L’altro lato di Osvaldo: dopo i gol, le prime polemiche

imageVivere col mito della rock star per poi diventarne una davvero. È quello che è successo a Pablo Daniel Osvaldo, attaccante col vizio del gol e della lingua lunga, che in Argentina si è trasformato in un vero e proprio fenomeno mediatico. Non che El Loco – come è stato recentemente ribattezzato dal suo allenatore Arruabarrena – fosse disabituato a far parlare di sé, spesso per faccende che non riguardavano strettamente il campo da gioco. Ma la fama che – a modo suo – si era guadagnato in Italia è nulla in confronto alla popolarità che ha assunto da quando è tornato in patria. In Argentina, le vicende legate a Osvaldo e a sua moglie, l’attrice Jimena Barón, riempiono giornali e televisioni da ormai due mesi. Così che, una volta per una presunta festa a luci rosse, una volta per una terribile aggressione ai danni della sua compagna, il nome di Osvaldo sia sempre al centro delle cronache.

Osvaldo, dunque, è diventato una vera e propria star. Il ruolo gli si addice e, a giudicare dal personaggio e della stima che ha di sé stesso, difficilmente gli darà fastidio. Ma, per quel che sta facendo vedere in campo, Osvaldo si sta meritando ampiamente questa ondata di popolarità. I numeri, che non sbagliano mai, parlano chiaro. Sette partite giocate, sei gol. Tre in campionato e tre in Copa Libertadores. Squadra in salute, pubblico che lo ama e lui che ricambia, a colpi di mitraglietta, ogni volta che gonfia la rete. Per completare il personaggio complesso che tutti conosciamo mancava solo una cosa: le polemiche. Ed ecco le prime, in sorprendente ritardo, arrivate solo domenica scorsa. È il 29esimo del primo tempo quando Osvaldo si allaccia in area di rigore con il capitano dell’Estudiantes Desabato. Finita l’azione, i due continuano a beccarsi, finché Osvaldo, con l’eleganza che lo contraddistingue, strappa dei fili d’erba dal prato della Bombonera e li offre a Desabato, non prima di avergli detto “come pasto, burro” (“ecco il tuo pasto, asino”). Verranno ammoniti entrambi, ma la vicenda non si chiuderà lì, anzi. Nel post, Osvaldo riconoscerà di aver sbagliato, ma dirà di aver agito in quel modo solo dopo aver sentito degli insulti rivolti da Desabato a sua moglie. Chiamato anche lui a dire la sua, il capitano del Pincha prima nega quanto detto da Osvaldo (“Non ho insultato sua moglie, non la conosco”) e poi rincara la dose: “Osvaldo è un pessimo esempio per i giovani, ed è un cretino. È un buon giocatore, anche se non un crack, però è anche un cretino”. Polemica finita? Ovviamente no. Osvaldo ha voluto rispondere ancora, dando dell’ipocrita a Desabato e ricordandogli degli episodi che lo videro coinvolto con Buonanotte (“Se dai dell’assassino a un ragazzo che ha avuto una tragedia sei una brutta persona”) e Grafite (a cui Desabato diede del macaco). Lecito, adesso, aspettarsi una nuova replica da parte del difensore.

Ma Leandro Desabato non è l’unico nemico che si è fatto Osvaldo in questo suo primo mese e mezzo al Boca. L’attaccante si è infatti scontrato anche con Toti Pasman, giornalista sportivo non nuovo a polemiche sanguinose. Memorabile, infatti, il suo battibecco con Maradona, il quale, dopo che Pasman aveva duramente criticato la sua guida tecnica per tutto il girone eliminatorio a Sudafrica 2010, si rivolse al giornalista, a qualificazione raggiunta, dicendo “Vos también Pasman, vos también la tenes adentro” (“Anche tu adesso ce l’hai dentro”, e su cosa avesse dentro lascio immaginare). Nella trasmissione Show de Fútbol, Pasman, che già aveva condannato la “sovraesposizione mediatica”, come l’ha chiamata lui, a cui è sottoposto Osvaldo, ha definito l’attaccante un “canchero”, ovvero un arrogante, uno che crede di valere molto di più di quanto vale realmente. Quindi, ha iniziato a leggere la classifica dei marcatori del campionato, dicendo “Ci sono tredici giocatori che hanno segnato più di Osvaldo, perché non si parla anche di loro?”. Alla trasmissione è quindi intervenuto, per telefono, lo stesso Osvaldo, che quando ha sentito Pasman parlare della campagna di marketing che lo vedrebbe coinvolto ha voluto dire la sua: “Scusami ma non ho capito. Mi stai dicendo che sei gol in sette partite sono marketing?”. “Chiedo solo che la stessa importanza che si dà ai tuoi gol la si dia a quelli di Marco Ruben, che ha fatto sette gol in sette partite”, ha replicato il giornalista. Pronta la risposta di Osvaldo: “Siete voi che non parlate dei gol di Marco Ruben, mica io”. E qui, anche per Pasman, è stato impossibile dargli torto.