Copa Sudamericana 2016 – Gli ottavi di finale proseguono all’ insegna dello spettacolo, imprese di Palestino, Coritiba e Chape

Sono iniziati i quarti di finale di Copa Sudamericana

Spettacolo a non finire in questa Copa Sudamericana 2016. Gli ottavi di finale stanno per concludersi e quella appena trascorsa verrà ricordata come la notte delle imprese: alcune realizzate, altre soltanto sfiorate. La Chapecoense fa fuori l’ Independiente ai calci di rigore, il Palestino estromette il Flamengo andando a vincere 2 a 1 in Brasile, il Coritiba espugna il campo del Belgrano con un prova maiuscola, mentre il Santa Cruz viene beffato in casa dall’ Independiente Medellin e saluta la coppa nonostante la vittoria per 3 a 1. Ha sofferto anche l’ Atletico Nacional, che in casa ha comunque avuto la meglio sul Sol de America, infine avanza lo Junior ai calci di rigore contro il Wanderers. Stanotte sono previste le ultime due gare che completano il quadro: Cerro Porteno – Santa Fe e La Guaira – San Lorenzo.

La prima squadra a strappare il biglietto per i quarti di finale era stato l’ Atletico Nacional, che martedì notte ha battuto in casa 2 a 0 i paraguayani del Sol de America e si è qualificato in virtù dell’ 1 a 1 ottenuto all’ andata. I colombiani soffrono la vivacità degli avversari e nel primo tempo rischiano anche di andare in svantaggio, addirittura nella ripresa si mette ancora peggio quando al 51′ Mosquera viene espulso per un intervento a centrocampo. I paraguagi tuttavia non riescono ad approfittare della superiorità numerica e così al 58′ una magia su punizione di Bocanegra porta avanti i Verdolagas e all’ 83′ una splendida azione personale di Orlando Berrio chiude definitivamente i conti. Per l’ Atletico il prossimo impegno sarà contro i brasiliani del Coritiba, il Sol de America saluta con qualche rimpianto.

Hinchada del Belgrano
Hinchada del Belgrano

Un Coritiba che partiva nettamente sfavorito nella sfida in Argentina sul campo del Belgrano. Gli argentini infatti avevano vinto 2 a 1 in Brasile e stavolta giocavano di fronte i propri caldissimi tifosi, in un Estadio Kempes vestito a festa. Alla mezzora il popolo del Pirata può già esultare per il golazo di Claudio Bieler, che fa venire giù gli spalti segnando in rovesciata: 1 a 0 e Coritiba a tappeto, almeno per il momento. Al 43′ ecco che i brasiliani hanno un sussulto d’ orgoglio: cross dalla destra calibrato di Benitez e stacco vincente di Yago che riapre il match. Nella ripresa entrambe le squadre combattono senza mai risparmiarsi, ma l’ equilibrio viene rotto al 65′ sugli sviluppi di calcio d’ angolo, con il paraguagio Nery Bareiro che svetta più in alto di tutti e porta sul 2 a 1 il Coritiba. Il risultato non cambia più e si va ai calci rigore, dove viene premiata per 4 a 3 la formazione allenata da Carpegiani.

L' Arena Condà di Chapecò
L’ Arena Condà di Chapecò

Trionfa ai tiri dal dischetto 5 a 4 anche un’ altra brasiliana come la Chapecoense, che è stata capace di far fuori il più rinomato Independiente al termine di 180 minuti in cui ha regnato l’ equilibrio. L’ eroe della sfida dell’ Arena Condà è stato senza dubbio il portiere di casa Danilo, capace di neutralizzare ben quattro rigori avversari e trascinare i suoi ad un traguardo storico. Nonostante la partita sia finita 0 a 0, le occasioni non sono affatto mancate tra pali, traverse e interventi dei portieri, così come non sono mancati gli attimi di tensione, quando la hinchada argentina è entrata in contatto con la polizia militare brasiliana, costringendo l’ arbitro a interrompere la gara per dieci minuti. Alla fine la maggior freddezza dei brasiliani nella lotteria dei rigori è decisiva per l’ accesso ai quarti di finale, in cui i ragazzi di Caio Junior dovranno vedersela contro lo Junior di Barranquilla.

