COLOMBIA, Atlético Nacional campione di Ápertura!

Dopo una finale di ritorno incredibile, il dischetto decreta il successo della verdolaga: ¡Nacional tricampeón! Allo Junior, campione fino al 92’, non resta che recriminare. Osorio tecnico schiacciasassi

(ligapostobon.com.co)
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Un modo per vincere il terzo titolo nazionale consecutivo, senza che la vittoria inizi a risultare noiosa (o quantomeno non inaspettata) è, forse, quello di vincerne uno in questo modo. Con un gol nell’ultimo minuto di recupero, il Nacional vince 2-1, pareggia la serie e si impone per 4-2 ai calci di rigore. Si infiamma la hinchada di Medellín, sul cui cielo ora brilla la 14esima stella: questo titolo pone il Nacional al fianco dei Millonarios come squadra con più titoli nazionali, record di cui gli embajadores andavano molto fieri e che per questo rende ancora più importante il successo per il tifo verde.

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CRONACA DEL MATCH – In un clima rovente, il ricolmo Atanasio Girardot esplode dopo nemmeno un giro di lancetta: punizione sulla trequarti battuta magistralmente da Cardona, Alexis Henríquez insacca e scatena il tripudio sugli spalti. Ad ammutolire los hinchas ci pensa Edinson Toloza, sempre lui, dopo solo un quarto d’ora, riportando il risultato complessivo in situazione di parità. Il Nacional non perde la calma, e continua a giocare in avanti senza sbilanciarsi. Nel secondo tempo, piede sull’acceleratore ma la situazione non cambia, in virtù dei miracoli di Sebastián Viera, superatosi al 60’ con una parata plastica sul cabezazo di Duque. I minuti scorrono, il nervosismo sale, lo Junior inserisce via via tre difensori, ed inizia ad assaporare il gusto di un campionato insperato e sofferto. Il Nacional chiude con due punte e quattro trequartisti, ma è tutto inutile, là davanti non si riesce a concertare un’azione pericolosa. Così, quando due dei tre minuti di recupero sono trascorsi, la rassegnazione sembra essersi diffusa in tutto lo stadio; Franco Armani batte, con ogni probabilità, l’ultima rimessa dal fondo del match: la difesa juniorina, imbottita di giocatori, pasticcia regalando palla a Cardona sulla trequarti. Ancora una volta, il leader del torneo per il Nacional si inventa un assist, mettendo sulla testa del subentrato John Valoy la palla della redenzione. 2-1, si va ai rigori: Armani sale in cattedra, para il rigore al suo collega Viera (errore decisivo che cancella i miracoli nei tempi regolamentari) e si ripete su Vásquez (peggiore in campo), mentre gli uomini di Osorio non sbagliano un colpo, e con 4/4 si portano a casa questo spettacolare Apertura 2014.

DICHIARAZIONI E VOLTI – “In situazioni come queste, viene fuori la nostra categoria” dichiara il modesto Armani, con più di un merito per il successo finale. “Dio mi ha premiato con questo gol fantastico”John Valoy, il volante colombiano – “ho sentito un allegria immensa; lo Junior non ha giocato, il successo è meritatamente nostro”. Sono loro i due volti decisivi di questa final de vuelta, anche se il merito più grande ce l’ha una figura che quest’anno si è imposta come costante e decisiva dalla prima all’ultima partita: tornato finalmente da due stagioni in prestito, proprio allo Junior e al Dep. Cali, nell’intento (realizzato) di temprarne lo spirito tecnico, Edwin Cardona si è subito preso la scena, offuscando il rivale di ruolo amatissimo dalla tifoseria, Sherman Cardenas, e dimostrandosi giocatore fortissimo, pesante, dai piedi sopraffini ma soprattutto al servizio della squadra. Classe ’92, il suo processo di maturazione è impressionante, pur considerando che dai 18 anni in poi il talentino colombiano gioca i playoff con regolarità. Trequartista moderno, anche fisico, gli assist e i successi di questa stagione non gli sono valsi il mondiale, ma la chiamata europea sembra molto vicina.

