Copa Sudamericana, il San Paolo in semifinale con il catenaccio

A nulla è valso l'assedio dei colombiani: il San Paolo si aggiudica le semifinali. (foto: ligapostobon.com.co)
A nulla è valso l’assedio dei colombiani: il San Paolo si aggiudica le semifinali.
(foto: ligapostobon.com.co)

La seconda semifinalista della Copa Sudamericana 2013 vestirà tricolore. Il San Paolo esce indenne dalla bolgia dell’Atanasio Girardot ricolmo di tifosi verdolagas (le stime oscillano tra i 35 e i 43 mila spettatori); i brasiliani la spuntano in una partita di contenimento puro, senza mai tirare in porta. Tutta un’altra partita rispetto allo spumeggiante 3-2 in terra paulista; a Medellín le condizioni e il bisogno di rimonta dei padroni di casa segnano le sorti di una partita giocata, di fatto, a una porta sola. Ma è tutto inutile, lo 0-0 condanna i colombiani a uscire dal torneo.

LA CRONACA – E’ un match intenso dai primi minuti, con i campioni dell’Apertura colombiana che partono a mille aggredendo ogni spazio e costringendo il San Paolo a rintanarsi da subito nella propria metà campo. Il caldissimo tifo colombiano esalta le giocate degli idoli di casa, da Medina a Sherman Cárdenas, il primo a sforare il gol col suo velenosissimo mancino dopo una discesa sulla destra, ma il tiro finisce a lato. Siamo al 30’, il momento più caldo della partita: in quattro minuti l’Atlético sfiora altre due volte il gol, con Duque in vollè e Uribe di testa. Il San Paolo è sotto anche fisicamente (i ritmi del campionato brasiliano, molto più intenso di quello colombiano, si fanno sentire nelle gambe), e paga la lentezza del duo d’attacco, che non riesce a seguire le giocate di Jádson per imbastire un minimo di ripartenza. Il risultato in avanti è nullo, non resta che coprirsi: Caio fa in sostanza il libero, Maicon e Reinaldo giocano a spezzare il gioco dei colombiani. Il Nacional mantiene l’intensità per un’ora, dopodiché accusa il calo fisico; l’occasione più netta della partita è il tiro in acrobazia di Duque al 54’. Subito dopo Ramalho fa uscire un pessimo Luis Fabiano per Ademilson, tecnica e rapidità per favorire il contropiede: ed effettivamente la prima e unica occasione degli ospiti sta in un tiro di poco a lato che proprio Ademilson scarica dopo essere scappato all’attenta coppia Alexis HenríquezÓscar Murillo . Nel finale, la pressione dell’Atlético è invariata, ma manca lucidità: Medina (uno dei talenti di questa edizione di Copa) prova il tiro da fuori più volte, esaltando Rogerio Ceni. L’ultimo spunto degno di nota è l’incursione di testa di Diego Peralta sventata dal portiere-goleador al 79’, poi più nulla.

CONSIDERAZIONI TECNICHE – Il gioco del Nacional, avvolgente e intenso, ha pagato il difetto di essere troppo legato al cross per l’attaccante rispetto al fraseggio palla a terra. Ieri sera Uribe e Duque hanno visto numerosi spioventi allontanati dalle teste dei difensori del tricolor. Rodrigo Caio è salito in cattedra, orchestrando la fase difensiva con gran senso di posizione, guadagnandosi la palma del migliore in campo. Il San Paolo visto ieri sera è l’antitesi di quello dell’andata: se gioca tutta la squadra sa imporre la propria qualità, altrimenti fatica parecchio; in particolare l’attacco non dà grandi garanzie in ottica futura. In semifinale tornerà il Ganso, e il tricolor paulista se la vedrà con una tra Libertad (Paraguay) e Itagui (Colombia).

UMORI DIFFERENTI – Pur deluso, il tecnico del Nacional Juan Carlos Osorio non si piange addosso e non accusa la sfortuna: <La sfida l’abbiamo persa all’andata, oggi è andata come è andata, non ho niente da rimproverare ai miei>. Ai suoi giocatori che cadono per la prima volta in una stagione fino ad ora favolosa: la famiglia Nacional deve rinunciare alle mire sudamericane, per quest’anno potrà solo regnare in patria. Soddisfatto invece Muricy Ramalho, che esalta il filotto positivo dei suoi (10 le partite senza sconfitta finora): <Ogni partita è dura per noi, ma due mesi fa nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati fin qui>.

TABELLINO

Atlético Nacional: Franco Armani, Diego Peralta, Alexis Henríquez, Óscar Murillo, Stefan Medina, Alexander Mejía, Juan David Valencia (71’ Farid Díaz), Alejandro Bernal (73’ Wilder Guisao), Sherman Cárdenas, Jefferson Duque (84’ Juan Pablo Ángel), Fernando Uribe. DT: Juan Carlos Osorio.

Panchina: Luis Martínez, Elkin Calle, Diego Arias, Orlando Berrio

 

Sao Paulo: Rogerio Ceni, Douglas, Paulo Miranda, Antonio Carlos, Maicon, Denilson, Rodrigo Caio, Jádson (61’ Wellington), Reinaldo, Luis Fabiano (54’ Ademilson), Aloisio (88’ Wellinton). DT: Maurici Ramalho.

Panchina: Denis, Edson Silva, Osvaldo, Fabricio

 

Reti: nessuna

Ammoniti: Antonio Carlos (37’), Wellington (90’+2)

Espulsi: –

Stadio: Atanasio Girardot

Spettatori stimati: 43.168

Terna arbitrale: Enrique Osses, Carlos Astroza e Sergio Román (Chile)