Uno Junior che ha faticato notevolmente per superare gli uruguayani del Wanderers e ha strappato la qualificazione soltanto ai calci di rigore. Infatti anche stavolta, come a Montevideo una settimana fa, i 90 minuti regolamentari si chiudono sullo 0 a 0 tra due squadre ordinate in difesa e poco pungenti in attacco. Nei tiri dagli undici metri i colombiani sbagliano solo in una circostanza con Sanchez, mentre per gli uruguagi sono fatali gli errori di Verges e Rivero: finisce 4 a 3 e Junior avanti.

Festa per il Palestino
Festa per il Palestino

Passiamo all’ incredibile eliminazione del Flamengo, che dopo aver vinto 1 a 0 in Cile, si fa battere in casa dal Palestino per 2 a 1 e saluta una coppa che avrebbe tranquillamente potuto vincere. Il Tino gioca senza paura al cospetto di un avversario più blasonato e chiude il primo avanti per 2 a 0, dimostrandosi micidiale. Al 33′ Valencia calcia una punizione dal limite, la palla sbatte sul palo, ma sulla respinta arriva come un falco Cereceda che sblocca la situazione. Il raddoppio, che taglia le gambe al Flamengo, si materializza in pieno recupero, quando Valencia converge verso il centro e lascia partire un destro a fil di palo che inganna un non irreprensibile Alex Muralha. Nella ripresa i Rubronegros provano ad invertire la rotta con gli ingressi di Mancuello ed Emerson Sheik, ma le assenze del terzino Jorge e del fantasista Diego (preservati per il campionato) si fanno sentire oltremodo e la manovra in fase offensiva non è la stessa di sempre. Nonostante questo al 65′ i brasiliani hanno l’ occasione di rimettersi in carreggiata, usufruendo di un calcio di rigore che Alan Patrick trasforma, ma gli ultimi assalti non portano a nulla di buono e così il Palestino porta a casa la qualificazione. Un’ altra grandissima soddisfazione in campo internazionale per gli Arabes, che nel prossimo turno troveranno una tra San Lorenzo e la Guaira.

Grafite non basta al Santa Cruz
Grafite non basta al Santa Cruz

Concludiamo con la strepitosa partita tra Santa Cruz e Ind. Medellin, terminata 3 a 1 per i padroni di casa, che hanno fatto vedere un bel calcio nonostante la pessima posizione nel Brasileirao. Un risultato storico per il Santinha, che però non è stato sufficiente per avanzare ai quarti di finale, dato che i colombiani avevano vinto per 2 a 0 all’ andata. Il grande protagonista della serata è stato Grafite, che dopo tre mesi a digiuno ha ritrovato la verve di una volta ed è andato in rete per ben tre volte. Al 14′ e al 31′ sempre colpendo di testa e al 71′ insaccando su assist di Keno, anche lui in gran spolvero. Proprio il goal del 3 a 0 sembra lanciare il Santa Cruz verso i quarti, ma al 77′ è arrivata la beffa firmata Carlos Ibarguen, che sugli sviluppi di un corner ha segnato di testa sfruttando la sciagurata uscita del portiere Kolln, schierato al posto del titolare Cardoso. Per l’ Independiente all’ orizzonte adesso c’è la sfida contro una tra Santa Fe (sarebbe un derby) e Cerro Porteno.

  • Francesco Madeo

    Gustavo Costas allenatore nel pallone. Evidentemente la finale di ritorno dell’ultima Recopa non ha insegnato nulla: anche in quella occasione Santa Fe aveva iniziato a giocare dopo la sostituzione dell’argentino. Un allenatore di così tanta esperienza deve capire che giocare con Omar Perez titolare, per di più in trasferta, significa regalare un uomo agli avversari. Lo aveva capito Pelusso, che infatti vinse la Copa Sudamericana con una squadra diversa ma non più forte di questa, accantonando l’ingombrante capitano che poi si vendicò aizzando i tifosi contro l’allenatore e costringendolo alle dimissioni. Una vicenda che ricorda il caso Totti, con la differenza che Omar Perez non ha (ovviamente) la classe del romanista ma neanche un fisico decente per disputare un torneo internazionale.