Infine, ancora una volta, l’ultima di copertina spetta all’architetto della costruzione più vincente del decennio colombiano. Juan Carlos Osorio, da quando siede sulla panchina del verde paisa, ha perso una Copa Colombia in finale e una Superliga. Tutti gli altri trofei disputati, li ha vinti. Non serve altro a descriverne la caratura.

Juan Carlos Osorio, el profe al lavoro sul campo, vincitore di tre titoli consecutivi
Juan Carlos Osorio, el profe al lavoro sul campo, vincitore di tre titoli consecutivi
John Valoy, l'eroe della serata
John Valoy, l’eroe della serata

Probabilmente, ad uno sguardo esterno, l’ennesimo titolo di questi alieni bianco-verdi conosciuti in Sudamerica come los verdolagas de Medellín potrà sembrare l’ennesima formalità, il classico titolo vinto passeggiando dalla squadra egemone del torneo, in attesa di tempi migliori, in stile europeo con Ajax e Bayern Monaco, per intenderci. Non è così, per una manciata di motivi: il primo, vagamente retorico, è che nessun campionato è facile da vincere. Il secondo, questo meno retorico e più reale, è che in Sudamerica nessun campionato è facile da vincere. La Colombia non fa eccezione, semmai rinforza la tesi. Terzo e ultimo, quando una squadra decide di puntare tutto sulla Libertadores, qui, significa spesso e volentieri che i titolari giocheranno solo in quella competizione, con turnover da 9-10-11 giocatori: esattamente ciò che il Nacional, strutturato secondo la rotazione scientifica del professor Osorio, ha fatto regolarmente per l’intero semestre, che ha visto sfumare l’obiettivo principale solo due settimane fa, nella cocente delusione dell’uscita ai quarti per mano del Defensor Sporting.

Nulla di questo titolo è scontato, veramente nulla: il primo posto nel todos contra todos, arrivato nonostante le pesanti sconfitte per mano delle rivali più temute, Millonarios, Junior e Once Caldas; la semifinale contro il Santa Fe, rimontata in casa ma incerta fino all’ultimo. La finale di ieri sera, in cui la rimonta da copione, iniziata dopo soli 60 secondi, ha conosciuto un imprevisto che rischiava di vanificare l’intera stagione, fino all’urlo liberatorio di John Valoy e dei 30mila dell’Atanasio, questa volta quando 60 secondi era il tempo rimasto prima della fine dei giochi. Infine, i rigori, soprattutto quelli avversari disinnescati da Franco Armani, arquero argentino che quest’anno si è preso la sua buona fetta di gloria, anche se è solo uno dei tre portieri che si giocano il posto da titolare e l’anno scorso non giocò la finale del Finalización.

Infine, nonostante tutto, va doverosamente citata la protesta, da parte dello Junior e di gran parte della Colombia non verde, riguardo agli ‘aiutini’ arbitrali a favore del Nacional (squadra che, sottolineano in molti e non solo i maligni, condivide lo sponsor con la Liga stessa, il marchio Postobon); quest’anno l’episodio si è ripetuto più volte, risultando a tratti decisivo: limitandoci ai playoff, si ricordano i due gol in netto fuorigioco che hanno aperto la vittoria ai quarti di finale contro l’Envigado, e l’episodio più contestato dallo Junior, il nettissimo rigore non assegnato nella finale d’andata a favore del tiburón. Nonostante gli episodi e le polemiche, nessuno nega che il successo resti comunque meritato.

PROSPETTIVE FUTURE – C’era da smaltire la delusione di Libertadores, e questo successo sembra essere il giusto deterrente; inevitabile, adesso, concentrare la propria attenzione sull’altro trofeo internazionale di livello, la Sudamericana. Si punterà su quella, sperando che l’estate non porti via pezzi pregiati della rosa. Confermando allenatore e trattenendo i giocatori cardine, si punterà in alto: il ciclo di vittorie vuole essere finalmente coronato con un titolo internazionale.