Damián Lizio, nemo propheta patriae

di Giammaria Bonfanti

Nome:  Damián
Cognome: Lizio
Nato:  30/06/1989
Nazionalità:  argentina
Luogo di Nascita:  Florida
Ruolo: Centrocampista
Altezza:  167 cm
Peso: 63 kg

 

Molto spesso per farsi notare occorre allontanarsi dal posto in cui si nasce e cresce, e nel calcio gli esempi di questo tipo abbondano.

Per rimanere nel nostro amato Sudamerica possiamo raccontare l’ultimo caso di questo genere.
Mi riferisco a Damián Lizio, trequartista del Bolivar che sta mostrando a tutti di cosa è capace.

Cresce calcisticamente in uno dei vivai più prolifici d’Argentina, quello del River Plate, insieme a talenti come Lamela e Funes Mori. Con i Millonarios debutta tra i professionisti ma dopo appena 3 presenze viene ceduto in prestito al Cordoba, in Liga Adelante (seconda divisione spagnola).

Qui raccoglie solo 14 presenze,la maggior parte da subentrato non convincendo la dirigenza iberica a riscattarlo. Ma la sua avventura in Europa non è da considerarsi ancora conclusa: qualche giorno dopo i ciprioti dell’Anorthosis lo acquistano per “soli” 200mila euro. L’avventura sembra partire alla grande (11 presenze e 2 gol) ma il ragazzo soffre la nostalgia di casa e le sue prestazioni ne risentono. Così dopo appena qualche mese viene prestato al Bolivar,una delle maggiori squadre boliviane.

In questo campionato il ragazzo sembra trovarsi alla grande,viene subito considerato titolare e mette al servizio della squadra le sue qualità. Gioca anche la Copa Libertadores, arrivando agli ottavi di finale contro il Santos di Neymar e Ganso.

In ambito internazionale ha partecipato al Campionato Sudamericano Under-20 del 2009, collezionando 4 presenze con la rappresentativa giovanile argentina.

E’ un trequartista che ama svariare su tutto il fronte offensivo alla ricerca di spazi, dotato di una grande accelerazione palla al piede sa sfruttare in maniera ottima la tecnica che possiede per dribbling rapidi e improvvisi nello stretto. E’ un destro naturale ma usa molto bene anche il piede mancino.

Non è un grande finalizzatore, preferisce giocare per la squadra e servire assist ai suoi compagni.

Possiede anche una grande continuità di corsa che gli permette di arretrare numerose volte per far partire l’azione dalla difesa per proporsi poi in avanti.

Pur essendo piccolo di statura non soffre particolarmente il gioco fisico, avendo un baricentro basso e molto mobile.

Pian piano sta facendo vedere tutte le qualità che ha e se si confermasse a questi livelli il futuro è dalla sua parte. Di sicuro qualcuno a Buenos Aires si starà mangiando le mani per essersi lasciato scappare questo bel talento…

Una chicca: il gol che ha segnato alla Universidad Catolica in Copa Libertadores, scatto bruciante oltre i difensori e pallonetto al portiere!