    Una Copa Sudamericana che potrebbe diventare Copa Colombia perché le tre rappresentanti della nazione che detiene il trofeo partono favorite nei quarti, anche se dopo le eliminazioni di Estudiantes, Flamengo e Independiente, la finale tra San Lorenzo e Atletico Nacional sembra già scritta, a meno che la squadra di Rueda non si lasci incantare dalle sirene giapponesi: sarebbe un peccato perché At.Nacional potrebbe essere la prima squadra a vincere Libertadores e Sudamericana nello stesso anno (e anche l’ultima, dato che a partire dal 2017 grazie a una riforma abbastanza cervellotica come da tradizione Conmebol, non sarà più possibile disputare entrambe le competizioni).

  • giovanni

    Complimenti a Palestino, Chapecoense e Coritiba

    Bene Coritiba per aver superato Belgrano anche se non è una grande del calcio argentino l’anno scorso eliminata al primo turno da un’ex campione di Sudamericana come Lanus,
    mentre Chapecoense squadra più modesta ha sbattuto ai calci di rigori rigori lo storico Independiente
    raggiungendo come l’anno scorso i quarti di finale.
    La vera impresa certamente è quella di Palestino che in casa aveva perso a testa alta contro il più noto Flamengo già all’andata senza Diego quindi al ritorno l’unica assenza di rilievo si può considerare quella di Jean mentre nella squadra cilena erano assenti Vidangossy e il portiere Melo, sfida ad armi pari inimmaginabile che andasse a vincere in casa del team brasiliano.
    Onore a Valencia hombre del partido convocato meritatamente dal ct Pizzi visto il periodo di forma poteva partire titolare tranquillamente
    magari insieme a lui potevano essere considerati l’esterno alto anche Carvajal
    spostando più avanti Alexis Sanchez come gioca nei Gunners
    e Vargas tenuto inizialmente in panca purtoppo per lui non sono arrivate offerte importanti da altre altre squadre
    rimasto in Bundesliga viene impiegato solo in spezzoni di gara saltando le prime giornate;
    i laterali Sierralta e Cereceda più brillanti rispetto a isla e Mena irriconoscibili rispetto alla penultima Copa Centenario mentre nell’edizione del Centenario decisamente Fuenzalida stranamente ignorato da Pizzi e Beausejour anche lui in pò in declino in questa stagione
    mentre colui che ha annullato Guerrero sia all’andata che al ritorno
    Benjamin Vidal al posto di Jara reduce da un infortunio senza continuità con la U. de Chile viene gettato titolare da Pizzi
    così come Gareca lancia titolare Rodriguez con appena 1 presenza nel campionato peruviano,
    ogni mondo è paese.

    Mettere sullo stesso piano Independiente del Valle, innegabile il pizzico di fortuna in alcune partite ma non aveva demeritato nelle sconfitte raccogliendo nessun punto,
    con la nazionale cilena di Sampaoli nettamente più spettacolare sul piano del gioco considerando le qualificazioni e i Mondiali carioca,
    qualche errore arbitrale nella Copa America dello scorso dalla sua parte ma anche contro vedi il gol ingiustamente annullato di pregevole fattura per un fuorigioco inesistente a Vargas contro la nazionale peruviana che gli avrebbe permesso di vincere la classifica cannonieri da solo senza Guerrero che ha tratto invece beneficio dell’inutile finalina senza valore, agli Europei il 3° posto non esiste.
    Impresa a metà per Santa Cruz la remontada con 3 gol realizzati viene fermata sul più bello dal gol realizzato da Ibarguen per independiente Medellin
    che taglia le gambe per la squadra di casa inesperta in ambito internazionale
    impegnata tra l’altro nella lotta salvezza del campionato brasiliano.

