Copa America 2016 – Argentina esagerata: quattro gol agli USA, ora è finale

Soccer: 2016 Copa America Centenario-Argentina at USA

Due gol per tempo, un dominio a tratti imbarazzante e la finale in ghiaccio dopo una ventina di minuti. L’Argentina del Tata Martino procede in pompa magna fino alla finale, abbattendo avversari come deboli birilli. Al bowling albiceleste questa volta questa volta, loro malgrado, partecipano gli USA, travolti dalla furia di Messi e soci con la stessa facilità con la quale l’Argentina stessa ha affondato il Venezuela nel quarto di finale. Dominio netto, amplificato dal vantaggio iniziale arrivato sin da subito.

SENSO UNICO – Già, perché dopo soli due minuti la difesa statunitense si dimentica di Lavezzi libero in area, ed il Pocho – con un colpo di testa a scavalcare un rivedibile Guzan – sblocca il match per i suoi senza la minima fatica. Da qui in poi è un assolo, perché se c’è una cosa che l’Argentina sa fare bene è gestire le partite addormentando il possesso palla; con il centrocampo composto da Banega ed Augusto, le linee rimangono strette e sincronizzate, ma soprattutto mettono in confusione il 4-4-2 organizzato da Klinsmann, costretto – suo malgrado – a cambiare assetto dopo un quarto d’ora di gioco. Ma l’Argentina è in serata, e dopo aver sfiorato il raddoppio in un paio di occasioni pesca il 2-0 con una punizione di Messi, che – aiutato dall’incerto Guzan – segna il gol che lo proietta nella storia della nazionale. Infatti, la Pulga con questa rete supera i gol di Batistuta in Copa América.

TOCCA AL PIPITA Il secondo tempo è solo accademia, e si apre con Klinsmann che senza apparenti motivi va a chiedere spiegazioni all’arbitro a muso duro. Ma gli USA non sono mai scesi in campo, e dopo pochi istanti Mesi mette sui piedi di Higuain un cioccolatino solo da spingere in porta. un altro highlight della ripresa è il brutto infortunio occorso a Lavezzi, che cade rovinosamente sui cartelloni pubblicitari aprendosi un braccio. Nel finale c’è ancora spazio per Higuain, bravo a segnare la sua doppietta personale salendo a quota 4 gol, insidiando Vargas, e soprattutto candidandosi come potenziale uomo decisivo della finale. Ma Messi, in tutto questo, com’è andato? Léo ha giocato da leader, cucito e costruito, e nonostante i problemi fisici sembrino superati i complimenti d’obbliga vanno a Matino per come ha gestito la situazione: “Andiamo in finale per sollevare finalmente un trofeo – ha detto Messi – siamo forti e dobbiamo raccogliere quanto seminato“.

TABELLINO
Argentina: Sergio Romero – Gabriel Mercado, Nicolás Otamendi, Ramiro Funes Mori y Marcos Rojo (Víctor Cuesta, 83) – Augusto Fernández (Lucas Biglia, 59), Javier Mascherano y Ever Banega – Lionel Messi, Gonzalo Higuaín y Ezequiel Lavezzi (Erik Lamela, 67). DT: Gerardo Martino
USA: Guzan – DeAndré Yedlin, Geoff Cameron, John Brooks, Fabian Johnson – Michael Bradley, Kyle Beckerman (Steven Birnbaum, 60), Graham Zusi – Chris Wondolowski (Christian Pulisic, 46), Clint Dempsey (Darlington Nagbe, 78) Zardes. DT: Jürgen Klinsmann.

Gol: Ezequiel Lavezzi (3), Lionel Messi (32), Gonzalo Higuaín (50, 86)
Arbitro: Enrique Cáceres