Cile – Festa a Las Condes, la Universidad Catolica vince il semestre

(credito: emol.com)
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Ottantasei chilometri separano la gioia dalla tragedia sportiva. Succede in Cile, dove tra Santiago e Rancagua si definiva uno dei semestre più combattuti degli ultimi. La Universidad Catolica è campione del Cile, cinque anni e mezzo dopo il suo ultimo titolo; il trend negativo delle ultime stagioni aveva inciso su un club che faticava a ritrovare sé stesso, fin quando le chiavi della squadra non sono state date a Mario Salas. Il tecnico “cruzado” ha compiuto una vera e propria impresa, gestendo il gruppo anche nei momenti peggiori. E così al San Carlos de Apoquindo le lacrime di felicità si scontrano con quelle, più amare, della sconfitta. A Rancagua l’O’Higgins perde clamorosamente in casa contro la Universidad de Concepción, regalando il successo alla U: “Meritavamo noi – ha detto sconsolato il volante Ramon Fernandez con voce spezzata – questa è una di quelle serate che lasceranno il segno“.

SUCCESSO DI NERVI – I numeri della Universidad Catolica parlano chiaro: miglior attacco con 33 gol segnati in 15 uscite, maggior numero di partite vinte e soprattutto un’ottima gestione del mese di buio totale tra febbraio e marzo. Dopo 13 punti nelle prime cinque partite, il semestre sembrava già segnato visto che la principale antagonista – almeno sulla carta – era un Colo Colo in profonda crisi, soprattutto interna, dove i senatori del gruppo hanno iniziato una battaglia contro la dirigenza rea – secondo loro – di non aver rinforzato a dovere la squadra per la Libertadores. La U invece ha remato verso l’obiettivo in maniera coesa, con Salas che a fine febbraio ha portato i suoi ragazzi in ritiro per cementificarne la forza di gruppo. Superato il momento di enpasse, la U è tornata a macinare punti, ma Colo Colo, Palestino, Wanderers e O’Higgins avevano recuperato dando vita ad un campionato con continui ribaltamenti di fronte. Infatti, nelle 15 giornate giocate si è avuta un’alternanza di ben cinque squadre come capoliste: una cosa mai vista a queste latitudini. Recuperata la tempra, la truppa di Salas ha perso due trasferte (San Marcos e San Luis, dominando dal punto di vista del gioco), vincendo però lo scontro diretto con il Palestino e il clasíco universitario contro l’Universidad de Chile. L’epilogo finale di ieri ha visto invece la rimonta sul già salvo Audax; dopo il vantaggio ospite di Vallejos, Castillo e compagni vanno vicini al pari più volte, scatenandosi negli ultimi venti minuti quando Llanos e l’ex Boca Juniors Fuenzalida decidono che la festa può cominciare.

PEZZI DA NOVANTA – Il successo della U è stato costruito mattoncino dopo mattoncino, inserendo giocatori d’esperienza per far crescere ulteriormente i giovani che puntualmente salgono dal vivaio. Il singolo da copertina è naturalmente Nicolas Castillo; molti, in Cile, hanno scritto che l’infortunio del bomber ci ha permesso di vivere un semestre più equilibrato, ed in effetti guardando i meri numeri si può trarre proprio tale conclusione. L’ex punta di Bruges e Frosinone è tornato in patria a gennaio per trovare minuti, e nelle prime giornate è andato a segno per ben sei volte, completando con cinque gol il suo score (11 reti in altrettante presenze) da fine marzo in poi. Tra gli altri elementi preziosi a disposizione di Mario Salas ci sono senza dubbio il centrocampista Fuenzalida, rilanciato dopo l’anno di anonimato passato al Boca, e l’esterno argentino Llanos. Il portiere Toselli, in odore di nazionale, ed il centrale Guillermo Maripán, sono invece stati i punti di forza della retroguardia, schierata a tre secondo il Salas – pensiero.