Copa Libertadores 2016 – San Paolo avanti con rissa, il River non convince

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Con la battaglia di La Paz e la passerella del Monumental si conclude ufficialmente la fase a gironi di Copa Libertadores. San Paolo e River Plate strappano il pass per gli ottavi di finale come forse era da pronostico, ma The Strongest per un lungo tratto di gara ha fatto passare dei brutti momenti alla compagine di Edgardo Bauza. Già, perché i boliviani hanno giocato un match tutto grinta e cuore, condannati da alcuni incredibili errori sotto porta che poi, abbinati alla straordinaria concretezza dei brasiliani, hanno fatto la differenza in fatto di qualificazione. Ovviamente, come per ogni incontro decisivo che si rispetti, non poteva mancare la rissa finale, che ha di fatto rovinato l’immagine di una serata grandiosa dal punto di vista agonistico.

CRISI DI NERVI – Tutto inizia infatti al triplice fischio finale, con The Strongest visibilmente alterato per le troppe perdite di tempo del San Paolo che hanno portato l’arbitro cileno Tobar ad espellere il portiere ospite Denis nei minuti di recupero. Nella mischia accesasi a fine gara, Maldonado tira un calcetto provocatorio a Calleri, che girandosi risponde cercando di colpire l’avversario con una manata. Risultato scontato: argentino espulso e, così come per il compagno Denis, almeno una giornata di squalifica. La rissa è poi continuata fino al tunnel che conduce agli spogliatoi, con Cesar Farias e Bauza a cercare di calmare gli animi, sostenuti però dal fitto lancio di oggetti piovuto dalla tribune. Anche questo è Sudamerica. In campo però le squadre hanno cercato di interpretare al meglio il match; The Strongest parte forte cercando di sfruttare il fattore altura (il San Paolo è arrivato in Bolivia a Santa Cruz, trasferendosi a La Paz solo poche ore prima del match), e dopo aver sfiorato un paio di volte il vantaggio, su palla inattiva arriva il gol – probabilmente irregolare per fuorigioco più tocco di mano – di Cristaldo. La reazione ospite è affidata all’ispiratissimo Kelvin, migliore in campo, bravo a creare un paio di volte la superiorità numerica prima di procurarsi l’angolo dal quale nasce il pari di Calleri. La ripresa è un monologo locale, con il San Paolo alle prese con parecchie soste forzate per usufruire delle maschere ad ossigeno inevitabili, a queste latitudini. Matias Alonso si mangia il gol qualificazione, tirando in braccio a Denis da un paio di metri, mentre nel finale Neumann – di testa – spreca malamente un’occasione ghiotta per dare il colpo di grazie ai brasiliani. Il resto è storia: perdite di tempo, rissa e le espulsioni. Il San Paolo alla fine ride, ma contro il Toluca non avrà due dei suoi punti cardine.

RIVER DA RITROVARE – Cercare spunti positivi dalla serata di ieri è come provare a cercare il classico ago nel pagliaio. Ok, il River Plate ha vinto e blindato il primo posto nel gruppo 1, assicurandosi l’ottavo di finale contro l’Independiente Del Valle. E qui le notizie positive si fermano. Per il resto si è vista una squadra parecchio impaurita, pasticciona, forse con il freno a mano tirato (domenica c’è il Superclasíco), ma sicuramente da storcere il naso, perché prendere tre gol in casa dai Trujillanos – costretti a giocare un’ora in dieci – non è una cosa che può passare inosservata. La partita comunque i Millonarios la incanalano subito sui binari giusti, trascinati nella prima mezz’ora da un D’Alessandro in stato di grazia, bravo su punizione a sbloccare la contesa per poi raddoppiarla dal dischetto. Col passare dei minuti la Banda molla la presa per poi riprenderla ad inizio secondo tempo (in mezzo il momentaneo 2-1, molto bello, di Cova), quando Mayada ed Alario sfruttano due amnesie clamorose della difesa ospite per colpire nuovamente. Da qui in poi la gara cambia; il River esce mentalmente dal campo e regala alcune occasioni ghiotte ai Trujillanos, trascinati dal gioiello di casa, Gonzalez, bravo a pescare il gol e poi a procurarsi il rigore trasformato da Cabezas. Tra le dolenti note c’è anche l’infortunio di Maidana, che oggi verrà valutato in clinica. Insomma, non una serata indimenticabile, che Gallardo analizza così: “Dovevamo vincere e si è vinto. Vero è che il gioco ha latitato, ma siamo in un periodo particolare della stagione. Abbiamo tanti impegni, dobbiamo dosare le forze“.

  • Francesco Madeo

    La serietà non paga. Per una volta che l’arbitro si decide ad applicare il regolamento, scoppia un putiferio. Spero che non resti un caso isolato: troppi portieri sudamericani (uno su tutti, il clownesco Henao di Once Caldas) hanno costruito le loro fortune in questo modo; se venisse introdotto il tempo effettivo di gioco, molti di loro dovrebbero cambiare mestiere. Anziché spendere miliardi per insulse campagne sul fair play, basterebbe usare il pugno di ferro: al termine di Huracan-Penarol l’arbitro ha dovuto lasciare il campo scortato come un criminale semplicemente per aver fatto il suo dovere, annullando nel finale un gol per parte; nessuna punizione invece per l’indegna gazzarra scatenata dai giocatori di entrambe le squadre e nemmeno per Marcos Diaz, portiere di Huracan che ha insultato pesantemente l’arbitro in diretta tv. Chissà quante generazioni dovranno passare prima di vedere un giocatore ospite battere un angolo senza la protezione degli scudi della polizia…

    Tornando al calcio giocato, la vera Libertadores inizia ora, Sao Paulo ce l’ha fatta per il rotto della cuffia, come i campioni delle ultime due edizioni: potrebbe essere beneaugurante. San Lorenzo grande delusione del torneo, Guede può salvare la panchina solo vincendo il campionato. Eliminato a sorpresa Santa Fe, tradito nella gara decisiva dai migliori giocatori della Copa Sudamericana (Mina e Balanta) e penalizzato dal cambio di allenatore: i tifosi ringrazino Omar Perez. Ennesimo fallimento per Colo Colo. Epilogo amaro per Olimpia: qui il cambio di allenatore ha funzionato ma si è rivelato tardivo. Bolivar fuori per colpa del suo portiere, decisivo in negativo nelle gare casalinghe contro Boca e Racing. Situazione surreale in casa The Strongest, che si è presentato alla sfida decisiva con un nuovo tecnico che non aveva diretto neanche un allenamento; sfortunato Marcelo Soria, esonerato dalla nazionale dopo aver condotto la Bolivia ai quarti di Copa America dopo 18 anni, esonerato da The Strongest nonostante la storica vittoria in Brasile.

    Negli ottavi di finale, sulla carta doppio confronto equilibratissimo tra Gremio vs Rosario Central e Racing vs At. Mineiro. Massima incertezza anche per Sao Paulo vs Toluca, anche se le assenze di Denis e soprattutto Calleri (per lui la squalifica potrebbe essere di più giornate) potrebbero incidere. Nelle altre cinque sfide, le squadre con il ritorno in casa partono chiaramente favorite e hanno le potenzialità per ipotecare i quarti già nella gara di andata. Per sperare nel passaggio del turno, Huracan, Nacional, Tachira, Independiente del Valle e Cerro Porteno devono seguire l’esempio delle paraguayane Guarani (2015) e Nacional (2014), cioè vincere la partita in casa mantenendo la porta inviolata.