Ecuador – Trionfo eléctrico! L’Emelec vince il Clásico ed è campione per la dodicesima volta!

foto: El Comercio
foto: El Comercio

Di questa finale si parlerà anche tra decenni. Nessuno avrebbe potuto immaginare un finale di stagione più emozionante per la Serie A ecuadoriana: le due grandi rivali di Guayaquil che si affrontano per la vittoria del titolo, che per la prima volta dal ’93-’95 resta nella città portuale per tre anni consecutivi.

Dopo il pareggio per 1-1 in un Monumental interamente colorato di giallo, la sfida del George Capwell di domenica sera è stata fratricida in tutti i sensi: dopo dieci minuti di gioco, infatti, la svolta del match è coincisa con un fallo del torero Álex Bolaños sul fratello minore Miller. Secondo giallo, espulsione e ospiti che si ritrovano con ottanta minuti da giocare in inferiorità numerica: e se tutto questo non bastasse, si aggiunge anche un po’ di sfortuna, perché Rubén Israel, dovendo ridare equilibrio ai suoi, sceglie di togliere Esterilla e far entrare Flavio Caicedo, ma poco dopo anche il Chivo Suárez è costretto a lasciare il campo per infortunio, lasciando Ismael Blanco, l’uomo che ha trascinato i suoi a questa finale, troppo solo in avanti.

La partita è quindi da subito in discesa per il Bombillo, che dimostra una volta per tutte la sua superiorità a livello nazionale: al 21′ Ángel Mena trova il gol del meritato vantaggio. Nella ripresa il Barcelona prova a prendere l’iniziativa per qualche minuto, senza però trovare il pareggio, e alla fine ha il sopravvento la squadra di Gustavo Quinteros, che all’81’ mette a segno il raddoppio, firmato dal grande protagonista di quest’anno, Miller Bolaños, che cinque minuti dopo firma anche il 3-0 per il tripudio della tifoseria azul. Per qualche momento si respira aria di umiliazione, di possibile vendetta per quel 5-0 subito due anni fa, nell’anno del trionfo del Barcelona; ma i nuovi campioni d’Ecuador si accontentano di non lasciar toccare la palla agli eterni rivali per alcuni minuti fatti di superflui colpi di tacco tra gli olé del pubblico.

Mentre il Barcelona, sconfitto in una doppia finale che resterà nella storia, ma conscio di aver fatto più che bene nell’ultimo semestre, si reca al Monumental a ricevere il saluto dei propri tifosi, al George Capwell è il momento delle celebrazioni: sul terreno di gioco sfilano il presidente del club, Nassib Neme, e quello della repubblica, Rafael Correa, noto tifoso emelecista. L’Emelec è campione per la dodicesima volta e bicampeón per la terza, dopo i doppi successi 1993-1994 e 2001-2002; entra nella storia, poi, il tecnico Quinteros, già in panchina per il titolo dello scorso anno. La notte di festa a Guayaquil e in tutto l’Ecuador risarcisce finalmente i tifosi per quei tre secondi posti consecutivi raccolti tra il 2010 e il 2012, che parlavano sì di una squadra importante, ma suonavano comunque come una beffa. Ora il pensiero corre già ai prossimi impegni internazionali: nel 2015 l’Emelec dovrà infatti fare i conti con un girone di Copa Libertadores tutt’altro che facile, avendo avversari come l’Internacional, l’Universidad de Chile e la vincente di Morelia-The Strongest.

Tabellino

Emelec – Esteban Dreer; John Narváez, Jorge Guagua, Gabriel Achilier, Óscar Bagüí; Osbaldo Lastra, Pedro Quiñónez, Fernando Giménez, Robert Burbano (63′ Marcos Mondaini); Ángel Mena, Miler Bolaños. All.: Gustavo Quinteros

Barcelona – Máximo Banguera; Pedro Pablo Velasco, Franco Peppino, Luis Checa, Giovanny Nazareno; Álex Bolaños, Matías Oyola, Aaron Peñafiel (56′ Brayan de la Torre), Christian Suárez (38′ Michael Jackson Quiñónez); Ismael Blanco, Ely Esterilla (32′ Flavio Caicedo). All.: Rubén Israel

Arbitro: Carlos Vera

Ammoniti: Pedro Velasco, Miler Bolaños, Robert Burbano, Fernando Giménez

Espulsi: Alex Bolaños

Stadio: George Capwell, Guayaquil

  • Manuel

    Complimenti all’Emelec da anni direi formazione molto forte e costante a livello di risultati, chi vince ha sempre ragione e sconfiggere i rivali concittadini in finale ovviamente non ha prezzo per i tifosi, anche se il Barcelona è comunque un ottima squadra!

