Copa Sudamericana, vince l’Independiente! Cosa è successo nel weekend

CAI

Copa Sudamericana – Torna el Rey de Copas: Independiente campione, piange il Flamengo

Alzare una coppa è sempre avvenimento importante. Alzarla nel tempio del calcio mondiale, il Maracanã, però non ha prezzo. A sette anni dal suo ultimo successo, proprio in Copa Sudamericana, l’Independiente rivince il trofeo andando a prenderselo in casa di un Flamengo generoso, ma stremato dal punto di vista fisico a causa delle oltre ottanta partite giocate nell’anno solare 2017. In questi setti anni di acqua sotto i ponti ne è passata molta: dal titolo 2010 l’Independiente ha cominciato la sua discesa agli inferi, culminata con una retrocessione e lo scandalo scoppiato sulla gestione societaria di Comparada, quando venne stanata una vera rete criminale che vedeva l’allora presidente del Diablo essere coinvolto in traffici poco chiari CAIcon la tifoseria organizzata. La risalita e la ricostruzione sono inziate poco tempo fa. La consacrazione invece arriva con l’ingaggio di Ariel Holan, tecnico fresco campione, arrivato tra gli sfottò  generali per i suoi inizi come allenatore di hockey su prato. Holan ha armato una grande squadra, lavorato sulla mentalità del gruppo e lanciato tanti talenti che, oggi, permettono al Diablo di raccogliere i frutti. Uno di loro, Ezequiel Barco, segna il gol che consegna la coppa all’Independiente, trasformando un rigore pesante come un macigno alla tenera età di 18 anni. Per Barco era l’ultimo match con la maglia del club che lo ha lanciato, dato che da oggi il pibe è un giocatore di Atlanta. A nulla è servito il gol di Lucas Paquetà ad un Flamengo che le ha provate tutte per ribaltare il 2-1 di Avellaneda. Rueda, specialista in coppa, ad un certo punto ha messo in campo tutta la potenza di fuoco a sua disposizione puntando sull’imprevedibilità dei giovanissimi Vinicius Junior e Lincoln, senza successo.
L’Independiente si guadagna così l’accesso alla prossima Copa Libertadores: anno nuovo, vita vecchia per il Rey de Copas.

Uruguay – Il Peñarol non fa prigionieri: vinto il titolo 2017

Non serve nemmeno il terzo spareggio al Peñarol per portarsi a casa il titolo uruguagio 2017. Il Manya nel giro di tre giorni fa fuori due volte il Defensor Sporting evitandosi così la partita decisiva, che si sarebbe dovuta giocare il prossimo weekend. Questo perché il meccanismo del campionato uruguagio è cervellotico, in perfetto stile sudamericano: Carbonero e Violeta prima si sono incontrate in quanto vincitrici rispettivamente di Apertura e Clausura, andando a comporre la parte alta di tabellone negli slot della prima semifinale, e subito dopo si sono incrociate in quanto prime due forze della Tabla Anual, di fatto giocando anche la seconda semifinale in programma. Insomma, la cosa certa è che la squadra di Léo Ramos – dopo aver vinto il primo atto grazie ad un gol al 93° del Cebolla Rodriguez – si è preso poi ai rigori anche la rivincita, qualificandosi due volte per la finale. Ergo: Peñarol campione senza bisogno di giocarsi la “bella”. La stagione del Manya si corona con un finale tanto perfetto quanto inevitabile, visto il dominio in un’annata in cui il club – in questo momento sotto elezioni – ha messo mano in maniera massiccia al portafoglio, portando nella metà aurinegra di Montevideo giocatori di spessore internazionale come il già citato Cebolla, Maxi Rodriguez, Lucas Viatri e Walter Gargano.
Onore delle armi al Defensor, penalizzato anche dalla cessione in estate (inverno, in Uruguay) di Maxi Gomez, passato al Celta e mai veramente sostituito dalla Violeta.

La grande delusa del 2017 è il Nacional, arrivata a distanza sideral dalle due rivali, che avrà ancora un’opportunità di salvare la stagione vincendo la Supercoppa, diritto conquistato dopo essersi laureato campione a luglio del Torneo Intermedio.
Nelle parti basse della classifica la Primera Division saluta Juventud e Plaza Colonia, retrocesse, e una tra El Tanque Sisley e Sud America, che proprio in questi giorni stanno disputando il doppio spareggio. L’andata è finita 3-2 per El Tanque, ma ci sono ancora novanta minuti in cui tutto può succedere. Dalla Segunda Division salgono Torque, Atenas San Carlos e una tra Progreso e Villa Teresa, che tra oggi e domenica si giocheranno la doppia finale promozione.

