Copa América 2015 – Gruppo C: Brasile, Colombia, Perù e Venezuela pronte a darsi battaglia

COPA AMERICA CHILE 2015 – GRUPPO C

GRUPPO C

Un Brasile in crescita e totalmente trasformato sotto la guida del Dunga-bis, una Colombia ambiziosa, straripante di talento e potenza fisica, poi le due sfavorite, Perù e Venezuela, chiamate a tenere testa alle più blasonate avversarie e provare a ripercorrere il magico cammino di quattro anni fa in Argentina, in cui giunsero entrambe in semifinale. Questo il gruppo C, dal sapore tutto latino-americano e ci auguriamo pure ricco di goal e spettacolo. A far da cornice alle sei sfide del girone, che aprirà i battenti il 14 giugno con Colombia-Venezuela e Brasile-Perù, saranno ben quattro stadi di altrettante suggestive città cilene. C’è la magnifica Valparaìso, località di porto affacciata sul Pacifico, in cui si giocherà all’ Estadio Elias Figueroa Brander, tana del Santiago Wanderers da 22.800 posti, chiamato anche Playa Ancha come il nome del quartiere dove si staglia; poi c’è Rancagua, detta anche Ciudad de Heroes per la battaglia del 1814 contro i conquistatori spagnoli: situata all’ interno del Cile a 500 metri sopra il livello del mare, il suo Estadio El Teniente (o El Mundialista) può contenere 15.600 spettatori. Collegata a Rancagua, tramite la famosa Panamericana, c’è naturalmente la capitale Santiago. La sede designata sarà l’ Estadio Monumental David Arellano, casa del Colo-Colo, impianto che trasuda storia con i suoi 47.000 posti e dove la squadra di casa si consacrò campione nella Libertadores 1991. Circa 600 chilometri a Sud di Santiago si trova Temuco, ad una distanza che potrà influire considerando gli impegni così ravvicinati: all’ Estadio Bicentenario German Becker (19.000 posti) scenderà in campo per ben due volte il Perù, la Selezione di Ricardo Gareca è quella che dovrà fare gli spostamenti più lunghi. Il match che si prospetta più vibrante è senz’ altro quello tra le potenti Brasile e Colombia in programma alla 2a giornata, ma la speranza è che peruviani e venezuelani riescano a sorprenderci e farci divertire, nonostante abbiano mezzi e qualità certamente inferiori.

