende che il calcio sudamericano debba ‘europeizzarsi’, ma certe anomalie prima o poi devono essere risolte. Innanzitutto questa sorta di ‘comunismo’ calcistico mi sembra fuori luogo. Ci vuole un ranking Conmebol sul modello di quello Uefa che stabilisca in base a criteri meritocratici il numero di partecipanti per ogni paese: Venezuela (le cui squadre ogni anno collezionano figuracce in serie) non può avere lo stesso numero di squadre rispetto a Paraguay (due finaliste nelle ultime due edizioni). Le teste di serie devono essere le più forti senza badare alla nazionalità, altrimenti vengono fuori gironi di ferro: San Lorenzo detentore del trofeo ha pescato due brasiliane, mentre Boca qualificato grazie al preliminare si è ritrovato in un gruppo soft perché Zamora era testa di serie. Gli accoppiamenti degli ottavi devono essere stabiliti per sorteggio e non in questo modo, altrimenti c’è il rischio di ‘scegliersi’ le avversarie. Fra l’altro il tabellone sarà tutt’altro che definitivo, perché se due squadre dello stesso paese approdano in semifinale si affronteranno tra loro per regolamento. Ma la maggiore assurdità a mio avviso è quella di interrompere per due mesi la competizione fra i quarti e le semifinali (ormai sta diventando una – triste – consuetudine, è accaduto lo scorso anno, accadrà il prossimo), penalizzando in questo modo le squadre più in forma (come si verificò con Defensor nella scorsa edizione) e quelle che hanno giocatori con scadenza di contratto al 30 giugno (vedi Bolivar, anno precedente: ma Ferreira con era Osvaldo). Arruffoni

  • Francesco Madeo

    Torno a scrivere su questo sito dopo un ‘silenzio’ di due mesi, a causa di un commento censurato e delle critiche ricevute da parte di un paio di redattori. Tengo a precisare che non mi importa assolutamente nulla della questione palestinese, di Israele e figuriamoci della Palestina; avevo soltanto ricordato che i giocatori/tifosi/club del Palestino hanno più volte (io mi sono limitato a citare il caso delle magliette) utilizzato il calcio a fini politici, cosa espressamente vietata dalla Fifa. La vicenda delle scritte sulle magliette è verissima e neanche troppo datata nel tempo, ragion per cui i due simpatici amici di cui sopra sono disinformati oppure in malafede.

    Veniamo alla Libertadores: fortunatamente non sono uno scommettitore, perché mentre sulle outsiders (Colo Colo, Emelec, Libertad) fino a oggi ho azzeccato i pronostici, avevo indicato il River (praticamente eliminato) come principale favorito per la vittoria finale. A livello di nazioni, male l’Argentina che rischia di perdere metà delle sue squadre già nella fase a gironi, malissimo l’Uruguay (non considero Venezuela perché il vero scandalo è quello di continuare ad assegnargli 3 squadre come le altre nazioni), sorride il Brasile che dovrebbe fare molto meglio rispetto alla scorsa edizione, al momento bene anche il Cile e soprattutto Perù, le cui due rappresentanti contro ogni pronostico hanno la qualificazione in pugno. Comunque in questa fase l’essenziale è qualificarsi, non importa come e con quale piazzamento. La vera Libertadores inizia a partire dagli ottavi (San Lorenzo docet).

    Dopo aver visto giocare almeno una volta tutte le squadre partecipanti, ecco le mie riflessioni.

    Gruppo 1: alla vigilia veniva indicato come il raggruppamento più equilibrato, così è stato. Al momento a fare la differenza è la vittoria del Colo Colo in Messico. Attenzione alla squadra di Tapia, perché ha individualità importanti (Villar, Beausejour, Valdes) e soprattutto due attaccanti micidiali (il tandem Suazo-Paredes a mio avviso è la coppia d’attacco migliore di tutta la Libertadores). La mia sensazione è che Colo Colo andrà molto molto molto avanti in questa competizione. A quanto pare anche la società ci crede: ho letto altrove che in caso di semifinale (quindi dopo la Copa America) potrebbe arrivare anche il ‘mago’ Valdivia. Non è scontato che Atletico Mineiro riuscirà a scavalcare Santa Fe, ma l’impressione è questa. Nulla a che vedere in ogni caso con la squadra che due anni fa si aggiudicò il trofeo, nonostante la grande vittoria al Campin di Bogotà (imbattuto da oltre 30 anni, stando a quello che dicevano i telecronisti colombiani di Fox Sports)

