Esclusiva CS, parla Petrosino: “L’Uruguay non delude mai. Ecco perchè ho scelto di lavorare qui…”

Claudio Petrosino
Claudio Petrosino

Ai microfoni di Calciosudamericano.it è intervenuto Claudio Petrosino, agente che opera prevalentemente in Sudamerica, con un particolare occhio all’Uruguay. Ne è nata un’interessantissima conversazione proprio sul calcio charrúa

Ciao Claudio. Partiamo dalla fine, ovvero dal tuo lavoro. Hai il piacere affiancare una vecchia conoscenza del calcio italiano come Marcelo Otero, oggi figura di spicco dell’Huracan, società che milita in Segunda Division. Com’è nata questa collaborazione?

Un saluto a tutti gli amici di calcio sudamericano, che seguo sempre con molto affetto. Con Marcelo il tutto e’ nato tramite un amico in comune, Omar Hernandez, che per me e’ un vero punto di riferimento al di la’ del calcio. Omar e’ stato allenatore storico delle giovanili del Nacional di Montevideo (colui che ha cresciuto e formato nelle giovanili del Nacional gente come Suarez, Lodeiro, Nico Lopez, Gonzalo Bueno, Martin Cauteruccio, Rolin) e attualmente si occupa, in Arabia Saudita, delle giovanili dell’Al Nasr di Ryhad. Attualmente con l’Huracan, grazie alla fiducia di tutti (anche grazie al presidente Alvarko Khalek) sto aiutando il club come consulente di mercato. Fortuntamente ora lottiamo nei primi posti per la promozione; Marcelo, che insieme al fratello Omar ha assunto la guida tecnica, è molto concentrato su tutto il Clausura , e già dalla pretemporada sta iniziando a concentrarsi su un gruppo solido che da qui alla fine speriamo possa regalarci la promozione.

Ormai hai praticamente preso la residenza in Sudamerica, tra Buenos Aires e Montevideo. Che cosa ti ha convinto a fare questa scelta? O meglio, cosa non funziona in Italia nell’ambito della tua professione?


La risposta e’ molto semplice. Nel calcio in Italia è difficlissimo trovare spazio, soprattutto se non si hanno certe conoscenze. Un altro motivo e’ dato dal fatto che come ben sapete in Italia, oggi a livello giovanile e’ davvero difficile lavorare e tentare di intraprendere un rapporto con determinati ragazzi, che si affidano sempre agli stessi nomi, o alle famiglie che il più delle volte bruciano i propri figli rempiendogli la testa di chiacchiere e costruendogli il mito dei nuovi Messi, Cavani, Suarez, Ronaldo.

Passiamo al calcio giocato: la Primera Division, e in generale il movimento calcistico uruguayano, vive un momento di profonda crisi. Pensi che questo periodo durerà per molto?
Sinceramente non penso che il movimento uruguayo sia in crisi, anzi secondo me dal 2007/2008 e’ ancora piu in forte ascesa, tenendo a mente che il movimento uruguayo e’ un movimento per lo piu’ d’esportazione. Il fatto che alcuni club storici siano un po’ in difficolta’ testimonia come altre istituzioni stiano facendo un ottimo lavoro, specialmente a livello giovanile, basti pensare all ultimo Apertura dove il Danubio non era accreditato alla vittoria finale.

Capitolo Primera Division. Dobbiamo aspettarci il solito semestre equilibrato oppure vedi una spaccatura a favore di qualcuno?
Per me sarà ancor di più una vera e propria incognita, se pensate che il Danubio che ha vinto ha cambiato molto nonostante la vittoria, perdendo alcuni pezzi pregiati. Il River, a parte Olaza finito in ottica Atletico Madrid, ha confermato tutti quindi tenterà il tutto per tutto. Poi ci sono sempre le tre forze (Defensor, Nacional e Penarol) che sicuramente vorranno rifarsi.

