Libertadores 2014 – Niente impresa per il Bolívar, il San Lorenzo vola in finale!

Un tifoso quantomeno pittoresco all'Hernando Siles
Un tifoso quantomeno pittoresco all’Hernando Siles

Mai sconfitta fu più indolore, per i tifosi del San Lorenzo, come quella di ieri notte. A La Paz, infatti, è il Bolívar a prevalere per 1-0, ma sono gli altri a festeggiare. Grazie al 5-0 dell’andata, il Ciclón, per la prima volta nella sua storia, raggiunge la finale della coppa più importante del Sudamerica ed è ora a un passo dal mettere la parola “fine” a quell’ossessione chiamata “Libertadores”. Una storia incredibile quella del San Lorenzo – meravigliosamente raccontata da Stefano Borghi nel suo libro “La squadra del cuore di Papa Francesco” – giunta ora a uno dei capitoli più emozionanti.

Nonostante la sconfitta per 5-0 della gara d’andata, a La Paz non perdono la speranza e sono tutti carichi per un’impresa all’apparenza impossibile. Quando avevano acquistato il biglietto, i 40.000 hinchas boliviani si aspettavano un appuntamento con la storia meno proibitivo, ma lo spettacolo a cui danno vita all’Estadio Hernando Siles è letteralmente mozzafiato e quasi fa venire voglia di fare il tifo per il Bolívar. Sono commoventi i tifosi dell’Academia, che cantano ininterrottamente per tutti i novanta minuti, anche quando l’ultima speranza di fare l’impresa è svanita da un pezzo. Il Bolívar ci crede e, subito dopo il minuto di silenzio in memoria di Julio Grondona, comincia ad attaccare. I boliviani pressano alto, corrono su ogni pallone, non disdegnano i falli intimidatori e ad ogni fallo subìto chiedono il cartellino, cercando di mettere pressione anche all’arbitro. Al 5′ arriva anche la grande occasione per dare il via alla rimonta, con Capdevila che scheggia la traversa subito dopo aver saltato mezza difesa azulgrana. Dopo un inizio complicato, però, il San Lorenzo – che comunque non si era fatto mettere sotto più di tanto – comincia a gestire la partita, forte del larghissimo vantaggio ottenuto in quel di Buenos Aires. E così la partita scorre senza troppi sussulti fino al 91′, quando Yecerotte gonfia la rete con una straordinaria girata al volo. Un gol inutile, ma che non impedisce agli splendidi tifosi boliviani di esultare come fosse la rete che riapre i giochi. Il Bolívar esce a testa altissima dalla Copa Libertadores, mentre il San Lorenzo si appresta a vivere le due settimane più importanti della sua esistenza. Il sogno di quella coppa vista sempre alzare dalle altre grandi d’Argentina dista adesso solo 180 minuti. Tre volte il Ciclón si era fermato in semifinale (1960, 1973 e 1988), mentre nel 2008, dopo aver superato il River negli ottavi in una maniera tanto rocambolesca da sembrar presagire la vittoria finale, fu costretto ad arrendersi ai futuri vincitori della Liga de Quito. L’allenatore di quella Liga de Quito era Edgardo Bauza, che oggi vuole ripetersi, a distanza di cinque anni, sulla panchina del San Lorenzo. E il Ciclón arriva a questa finale da favorita, trovandosi di fronte l’unica squadra – il Nacional di Asunción – che gli potesse permettere di giocare la gara di ritorno in casa. Infatti, all’ultimo atto di questa Libertadores si trovano di fronte le due squadre che hanno collezionato meno punti nella fase a gironi e che occupavano quindi le ultime due posizioni nel raffronto tra le squadre qualificate alla fase ad eliminazione diretta. Il San Lorenzo sembrava destinato a dire addio alla Copa già a marzo, quando, alla vigilia dell’ultima giornata della fase a gironi, si trovava ultimo con soli 5 punti all’attivo. La qualificazione agli ottavi è arrivata attraverso la differenza reti, grazie al decisivo gol del 3-0 di Ignacio Piatti segnato solo all’89’, nella sfida contro il Botafogo. Del resto, la storia del Ciclón non è come le altre, ma un continuo alternarsi di costruzioni e distruzioni, di trionfi e disastri. Nel 2007 – volendosi soffermare solo sugli ultimi anni – il San Lorenzo saliva campione d’Argentina, per poi arrivare a un passo dalla retrocessione solo nel 2012. Quindi, nel marzo del 2013, l’elezione di Papa Francesco, che subito dichiara di avere una seconda fede, quella nel San Lorenzo. A fine anno arriva un nuovo trionfo in campionato, quindi la cavalcata in Libertadores. Sembra davvero l’anno buono per il Ciclón. Ogni cosa – tumore di Corréa a parte – sembra pendere a favore del San Lorenzo. La Copa Libertadores è pronta ad arrivare a Boedo.