Copa America 2016 – Argentina, show rosaríno: Banega e Di Maria affondano il Cile

di maria

Rosario capitale d’Argentina. Solo per una sera? Forse. Ma se è vero che l’imbattibile Buenos Aires non perde mai il fascino, a livello calcistico Rosario non è da meno. Nell’esordio della Copa America Centenario l’Argentina batte 2-1 il Cile e si prende tre punti vitali, regalati dall’impressionante prova corale e più in particolare dalla coppia leprosa-canalla composta da Banega e Di Maria. Il neoacquisto dell’Inter disegna calcio, il Fidéo non è da meno, e la prima (piccola) rivincita per la sconfitta dello scorso anno è stata presa. Adesso la Roja sarà costretta a battere Panama, in un match che si preannuncia da ultima spiaggia.

IN ATTESA DI MESSI – La Pulga è infortunata, e allora c’è bisogno di inventarsi qualcosa di alternativo. Il Tata Martino si gioca la carta Gaitan dall’inizio, ma è chiaro sin da subito che saranno Banega e Di Maria ad avere la responsabilità di rimarcare le differenze in campo. Pronti, via, e il Fidéo si immola subito in un paio di numeri impressionanti, tra cui il caño (tunnel) ad un avversario per uscire da un blocco sulla linea laterale. Le transizioni offensive le conduce tutte lui assieme all’ex Siviglia, ma in fase di finalizzazione – almeno nel primo tempo – l’Albiceleste pecca di eccessiva leziosità. Infatti è proprio il Cile ad andare più vicino al vantaggio nella prima frazione, con Sanchez che viene fermato in uscita da uno stico Romero. Nella ripresa però la musica cambia, e in un quarto d’ora la premiata ditta Banega – Di Maria confeziona le due reti della vittoria, entrambe nella stessa maniera. Il pressing alto dell’Argentina permette di recuperare palloni in zona mediana avanzata, così Banega prima libera Di Maria per il gol del vantaggio, e poi detta un passaggio sull’esterno che si trasforma nel raddoppio, imprendibile per Bravo complice una deviazione di Isla. Il Cile incassa il colpo e reagisce solo nel finale, con il gol – inutile – di Fuenzalida. L’Argentina c’è e vuole togliersi parecchie soddisfazioni. In attesa di ritrovare Messi.

MÁS QUE UN BLÁS – Nel torrido pomeriggio di Orlando, Florida, Panama batte 2-1 la Bolivia di Baldivieso e batte il primo colpo conquistando tre punti importanti. La squadra del Bolillo Gomez parte col piede giusto ma convince meno di quello che ci si aspettasse; il grande protagonista della serata è la punta Blás Perez, autore di una doppietta e dei primi gol della storia segnati dai Canaléros in Copa America. La partita, che sembrava segnata in avvio, invece si riequilibra nella ripresa perché Panama in pratica rinuncia a giocare dopo il vantaggio, e la Bolivia – nonostante l’assetto ultra difensivo – impatta nell’unico disimpegno errato nella retroguardia avversaria. I ragazzi del dt colombiano partono forte, ma Tejada – bomber principe della nazionale panameña – è in panchina e a risentirne è la fase di finalizzazione. Dopo un paio di tentativi interessanti, Panama passa con Blás Perez, bravo a mettere in rete una combinazione sulla fascia mancina condotta da Quintero e Miller. Quintero, migliore in campo, è l’incaricato a spaccare il match, e sul finire del primo tempo regala due assist al bacio a Torres, che però fallisce malamente. Nella ripresa la Verde prova ad alzare la testa, Arce pareggia su palla inattiva (complice un disimpegno orribile di Cummings), e Gomez ricorre alle forze fresche trovando il jolly. Tejada ed Arroyo cambiano il match; la punta del Juan Aurich calamita un’infinità di palloni, l’esterno numero 15 invece scarena Cabrera al minuto 88 per regalare a Blás Perez la palla della vittoria.