Il Nacional ed il Penarol, i due colossi uruguagi, stanno vivendo un’attualità che parla di pochi successi, soprattutto per il Carbonero che solo nel 2011 si giocava la Libertadores con il Santos. Che succede a queste due società?
Quello che capita alle grandi in Uruguay capita anche in Argentina, basti pensare all Independiente o al recente passato del River Plate. Molte volte le grandi sono soggette a grossi debiti, dovuti anche da gestioni sbagliate , quindi per risanare bilanci ci si affida a gruppi d’investitori, fondi privati, che ovviamente ogni fine stagione o durante nuove sessioni di mercato , vogliono il loro tornaconto con la vendita dei calciatori di cui sono proprietari di percentuali o parte dei cartellini, quindi rimane difficile anche vedere gli stessi gruppi per più stagioni. Poi giustamente c’è da ascoltare anche l’altra campana; a volte i giovani, consigliati da persone sbagliate, puntano i piedi per scappare subito in Europa, in barba alle dirigenze che vorrebbero trattenerli.

Capitolo nazionale. L’Uruguay – seppur con alcune difficoltà – si è qualificato per Brasile 2014. Dove possono arrivare i ragazzi di Tabarez? Impensabile un altro Maracanazo?

L’Uruguay è un vero incubo per i brasiliani, come ben tutti sapete; io paragono l’Uruguay ad un motore a diesel, che parte piano per prendere poi i giusti giri.
La Celeste attualmente, insieme agli azzurri, e’ la candidata a passare il girone, ma dipenderà molto da quanta umilta’ ci metteranno in ogni singola partita. Dopo mesi di sbandamento Tabarez e’ stato bravo a ricompattare l’ambiente, facendo trovare la giusta umilità a tutto il gruppo , allora se sara cosi aspettiamoci ancora una volta l’Uruguay come outsider .

Non solo nazionale maggiore. La nazionale Sub’20 ha disputato un grande Mondiale in Turchia, e anche la Sub’17 non ha sfigurato in Oriente. Chi consiglieresti, tra questi giovani, alle società italiane?
Attualmente visto il mercato che si e’ alla ricerca sempre di difensori, potrei consigliare Emiliano Velazquez del Danubio, Jose Gimenez dell’Atletico Madrid, come esterno Lucas Olaza, il miglior mancino dell’ ultimo Apertura, in possesso di un sinistro micidiale sui calci da fermo. Davanti stravedo per Ruben Bentacourt, attualmente al Psv in Olanda: una specie di sosia di Cavani

L’Uruguay da sempre è una vetrina importante in chiave mercato, ma ultimamente i prezzi sono cresciuti anche dalle parti di Montevideo. Merita ancora cercare il talento low-cost in Uruguay?

Assolutamente sì. Il problema è che in in talia non si effettua un vero e proprio scouting come in Spagna, Inghilterra o Germania. L’Uruguay, essendo un paese di poco piu di 4 milioni di abitanti, possiede un’alta concentrazione di calciatori; ovviamente per le squadre italiane alle volte risulta difficile rastrellare il tutto e bisogna rimanere sempre sul pezzo perche’ ogni giorno potenzialmente nasce un nuovo crack, pero’ in Uruguay a costi contenuti è possibile anche fare una ottima spesa per categorie inferiori. Infatti, molte squadre in Lega Pro si affidano sempre piu a giovani uruguagi o in alcuni casi a qualcuno più esperto.

Dei tuoi assistiti, chi non sfigurerebbe in Italia?

Attualmente sto assistendo per l’Italia alcuni giovani dal sicuro avvenire. Joaquin Varela, un classe 98 del Defensor Sporting, già con passaporto spagnolo, protagonista con la Celeste sub 15 durante l’ultimo Sudamericano di categoria in Bolivia. Un altro talentino e’ il classe 96 Juan Torres , classico enganche con movenze che ricordano molto “El Principe Francescoli”; attualmente e’ impegnato nel piccolo Juventud de Colonia, ma in Italia interessa a un po’ di squadre avendo già il passaporto italiano. Altro ragazzo che si sta mettendo in luce nel Defensor e’ il giovane Lucas Morales (’94), classico terzino sinistro di spinta. già diverse presenze in Primera. In ultimo concedetemi di spendere diverse parole su un grande amico, una grande persona, un vero professionista del quale  voi di calcio sudamericano avete parlato. Sto parlando di Martin “El Caute” Cauteruccio, ripresosi ora da un bruttissimo infortunio e poco considerato in Italia. Non è giovanissimo, ma è in rampa di lancio.