Calendario Coppa America 2015 Girone C 

14 giugno 2015 ore 21:00 Colombia-Venezuela, Rancagua

14 giugno 2015 ore 23:30 Brasile-Perú, Temuco

17 giugno 2015 ore 1:30 Brasile-Colombia, Santiago

18 giugno 2015 ore 1:30 Perú-Venezuela, Valparaíso

21 giugno 2015 ore 21:00 Colombia-Perú, Temuco

21 giugno 2015 ore 23:30 Brasile-Venezuela, Santiago

BRASILE

Il Brasile nel recente test col Messico
Il Brasile nel recente test col Messico

Ci si attende un Brasile voglioso di riscossa dopo la figuraccia del Mondiale della scorsa estate. Il ritorno di Dunga ha dato un netto taglio rispetto alla gestione di Scolari e molti giocatori importanti sono stati lasciati a casa, premiando altri meno famosi, ma magari con più fame e nervi saldi. Disgraziatamente alcune defezioni dell’ ultimo minuto hanno però costretto il CT a rivedere i propri piani. In porta si affida a Jefferson del Botafogo, con Grohe e Neto (convocato per infortunio di Diego Alves) alle sue spalle, ma specialmente in difesa i problemi sono aumentati ulteriormente: Marcelo si era misteriosamente infortunato dieci giorni fa, mentre è fresca di stanotte la notizia del forfait del terzino destro Danilo, a sostituirli ci saranno Filipe Luis a sinistra e forse Daniel Alves a destra: la sua assenza aveva suscitato scalpore, tuttavia si aggregherà al gruppo soltanto nella giornata odierna. I centrali saranno ancora Thiago Silva e l’ imprudente David Luiz, ma ci sono ottime alternative in panchina, con Miranda dell’ Atletico Madrid e i giovani ma inesperti Geferson (Internacional), Fabinho e Marquinhos, essenziali nel campionato francese con Monaco e PSG. A centrocampo pessima notizia la rinuncia obbligata a Luiz Gustavo, infortunatosi al menisco una settimana fa, al suo posto premiato Fred dello Shakhtar. Dei superstiti del 7 a 1 con la Germania ci sono Fernandinho e Willian, niente convocazione invece per gente come Ramires, Paulinho, Anderson, Goulart e soprattutto Oscar, a detta di Dunga non al top fisicamente. I volti nuovi rispondono ai nomi di Elias del Corinthians (buona tecnica e corsa), Casemiro del Porto e dei più offensivi Coutinho e Douglas Costa, che in Europa conosciamo bene; chance a sorpresa anche per Everton Ribeiro, giocatore di indubbio valore e vincitore di due titoli brasiliani con il Cruzeiro, ma che attualmente milita nel meno noto campionato degli Emirati Arabi con la maglia dell’ Al-Ahli. Molti avrebbero preferito altri nomi, ma bisogna riconoscere come non sia mai facile scegliere i migliori 23 brasiliani, nonostante questa sia una delle Seleção più deboli della storia. Cambiamenti drastici ovviamente anche in attacco. E’ stato scartato Luiz Adriano così come i bistrattati Fred ed Hulk, dentro Roberto Firmino dell’ Hoffenheim, il pupillo Robinho e Diego Tardelli, vincitore di due Libertadores con San Paolo e Atletico Mineiro e attualmente ai cinesi dello Shandong Luneng: dovrebbe essere il numero 9 a far coppia con l’ idolo indiscusso Neymar, punto cardine dell’ undici base. Il popolo verdeoro infatti confida sull’ estro e i goal del ragazzo cresciuto a Vila Belmiro, per arrivare fino in fondo e conquistare la Copa America, che sarebbe la numero 9 nella storia del Brasile; vedremo se Neymar riuscirà a trascinare la squadra fino al successo e, dato che i compagni di reparto non si chiamano Messi e Suarez, il gioco di questo Brasile dovrà per forza basarsi sulla sua stella e metterlo nelle condizioni di poter segnare tanto. I brasiliani si aggrappano anche alla cabala, infatti Dunga, durante il suo primo mandato, vinse il trofeo nel 2007 in Venezuela, surclassando in finale l’ Argentina grazie alle giocate di Robinho e Baptista. Pure quell’ anno c’ era un robusto scetticismo sulle possibilità della squadra di Dunga, che però fu capace di non far rimpiangere l’ assenza di fenomeni come Lucio, Ronaldinho e Kakà e si prese il trofeo con giocatori meno reclamizzati come il portiere Doni, Josué, Mineiro e il mitico Vagner Love. Dal suo ritorno nello scorso settembre, il CT svelatosi in Europa con la maglia del Pisa nel 1987, ha inanellato una serie di 10 successi su 10 gare (per ultimi contro Messico e Honduras), che finora ha dato ampiamente ragione alle sue scelte. Adesso però si fa sul serio e il suo Brasile dovrà mostrare di che pasta è fatto e di essere all’ altezza della propria storia gloriosa.

Ecco i nomi dei 23 protagonisti scelti da Carlos Dunga 

Portieri: Jefferson (Botafogo), Neto (Fiorentina), Marcelo Grohe (Gremio).

Difensori: Daniel Alves (Barcellona), Fabinho (Monaco), Filipe Luis (Chelsea), Geferson (Internacional), Thiago Silva (Psg), Miranda (Atletico Madrid), David Luiz (Psg), Marquinhos (Psg)

Centrocampisti: Fred (Shakhtar), Fernandinho (Manchester City), Elias (Corinthians), Casemiro (Porto), Willian (Chelsea), Everton Ribeiro (Al Ahly), Douglas Costa (Shakhtar Donetsk), Coutinho (Liverpool)

Attaccanti: Neymar (Barcelona), Robinho (Santos), Roberto Firmino (Hoffenheim), Diego Tardelli (Shandong Luneng)