    Mi fa piacere venga riconosciuta la classe immensa di Francesco Totti,
    non regge il paragone seppur tecnicamente valido Perez stavolta avrà giocato male ma non credo sia stato il responsabile principale in campo nè l’unico della sconfitta,
    andava cambiata mezza squadra 4-1 è un risultato netto,
    non adeguatamente rinforzato il reparto difensivo che non è più la stessa cosa senza Mina trasferitosi nel campionato brasiliano con 7 presenze e 4 reti media gol eccellente per un difensore nonostante l’infortunio che l’ha tenuto fermo decisamente meglio dell’attaccante Guerrero.
    Da sottolineare la tripletta di Dominguez per Cerro Porteno che gli ha consentito di meritare la convocazione nella nazionale paraguaiana,
    questa Copa Sudamericana trae spunti interessanti anche il portiere Muralha del Flamengo nella lista di Tite per la Selecao.
    Mi auguro che le 3 intruse Chapecoense, Coritiba e soprattutto Palestino
    possano sorprendere e magari perchè no eliminare le favorite sulla carta Junior, Atletico Nacional e San Lorenzo,
    mentre più equilibrato l’altro accoppiamento tra Independiente Medellin e Cerro Porteno.

    La riforma della Conmebol non sarebbe da buttare, 2 competizioni in parallelo
    ma andrebbero disputate sullo stile Champions- Europa League
    non era giusto che alcune nazioni avessero la possibilità di disputare nello stesso anno Libertadores e Libertadores mentre altre nazioni no per regolamenti di campionati differenti,
    la cosa ridicola che le squadre eliminate dalle fase a gironi di Libertadores
    verranno smistante in Sudamericana una consolazione eventuale per le grandi di Argentina, Brasile, ecc.
    Un posto in più per le cilena ma Paraguay lo avrebbe meritato di più ma potrebbero averlo con Ecuador, Uruguay nel caso le 3 messicane decidano di rinunciare per impegni di calendario con la Champions Concacaf non compatibili.

    OT
    Una precisazione, avevo detto che festeggiare un pareggio è da mediocri in sostanza se si è contenti per la prestazione da sportivi come divertimento da parte dei peruviani ok,
    ma guai a far passare il pareggio ottenuto contro gli argentini come una vittoria

  • Francesco Madeo

    Cile pecora nera del continente a livello di club negli ultimi 4 anni, non merita assolutamente il posto extra nella prossima Libertadores. Il quarto di finale raggiunto dal Palestino rappresenta il massimo risultato di una squadra cilena nel quadriennio 2013-2016 in entrambe le competizioni (Libertadores e Sudamericana). A parte il solito Venezuela, tutte le altre nazioni hanno ottenuto piazzamenti migliori, comprese Peru e Bolivia. In particolare è davvero impietoso il confronto con Paraguay, che nello stesso periodo può vantare 2 finali (Olimpia, Nacional) e 1 semifinale (Guarani) in Copa Libertadores, e anche 3 semifinali (Libertad, Luqueno, Cerro Porteno) in Copa Sudamericana. Senza dimenticare le incredibili vittorie conseguite da sconosciute squadre paraguayane contro giganti del continente (vedi Boca-Capiatà e At.Nacional-General Diaz entrambe nella Sudamericana 2014). Il fatto che Brasile potrà contare su una squadra in più rispetto all’Argentina è un’altra cosa ridicola, dato che i verdeoro sono a secco di titoli dal 2013, mentre le squadre argentine in anni più recenti hanno vinto 2 Libertadores e 2 Sudamericana. Una suddivisione più equa e veritiera avrebbe dovuto prevedere da parte della Conmebol l’assegnazione di 6 posti a Brasile e Argentina, 4 posti a Colombia (per i recenti trionfi di Santa Fe e At.Nacional), 4 al Messico (per alzare il livello della competizione), 4 al Paraguay (per meriti sportivi, come ho già ricordato) e 3 posti a tutti gli altri, compreso il Cile che proprio oggi ha ricevuto un doppio regalo dalla FIFA: 2 punti e 3 gol all’attivo in più nelle qualificazioni mondiali a causa di un calciatore che ha giocato soli 13 minuti e che aveva già disputato da titolare la Copa America Centenario senza che nessuno riscontrasse irregolarità.

