Il River Plate batte un colpo: 2-1 al Santa Fe, vinta la Recopa

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Dopo un 2015 tutt’altro che facile, soprattutto sul finire della stagione, il River Plate riparte bene in questo secondo semestre del nuovo anno. Nonostante diverse difficoltà extra campo, legate soprattutto a fattori di natura economica, i Millonarios mettono in bacheca la Recopa Sudamericana. Dopo lo 0-0 di Bogotá, in cui le emozioni non si sono nemmeno fatte sentire, il ritorno in Argentina è stato un match più godibile ed apprezzabile. Merito anche del Santa Fe, obbligato a giocare per segnare, e ben disposto in campo da Gustavo Costas. Per il River Plate è il primo trofeo del 2016, che va a riempire una bacheca già molto intasata per le vittorie degli ultimi due anni.

LA MANO DEL MUÑECOSono contento per aver vinto questo trofeo. E’ un bel segnale verso i nostri tifosi“. E’ questo l’esordio di Marcelo Gallardo in conferenza stampa, pochi minuti dopo la fine della premiazione. Il River vince la sua seconda Recopa in un biennio scarso, e l’allenatore argentino continua il suo viaggio per entrare stabilmente nella storia di questo club. Sotto la guida del Muñeco, la Banda ha vinto praticamente tutto: una Libertadores, una Sudamericana, una Suruga Bank e la doppia Recopa 2015-2016. All’appello manca solo il mondiale per club, ma è una defezione che ci può stare visti gli enormi obiettivi centrati recentemente. “Psicologicamente partivamo svantaggiati – ha continuato Gallardo – avevamo l’obbligo di vincere, ed avercela fatta ci permette di fare un passo ulteriore verso la maturazione mentale, cosa che ci è mancata lo scorso semestre“. Ciò a cui si riferisce Gallardo è la reazione allo smantellamento della squadra che nel 2015 aveva dato spettacolo, con la cessione di tutti i big, completata in questa sessione. Dei volti nuovi, in campo, ieri sera si sono visti solo Moreira e Mina, con Larrondo confinato in panchina e Lollo ancora indisponibile.

LA CARTA ALARIO – Lucas Alario è la scoperta probabilmente più clamorosa del River Plate sotto la gestione Gallardo. E’ del Pipa il gol che di fatto chiude i conti, ad inizio ripresa, su assist di Maidana, bravo a lavorare un pallone sporco servendolo all’ex Colon. Alario è stato spesso criticato, e ultimamente aveva preso piede un paragone con Calleri, nato da un noto media argentino che ha poi creato un vero e proprio seguito. Gallardo stravede per lui, che lavora in silenzio e si sacrifica molto. Dopo tre minuti è lui a gestire bene una palla sulla trequarti, attendendo l’arrivo di Martinez; il Pity trova l’imbucata giusta per Driussi che fa 1-0, giustiziando l’incolpevole Zapata. Mentre i Cardenales tentano la reazione, i Millonarios sfiorano il raddoppio un paio di volte, ma ad inizio ripresa gestiscono male un disimpegno regalando ad Alario il gol del 2-0. Pochi istanti dopo accorcia le distanze Salaberry, ma la rete del colombiano serve solo ad alimentare false speranze in casa Santa Fe. Il River, con Mora, potrebbe dilagare, ma la Pulga – sebbene più lucida vista l’entrata in campo nel finale – si divora la palla buona per chiudere i giochi anzitempo. Ma poco male: al fischio finale il Monumentál può festeggiare ugualmente.