    Gruppo 2: Con tre giganti del continente il piccolo Danubio, spogliato già da tempo dei suoi giocatori migliori, non poteva che fare la comparsa. A parte l’ex meteora sampdoriana Fornaroli, quando il giocatore più ‘anziano’ è il 24enne portiere Torgnascioli (da seguire), il rischio 0 punti è dietro l’angolo. Da come gioca il Corinthians (in teoria meno attrezzato rispetto al Sao Paulo) si capisce perché il Brasile aveva pensato a Tite per il dopo-Scolari. San Lorenzo penalizzato da quella gara a porte chiuse in cui ha sprecato l’impossibile: paradossalmente la squadra di Bauza sta giocando meglio rispetto alla scorsa edizione, ma il calendario e la differenza reti rendono difficile il sorpasso ai danni del Sao Paulo, che nel frattempo ha perso l’allenatore Muricy Ramalho.

    Gruppo 3: Cruzeiro unica squadra con 0 gol al passivo, ma il girone è davvero poco competitivo per esprimere un giudizio su una squadra che ha cambiato molti giocatori. De Arrascaeta finora lontano parente rispetto a quello visto con Defensor nella scorsa edizione, mentre il ‘gemello’ Gedoz spopola in Belgio e in Europa League. Mi aspettavo molto di più da Huracan dopo il 4-0 a Lima nel preliminare, ma a quanto pare era un fuoco di paglia. Universitario vicino all’impresa storica (non ha mai superato la fase a gironi) ma per gli osservatori neutrali come noi probabilmente non è una buona notizia, dal momento che rischia una disfatta nell’eventuale ottavo di finale, indipendentemente dal nome dell’avversario. Nell’ultima giornata di campionato contro il Bolivar la squadra di Baldivieso, per preservare i titolari in vista della gara contro Mineros, si è presentata con soli 7 giocatori in campo, senza panchinari. Sotto 2-0 dopo soli 5 minuti, la gara è stata interrotta poco dopo quando Universitario è rimasto in 6 a causa di un infortunio. Ecco spiegato perché il figlio di Baldivieso esordì a soli 12 anni… Ma in Bolivia non esistono le giovanili? Una roba fuori dal mondo, ancora peggio rispetto al calcio di strada. Poco da dire sui venezuelani, il cui miglior giocatore è il 41enne Vallenilla, che ricordo già vecchio quando io ero bambino. Al di là della mediocrità di questa squadra, bisogna ricordare che Mineros è presente in quanto campione apertura 2013 (!). Cara Conmebol, urge un rinnovamento…

    Gruppo 4: è il raggruppamento che ho seguito di meno. The Strongest si conferma un rullo compressore all’Hernando Siles (dove le vinse tutte anche lo scorso anno), ma stavolta ha poche chances. Universidad de Chile non ha un gioco, Internacional squadra molto elogiata dai telecronisti di Fox ma io non la vedo tra le favorite alla vittoria finale. Emelec ha perso l’allenatore e giocherà a Manta le sue partite casalinghe a causa dei lavori di ammodernamento del proprio stadio: due fattori che rischiano di compromettere se non la qualificazione probabilmente il cammino successivo.

    Gruppo 5: Boca Juniors schiacciasassi, ma la mia impressione è che bisogna vedere all’opera la squadra di Arruabarrena contro avversari più probanti. Stendiamo un velo pietoso su Zamora: non ci si può presentare alla Bombonera con un 17enne in attacco. Lo scorso anno fece bella figura, riuscendo a battere Nacional poi finalista, ma i miracoli non si ripetono e comunque da Falcon (non a caso approdato in Europa) al carneade Soteldo la differenza è abissale. Wanderers ha fatto meglio rispetto all’altra uruguayana grazie al sorteggio, ma forse è ancora più debole rispetto al Danubio. Palestino squadra kamikaze (preciso: doppio senso non voluto), Zeman al confronto di tal Guede sembra un difensivista. Non è possibile giocare in questo modo a certi livelli (in Uruuguay contro Wanderers avrebbe potuto prendere 5 gol soltanto nel primo tempo), mi stupisco del fatto che una squadra del genere (il solo Valencia sembra di un livello accettabile) abbia potuto qualificarsi alla Libertadores; evidentemente il campionato cileno è sceso di livello rispetto agli scorsi anni…