    Per l’anno prossimo spero vada meglio anche l’LDU di Quito che da un paio d’anni è in grave discesa anche se nell’ultimo periodo si sono visti miglioramenti di risultati,speriamo bene!

    Infine dalla serie b sono salite Aucas e River Plate, direi buone squadre che immagino faranno bene anche in massima serie l’anno prossimo almeno questo è il mio augurio!

    • http://andreabracco.blogspot.it/ Andrea Bracco

      L’Emelec oggi è una delle formazioni più forti del Sudamerica. La inserisco tra le prime dieci. Ha un allenatore molto bravo e preparato, che ha fatto tanta gavetta nonostante non sia vecchissimo. La finale di ritorno (che io ho visto) è stata a senso unico, complice secondo me un Barcelona che nel semestre ha fatto una rincorsa pazzesca sull’Independiente mentre gli Electricos aspettavano di giocare la finale senza particolari velleità.

      La LDU sta (per ora) smantellando. Ceduti Alcoba e Anangono, potrebbero partire anche il Cachete Morales ed il paraguagio Vera.E se loro piangono, al Depor di certo non ridono vista la salvezza conquistata all’ultimo turno. Per quanto riguarda le neopromosse invece penso che l’Aucas abbia ottime credenziali per salvarsi (ha già preso un portiere esperto come Blazquez e confermato la punta paraguayana Cazal) mentre il River Plate dovrà fare un mercato mirato per mantenere la categoria.

  • Manuel

    Abbastanza d’accordo, il deportivo quito è in crisi finanziaria abbastanza seria da un po di tempo oramai e immaginavo facessero fatica tuttavia speravo un po meglio invece che salvarsi all’ultima giornata, la LDU sta smantellando i più forti sembra così non va sarà difficile tornare grandi se partono i migliori…

    curiosità ma quanti soldi girano nel calcio in ecuador??? cioè stipendi dei giocatori e prezzi dei cartellini dei giocatori sono molto bassi???

  • http://andreabracco.blogspot.it/ Andrea Bracco

    Assolutamente sì. Girano pochi soldi e molte società stanno puntando secco sui vivai (soprattutto Independiente, LDU Loja e ultimamente l’Emelec).
    La maggior parte dei club è in rosso, il Depor addirittura in amministrazione controllata (come la U in Perù).
    Insomma, se la passano maluccio, e infatti a livello di club i risultati fuori dall’Ecuador non sono da stropicciarsi gli occhi, eccezion fatta per qualche colpo estemporaneo.

  • Manuel

    grazie della risposta immediata, ma oltre a Brasile(il top in sudamerica economicamente) e Argentina i 2 campionati più famosi in quel continente gli altri 8 paesi e relativi campionati come se la passano mediamente??? sono tutti in rosso o rischiano??? spero di no… più o meno? forse la colombia è quella che sta meglio delle altre e l’uruguay a seguire ma non ne sono certo e non so le altre…

    • http://andreabracco.blogspot.it/ Andrea Bracco

      Tendenzialmente tutti i club sudamericani, chi più chi meno, hanno problemi finanziari. Alcuni grossi, altri meno. Poi ci sono casi sparsi che per diverse ragioni hanno i conti a posto. Per esempio il Boca ha investitori importanti, le citate Real Garcilaso e Independiente Sangolqui invece lavorano molto su prodotti locali. Ma generalmente le situazioni di criticità sono all’ordine del giorno, anche in Brasile (mi vengono in mente Flamengo, Santos e Palmeiras, inguaiate fino al collo).

  • Manuel

    grazie, immaginavo fosse così ma speravo almeno che qualche club/nazione se la passasse un pochino meglio…calcio d’esportazione quello sudamericano perchè poi quasi sempre i giocatori partono per altri lidi però che belle atmosfere, gran bel calcio quello sudamericano in generale…tranne la nota negativissima un po ovunque la troppa violenza e delinquenza che lo circondano, Argentina in primis, speriamo finisca presto!