  • giovanni

    Cile e Peru gemellati come non mai!

    Alla faccia di quei scostumati tifosi peruviani che in massa a Lima avevano fischiato sonoramente l’inno avversario, invece i cileni a Santiago sono stati più civili, educati e ospitali salvo una sparuta minoranza che rumoreggiava per il protrarsi a lungo dell’inno peruviano si era semplicemente incantato il nastro
    di solito dopo la prima strofa si chiude con il ritornello, gli stessi calciatori peruviani erano convinti che l’inno fosse già concluso.
    Detto ciò i 2 punti in più spettano di dovere alla nazionale cilena così come i 3 punti alla nazionale peruviana, ignoranti i dirigenti boliviani che non conoscono il regolamento o non sanno leggere ciò che c’è scritto volevano imbrogliare con naturalizzati non in regola,
    ciò è più grave della gamba aperta di Medel a Messi, o del gol di mano di Maradona agli inglesi.
    Schierare in partenza un calciatore come Cabrera ma ora spunta fuori anche Lizio non in regola( avanti il prossimo) , significa non rispettare le regole, questi calciatori non meritavano di essere convocati qui è responsabile anche il ct Hoyos (e il suo staff) che non si è documentato ripetendo l’errore di Baldivieso, in pratica questi naturalizzati hanno tolto il posto a qualche boliviano con maggiori chance.
    Ci si scandalizza per i minuti in campo di Cabrera erano pochi e quindi mettiamo caso avesse segnato il gol della vittoria sarebbe stato uno scandalo più grave di un gol fantasma non visto dalla terna arbitrale, chiaro senza supporto tecnologico nè ausilio della moviola in campo l’arbitro ha colpe relative.
    I boliviani permalosi si sono sentiti offesi contro i cileni che avevano intonato il seguente coro “quien no salta no tiene mar”
    dov’è il razzismo?
    Questa è ironia, noi italiani abbiamo considerato opera d’arte lo striscione dei napoletani dedicato ai veronesi “Giulietta è una…….. ” donna di facili costumi per intenderci,
    beh ci scandalizziamo per un coretto scherzoso?
    Ok boicottare i bu razzisti anche se le mie orecchie hanno sentito bu rivolti dal pubblico agli attaccanti della squadra rivale e della mia stessa pelle con lo scopo di intimorirli davanti alla porta per non segnare.
    I bu sono considerati razzisti ok, vanno bene multe e squalifiche del campo uguali per tutti senza alcuna distinzione, se a un giocatore però gli viene rivolto il seguente coro
    es. Balotelli figlio di …
    si può pretendere la sospensione della gara?
    Qui si fa gli offesi a prescindere, gli unici a pagare le multe più di tutti sono i cileni mentre le altre tifoserie sudamericane pagano meno o nulla, c’è qualcosa in proporzione che non torna.

    Nessuno si è accorto di Cabrera nella Copa America Centenario, semplicemente contro i cileni non aveva giocato, gli argentini non lo sapevano ma non ne avevano bisogno avendo vinto in maniera larga chiedere il 3-0 sarebbe stata una barzelletta,
    forse non lo sapevano nemmeno i panamensi con vittoria di misura loro sì avrebbero potuto migliorare la differenza reti alla fine comunque eliminati,
    colpevoli i controllori della Conmebol ammesso che esistano.
    La Copa America Centenario è stato un torneo con l’avallo della Fifa che ha lasciato, sbagliando,
    piena autonomia alla Conmebol con l’ospitalità della Concacaf.
    Per vedere un’altra Copa Centenario bisognerà aspettare altri 100 anni per cui vale il detto chi vivrà vedrà, con tutta onestà non credo di esserci.
    Ovviamente le qualificazioni ai Mondiali sono altra storia, non poteva passare tutto inosservato così a lungo,
    sarà che Cabrera ha militato tra l’altro nel campionato cileno o semplice coincidenza?

