I giovani più giovani

Si sentono spesso dire, agli appassionati di calcio europeo, frasi come «In Sudamerica i giovani esordiscono prima, quindi maturano prima dei calciatori europei», oppure «Quello a 18 anni è già titolare fisso, in Italia non accadrebbe mai!». Queste frasi si basano su un dato di fatto: i calciatori sudamericani vengono fatti giocare ad alti livelli già da ragazzi, e questo comporta una crescita più rapida. Ma, allo stesso tempo, aumenta i rischi di “bruciare” un giocatore per un esordio troppo precoce, o per aspettative riposte con troppa fretta in un talento ancora in via di sviluppo. Di seguito passiamo in rassegna alcuni casi di debuttanti imberbi nella storia del calcio sudamericano: i giovani più giovani.

Baldivieso con la maglia dell'Aurora. Foto STR/AFP/Getty Images
Baldivieso con la maglia dell’Aurora. Foto STR/AFP/Getty Images

Qualche anno fa, fece notizia il debutto del giovanissimo boliviano Mauricio Baldivieso, figlio del celebre ex calciatore Julio César Baldivieso. Il 19 luglio 2009 è mandato in campo dal padre, allenatore dell’Aurora, all’80º minuto di La Paz – Aurora, giocata nello storico stadio Hernando Siles. Il giovane Mauricio ha quasi 13 anni (è nato il 22 luglio 1996) e il numero 10 sulle spalle. Chissà cosa avrà pensato Ronald Rodríguez Cabrera, ventenne chiamato fuori per far entrare il giovinetto: forse «ma come, ho solo 20 anni e già mi rimpiazzano con uno più giovane? Devo già pensare a dove andare a finire la carriera?». Un ragazzetto tra gli uomini, professionisti più o meno affermati, ma comunque pagati per fare il «lavoro del calciatore», tra i più bizzarri al mondo. Lui, al lavoro forse non ci pensa ancora. Conosce un pallone, gli scarpini e il campo, ma a 13 anni il calcio è sempre un gioco, e non una fonte di reddito. Un caso di nepotismo? Di sicuro è ciò che hanno pensato i dirigenti dell’Aurora, che hanno esonerato Julio César Baldivieso. Mauricio ha invece continuato a giocare, anche se non con regolarità, e adesso veste la maglia del Nacional Potosí.

Chi ha 16-17 anni trova poco spazio nella nostra lista. Già troppo vecchio, sorpassato. Per citare alcuni nomi noti – tralasciando quelli arcinoti di Pelé e Maradona – si aggiungono all’elenco dei supergiovani Sergio Agüero, più precoce debuttante in Primera argentina dei tempi recenti (e capirete più avanti il perché di questa precisazione) con 15 anni e 35 giorni, e Radamel Falcao García, noto solo come “Falcao”, che a 13 anni e 112 giorni esordì in seconda serie colombiana: adesso rompe le reti di tutta Europa ed è uno dei centravanti più noti del pianeta.

Nicolás Millán
Nicolás Millán

In Ecuador è José Cevallos Enríquez a detenere il primato di più giovane esordiente dal 1983 a oggi, con i suoi 16 anni e 12 giorni; in Cile si scende ancora: qualcuno forse ricorderà della notizia, apparsa anche in Italia, del debutto di Nicolás Millán, che a 14 anni e 9 mesi fece il suo ingresso in campo durante Colo-Colo – Santiago Wanderers, il 10 settembre 2006. Fernando Rafael García, peruviano, ha fatto ancora meglio: vestì la maglia del Juan Aurich il 19 maggio 2001 nella partita contro l’Estudiantes de Medicina, e non aveva che 13 anni (nato il 21 giugno 1987). Il più giovane debuttante in Libertadores è invece Diego Suárez del Blooming, che il 31 gennaio 2007 scese in campo a 14 anni, 3 mesi e 25 giorni contro il Santos. Andando più indietro nel tempo, invece, è da ricordare il caso di Hugo Villamide, uruguaiano che debuttò nel 1943 con lo Sportivo Miramar: caso un po’ dubbio, visto che le cronache dell’epoca lo segnalano 14enne, mentre quando andò a giocare in Spagna, qualche anno dopo, dichiarò di essere nato il 26 marzo 1931. José Benincasa, grande campione uruguaiano degli anni ’10 e ’20, esordì anch’egli a 14 anni nel River Plate di Montevideo, così come Ricardo Ortiz nel Defensor.

Veniamo ora al caso meno noto, e forse il più interessante: si tratta infatti del primato assoluto per quanto riguarda il calcio sudamericano, ma non è mai menzionato da alcuna fonte moderna. È assai diffusa la convinzione che il giovane Baldivieso sia in assoluto il debuttante più giovane della storia dei tornei di massima serie: questo è vero solo se consideriamo i tornei professionistici. In Argentina, infatti, si registra un esordio ancora più precoce: quello di Clementino Pedro Fernández. Nato nel 1902 a Buenos Aires, il giovanissimo attaccante del San Isidro fu chiamato, per emergenza, a integrare i ranghi della prima squadra contro l’Estudiantes di Buenos Aires, il 23 novembre 1913. Aveva al massimo 11 anni. Si tratta di un record assoluto: e anche se, come sostengono alcune fonti, fosse nato nel 1901, sarebbe comunque il detentore del primato, in quanto non poteva avere più di 12 anni. La Primera argentina era ancora dilettantistica. Dopo il debutto Fernández riprese a giocare nel settore giovanile, per poi ritornare anni dopo tra i “grandi” con San Isidro, Temperley, Lanús e River Plate; morì nel gennaio 1948. Una storia di calcio poco nota, sicuramente sconosciuta a gran parte del mondo «calciofilo». E per questo ancora più preziosa.

Fonti e ringraziamenti: Última Hora, Raúl Ramírez, Sergio Lodise, Víctor Kurhy, CIHF.

  • Francesco Madeo

    Ciao, è sempre un piacere leggere i tuoi articoli…
    Rispetto ai campionati europei, in SudAmerica c’è anche il rovescio della medaglia: nelle serie minori ma anche nei massimi campionati di Bolivia, Ecuador, Peru si possono trovare molti giocatori di 40 e più anni, praticamente assenti in Europa.
    Un caso di “nepotismo”, come per Baldivieso, potrebbe essere avanzato in qualche modo per Cevallos. Se non vado errato, il padre (José Cevallos, portiere della storica vittoria nella Libertadores) militava ancora nella LDU ai tempi del debutto del figlio. Effettivamente, nelle giovanili bianconere non ha fatto vedere nulla di straordinario…
    Ottimo lo “scoop” finale, anche se non si potrà mai parlare con certezza di record assoluto, in quanto è praticamente impossibile reperire i dati di tutti i tornei non professionistici, specie quelli risalenti agli albori del calcio…

  • Marco Maioli

    Intervengo su Cevallos: non penso si possa parlare di nepotismo, parliamo di un classe ’95 che nella LDU Quito ha fatto meglio di alcuni compagni ben più esperti e titolati. E ha comunque segnato 9 gol, senza essere una punta, prima di compiere la maggiore età. Magari non sarà da Juventus, però non lo si può ridurre a “raccomandato”.

  • http://futbolistasseleccionperuana.blogspot.com Andrea Ridolfi Testori

    Ringrazio Francesco per il commento. Preciso solo che lo scoop non è “mio” ma delle persone che ho ringraziato alla fine dell’articolo: io ne sono venuto a conoscenza grazie a loro e l’ho condiviso con i lettori di questo sito.

    A.R.T.