COLOMBIA

Una possibile Colombia
Una possibile formazione della Colombia

I Cafeteros piacciono un pò a tutti per come sanno incantare con il pallone tra i piedi, del resto il talento nella rosa a disposizione di José Pekerman è davvero impressionante. I quarti di finale ottenuti a Brasile 2014 sono stati un ottimo traguardo, che può fare da trampolino di lancio per raggiungere la vittoria in questa coppa. La voglia di consacrarsi a livello internazionale è grande, infatti la Colombia in bacheca annovera soltanto una Copa America, quella vinta nella finale contro il Messico proprio a Bogotà, nello stadio capitolino El Campìn, con un goal di Ivan Cordoba. Da allora, ed era il 2001, raramente si è vista una Seleccion Amarilla di un così alto livello come oggi, spesso paragonata a quella di Valderrama che brillò negli anni ’90. I risultati che hanno caratterizzato il percorso dei ragazzi di Pekerman dal post-Mondiale ad adesso sono rassicuranti e parlano di 7 vittorie ed 1 sola sconfitta, rimediata proprio contro il Brasile ad ottobre; i Cafeteros si sono sbarazzati di realtà importanti come USA, Costa Rica, e Slovenia, battendo senza problemi le meno quotate Kuwait, Bahrain, Canada e Salvador. Giusto per non perdere il vizio, si sono distinti specialmente Falcao con 6 reti e Bacca con 4, ma il super attacco di questa Copa comprenderà anche il bomber Jackson Martinez, il funzionale Gutierrez e il sampdoriano Muriel. Due conoscenze della serie A come Ibarbo e Cuadrado sono le frecce pronte a fornire cross e creare superiorità numerica, ma data la presenza dell’ inamovibile James Rodriguez, le scelte di Pekerman dovranno essere ben oculate considerata l’ abbondanza in zona offensiva. In questo senso sarà fondamentale l’ apporto dei due mastini di centrocampo, probabilmente Carlos Sanchez dell’ Aston Villa e Alex Mejia del Monterrey, chiamati a dare equilibrio tattico e copertura alla difesa; con le assenze annunciate di Guarin e Abel Aguilar, completano il reparto il forte e promettente Edwin Cardona, ex Atletico Nacional e pure lui in forza ai messicani del Monterrey, e l’ altro Edwin, Valencia, centrocampista difensivo 30enne del Santos. A preoccupare maggiormente è la linea di difesa a 4, che sarà orfana del capitano Yepes e proporrà il milanista Carlos Zapata, affiancato dal neo-interista Murillo, con ai lati Armero (appena approdato al Flamengo) a sinistra e uno tra Pedro Franco del Besiktas o Santiago Arias del PSV a destra. In porta ovviamente il 27enne Ospina dell’ Arsenal, con Camilo Vargas e il 22enne Bonilla dietro. Il materiale per fare un bella figura c’è eccome, chissà che la Colombia non possa farcela stavolta ad arrivare prima.

La lista dei convocati del C.T. José Pekerman

Portieri: David Ospina (Arsenal), Camilo Vargas (Nacional), Cristian Bonilla (La Equidad).
Difensori: Carlos Valdés (Nacional), Darwin Andrade (Standard Liegi), Cristian Zapata (Milan), Jeison Murillo (Granada), Camilo Zúñiga (Napoli), Pablo Armero (Flamengo), Santiago Arias (PSV Eindhoven), Pedro Franco (Besiktas).
Centrocampisti: Carlos Sánchez (Aston Villa), Edwin Cardona (Monterrey), Edwin Valencia (Santos), James Rodríguez (Real Madrid), Juan Guillermo Cuadrado (Chelsea), Alexander Mejía (Monterrey).
Attaccanti: Carlos Bacca (Siviglia), Jackson Martínez (Porto), Luis Fernando Muriel (Sampdoria), Falcao (Manchester United), Víctor Ibarbo (Roma), Teofilo Gutierrez (River Plate).