    Gruppo 6: Tigres impeccabile fino a questo momento, ma la mia sensazione è che seguirà le orme di Santos Laguna della scorsa edizione: girone superato in scioltezza, eliminazione meritatissima agli ottavi. San José tipica squadra boliviana: competitiva in casa grazie all’altura, inesistente in trasferta (con alto rischio goleada al Monumental). La mediocrità di questo girone è testimoniata dal fatto che River Plate, nonostante le 0 vittorie in 5 partite, è ancora in corsa per la qualificazione. I telecronisti argentini (un pochino di parte…) hanno accolto il pareggio in Messico quasi come un trionfo, ma la verità è che Gallardo ha un piede e mezzo fuori dalla Libertadores. Non vedo come una squadra già qualificata e sicura del primo posto, impegnata nella qualificazione alla Liguilla messicana e con il ‘clasico’ contro Monterrey fra pochi giorni (quasi tutti i titolari non partiranno nemmeno per il Peru), possa resistere a una squadra che ha l’occasione della vita e che gioca su quel sintetico che già ha creato tante difficoltà al River. Da osservatore neutrale simpatizzo per i piccoli, ma bisogna riconoscere che se Juan Aurich approderà agli ottavi, lo farà senza alcun merito, grazie all’aiuto del calendario e con molta molta molta fortuna (la gara al Monumental rimarrà negli annali in tal senso). Cosa è cambiato in pochi mesi in casa River Plate? A mio avviso, l’allenatore non ha colpe specifiche: i vari Sanchez, Pisculichi, Vangioni, Rojas dopo un’annata eccezionale sono tornati a essere giocatori normali.

    Gruppo 7: alla vigilia io lo avevo definito come il gruppo più competitivo. Non penso di essermi sbagliato. Barcelona dopo un avvio shock si è svegliato troppo tardi. Estudiantes squadra imprevedibile che probabilmente ha raccolto più di quanto meritava, in caso di eliminazione il club è pronto a dare il benservito a Pellegrino (così dicono quelli di Fox). Libertad squadra competitiva a livello internazionale ormai da diversi anni ha sprecato la grande chance di chiudere il discorso qualificazione pareggiando in casa contro un Barcelona in 10, ora deve fare risultato a Medellin. Atletico Nacional realtà ormai consolidata, ha perso i tre giocatori di maggior talento che avevano trascinato la squadra in finale di Copa Sudamericana, ma sta facendo benissimo anche senza Mejia, Cardona e Cardenas, forse perché (a mio giudizio) il valore aggiunto è proprio l’allenatore. Nell’ultima giornata, occhio ad un eventuale ‘biscottino’ in caso di non vittoria dell’Estudiantes in Ecuador.

    Gruppo 8: Racing con tutta probabilità chiuderà al primo posto ma senza convincere del tutto. A parte il tandem Milito-Bou la squadra non è eccezionale, un giocatore come Oscar Romero, capace di creare costantamente la superiorità numerica, non può partire dalla panchina. Poco da dire su Tachira, se non sottolineare il grande rimpianto per Cerro Porteno che ha commesso un vero e proprio suicidio calcistico facendosi eliminare da una squadretta del genere. Non avevo mai visto giocare Guarani prima di questa Libertadores: pur senza grandi valori tecnici, la squadra è compatta e ben messa in campo, a me ricorda molto Nacional della scorsa edizione ma con un Santander in più. Forse una macchina da gol (almeno nel campionato locale) come Fernandez meriterebbe più spazio, ma fino ad ora i risultati stanno dando ragione al tecnico Jubero (ex allenatore delle giovanili del Barça). Sarebbe un vero peccato se Sporting Cristal non dovesse centrare la qualificazione: come ho già scritto altre volte, io la considero l’unica squadra peruviana competitiva a livello internazionale. Il solo punto debole a me pare il portiere, per il resto buon collettivo, ottimo direttore d’orchestra (Lobaton), giovani interessanti, allenatore che sa il fatto suo. Non si espugna il Cilindro di Avellaneda per caso. Di tutte le 32 partecipanti, probabilmente Sporting Cristal è la squadra che ha raccolto meno punti rispetto a quanto fatto vedere in campo.

