Festa Verde nel Brasileirão: il Palmeiras è campione!

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Veloso, Claudio, Zago, Clebér, Wagner, Cesar Sampaio, Flavio Conçeição, Zinho, Rivaldo, Edmundo, Evair. Era il 1994 quando il Palmeiras, allora allenato da Wanderlei Luxemburgo, vinse il suo ultimo Brasileirão. Erano i tempi della forte impronta italiana sulla parte verde di San Paolo, quando la FIAT dislocava lavoro e lavoratori in terra brasiliana e la scritta del colosso torinese campeggiava sulle maglie del Verdão.

Ventidue anni dopo il Palmeiras torna lassù, e lo fa da squadra matura e conscia di essere – probabilmente – una delle migliori squadre del continente in questo preciso momento storico. Il nono titolo arriva al termine di una stagione lunga e faticosa, in cui la squadra di Cuca ha dovuto fare fronte a diversi momenti complicati, sempre superati abilmente grazie alla coesione del gruppo e allo spirito di squadra, fattori che hanno inciso in maniera fondamentale sulla marcia trionfale culminata con la vittoria di ieri sera sulla Chapecoense. In questo ventennio, dalle parti di Rua Palestra Itália, se ne sono viste tante: dalle innumerevoli stagioni anonime, fino alla retrocessione del 2011 con la pronta risalita nell’anno successivo, fino alla vittoria in Copa do Brasil dello scorso anno.

L’ARCHITETTO VERDE – Alexi Stival è un tipo schivo e poco incline alle telecamere, ma in campo non lascia nulla al caso. Cuca – questo l’apodo, il soprannome, del tecnico alviverde – è l’artefice della rinascita di un Palmeiras nel quale è tornato ad aprile dello scorso anno, rientrando dall’avventura cinese allo Shandong Luneng. Dopo averci militato da giocatore, Cuca è tornato alle origini forte di una carriera da allenatore che lo ha portato a vincere la Copa Libertadores nel 2012 con l’Atletico-MG di Ronaldinho. “E’ uno dei momenti più belli della mia carriera – ha detto dopo i festeggiamenti di ieri sera – i ragazzi hanno giocato una stagione perfetta. Si meritano tutto questo“; ed in effetti c’è tanto di questo gruppo, che ha fatto quadrato attorno all’allenatore anche quando sulla testa della squadra piovevano critiche, ad inizio stagione. Soprattutto dopo l’uscita dalla Libertadores, in molti si chiedevano se fosse opportuno continuare con Cuca; gli scettici però sono stati presto zittiti dai risultati e soprattutto dai numeri, dato che il Palmeiras ha perso solo sei partite in tutto il campionato basandosi su una difesa rocciosa (la migliore del torneo) e sul talento dei suoi prodotti home made.

I PROTAGONISTI – Se Cuca è la chiave del successo verde, i grimaldelli hanno diversi volti. Si va dai veterani Fernando Prass (infortunatosi sul finale di campionato ed entrato ieri sera per la passerella finale), Edu Dracena e Jean fino ai tanti giovani lanciati proprio dal tecnico di Curitiba. Il volto da copertina è ovviamente Gabriel Jesus, che Cuca ha perso in un paio di occasioni a causa della nazionale (impegnata prima in Copa America e poi nell’Olimpiade casalinga). Nonostante questo, la punta classe 1997 ha segnato 12 gol senza calciare nemmeno un rigore. Numeri a parte, Gabriel Jesus a 19 anni è stato uno dei trascinatori, ed è anche per questo che il Manchester City ha puntato molto su di lui. Palmeirénse di nascita, doveva andare in Inghilterra già in estate, ma al momento della negoziazione è stato tassativo: “Accetto solo se posso rimanere fino a dicembre: qui c’è da vincere un campionato“. Missione compiuta. Tra gli altri ragazzini terribili c’è Roger Guedes, un bel trottolino offensivo che in Europa piace a molti. Oppure Tchê Tchê, che di anni ne ha 24 ed è una mezz’ala brava ad abbinare qualità e quantità nelle due fasi di gioco. L’immediato futuro si chiama Copa Libertadores, per il secondo anno di fila: senza Gabriel Jesus, c’è da sperare che la squadra non venga smantellata.

LE ALTRE PARTITE – Flamengo e Santos staccano il pass per la fase a gironi di Libertadores 2017. Nello scontro diretto è il Mengão ad avere la meglio grazie ai gol di Guerrero e Diego, che sparano la squadra di Zé Ricardo al secondo posto. Nella zona calda non vince nessuno: nè l’Atletico-MG (sconfitto 2-1 dal San Paolo, ma comunque matematicamente al playoff Libertadores), nè la coppia composta da Atletico-PR e Botafogo, che nell’ultimo turno dovranno vedersi dall’assalto disperato del Corinthians (occasione persa per il Timão, bloccato in casa a reti bianche proprio dal Furação). Quasi fuori il Gremio, travolto 5-1 sul campo del Santa Cruz, che così si congeda dalla Serie A regalando una gioia al pubblico sempre piccante del Barradão. In coda vince l’Internacional, 1-0 al Cruzeiro (il gol Valdivia), e adesso in casa Colorado si aspetta e si tifa per il Coritiba, impegnato stasera contro il Vitoria.

BENTORNATO VASCO! – Dura solo un anno l’avventura nell’inferno della cadetteria per il Vasco Da Gama. La squadra diretta da Cristovão Borges batte 2-1 il Ceara grazie alla doppietta del centravanti Thalles, e – seppur con qualche difficoltà – all’ultimo respiro può festeggiare. Assieme ai cruzmaltinos festeggia anche il Bahia, sconfitto dall’Atletico-GO ma salvato dalla sconfitta inaspettata del Nautico. Avaí ed Atletico-GO completano la lista delle promosse.

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