Guida al Brasileirão 2015 – Minas Gerais e Rio Grande do Sul

La rivoluzione di Belo Horizonte, la disparità di Porto Alegre: eccoli, altri due temi che caratterizzano l’avvicinamento al quarantacinquesimo Brasileirão della storia. Cruzeiro e Atlético Mineiro si sono spartiti gloria e titoli negli ultimi due anni, ma hanno lasciato partire i loro principali punti di forza. L’Internacional cerca di rompere un tabu che dura da quasi 4 decenni, ma ha la Libertadores come ossessione principale. Più defilato il Grêmio, in fase di contenimento dei costi.


CRUZEIRO

Cruzeiro EC 4-2-3-1 football formation

Poco da aggiungere a quello che il campo ha sentenziato negli ultimi 24 mesi: due titoli nazionali vinti senza discussioni, a riempire una bacheca vuota dal 2003, e una sensazione di superiorità inedita per gli standard brasiliani. In panchina c’è ancora Marcelo Oliveira, il tecnico più longevo su una stessa panchina con i suoi 2 anni e 4 mesi. Però se ne sono andati i due protagonisti principali del bicampeonato: Everton Ribeiro è stato attratto dai petroldollari dell’Al Ahly, Ricardo Goulart dagli yuan del Guangzhou Evergrande. Senza contare l’addio della stellina Lucas Silva, volato al Real Madrid. Funziona così, laggiù: l’importante è saper sopperire alle perdite. Come ha cercato di fare la Raposa, con gli innesti stranieri di Riascos (fin qui non pervenuto causa infortunio) e de Arrascaeta, già idolo a suon di golaços. Dietro, ecco Paulo André a rimpiazzare lo sfortunato Dedé. E poi il laterale Fabrício e l’ex udinese Willians, dall’Internacional. Manca un altro trequartista, obiettivo dichiarato della dirigenza. La rivoluzione ha coinvolto anche l’attacco, ora sulle spalle di un Leandro Damião intenzionato a dimenticare al più presto le ultime, disastrose stagioni. Al contrario di un club a cui, ultimamente, gira tutto per il verso giusto.


ATLÉTICO MINEIRO

C Atlético Mineiro 4-2-3-1 football formation

Dopo anni di secche, dal 2012 ha sciolto le briglie: secondo posto in campionato, poi trionfi in serie in Libertadores, Recopa e Copa do Brasil. Nonostante un continuo cambiamento di pelle, proprio come i rivali del Cruzeiro. Ronaldinho, Tardelli e Bernard non ci sono più: il nuovo condottiero si chiama Lucas Pratto, il cammello ex Genoa e Vélez Sarsfield, il migliore in Argentina nel 2014 argentino e immediatamente a proprio agio nella nuova avventura brasiliana. Proprio lui ha deciso il clássico contro la Raposa, nella semifinale del Mineirão: due centri e rimonta per il 2-1 qualificazione. Il torneo, poi, gli uomini di Levir Culpi lo hanno conquistato. Ma non è che un antipasto per portate ben più succulente: il campionato, ma anche la Libertadores, in cui il Galo ha trovato l’accesso agli ottavi per il rotto della cuffia e ora si gioca i quarti contro l’Internacional. Con Pratto, gli altri punti di forza sono il nazionale Víctor, convocato alla Copa América, il robusto Leonardo Silva e il peperino Luan, corsa e fantasia al servizio dei compagni. E occhio a , di nuovo abile e arruolabile dopo un anno di angustie e autore del gol decisivo per smontare in finale il giocattolo Caldense.


 

INTERNACIONAL

SC Internacional 4-2-3-1 football formation

Il campionato nazionale non arriva dal 1979, ma qui sembra interessare a pochi. Perché, come suggerisce il nome, il club ha una vocazione prettamente internazionale. Specialmente dagli anni Duemila in poi. Lo conferma l’ennesima qualificazione alla Libertadores, con la possibilità concreta di approdo ai quarti dopo il 2-2 dell’andata degli ottavi nel derby con l’Atlético Mineiro. Lo conferma la scelta di puntare ancora su elementi esperti e stranieri: l’ultimo è Lisandro López, l’ex Porto e Lione, arrivato per ritagliarsi uno spazio accanto al connazionale D’Alessandro, all’Inter dal 2008. Ma parla spagnolo pure l’allenatore: Diego Aguirre, 49 anni, 4 presenze da giocatore con la Fiorentina (1988), finalista della Copa nel 2011 col Peñarol. Ha dovuto fare i conti con qualche infortunio di troppo ma si è subito preso il campionato gaúcho, battendo in finale il Grêmio. Gli obiettivi veri, però, sono altri. L’uruguaiano proverà a raggiungerli con la leadership del Cabezón, con l’esperienza di Nilmar, di Réver, di Nílton, di Alex, con la presenza in campo del cileno Aránguiz e del fido Freitas. Gente da Libertadores. Appunto.


GRÊMIO

Grêmio FBPA 4-2-3-1 football formation

Se il lato colorado di Porto Alegre ride, quello tricolor trattiene a stento qualche lacrimuccia di frustrazione. L’arrivo in corso d’opera di Felipão Scolari, a metà 2014, ha risvegliato la squadra ma non ha portato la qualificazione alla Libertadores. Costringendo il nuovo presidente del club, Romildo Bolzán jr., dirigente attento ai conti, a stringere i cordoni della borsa. Il risultato è una rosa formata da elementi di seconda scelta, poco impegnativi da mantenere e al contempo poco adatti a un club deciso a raggiungere risultati immediati. Quale non è il Grêmio, proiettato a un’opera di risanamento delle finanze. Scolari c’è ancora, Barcos no: il Pirata ha preso la via della Cina come Marcelo Moreno, di rientro dal Cruzeiro dove nel 2014 s’è rilanciato. A prendere il posto dei due, il gigante uruguaiano Braian Rodríguez, arrivato dal Betis e omonimo di due vecchie conoscenze italiane: Matías, ex Samp, e Cristián, il Cebolla rimasto per poche settimane a Parma e subito ko come Ramiro (6 mesi di stop per quest’ultimo). I punti fermi? Il nazionale Marcelo Grohe, il forte centrale Rhodolfo, l’ex promessa Giuliano. Fanno ben sperare i giovani: l’ultimo è il mancino Lincoln, 16 anni di qualità, nel giro dell’Under 17.

  • Manuel

    Tutte credo saranno protagoniste di questo campionato,il cruzeiro dominatore assoluto degli ultimi anni ha ancora una buona squadra ma sono partiti in troppi per non risentirne, l’atletico idem anche se ha avuto meno uscite importanti rispetto ai campioni in carica,ma lottare al vertice lo faranno, mentre vedo meglio l’internacional rispetto al gremio. Per me i rossi del rio grande do sul sono la favorita per il titolo anche se è difficilissimo sempre fare i pronostici per le tantissime partite,infortuni,cessioni in estate ecc ma ad ora hanno un ottima squadra molto completa a differenza dei cugini che secondo me dopo la cessione di barcos sono carenti in attacco(e già lo scorso anno segnavano veramente pochissimo).