    Sono stato un po’ lungo, ecco brevemente le mie pagelle in base a quanto ho visto in due mesi di Libertadores (indipendentemente da quello che potrebbe accadere in questa e nella prossima settimana):

    Voto 10: Juan Carlos Osorio. Allenatore poco pubblicizzato che meriterebbe ben altri palcoscenici. Poco teatrale, pacato e preparato, anche nelle interviste. La sua squadra è una delle poche che sa giocare anche in trasferta. Ha saputo sopperire alla partenza di tre pilastri come Mejia, Cardona e Sherman Cardenas (i primi due titolari anche in nazionale). Prende appunti nel corso di tutta la gara e indovina quasi sempre i cambi. Perfetto.

    Voto 9: Pedro Gallese. Il Peru ha trovato il suo numero 1 per i prossimi 10 anni. Una vera e propria saracinesca al Monumental, reattività pazzesca, il modo in cui a Oruro ha chiuso lo specchio a Bustamante è da grande portiere. Futuro europeo.

    Voto 8: Esteban Paredes. Come è possibile che un attaccante del genere non abbia mai giocato in Europa? Come può Sampaoli permettersi il lusso di non far giocare questo calciatore in Nazionale, preferendogli attaccanti fuori forma solo perché più giovani? Ottimo candidato alla vittoria della classifica marcatori della Copa Libertadores. Cecchino.

    Voto 7: Paolo Guerrero. Un autentico lusso per queste latitudini. Calciatore di altra categoria, senza quel caratteraccio giocherebbe in una grande squadra europea. Se la nazionale peruviana avesse altri due giocatori con le potenzialità di Guerrero (uno in difesa e l’altro a centrocampo) potrebbe lottare per la qualificazione ai Mondiali. Campione.

    Voto 6: Guido Carrillo. A mio fratello questo calciatore ricorda Pasquale Luiso, il ‘toro di Sora’, la cui principale caratteristica era quella di avventarsi con forza di testa su ogni pallone. Rispetto a un giocatore simile come il paraguayano Santander (che è già stato in Europa con il Tolosa, buona stagione fra l’altro, arrivò insieme all’uruguayano Gunino ma entrambi non furono riscattati a causa delle difficoltà economiche del club francese), Carrillo ha una maggiore tecnica e uno spiccato senso del gol. Quelli di Fox dicono che è già stato opzionato dall’Inter nell’affare Alvaro Pereira. In effetti sembra perfetto per il calcio italiano. Ariete.

    Voto 5: Fox Sports Latinoamerica. L’unico difetto (che non è piccolo e ad un semplice appassionato neutrale può infastidire) sta nella sfacciata partigianeria nei confronti delle squadre argentine che si riflette anche nella scelta del migliore in campo (es. Ponzio in San Jose-River 2-0). Con tutto il rispetto per Borghi, le telecronache sono impeccabili e anche gradevoli (studio lingue quindi unisco l’utile al dilettevole), copertura perfino eccessiva (3 telecronisti e 2 bordocampisti per un incontro non proprio di cartello come Wanderers-Palestino). Chapeau.

    Voto 4: Brahian Aleman. Non pervenuto nelle prime tre gare, ha vinto praticamente da solo a Medellin. Giocatore tecnicamente molto interessante (aveva fatto bene anche con Arsenal nella scorsa stagione) ma abbastanza discontinuo e poco incline al gioco di squadra. Apprezzato da Tabarez, potrebbe strappare in extremis la convocazione per la Copa America. Folletto.

    Voto 3: Omar Perez. In questo momento a me ricorda l’ultimo Riquelme: piedi buoni, maestro nei calci da fermo, ma poche idee e zero corsa. Vistosamente calato rispetto a due anni fa, mi sembra anche un pochino ‘gordo’. Decaduto.