PERU’

L' undici di Gareca in amichevole
L’ undici di Gareca in amichevole

Gli Incas vantano il bottino di 2 competizioni vinte nel 1939 e 1975 e nell’ ultima apparizione di 4 anni fa terminarono addirittura al 3° posto, arrendendosi soltanto contro l’ Uruguay in semifinale e battendo nella “finalina” l’ altra sorpresa Venezuela. A Lima ancora si stropicciano gli occhi pensando alle gesta della squadra di Sergio Markarian e tutti vorrebbero tanto poter ammirare nuovamente un’ impresa del genere. Molto complicato ad onor del vero, ma il destino di quest’ avventura dipenderà proprio dal match contro il Venezuela, in programma il 18 giugno per la 2a giornata, che sarà decisivo per la qualificazione di una o l’ altra ai quarti di finale. Difficile infatti immaginare peruviani e venezuelani passare insieme al turno successivo, se Brasile e Colombia faranno il loro dovere come da pronostico, ed è probabile che sarà una sorta di “spareggio” da dentro o fuori per candidarsi ad un ripescaggio da terza classificata. Per fare bene da subito è stato chiamato Ricardo Gareca, che ha rimpiazzato Bengoechea nel marzo scorso, disputando appena due amichevoli: la prima persa con il Venezuela di misura e la seconda pareggiata 1 a 1 recentemente contro un Messico in versione sperimentale. Tempo a disposizione per Gareca ce n’è stato davvero poco, ma El Tigre ha voglia di riscattarsi dopo l’ ultima deludente esperienza al Palmeiras e ha girato frequentemente per gli stadi del campionato locale per osservare da vicino i papabili da portare in Cile; chiaramente la Primera Division non è un campionato d’ élite e dunque l’ apporto di alcuni elementi provenienti dall’ estero sarà determinante: parliamo di Guerrero, capocannoniere in Argentina con 5 goal, spesso al centro delle polemiche e trasferitosi da poco dal Corinthians al Flamengo, del centravanti 36enne Claudio Pizarro del Bayern, e poi di Farfan (non al meglio fisicamente), Juan Manuel Vargas e il centrale difensivo Zambrano. Quest’ ultimo chiamato a dirigere l’ intero pacchetto arretrato assieme a Ramos (Juan Aurich) o Alberto Rodriguez (Sporting Cristal) e i terzini Yotun e Advincula, entrambi protagonisti in Europa con Malmoe e Setubal. A centrocampo pesa la mancanza del giovane del Twente Renato Tapia, al suo posto l’ intramontabile Carlos Lobaton, bandiera dello Sporting Cristal, a far coppia con il compagno di Club Josepmir Ballon; sulle fasce Carrillo dello Sporting Lisbona e il fiorentino Vargas garantiscono qualità, anche se con prestazioni altalenanti, resta da vedere chi agirà alle spalle dell’ unica punta El Barbaro Guerrero, probabilmente uno tra Cueva (Alianza Lima) e Joel Sanchez (U de San Martin). Chissà se le potenzialità della Blanquirroja verranno fuori e saranno sufficienti, importante per Gareca sarà avere un gruppo coeso e in cui tutti remano dalla stessa parte, capace di sopperire con la corsa e la voglia di lottare a delle evidenti lacune tattiche.

La rosa a disposizione di Ricardo Gareca

Portieri: Diego Penny (Sporting Cristal), Pedro Gallese (Juan Aurich), Salomón Libman (Un. César Vallejo).
Difensori: Luis Advíncula (Vitória Setúbal), Christian Ramos (Juan Aurich), Yoshimar Yotún (Malmoe), Carlos Zambrano (Eintracht Francoforte), Jair Céspedes (Juan Aurich), Hansell Riojas (Un. César Vallejo), Pedro Paulo Requena (Un. César Vallejo).
Centrocampisti:
Juan Manuel Vargas (Fiorentina), Josepmir Ballón (Sporting Cristal), Carlos Lobatón (Sporting Cristal), Paolo Hurtado (Paços Ferreira), Edwin Retamoso (Real Garcillaso), Christian Cueva (Alianza Lima), Carlos Ascues (Melgar), Joel Sánchez (Un. San Martín), André Carrillo (Sporting Lisbona).
Attaccanti:
Claudio Pizarro (Bayern Monaco), Jefferson Farfán (Schalke 04), Paolo Guerrero (Corinthians), Yordy Reyna (RB Lipsia).

