Copa Libertadores 2016 – Rosario Central e Boca Juniors, tre gol che valgono i quarti

(Foto:DyN)
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Se l’Argentina tra mercoledì e giovedì aveva dovuto incassare una doppia delusione con le eliminazioni – anche sfortunate, se vogliamo – di Huracan e Racing, questa notte Rosario Central e Boca Juniors hanno invece rispettato il pronostico e si sono conquistate l’accesso ai quarti di finale di Copa Libertadores. Con tre reti a testa, Canallas e Xeneizes hanno liquidato le pratiche Gremio e Cerro Porteño, già ipotecate dopo l’andata con i due successi a domicilio. I grandi protagonisti della serata sono Marco Ruben e Carlos Tevez, autori di due prove straordinarie, che lasciano ben sperare per il prosieguo del torneo.

FURIA CENTRAL – Al “Gigante de Arroyito” il Rosario Central ci mette un’ora scarsa per archiviare la pratica Gremio. I brasiliani arrivano in Argentina già sotto di un gol, e la formazione offensiva messa in campo dal tecnico ospite Rogerio Machado ha sì tante punte, ma non… punge. Giochi di parole a parte, nonostante Miller Bolaños, Douglas, Giuliano e Luan dentro dall’inizio, il Gremio non riesce nell’arco del match a trovarne il canovaccio giusto, mentre dall’altra parte Coudet fa densità a centrocampo lasciando l’iniziativa agli avversari per poi provare a segnare manovrando. Così arriva il gol del vantaggio, con Cervi bravo a recuperare palla a centrocampo servendola ad Herrera, che a sua volta pesca Montoya a destra. Il cross del numero 8 è con il contagiri, e Marco Ruben non ha problemi ad impattarla al volo di sinistro. Una manciata di minuti dopo Cervi con una veronica costringe Geromel all’intervento in area: dal dischetto Marco Ruben fa 2-0, per la gioia dei (pochi) tifosi presenti. Il resto è accademia pura; come la zuccata di Donatti, centrale goleador della Canalla, a metà ripresa: “E’ stata una serata perfetta – ha commentato il Chacho Coudet – quando interpretiamo così le partite in pochi possono tenerci testa“.

CARLITOS SHOW – Qualche chilometro più in là di Rosario il Boca Juniors sfodera una delle migliori prestazioni della stagione, battendo 3-1 alla “Bombonera” un ottimo Cerro Porteño. Molti dei meriti sono di Carlos Tevez, che ancora una volta mette lo zampino in tutte le reti della squadra, ma una menzione va anche ad Orion che – nonostante un brutto svenimento causa scontro di gioco – si rialza e continua, sfoderando due parate decisive su Dominguez sul risultato di 1-1. Con Pavon e Carrizo sugli esterni, Barros Schelotto torna al 4-3-3 e mette piedi buoni in mezzo per arginare la forza offensiva degli azulgrana. Che, in avvio, vanno vicini al vantaggio con Luis Léal, ma pochi minuti dopo incassano il vantaggio su calcio di rigore segnato ovviamente da Tevez. La reazione dei ragazzi di Morinigo è immediata e arriva a metà del primo tempo, con un’azione corale conclusa da Rojas per il pari. La doppio opportunità per Dominguez potrebbe svoltare la gara, ma Orion – a cavallo tra i tempi – sfodera due prodezze degne della convocazione in nazionale per la Copa America Centenario. Il resto lo fa Tevez, servendo l’assit del raddoppio a Pavon e – nel finale – smarcando Fabra con un “no look” strepitoso: Pablo Perez ringrazia e chiude i giochi.

I QUARTI DI FINALE – La Copa Libertadores entra così sempre più nel vivo. Il prossimo ostacolo tra Boca Juniors e la finale si chiama Nacional di Montevideo, giovane truppa diretta da Gustavo Munua con un Nico Lopez in forma strepitosa. “El Diente“, da quando è tornato in Uruguay, ha ritrovato lo smalto dei bei vecchi tempi, e in Libertadores ha fatto vedere di essere giocatore di altra categoria. Ad aspettare il Rosario Central ci sarà invece l’Atletico Nacional di Medellín, uscito vincitore “ammaccato” dalla battaglia contro l’Huracan. Ad incendiare le platee brasiliane sarà il derby tra San Paolo ed Atletico-MG, il che significa una rappresentante brasiliana in semifinale, mentre la sorpresa del torneo uscirà nel match tra Pumas ed Independiente Del Valle. I messicani hanno dimostrato di essere una compagine di tutto rispetto, ma la IDV è ormai una “mata gigantés” e va presa con le molle. Perché sognare non costa nulla, ma in Sudamerica ancora meno.