    Voto 2: Paulo Henrique Ganso. Non ho mai avuto una grande considerazione per questo calciatore, ma quello che in molti definivano l’erede di Kakà nelle ultime stagioni ha subito un’involuzione pazzesca. Sembra quasi ciabattare per il campo. Che non meriti il calcio europeo ormai è palese, ma se il giocatore è davvero questo a mio giudizio anche un posto da titolare nel Sao Paulo è troppo. Fantasma.

    Voto 1: River Plate. Onestamente non vedo grandi colpe individuali né particolari demeriti dell’allenatore, ma è scandaloso il fatto che una squadra reduce da un’annata trionfale che ha portato alla conquista di svariati trofei, non sia riuscita fin qui a vincere una sola partita. A parte il Danubio che ha comunque l’alibi di essere capitato in un girone di ferro, solo le tre squadre venezuelane sono nella stessa situazione del River. Vergogna.

    Voto 0: Conmebol. Nessuno pretende che il calcio sudamericano debba ‘europeizzarsi’, ma certe anomalie prima o poi devono essere risolte. Innanzitutto questa sorta di ‘comunismo’ calcistico mi sembra fuori luogo. Ci vuole un ranking Conmebol sul modello di quello Uefa che stabilisca in base a criteri meritocratici il numero di partecipanti per ogni paese: Venezuela (le cui squadre ogni anno collezionano figuracce in serie) non può avere lo stesso numero di squadre rispetto a Paraguay (due finaliste nelle ultime due edizioni). Le teste di serie devono essere le più forti senza badare alla nazionalità, altrimenti vengono fuori gironi di ferro: San Lorenzo detentore del trofeo ha pescato due brasiliane, mentre Boca qualificato grazie al preliminare si è ritrovato in un gruppo soft perché Zamora era testa di serie. Gli accoppiamenti degli ottavi devono essere stabiliti per sorteggio e non in questo modo, altrimenti c’è il rischio di ‘scegliersi’ le avversarie. Fra l’altro il tabellone sarà tutt’altro che definitivo, perché se due squadre dello stesso paese approdano in semifinale si affronteranno tra loro per regolamento. Ma la maggiore assurdità a mio avviso è quella di interrompere per due mesi la competizione fra i quarti e le semifinali (ormai sta diventando una – triste – consuetudine, è accaduto lo scorso anno, accadrà il prossimo), penalizzando in questo modo le squadre più in forma (come si verificò con Defensor nella scorsa edizione) e quelle che hanno giocatori con scadenza di contratto al 30 giugno (vedi Bolivar, anno precedente: ma Ferreira con era Osvaldo…). Arruffoni.

  • giovanni

    Ciao Francesco Madeo bentornato,
    mi dispiace per l’articolo a cui fai riferimento sinceramente credo si sia trattato di un equivoco
    ma comunque meglio mettere da parte il rancore per il passato e voltare pagina,
    mi sembra più doveroso ringraziare la persona che ha risposto al tuo commento se non sbaglio è il fondatore del sito cerca di essere un pò misurato nei giudizi sulla redazione
    e chi lavora.
    Sono spariti alcuni commenti che dovrebbero in teoria apparire ma evidentemente non si vedono più perchè contenevano spam che la nuova piattaforma ha stroncato.
    I caratteri li vedo più grandi o è un’impressione, meglio così
    facilitano la lettura di articoli e commenti.
    Accanto al tuo nick su Disqus dovrebbero apparire dei numeri quando ci sono nuove risposte ai tuoi commenti, se ho capito bene,
    infatti ne ho trovati 2
    numero che corrisponde alle tue ultime risposte in questo articolo.

    Per quanto riguarda la Libertadores
    mi sembri sfacciatamente di parte hai un cuore peruviano non puoi negarlo
    si vede nel voto alto attribuito a Guerrero ha segnato solo contro l’ultima del girone Danubio lasciato completamente libero dai difensori,
    Guerrero a livello di club tolto il torneo dell’amicizia non ha vinto nulla
    Pizarro è più forte di Guerrero confronta le loro carriere europee
    Farfan è più forte di Guerrero pur essendo il ruolo diverso milita ancora in Europa
    anche se non è più quello brillante di Psv ma nelle ultime qualificazioni ha segnato di più
    rispetto al tuo idolo,
    campione sorry.
    Vargas è più forte di Guerrero per quello che hanno dimostrato in passato vedi Copa America stesso livello siamo lì forse
    ma almeno il loco Vargas ha realizzato buone stagioni in Italia a Catania
    e la prima a Firenze prima di cadere nel baratro.
    Guerrero nessuno lo rimpiange in Europa
    solo tu che stai giustificando il suo comportamento poco etico
    Ti correggo ,
    se la nazionale peruviana avesse 2 attaccanti veri e più professionali e più attaccati alla maglia
    altro che Guerrero e l’attuale Pizarro
    allora forse potrebbe lottare per qualificarsi ai Mondiali
    oltre ad un centrocampista tipo Pogba
    e un difensore stile Baresi.