VENEZUELA

I venezuelani capitanati da Arango
I venezuelani capitanati da Arango

Il movimento calcistico venezuelano desta particolarmente l’ interesse degli appassionati, per le sue forme e le sue storie uniche, ma è purtroppo ancora arretrato rispetto ad altre realtà del Sud America. Infatti, dati alla mano, nessuna squadra di Club ha mai vinto competizioni internazionali in Sudamerica, tanto meno la Vinotinto è mai riuscita ad aggiudicarsi una Copa America, né a qualificarsi per un Mondiale. Sia a livello di Club che di Nazionale, la bandiera venezuelana si è macchiata di tante, troppe delusioni ed è normale, quindi, che il 4° posto finale conquistato miracolosamente nel 2011 facesse finalmente ben sperare i tifosi. I ragazzi capitanati da mister Cesar Farias giocarono alla pari con squadre del calibro di Brasile, Cile e Paraguay e si pensava potesse essere il preludio alla prima qualificazioni ai Mondiali, quelli di Brasile 2014. Il girone sudamericano ha visto però il Venezuela collezionare 20 punti e terminare 6° e vedendo così infrangersi il sogno della rassegna iridata. Nell’ ottobre 2013 il comunque venerato Farias ha lasciato l’ incarico dopo 5 anni e nel febbraio 2014 è stato nominato Noel Sanvicente come selezionatore: in patria è un vero e proprio recordman, avendo trionfato sulla panchina del Caracas (5 campionati e 1 coppa nazionale) e dello Zamora (due titoli). Certo, le prime apparizioni in amichevole non sono state molto confortanti, con le sconfitte rimediate contro Honduras, Sud Corea, Cile (5-0), Bolivia e per ultima la Giamaica nel marzo 2015, ma si spera che l’ 1 a 0 inflitto al Perù ad aprile sia quantomeno di buon auspicio. Se si dà uno sguardo all’ organico di Sanvicente, notiamo come molti membri della spedizione argentina siano tuttora presenti, seppur alcuni abbiano un dribbling e una tenuta fisica meno dirompenti di una volta. Tra i pali promosso Dani Hernandez (ex riserva dell’ ormai 36enne Ronny Vega), la linea difensiva sarà pressoché identica a quella di 4 anni fa: Rosales a destra, Cichero a sinistra e al centro Vizcarrondo del Nantes affiancato dallo “spagnolo” Amorebieta del Middlesbrough (in sostituzione di Grenddy Perozo); da ricordare che in Cile non ci sarà lo storico José Manuel Rey, che ha dato l’ addio al calcio. A centrocampo, anche se l’ età avanza.., il livello è decisamente buono con giocatori di fantasia come Juan Arango e il Maestrico Gonzalez e incontristi come Rincon (bella stagione nel Genoa) e Seijas e Lucena, conosciuti nel panorama sudamericano. Lasciato fuori per scelta tecnica Christian Santos del NEC, al pari dell’ attaccante Edder Farias del Caracas; il centravanti titolare sarà l’ arma principale dei venezuelani, ovvero Salomon Rondon, fresco di titolo russo con lo Zenit e autore di 19 reti stagionali. Tuttavia non è da trascurare l’ apporto che potranno dare giocatori come Ronald Vargas e i giovani Jhon Murillo (1995) e Josef Martinez (1993), entrambi vogliosi di stupire come l’ intera Vinotinto.

I combattenti nominati dal Chita Noel Sanvicente

Porteros: Alaín Baroja (Caracas), Wuilker Faríñez (Caracas) y Dani Hernández (Tenerife-ESP).

Defensas: Gabriel Cichero (Mineros), Grenddy Perozo (Ajaccio-FRA), Andrés Túñez (Buriram United-TAI), Wilker Ángel (Deportivo Táchira), Roberto Rosales (Málaga-ESP), Fernando Amorebieta (Middlesbrough-GBR), Oswaldo Vizcarrondo (Nantes-FRA).

Centrocampistas: Rafael Acosta (Mineros), Alejandro Guerra (Atlético Nacional-COL), Ronald Vargas (Baliskersirspor-TUR), Franklin Lucena (Deportivo La Guaira), César González (Deportivo Táchira), Tomás Rincón (Genoa-ITA), Luis Manuel Seijas (Santa Fe-COL), Juan Arango (Tijuana-MEX), Jhon Murillo (Benfica-POR).

Delanteros: Gelmin Rivas (Deportivo Táchira), Nicolás Fedor (Rayo Vallecano-ESP), Josef Martínez (Torino-ITA) y Salomón Rondón (Zenit-RUS).