Cesar Farias sull’esonero: “In Sudamerica non abbiamo pazienza”

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Cesar Farias ormai da una settimana non è più l’allenatore del Cerro Porteño. L’esonero, arrivato dopo l’ufficialità dell’esclusione dalla Copa Libertadores, ha lasciato sconvolto un ambiente intero. Infatti la maggior parte del tifo organizzato del Ciclón ha manifestato solidarietà all’ormai ex dt, che giorni dopo la decisione del club è tornato a parlare ai microfoni dei media venezuelani.

A distanza di tempo è una decisione che non ho compreso – ha dichiarato Farias ad El Meridianoperché ad inizio anno con la società si era parlato di un progetto a lungo termine. Invece alle prime difficoltà il club mi ha messo in discussione“. E’ un Farias abbastanza piccato quello che un centinaio di giornalisti si trovano davanti in conferenza stampa: “Avevamo le carte in regola per fare un ottimo semestre, ma non si può pensare di disfare tutto per alcuni passi falsi. Sicuramente si poteva fare meglio, ma in campo ci sono anche le squadre avversarie“.

Che in Sudamerica i pronostici calcio di oggi siano impronosticabili non è certo un mistero: “Non siamo più ai tempi dei grandi club che dominavano. Oggi vai in Perù, in Bolivia o qui in Venezuela e devi giocartela. Per questo i club devono avere un obiettivo a lunga gittata, per la costruzione di qualcosa. Ci manca pazienza“.

Il posto di Farias lo ha preso Gustavo Morinigo, già ex dt del Nacional di Asuncion, club che ha condotto alla finale di Libertadores nel 2014. “Auguro al mio successore ogni fortuna. Non avrà un compito facile“.