    Come fai a considerare Guido Carrillo inferiore a Guerrero?
    Ti sei dimenticato Milito, Bou in questa Libertadores hanno fatto sfracelli
    lo stesso Guerron ah ma tu sei antimessicano e anticuadoregno.

    Juan Aurich ,per non dipendere dal risultato di River Plate,
    è obbligato a vincere contro una squadra già qualificata (Tigres)
    sulla carta ha il cammino più agevole
    rispetto all’altra peruviana Sporting Cristal obbligata
    a vincere contro una squadra Guarani ancora in corsa che ha a favore 2 risultati su 3.

    Cassio (Corinthians) e Orion (Boca Juniors)
    sono i migliori portieri della Libertadores finora.
    Evidentemente guardiamo partite diverse,
    Gallese non è un portiere affidabile al 100%
    hai visto come esce male?
    Non ti eccitare nè arrabbiare per un paio di partite che il tuo River Plate
    non è riuscito a vincere per imprecisione dei suoi attaccanti
    Mora e Gutierrez eccoli qua gli errori individuali
    per non parlare delle papere di Barovero
    e le scelte tutt’altro che azzeccate di Gallardo sia nella formazione iniziale
    che nelle sostituzioni poco felici e sempre le stesse Mayada e Martinez
    dove sono i giovani interessanti della cantera come Boye, Driussi mi domando
    Simeone dopo il Sudamericano sub-20 già è sparito,
    Gallardo non ha il coraggio di schierare nemmeno il più esperto ma evidentemente “gordo”
    Cavenaghi.
    Per poco Gallese stava combinando la frittata nell’ultima gara contro San Jose,
    non mi sembra pronto per un campionato all’estero
    ma non è colpa sua se vi approda in anticipo
    se non della legge Bosman
    o colpa tua
    che lo sponsorizzi
    hai un futuro assicurato da agente auguri
    meriti 9
    riesci a piazzare chiunque all’estero complimenti
    meno per le tue pagelle 4
    mi hai rubato il mestiere
    grido vendetta chiedo i diritti del copyright,
    dico davvero non era il caso di aspettare
    almeno la fine della fase a gironi
    per avere un quadro più preciso con le valutazioni?

    Gallese dicevo,
    es. arrivando nel nostro campionato italiano

    seriamente
    rischia di ritornare subito nel mediocre campionato peruviano
    seguendo le orme di Forsyth ex Atalanta.

    Concordo su Paredes
    ma già l’avevo detto nei commenti precedenti,
    lui e Angelo Henriquez (Dinamo Zagagria)
    sono gli attaccanti cileni che meritano fino ad oggi di entrare nella lista dei 23
    per la Copa America,
    il problema che Sampaoli preferisce il falso 9,
    Vargas non è un centravanti puro
    da valutare poi le sue condizioni,
    Zarate ci ha ripensato ha rifiutato l’invito,
    indisponibile per problemi fisici anche Castillo.
    Paredes e nell’ordine
    Valdes mio pallino
    Barroso
    e Villar compongono i punti cardine di Colo Colo,
    senza dimenticare il prezioso inserimento di Baeza a centrocampo
    che all’inizio della Libertadores partiva come rincalzo,
    Suazo mi sembra in fase calante anche se ha cambiato posizione
    non è più quella prima punta dei bei tempi.

