Dal campionato all’ossessione Libertadores: sarà l’anno del Boca Juniors?

Mauro Zarate festeggia il gol contro il Libertad

La consuetudine del campionato e l’ossessione Copa Libertadores. Il Boca Juniors, dopo vari tentativi falliti di recente, in questo 2018 ha deciso finalmente di fare le cose sul serio. Se, dopo due campionati consecutivi vinti (quasi) senza avversari, gli xeneizes puntano forte a fare il tris, il vero obiettivo rimane sempre e comunque la Copa. Una Copa, la Libertadores, che il Boca Juniors non alza da tanto tempo, troppo per un club così glorioso, che recentemente è stato coinvolto anche in un’inchiesta curiosa da alcuni media sudamericani, i quali si chiedevano chi fosse il vero Rey de Copas tra gli xeneizes e l’Independiente, le due squadre più vincenti dell’intero calcio sudamericano.

CORAZZATA – Se contestualizziamo il discorso al calcio locale, il Boca Juniors è una vera e propria corazzata. Lo è da tempo, almeno tre, cioè da quando la società – nella figura del presidente Daniel Angelici – ha deciso di trasformare la squadra in una vera e propria miniera di talento e potenza.
La rosa è ricchissima, possiede tantissime variabili e, soprattutto, il dt Barros Schelotto finalmente è riuscito anche ad ottenere l’allungamento della panchina dal punto di vista della qualità.
Il calciomercato ha poi portato di recente l’ennesima ciliegina sulla torta, un portiere di primissimo piano come Esteban Andrada, arrivato dal Lanús e subito decisivo nella partita di Superliga contro il Talleres, con due interventi provvidenziali che hanno di fatto permesso ai suoi di portarsi a casa tre punti molto, molto importanti.

VARIABILI TATTICHE – Il Mellizo ha talmente tanta scelta che può permettersi di aspettare con pazienza il rientro del lungo degente Fernando Gago, leader della mediana del Boca Juniors alla pari di Sébastian Pérez, anche lui alle prese con diverse noie muscolari di recente Gli xeneizes giocano principalmente sfruttando due moduli, il 4-3-1-2 e il 4-3-3.
Nel primo, è molto importante la figura della mezzapunta, dell’enganche, che dopo un’attenta analisi di mercato è stato individuato in Mauro Zarate. Maurito è arrivato poche settimane fa dal Velez, strappato al Fortín in una specie di trattativa che a Liniers non hanno preso benissimo: «Sono legatissimo all’ambiente del Velez – ha detto Zarate durante la conferenza stampa di presentazione – ma l’occasione del Boca ti capita una volta sola nella vita. Non ho avuto scelta». Mentre molti lo sognavano già in coppia con Tevez, Schelotto lo ha utilizzato da mezzapunta dietro alla strana coppia formata da Cristian Pavón, decisivo contro il Talleres, e Wanchope Ábila, centravanti che fa le veci di Dario Benedetto, altro asso perso per strada da Schelotto a causa di un brutto infortunio ai crociati.
Il resto della squadra si costruisce da sé: la linea a quattro difensiva è sempre la stessa, composta da due terzini di qualità assoluta come Julio Buffarini e Frank Fabra, che a loro volta hanno addirittura due sostituti del calibro di Gino Peruzzi e Franco Jara – per la fascia destra – più Emanuel Más e il nuovo arrivo Lucas Olaza sull’out opposto. In mezzo il colombiano Wilmer Barrios dirige le operazioni in attesa dei già citati Pérez e Gago, affiancanto da Nahítan Nández e Pablo Pérez. In caso di 4-3-3, Edwin Cardona parte largo a sinistra, con Pavón che scala a destra come terzo d’attacco. Insomma, un’abbondanza impareggiabile.

LA LIBERTADORES NEL MIRINO – L’ottavo di finale di andata giocato contro il Libertad ha detto che il Boca è pronto per il grande salto. Il 2-0 finale, siglato dalle reti di Zarate e Ábila nella prima frazione, ha praticamente permesso agli xeneizes di ipotecare il passaggio del turno.
La fase a gironi, però, ha evidenziato le solite difficoltà del Boca in formato internazionale: a salvare di fatto la squadra da eliminazione quasi certa è stato Carlos Tévez, che a San Paolo – con pochi secondi sul cronometro – ha pareggiato in extremis la partita contro il Palmeiras. Una gara che il Boca Juniors aveva giocato male, senza offendere praticamente mai, salvato solo dalle imprecisioni degli avanti brasiliani. Brasiliani decisivi anche quando, a qualificazione già ottenuta, hanno battuto l’Atletico Junior di Barranquilla, permettendo alla truppa di Schelotto di festeggiare il passaggio del turno.
Dopo gli ultimi tre anni di tentativi, questo sembra essere l’anno buono: ai quarti il Boca Juniors troverà probabilmente il Cruzeiro, una partita molto complicata, con il grande obiettivo della Copa sullo sfondo.