Perù – Arequipa in festa per la prima del Binacional

La Copa Perù è una delle competizioni più affascinanti del Sudamerica. Si parte dalle fasi distrettuali in ogni angolo del paese, e man mano che si sale ci si avvicina al quadrangolare finale, quello che mette in palio un posto in Primera Division. A vincere il mini-torneo è stato il Binacional, matricola di Arequipa che nel 2018 si affaccerà per la prima volta nella propria storia nella massima serie peruviana. Il piccolo club andino ha avuto la meglio al fotofinish sull’Atletico Grau, regolato grazie alla differenza reti dopo che entrambe avevano collezionato sette punti, figli di due vittorie ed un pareggio. Decisivo è stato l’esordio del Binacional, quando il 4-1 sul José Carlos Mariategui ha subito incanalato l’inerzia del successo in direzione di Arequipa. L’Atletico Grau, secondo, perde una grandissima opportunità, ma in virtù del secondo posto il prossimo anno giocherà in Segunda Division. Carlos Castellanos, 20enne centrocampista del Binacional, è la stella della squadra e dalla sua porta in dote una storia molto particolare: nativo di Arequipa, quando non si allena lo si può trovare nel centro cittadino dietro ad un banco di frutta e verdura, lavoro che gli permette di arrotondare. Con l’arrivo in Primera, forse, si potrà permettere di dedicarsi definitivamente al calcio.
Il 2017 peruviano finisce qui, e lascia i seguenti verdetti: Alianza e Real Garcilaso alla fase a gruppi di Libertadores, Melgar alla seconda fase, Universitario alla prima fase, UTC, Sport Huancayo, Sport Rosario (da neopromossa) e Sporting Cristal alla prima fase di Copa Sudamericana, Juan Aurich e Alianza Atletico retrocesse, Sport Boys (un grande ritorno) e Deportivo Binacional promosse in Primera Division.

Bolivia – Dominio Bolivar: Academia campione!

L’anno in Bolivia si chiude con il trionfo del Bolivar. La squadra diretta dal dt basco Beñat San José si aggiudica il Clausura e, visto il trionfo anche nell’Apertura, non ha bisogno di giocare lo spareggio per l’assegnazione del titolo. Il punto decisivo arriva dopo l’1-1 ottenuto sul campo del Nacional di Potosi, a 3900 metri di altezza, grazie al gol di Marcos Riquelme, arrivato pochi mesi fa a rinforzare l’attacco academico orfano del partente Ronnie Fernandez. A nulla è servito il 6-0 di The Strongest al Real Potosi, fuori dai giochi dopo lo 0-0 del derby della settimana scorsa. Il Bolivar, che stacca i rivali di quattro punti, deve ringraziare anche Roberto Mosquera, tecnico del Jorge Wilstermann, che nel match terminato 2-2 contro i celestes ha mandato in campo cinque giocatori stranieri in contemporanea, uno in più del concesso, regalando la vittoria a tavolino all’avversario dopo l’immediato ricorso.

La vittoria del Bolivar ha tanti padri, tutti potenzialmente determinanti: dalla colonia uruguagia (Ferreira, Prieto e soprattutto Sirino), fino ad Arce, Eguino, al già citato Riquelme e – ovviamente – Beñat, arrivato tra l’indifferenza generale e subito decisivo con il suo lavoro sulla mentalità di una squadra che non vinceva da un biennio buono.

Verdetti stagionali: Bolivar e The Strongest alla fase a gironi della Libertadores 2018, Oriente Petrolero e Jorge Wilstermann ai preliminari, Blooming, San José, Guabira e Real Potosi in Copa Sudamericana. Ultimo in classifica, l’Universitario di Sucre, una delle società storiche del calcio boliviano, giocherà lo spareggio contro la seconda classifica della Segunda Division, una tra Riyal Pari e Deportivo Kala.

Paraguay – Churin scatenato, Cerro Porteño campione

Una doppietta di Diego Churin contro un ostico Sol de America regala il Torneo Clausura paraguayano al Cerro Porteño, che corona un semestre perfetto portandosi a casa un titolo meritato e strappando il pass per la prossima Libertadores. Il Ciclon vince in volata contro i rivali storici dell’Olimpia e contro il Guarani, che nelle ultime giornate ha mollato il colpo dopo essere stato secondo per diversi mesi. Nel Cerro ha brillato la figura di Alfio Oviedo, peperino offensivo classe 1996 che pare pronto a fare il grande salto fuori dai confini nazionali.
Verdetti della stagione: Cerro Porteño e Libertad alla fase a gruppi di Libertadores, Guarani alla seconda fase, Olimpia alla prima fase, mentre in Sudamericana ci vanno Sol de America, General Diaz, Sportivo Luqueño e Nacional di Asuncion. In Segunda retrocede lo Sportivo Trinidense, mentre Rubio Nu e Independiente spareggeranno per mantenere la categoria. Dalla seconda divisione salgono invece Deportivo Santani e 3 de Febrero.

Venezuela – Rigori decisivi, Deportivo Lara campione

Il Deportivo Lara vince il titolo in Venezuela, trionfando nel secondo semestre dopo la doppia finale contro i Monagas. Sono stati i rigori, nella gara di ritorno, a decidere una sfida molto equilibrata terminata 1-0 in entrambe le partite.

Entrambe le squadre si qualificano alla fase a gruppi di Libertadores in quanto vincitrici dei due semestri. Al secondo turno va invece il Caracas. Copa Sudamericana per Mineros, Zamora ed Estudiantes de Merida.

Colombia – Campín epicentro colombiano, clásico bogotano in finale

Saranno Millonarios e Santa Fe a contendersi il titolo colombiano alla fine di una Segunda Etapa molto combattuta. Con le big favorite – Atletico Nacional e Atletico Junior – fuori, il titolo tornerà a Santa Fe nella doppia finale del Campín, uno degli stadi più caldi e scenografici del continente. Giovedì notte si gioca l’andata, domenica il ritorno: in palio c’è un posto in Libertadores, nella quale sono già qualificate Atletico Nacional e Atletico Junior, più una quarta ancora da decidere.
In Copa Sudamericana vanno invece America de Cali, Deportivo Cali, Jaguares e Independiente di Medellin. Retrocedono Cortulua e Tigres, sostituite da Boyaca Chico e Leones