    Ti avevo spiegato in passato il meccanismo
    della Libertadores le teste di serie a rotazione per nazioni
    ogni 2 anni ricordi?
    Lamentarsi serve a poco ormai,
    tu vuoi un ranking di rendimento stagione per stagione,
    quello europeo non so fino che a punto sia proponibile,
    per correttezza andrebbe considerato
    dal 2004
    infatti fino ad allora
    quando vi partecipano ossia dal 1998 le 2 venezuelane erano inserite con le 2 messicane
    in un girone preliminare
    poi successivamente hanno allargato il numero da 2 a 3
    anche per le messicane
    cambiando la formula del preliminare
    aggiungendo poi anche la vincente della Copa Sudamericana ecc,

    Sul sorteggio poco serio stai dicendo le stesse cose
    che dico da una vita
    ci vuole il sorteggio regolare come avviene nella Champions League,
    inoltre la contemporaneità di tutte le partite delle ultime 2 giornate fase a gironi
    ovviamente in questo caso la massima copertura di Fox Sports che a te tanto piace
    va a farsi benedire.
    Telecronisti colombiani?
    Ok
    e i boliviani, ecuadoregni, paraguaiani, peruviani e venezuelani
    non meritano di avere anche loro dei telecronisti?
    Nessuno è capace ? Si fanno dei provini,
    come il nostro Compagnoni a Sky, all’epoca tele+.
    Ho seguito anche telecronache messicane su Fox Deportes
    e in portoghese dalla versione brasiliana,
    ma come fanno a dare il premio allo stesso miglior giocatore della partita,
    si mettono d’accordo con una telefonata le varie emittenti
    per la Libertadores
    o danno fiducia alla scelta del pubblico ?
    Che strana coincidenza.
    Aver dato il premio partita a Ponzio dimostra tutta la loro faziosità
    i telecronisti brasiliani e messicani che abbiano dato anche loro il premio a Ponzio
    sarebbe davvero il colmo,
    episodio che avevo segnalato nell’articolo relativo evidentemente durante il tuo periodo di assenza.

    Dal 2004 ad oggi il rendimento tra squadre venezuelane e boliviane
    considerate materasso siamo lì
    calcio nato tardi e ancora in evoluzione a livello di club per i primi
    problemi dirigenziali e di cantera per i secondi,
    per le peruviane leggermente meglio forse ma mica tanto come puoi notare.

    Migliori risultati

    quarti di finale Tachira (2004) Caracas (2009),
    ottavi di finale Caracas(2007)

    semifinali Bolivar (2014)
    ottavi di finale Bolivar (2012), The Strongest (2014),

    quarti di finale Real Garcilaso (2012)
    ottavi di finale Sporting Cristal (2004) Universidad San Martin (2009)
    Universitario e Alianza Lima (2010)

    Sporting Cristal concordo sul portiere Penny ma dove sono i giovani interessanti
    a parte il terzino sinistro sub-20 Cossio che ancora deve imparare a difendere e crossare
    per ora la nazionale maggiore è un sogno
    idem per Estrada anni 21 non è il padrone della fascia destra si alterna con Chavez.

    Revoredo over 30
    Cazulo over 30 (argentino)
    Lobaton over 30 l’unico accettabile
    Blanco over 30
    Pereyra over 30

    Avila anni 24 ( 0 gol nel 2015)

    Martinez 27 (argentino)
    Calcaterra 26 (argentino)

    hanno ingaggiato a parametro zero
    Rodriguez anni 31
    perchè non si fidano dei sub-20
    Abram, Bernaola,
    Rivas (ignorato dal ct Rivera al Sudamericano )

    il bomber del Sudamericano
    Succar ceduto a Cienciano

    Rimane solo Ballon anni 27
    l’unico dal rendimento regolare.

    Dove sono i giovani di valore?
    Non pervenuti
    Parli di gioco scintillante
    o meglio dici che è la squadra che ha raccolto meno di quanto meritasse
    non credo ,
    a mio avviso ha espresso un gioco noioso, lento e prevedibile
    da questo punto di vista mi sono più divertito
    al preliminare con Palestino
    e Tachira
    a grandi livelli ovvio conta più la concretezza
    e l’esperienza che manca a squadre giovani e poco attrezzate
    rispetto a Boca Juniors, Corinthians, Estudiantes, Sao Paulo.
    Orozco(Tachira) anni 24 ,stessa età di Avila,
    è stato premiato
    2 volte come miglior calciatore in Libertadores.