    Mi dissocio completamente dall’affermare che Cile ha avuto un doppio regalo,
    anzi i cileni il regalo semmai l’hanno fatto ai peruviani che non sapevano nulla
    e come d’incanto si ritrovano 3 punti esterni loro che fuori casa non vincevano da una trentina di gare come San Marino,
    entrando così nella lotta per il 5° posto distante 5 punti.
    Se Gareca avesse a disposizione degli attaccanti veramente fantastici e compatibili tra loro come Cavani e Suarez, altro che Guerrero e Pizarro,
    sarei più ottimista dormendo comodo su 2 guanciali il sogno qualificazione di conseguenza meno proibitivo.

    Per quanto riguarda le squadre a livello di club il regalo non l’ha ricevuto Cile
    ma le squadre argentine e brasiliane,
    se il rendimento di quelle cilene è della scorsa Libertadores avere una cilena in più nel girone o al preliminare sarà motivo di gioia, infatti una squadra cilena sulla carta è meno ostica delle complicate paraguaiane
    che qui concordo pienamente soltanto per meriti sportivi dovevano avere un posto in più rispetto a quelle cilene e alle altre restanti.

    La Conmebol all’unanimità in Consiglio ha deciso diversamente mischiando Libertadores, Sudamericana e Copa America dando ragione al buon Adani in telecronaca Sky quando affermò a suo tempo
    Colombia e Cile le uniche padrone del Sudamerica riferendosi ai trionfi recenti di A.Nacional, Santa Fe e nazionale cilena.
    Andiamo a leggere il regolamento con attenzione ok?
    Altrimenti siamo tutti boliviani!

    L’assegnazione dei posti in più per Brasile, Argentina, Cile, Colombia
    è stata fatta attraverso un’analisi tecnica con criterio commerciale e sportivo includendo il numero di squadre rappresentato in base alla ” poblacion total y el tamano del mercado” a voi la traduzione cercate il comunicato della Conmebol lì c’è scritto.

    A mio avviso il problema vero risale alla base, ossia per la riforma della Libertadores
    considerando soltanto i meriti sportivi bisognava aspettare almeno un anno 2018-19 sul modello europeo,
    vedere gli attuali campionati modificati in pieno svolgimento è davvero ridicolo,
    intanto altro che 4 squadre per le messicane stando agli ultimi rumors rinunceranno alla partecipazione in Libertadores per motivi di calendario, per non avere ricevuto garanzie e non essere più considerati dei semplici invitati
    volevano le stesse garanzie delle squadre sudamericane
    es. in caso di eventuale finale stabilire per sorteggio trasparente dove disputare la gara di ritorno di Libertadores
    e non cambiare i regolamenti come durante la finale della scandalosa Sudamericana vinta da A.Sarandi durante l’intervallo il gol in trasferta divenne valido ecc.
    invece le messicane hanno preferito togliere il disturbo,

    Altro caos si liberano 3 posti possono sperare Paraguay, Ecuador, Uruguay che come Bolivia credo non disputano una copa locale a differenza di Cile, Colombia, Argentina e Brasile
    forse anche questo particolare ha influito,
    poi altro es. la Copa Chile qualificazione alla Sudamericana, mentre la Copa Argentina e brasiliana qualificazione alla Libertadores.
    Esiste la Copa Peru in realtà trattasi di terza serie per non dire amatoriale che offre la promozione diretta in massima serie,
    mai vista al mondo una liguilla come quella attuale peruviana in cui la classifica si divide
    in 2
    le squadre impegnate per la salvezza non possono affrontare quelle dell’altro girone,
    la vera liguilla sono i play-off per vincere il campionato
    e i play-out per evitare la retrocessione.