    Sporting Cristal squadra competitiva?
    Ho capito che sei simpatizzante della squadra di Lima,
    (oltre che di River Plate e della nazionale peruviana
    per via della maglia con la banda rossa capitolo a parte ovvio e rispetto le tue simpatie),
    e perchè non è riuscita a battere Tachira in 2 partite che così scarsa non è
    ha l’ultima chance con Guarani.
    Anche River Plate sulla carta era la più competitiva nel suo girone
    però in campo devi dimostrare di essere la più forte,
    pensa se al posto di Tachira ci fosse stato
    una squadra con più blasone Cerro Porteno che
    come le peruviane in difetto non ha mai vinto la Libertadores
    e quest’anno ha cambiato anche allenatore esonerato Astrada
    non è riuscito a convincere Riquelme che ha dato l’addio al calcio.
    Allora quante speranze avrebbe avuto Sporting Cristal
    con la presenza di un’altra paraguaiana nello stesso girone?
    Bah.

    Mineros aveva illuso con il bel pareggio 2-2 in casa di Huracan
    matematicamente è l’unica venezuelana ancora in corsa
    campione di Apertura 2013 vero
    ma è un problema già menzionato
    che riguarda anche
    le squadre di Uruguay stagione 2013/ 2014 e non solo
    bisogna considerare solo lo scorso anno come in Brasile
    altrimenti c’è e ci sarà sempre disparità tra le altre squadre sudamericane,
    alla fine la soluzione più equa
    tutte le nazioni devono avere lo stesso numero di partecipanti
    poche ma buone
    non importa la quantità bensì la qualità,
    ovvio che sulla carta brasiliane
    e argentine partono sempre favorite e sarà sempre così.

    L’aggettivo “carneade” su giocatori almeno maggiorenni,
    ma l’età è relativa bisogna avere coraggio a lanciare i giovani,
    Aguero a 17 anni era titolare in Primera argentina,
    dipende certo dalla qualità,
    sulla carta preferisco il giovane anzichè un veterano che ha ben poco da dire
    a meno che non sia un fenomeno,
    ovviamente i giovani sul campo devono dimostrare il proprio valore,
    Murillo è senza dubbio il più talentuoso e promettente venezuelano
    altro che i peruviani sub-20 finora,
    deve solo disciplinarsi di più altrimenti diventa antipatico come Balotelli
    e Guerrero.
    Per Zamora oltre a Falcon non c’è più il trequartista Pedro Ramirez ( Sion)
    nè il centrale Espana (Apollon Limassol)
    oltre al tecnico l’attuale ct della Vinotinto
    Sanvicente il più vincente in ambito locale 8 trofei
    in una bacheca
    da far invidia ai precedenti ct Farias zeru tituli
    e Paez 2 oltre alla Copa Colombia con Millonarios.

    Palestino è sembrata troppo una squadra offensiva?
    Purtroppo ha un pò snobbato la Libertadores,
    se guardi le formazioni mai la stessa
    il tecnico Guede ha dato la precedenza alla Copa Chile
    che gli avrebbe garantito la partecipazione alla prossima Copa Sudamericana
    ma i suoi ragazzi hanno perso la finale contro Universidad de Concepcion.
    Altra cosa la Copa Chile = 1 posto in Sudamericana
    la Copa do Brasil = 1 posto in Libertadores.
    2 pesi e 2 misure,
    grazie Conmebol.

    San Jose squadra competitiva in casa?
    Ha vinto solo la prima partita contro i presuntuosi di River Plate,
    pareggio contro Juan Aurich in un match non difficile
    e pensa che i boliviani
    contro una squadra mista di Tigres hanno perso in casa,
    il mito dell’altura è andato a farsi benedire.
    Sottovaluti Tigres per me può imitare almeno il cammino di Tijuana
    allenato da Mohamed in cui il colombiano Riascos fallì dal dischetto
    avrebbe raggiunto le semifinali e invece nulla.
    Io spero nella professionalità dei calciatori di Tigres
    poi si può vincere pareggiare o perdere ma giocando seriamente
    non regalando la partita, il presidente di River
    deve pagare i calciatori di Tigres per vincere
    con la promessa di ingaggiare un paio di calciatori
    sai come i messicani scenderebbero in campo affamati seppur qualificati ?
    Per evitare biscotti o partite regalate già in partenza,
    bisogna prevenire.

    Buona serata!