    Insomma anche qui non c’è chiarezza.
    Considerare il ranking soltanto degli ultimi 4 anni mi sembra moolto riduttivo,
    in teoria la pecora nera sarebbe Venezuela ma non mi va di fare di tutta un’erba un fascio, le squadre venezuelane sono in parte penalizzate poichè il loro campionato o stagione calcistica non è annuale come la Libertadores che intendono organizzare,
    le squadre boliviane saranno anche migliori delle cilene negli ultimi anni
    ma le peruviane non hanno raggiunto piazzamenti migliori delle cilene anzi
    Real Garcilaso = quarti di finale di Libertadores 2013
    Cesar Vallejo = quarti di finale di Sudamericana 2014,

    U. de Chie = campione Sudamericana 2011, semifinalista Libertadores 2012, quarti di finale Sudamericana 2012,
    U. Catolica = semifinalista Sudamericana 2012
    Palestino = quarti di finale Sudamericana 2016.
    Inoltre le squadre peruviane dal 2011 al 2016 non superano il preliminare di Libertadores,
    le squadre cilene dal 2008 al 2015 hanno superato il preliminare di Libertadores
    tranne la scorsa edizione U. de Chile pecora nera per l’occasione termine che va tanto di moda qui.
    Comunque farei distinzione tra le 2 competizioni, per la Libertadores la Conmebol utilizza un ranking storico e il suo coefficiente dell’ultimo decennio o qualcosa simile ecc. ma solo per determinare l’ordine delle squadre durante la composizione dei gironi se si guarda alla storia Bolivia, Peru, Venezuela non hanno mai vinto la Libertadores, Cile si con Colo Colo datata 1991.
    Colo Colo e U.Catolica hanno più storia nel ranking delle popolari peruviane Sporting Cristal e Universitario.

    C’è un’altra contraddizione le argentine hanno vinto di più negli ultimi anni rispetto alle brasiliane ragion per cui non possono nemmeno avere lo stesso numero di posti, semmai Argentina 1 in più rispetto a Brasile o sbaglio?
    Senza le messicane la Libertadores a 38 squadre sarebbe così
    3 squadre per tutte le nazioni: le prime 2 dei rispettivi campionati con il formato largo, abolendo il promedio laddove è ancora in vigore,
    la vincente della propria copa locale d’obbligo per tutte e 10 le sudamericane
    restano 8 posti da assegnare per ranking dell’ultimo decennio a naso verrebbe così
    3 = Argentina,
    2 = Brasile
    1 = Colombia, Paraguay, vincente Libertadores.

    Per farla breve la Libertadores 2017 creata dai cervelloni della Conmebol è frutto dell’improvvisazione, d’altronde il presidente uscente della Conmebol Napout era paraguaiano di certo non un santo scusate l’eufemismo e il successore per la politica dell’alternanza tal Dominguez è.. i
    ndovinate un pò….
    un altro paraguaiano.
    A buon intenditor!

  • Francesco Madeo

    I tre punti assegnati al Peru sono ancora più scandalosi, perché il malcapitato Cabrera giocò appena 8 minuti e il suo ingresso in campo avvenne non per difendere il pari come a Santiago, ma soltanto per la classica perdita di tempo a vittoria già acquisita. La differenza è che rispetto al Cile bi-campione d’America, Peru non ha alcuna possibilità di qualificarsi al Mondiale, perché per recuperare i 6 punti e rientrare nel gruppo bisognerebbe vincere 3 o 4 gare consecutive, il che è ragionevolmente impensabile per chi nelle qualificazioni mondiali ha un rendimento esterno come hai detto tu quasi al livello di San Marino. Per me la Fifa ha agito nel peggiore dei modi: si poteva sanzionare la Bolivia con una multa pesante o al limite sottrargli i punti ottenuti con Cabrera in campo senza assegnare la vittoria tavolino a Cile e Peru, dal momento che non si tratta di gare a eliminazione diretta ma in questo modo viene falsato l’intero cammino delle qualificazioni (a mio avviso chi ci rimette di più non è l’Argentina bensì Ecuador che a La Paz ha lasciato due punti). Buon per Gareca che a questo punto può vantarsi di aver fatto meglio del suo predecessore, avendo eguagliato lo scorso anno il 3°posto in Copa America ottenuto da Markarian nel 2011, a cui vanno aggiunti quest’anno il successo contro una grande nazionale (Brasile) e una vittoria in trasferta (Bolivia, appunto) nelle qualificazioni mondiali che mancava dal lontanissimo 2004, anche se entrambi i traguardi sono stati ottenuti non per meriti propri ma grazie a ciò che Lotito definisce ‘fattori imponderabili’.